Dopo la festa si contano i danni ...!!

Ed io sono sicuro che alla domanda di dove ciò  che emarginato nel titolo  abbia avuto il massimo delle conseguenze , saresti tutti in grado di rispondere : In Campania e più specificatamente a Napoli e della di lei Provincia . Premesso subito che per me non trattasi di un fenomeno che si sobbarca tutto sulle spalle delle classi più abbienti e culturalmente più fragili , provo a spiegarne i motivi. Purtroppo , pur anco gli Ambientalisti , Animalisti e Buonsensisti napoletani, invece di lasciare i botti ( almeno quelli illegali ) sulle bancarelle fuorilegge ( se ne sono contate più di 200 senza che il Compagno De Magistris sia intervenuto tramite la Polizia municipale, nda), e moderare al minimo l’uso di quelli consentiti , diventano un “corpo unico “ e non ce la fanno proprio a non comprare i botti per poi sparargli nella notte dell’ultimo dell’anno . In una sola notte, tra Posillipo e Capo Sorrento , viene rilasciata una quantità di diossina pari a quella prodotta , in un anno , da 120 inceneritori . Che se lo sapesse Greta , con il caz.z.o che andava a parlare a Napoli alla facciacciaccia brutta dei calcoli da ambientalista de noartri del Cazzaro di Napoli che , poi , vuole sfidare i Premi Nobel che , sicuramente , come ha affermato, ne sanno meno di lui ( vi prego di offrire al Cazzaro una sincera preghiera ed augurio di rapida guarigione , nda). E cosa si fa per abbandonare questo tristissimo record e spettacolo che , invariabilmente , anno dopo anno , si ripete ?? Niente per gli educati , un caz.z.o di niente per le ombrette come me !! Ma checcazzo vuoi fare con questi trogloditi dei botti ?? Da una città che continua ad invocare miracoli contro la sorte cinica e bara senza mai provare a tirarsi su le maniche e sempre in attesa di ricevere O’Miracolo e/o O’ Favore , cosa vuoi attenderti ?? Questi continueranno a sparare perché , facendolo, continuano a “fare i Napoletani “. Per compiacere e compiacersi ( prova: il Cazzaro di Napoli). E pure per rimuovere , con i botti e la potenza dei fuochi , quel senso di impotenza e di inferiorità , che gli attanaglia colpevolmente. Da sempre !!   Buon anno 

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11 messaggi in questa discussione

Ma a Napoli non usavano buttare dalla finestra anche la roba vecchia?

Non si usa più,?

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ogni anno, a causa botti, illegali e no, di cui col capodanno c'entrano come i broccoletti di bruxelles in UE, molti animali, specie quelli + anziani e magari randagi o nei canili, muoiono di paura...

x loro, poveri innocenti ke debbono subire, provo veramente dispiacere...

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Una premessa: io sono contrarissimo ai botti e ai fuochi pirotecnici. Da ragazzo, come ogni napoletano, ne sparavo anch'io a Capodanno, con parenti e amici. Dopo la prematura morte di mia madre, a casa mia, per volere di mio padre, non si è più accesa nemmeno una stellina. Ma all'epoca io avevo già maturato la mia totale avversione a quella sciocca tradizione. Ovviamente sono contrarissimo all'uso dei fuochi artificiali anche in qualsiasi altra circostanza: feste civili, religiose, matrimoni, vittorie sportive, etc. Li considero non solo un inquinamento ambientale e un rischio di gravi infortuni (se non maneggiati da esperti), ma un inaccettabile disturbo della quiete pubblica e un intollerabile spreco, specie quando è lo Stato o il Comune a mandare letteralmente in fumo i soldi dei contribuenti. Molti anni fa io e mia moglie, cattolica praticante, ci facemmo promotori di una petizione indirizzata al parroco in cui gli chiedevamo di abolire l'uso dei fuochi nelle feste parrocchiali e in occasione dei matrimoni e degli altri riti celebrati in parrocchia, per destinare ai bisognosi le relative spese. La petizione fu accolta ma il nuovo parroco non è della stessa idea. Nonostante le nostre proteste, nel piazzale antistante la chiesa si "sparava" quasi tutte le settimane. Per es. all'alba del giorno dedicato al Santo titolare ma anche per San Giuseppe, San Gennaro, Santa Lucia, Sant'Anna, San Ciro, l'Assunta, etc. etc., Per non parlare di matrimoni e battesimi. Ho fatto mandare al parroco piromane una lettera di diffida dal mio avvocato, ricordandogli che il disturbo della quiete pubblica è un reato, nonché l'obbligo di legge di chiedere e ottenere l'autorizzazione comunale per tutti gli spettacoli pirotecnici e di affidare gli stessi a personale qualificato e autorizzato, nel rigoroso rispetto di tutte le norme di sicurezza (che non sono poche). Una diffida analoga l'ho fatta spedire al titolare di un noto ristorante del mio quartiere aduso a "sparare" ben dopo la mezzanotte al termine di banchetti di matrimonio, compleanno etc. Le diffide hanno colpito nel segno e da allora nella mia zona si sta abbastanza tranquilli: si sparano assai meno botti che in passato e solo in orari accettabili. 

Premesso ciò, io dico che questa storia dei botti di Capodanno a Napoli e provincia che sarebbero equivalenti alle emissioni ANNUE di diossina di ben 120 inceneritori puzza molto di BUFALA. Di sicuro è una colossale ESAGERAZIONE. Bisognerebbe prima di tutto specificare a quali inceneritori ci si riferisce. Quelli di ultimissima generazione sembrano, dico sembrano, abbastanza sicuri sul fronte diossine e furani, ma non sotto l'aspetto delle micidiali emissioni di nanopolveri. Ancora nel 2008 un corposo e dettagliato documento UE identificava nell'incenerimento dei rifiuti urbani la "causa dominante" delle emissioni di diossina nell'aria. E la stragrande maggioranza degli inceneritori operativi in Italia sono anteriori al 2008. D'altra parte oggi almeno il 95% dei botti di Capodanno sono legali (anche se spesso venduti da abusivi) cioè sono conformi alle norme europee (che non sono poche né blande). Ed è impensabile che queste norme possano ammettere limiti così alti alle emissioni di diossina. Una sostanza che a parità di peso è 2 milioni di volte più tossica dell'arsenico! Certo i prodotti pirotecnici contengono metalli pesanti e altre sostanze inquinanti, ma non mi risulta che contengano composti organici dunque non si capisce come la loro combustione possa produrre diossina, e in simili quantità. Insomma, siamo molto probabilmente davanti a una bufala o a una colossale esagerazione, propalata a beneficio della potente lobby inceneritorista e degli squallidi odiatori dei napoletani, che nel 2020 hanno ancora la mente bacata dal razzismo.

 

 

 

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23 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Insomma, siamo molto probabilmente davanti a una bufala o a una colossale esagerazione, propalata a beneficio della potente lobby inceneritorista e degli squallidi odiatori dei napoletani, che nel 2020 hanno ancora la mente bacata dal razzismo.

https://www.italiaoggi.it/archivio/piu-che-dei-fuochi-e-terra-dei-botti-che-inquinano-come-120-inceneritori-1857951

Uno studio della Cewep (Confederation of european waste-to-energy plants), citato da Daniele Fortini (già amministratore delegato di Asia, l'azienda della nettezza urbana di Napoli ) e Gabriella Corona nel loro libro Rifiuti (XL editore), ci dice infatti che nel Capodanno 2005 i fuochi d'artificio esplosi nella sola città di Napoli hanno rilasciato una quantità di diossina pari a quella prodotta in un anno da 120 inceneritori di rifiuti. Avete letto bene: non uno, non dodici, ma centoventi.

La potente lobby inceneritorista (?) ha colpito ancora. 

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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46 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

 

.....io dico che questa storia dei botti di Capodanno a Napoli e provincia che sarebbero equivalenti alle emissioni ANNUE di diossina di ben 120 inceneritori puzza molto di BUFALA. Di sicuro è una colossale ESAGERAZIONE..... Ed è impensabile che queste norme possano ammettere limiti così alti alle emissioni di diossina. Una sostanza che a parità di peso è 2 milioni di volte più tossica dell'arsenico! Certo i prodotti pirotecnici contengono metalli pesanti e altre sostanze inquinanti, ma non mi risulta che contengano composti organici dunque non si capisce come la loro combustione possa produrre diossina, e in simili quantità. Insomma, siamo molto probabilmente davanti a una bufala o a una colossale esagerazione, propalata a beneficio della potente lobby inceneritorista e degli squallidi odiatori dei napoletani, che nel 2020 hanno ancora la mente bacata dal razzismo....

 

 

 

 

 

E se lo dice l’ammazza Premi Nobel , Il Cazzaro di Napoli , dobbiamo crederci . Eccheccazzo !! Siamo uomini o caporali ?? Questo e’ un idio ta !! Garantito. Al limone ...!! 

Botti di Capodanno, a Napoli diossina come quella di 120 inceneritori in un anno

 
2 Gennaio 2019
 

Fonte immagine: Pexels

Allarme inquinamento da botti di Capodanno, nella zona di Napoli percentuali di diossina nell’aria come quelle create da 120 inceneritori in un anno.

Botti di Capodanno sono una fonte spaventosa di inquinamento da diossinapolveri sottilimetalli. Un reportage del Corriere della Sera e Greenstyle infatti racconta come questa tradizionale attività per salutare l’anno nuovo sia inutile e dannosa non solo per gli animali (tantissime le campagne a salvaguardi dei cani) ma anche per l’ambiente. Una delle città simbolo dei botti a Capodanno è sicuramente Napoli e proprio nella zona metropolitana campana ogni anno si svolge un vero disastro ambientale infatti la diossina rilasciata dai botti nell’aria è pari a quella di 120 inceneritori in un anno. La stima è stata fatta analizzando le emissioni di diossina da Posillipo e Capo di Sorrento nel Capodanno...

 

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A quanto pare le mie due fedeli ombrette, Mark e Sauro, hanno deciso di venirmi dietro anche nel 2020. Poveracce, non posso biasimarle, anzi mi stanno quasi diventando simpatiche. Riescono a scrivere ben poco di serio, ma sempre più di quello che riuscirebbero a produrre autonomamente. E poi si fanno pure compagnia, che per due orsi come loro è un gran bene. In poche parole, per questi due forumisti vivere all'ombra dell'umile sottoscritto fa la differenza tra l'essere e il nulla, direbbe Sartre.

Sono due noti bufalari, con un modesto bagaglio culturale, quindi invecchiando sono diventati anche creduloni come polli da batteria. Ora riportano il risultato, si fa per dire, di una ricerca o pseudo tale, secondo la quale la diossina rilasciata nella sola notte di Capodanno a Napoli e provincia sarebbe pari a quella emessa in un anno da ben 120 inceneritori. Tenuto conto che a Napoli si spara per festeggiare il nuovo anno almeno dai primi anni '50, proviamo a calcolare quanta diossina (veleno 2 milioni di volte più tossico dell'arsenico) sarebbe ricaduta sui terreni agricoli della  provincia di Napoli in 70 anni. Non dovrebbe esserci più un solo pozzo di acqua potabile in tutta la provincia. Ma in realtà i miei due bufalari parlano di un risultato privo di qualsiasi credibilità scientifica già nella forma in cui è espresso. Nel mondo esistono inceneritori da poche centinaia di tonnellate fino a 2 milioni di tonnellate di rifiuti bruciati in un anno. Inoltre un inceneritore progettato 30 anni fa ma ancora operativo potrebbe emettere, a parità di rifiuti bruciati, fino a 1000 volte più diossina di uno di ultima generazione (che però potrebbe emettere più nanopolveri). Di che tipo sono i 120 inceneritori assunti come unità di misura delle emissioni di diossina dei bengala, dei fischiabotti e dei tric trac dei napoletani? Boh! Una incertezza forse perfino più grande affigge il misurando. Chi può dire quanti e quali botti e prodotti pirotecnici, tra legali e illegali, vengono sparati a Capodanno a Napoli e provincia? Ed esiste una tabella della diossina emessa per ogni kg di ciascuno di questi prodotti in seguito alla combustione? A me non risulta. Mentre mi risulta che la diossina sia emessa solo in seguito alla combustione di composti organici (plastiche, rifiuti urbani e simili, idrocarburi e carboni) e in assenza di zolfo. Nei fuochi artificiali c'è del carbone ma c'è anche molto zolfo. A lume di naso direi che le emissioni napoletane di diossina la notte di Capodanno siano grosso modo assimilabili a quelle emesse da una vecchia centrale termoelettrica a carbone di medie dimensioni, o da una vecchia acciaieria, ma non in un anno bensì in un paio d'ore. Oppure a pochi minuti di funzionamento della vecchia rete ferroviaria nazionale prima che venisse elettrificata (cioè all'epoca delle locomotive a carbone). Insomma, siamo di fronte all'ennesima colossale balla fatta apposta per mandare in solluchero gli odiatori dei napoletani. Ma non tanto grande quanto la balla gastronomica di Sauro24. Che non si decide a passare a un nick decente con l'anno nuovo e che accomuna in un unico "pranzo natalizio" partenopeo la pasta al forno, la minestra maritata e le fritture di pesce e baccalà. ORRORE!!! La pasta al forno è tipica del pranzo di Natale (o del primo dell'anno); la minestra maritata i napoletani la mangiano il giorno dopo, 26 dicembre Santo Stefano; mentre le fritture appartengono solo al cenone della vigilia (cioè del 24 e del 31). 

 

 

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18 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Chi può dire quanti e quali botti e prodotti pirotecnici, tra legali e illegali, vengono sparati a Capodanno a Napoli e provincia? Ed esiste una tabella della diossina emessa per ogni kg di ciascuno di questi prodotti in seguito alla combustione? A me non risulta.

Evidentemente risulta alla Cewep (Confederation of european waste-to-energy plants), il cui studio (citato da Daniele Fortini, già amministratore delegato di Asia, l'azienda della nettezza urbana di Napoli ) afferma che nel Capodanno 2005 i fuochi d'artificio esplosi nella sola città di Napoli hanno rilasciato una quantità di diossina pari a quella prodotta in un anno da 120 inceneritori di rifiuti. Centoventi.

Poi è possibilissimo che presso il tuo autorevolissimo barbershop di fiducia siano disponibili altri dati.

POSSA IL 2020 REGALARTI UN MINIMO DEL COMUNE SENSO DEL RIDICOLO 

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da ilsauro24ore

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Toh , senti senti il maestro di sostegno dei Premi Nobel .  Facci la presa , idio ta .  Prrrrrrr

“È stato un Capodanno da mozzare il fiato, nel senso letterale del termine, quello che hanno vissuto napoletani e turisti tra il 31 dicembre ed il I gennaio. L’esplosione di botti, petardi ed artifici pirotecnici di ogni sorta, infatti, combinata con l’assenza di vento, ha fatto schizzare oltre ogni record le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria dell’ Arpac, l’agenzia regionale che misura l’inquinamento in atmosfera. «Alla Ferrovia - quantifica Giuseppe Onorati, il dirigente che coordina la mappatura dei veleni che respiriamo - la nostra apparecchiatura ha registrato il I gennaio una media di 376 microgrammi per metro cubo d’aria di polveri sottili. Il limite da non superare è 50 microgrammi. Quel che è peggio è che nella stessa giornata la media delle polveri ultrasottili, che sono di diametro inferiore e quindi penetrano più facilmente rispetto a quelle più grandi nel sistema respiratorio, è stata elevatissima: 343 microgrammi per metro cubo di aria».

Se poi dal valore medio si passa all’analisi puntuale dei picchi orari, emergono numeri impressionanti: intorno alle due della notte tra il 31 dicembre ed il I gennaio la centralina della zona Ferrovia ha segnato una concentrazione di polveri ultrasottili di oltre 3000 microgrammi per metro cubo di aria. Si conferma, dunque, la fondatezza dell’allarme che alla vigilia di Capodanno era stato lanciato dal commissario dell’Arpac, Stefano Sorvino, il quale, alla luce delle esperienze degli anni scorsi, aveva invitato i napoletani a non sottovalutare i danni che i botti di Capodanno determinano peri nostri polmoni, oltre che per arti, viso, occhi.

 

 

 

«Il problema principale a fronte di picchi così elevati, ma limitati nel tempo - spiega Gennaro D’Amato, pneumologo e membro del gruppo di ricercatori del G7 che sta completando il documento sugli impatti sulla salute dei cambiamenti climatici - è che si scatenino crisi di asma, in particolare nei soggetti già predisposti. Possono verificarsi episodi anche molto seri e ne ho osservati diversi, quando lavoravo ancora al Cardarelli. Irritazioni bronchiali, tosse, malessere generalizzato sono altre possibili conseguenze dannose per l’organismo di chi si trovi immerso nella nube di polveri sottili che avvolge Napoli dopo la mezzanotte del 31 dicembre».Smaltito l’effetto Capodanno, peraltro, e complice il mutamento delle condizioni meteo e l’aumento della ventilazione, i valori del particolato ieri si sono drasticamente abbassati. Rimangono i problemi dell’inquinamento ordinario, quello provocato ogni giorno dalle auto, dall’uso scriteriato dei riscaldamento e dei condizionatori, dal porto e dall’aeroporto. Nel 2017 Napoli ha superato per 40 giorni la soglia di 50 microgrammi per metro cubo d’aria di polveri sottili. Il limite di legge è di 35 sforamenti nell’arco dei 12 mesi “. 

Modificato da mark222220

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Namo  avanti a beneficio  del fratello di chi occupa lo studio che fu di Einstein !! Cazzar man , do you  know Cewep ??  No ??  Ahi ahi ahi ...!!                                                                          “Uno studio della Cewep(Confederation of european waste-to-energy plants) ha messo in evidenza che nel Capodanno 2005 i fuochi d'artificio esplosi nella sola città di Napoli hanno sprigionato una quantità di diossina pari a quella rilasciata in un anno da 120 inceneritori di rifiuti “. 

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Come si può leggere qui, gli sforamenti sulle polveri sottili sono molto più frequenti a Milano e Torino che a Napoli. Dove peraltro i valori sono misurati a via Argine che è periferia e zona industriale. I valori nel centro storico (che è in buona parte isola pedonale) sono molto più bassi.

https://www.repubblica.it/ambiente/2017/02/02/news/lo_smog_in_italia_i_dati-157450731/?refresh_ce

Ma in ogni caso una nuvola di polveri da fuochi artificiali viene spazzata via rapidamente dal vento, mentre la diossina che ricade al suolo vi resta fino a 15 anni negli strati superficiali e fino a 100 anni in quelli profondi. Quindi si accumula e avvelena le falde acquifere. Sarei curioso di leggere quanta diossina, espressa in grammi non in inceneritori, fu emessa a Capodanno 2005 nel napoletano secondo il Cewep. Vorrei anche conoscere dove erano piazzati i rilevatori di concentrazione di diossina del Cewep. Ripeto: il tutto mi puzza di bufala sesquipedale. 

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Eh no Cazzaro !!  No no !! A te non deve puzzare proprio niente !! A te non deve interessare niente  in quali zone di Napoli vengono raccolti i dati sulle polveri sottili . Te non puoi e non devi permetterti di dire che siamo di fronte ad un imbroglio ed ad una balla sesquipedale dei soliti detrattori che ce l’hanno con  Napoli . Te non puoi permetterti tuttocio’ perché non sei nessuno . Puoi farlo dal barbiere Carmine Petruzziello e stop . E stando bene attento che nel salone non ci sia nessuno oltre a te e Carmine ed avere la sensibilità di interrompere il dialogo se dovesse entrare un cliente .  A te non stanno bene le conclusioni a cui sono giunte le Autority indipendenti in cui operano esperti e scienziati del settore ?? Benissimo !! Allora , per favore , o citi la TUA pubblicazione antiNobel  sul problema che smentisce le Organizzazioni citate,  oppure citi altre fonti che , con dati alla mano , fanno quel che a te non riesce. Chiarooo idio ta ?? Perché se non lo fai dimostri , per l’ennesima volta , di essere il più grande spettacolo di idiozia naturalmente dopo il Big Ben . Adesso ti cito un altro rapporto emesso da un’altra organizzazione che mi farai il piacere di andare a cercare sul Web e definirla bufala . Ci siamo ebe te ?? 

 

“Oggi si sa che la vera problematica è altrove: il problema fondamentale dei fuochi d’artificio risiede principalmente nelle polveri fini. Le polveri fini (PM10) possono sia peggiorare malattie esistenti sia provocarne di nuove. Perciò non è solo una piccola parte della popolazione ad esserne coinvolta bensì ognuno di noi: le polveri fini non si fermano davanti ad alcun polmone.  Certamente ci sono fonti di polveri fini molto più importanti dei fuochi d’artificio. Ma non c’è alcuna fonte di polveri fini che, come i fuochi d’artificio, in un tempo così ridotto, emette un carico di polveri fini che supera di otto volte e più il valore limite.  Inoltre, quando si accendono i fuochi d’artificio viene liberata una miscela di sostanze chimiche esplosive. Bruciando, le diverse sostanze mescolate scatenano delle reazioni chimiche; si formano una quantità di nuove sostanze dalle composizioni sconosciute e velenose”. 

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