Ho trascorso il Natale a Napoli ...

Insieme con i miei , abbiamo deciso, il giorno della vigilia, di fare colazione con un bel "cuoppo".  un cono di carta contenente pezzi di frittura napoletana ( arancine, panzarotti, pizza fritta, pizzettine di semola, ecc.). Mi/ci ha servito/i un certo Sossio Capece , figlio di una biscugina del Cazzaro di Napoli .  A Via Toledo sono nate decine di friggitorie, meta di centinaia di ragazzi napoletani, file enormi, turisti incuriositi. Non e' uno spettacolo bellissimo ma fa parte dello scotto: Napoli e'  invasa da visitatori e pure le friggitorie sono pezzi di tradizione. Sossio mi ha tenuto impegnato per quasi un’ora in una sorta conferenza con l’obbiettivo di indottrinarci . Il succo della conferenza e’ stato questo : A Napoli il fast food della pizza fritta e' un monumento artistico, e' tradizione riproposta in forma viva. E percio' ci passi su anche se “ U cuoppo” e’ diventato freddo . Optiamo per un rapido spuntino di calzoni e arancini da Luise, comodamente seduti a tavolino, senza fare file, davanti alla funicolare centrale di piazzetta duca d'aosta dove Luise ha eretto orribili scatoloni di plexiglas che ospitano tavolini: una bestemmia estetica di uno degli angoli tipici di via Toledo. Ma tant'e' !! Una bella passeggiata per via Chiaia fino a piazza dei Martiri, per comprare da Feltrinelli il libro che ho eletto "regalo dell'anno" :  l'Alfabeto Napoletano di Renato De Falco. Qui ho trovato un commesso , tal Sasa’ Gragnaniello , cugino di sangue del Cazzaro di Napoli , che prima di consegnarmi il libro , ha tenuto una lectio magistralis sui contenuti del libro . Lo ha fatto da pars suo dimostrando che il sangue non e’ acqua e che la parentela con il Cazzaro Partenopeo e’ ben meritata . Ha detto :”  Questo e’ il testo base della "napoletanofonia". Questo e’ il volume che dimostra dove e come  la nostra lingua, la piu' espressiva e filosofica del mondo, abbia contenuti ben maggiori di un Dizionario Treccani.  E’ un libro  ricco di pensiero, letteratura, curiosita' storiografiche. Questo e' un must non solo per i Napoletani ma per l’universo intero “.  Ancora “scosso” da quelle parole , percorro ancora  via Toledo e propongo sosta da Pintauro per una sfogliatella calda. E' la piu' antica sfogliatelleria napoletana gestita dalla zia del Cazzaro Napoletano . La proprietaria , Filomena Carannante , non si e' mai avventurata oltre: a frolle e ricce, da sempre, aggiungeva solo il baba'. Anche Pintauro e' un must e un cult. Su consiglio di Filumena , adocchio , stavolta, guantierine di struffoli. Decido di prenderne 3 da asporto . Sentendomi “napoletano” , so che  non manca mai alla cena della vigilia su nessuna tavola napoletana. Mi colpisce la strana anemicita' degli struffoli di Pintauro: manca lo splendore dorato delle palline fritte imbevute di miele lucente e abbellite da confettini e canditi così come ha declamato il Cazzaro Napoletano .  Sono le caratteristiche  essenziali degli struffoli. Questi sono, nvece, quasi bianchi. Deluso, non cambio idea e procedo all'acquisto. A casa la assaggio: una vera schifezza, anemiche palline vuote dentro e insapori. Dello struffolo declamato dal Cazzaro nemmeno l'ombra. Per prima mi dico: Ha tradito Pintauro od  ha tradito il Cazzaro Napoletano ? Pintauro  si e' piegato alla truffa gastronomica per ingannare il turista oppure il Cazzaro partenopeo ci ha “narrato” la solita panzana ?? Ed e’ li, avvolto nei miei pensieri che incontro Gege’ Esposito , nipote del Cazzaro intento a dare indicazioni stradali ai turisti  in : Inglese , francese , tedesco , vallone , belga ed in esperanto...!! Mi dice subito che esiste la variante al forno  degli struffoli. Confesso l'ignoranza: non lo sapevo e non l'ho mai assaggiati . Fatti al al forno e non fritti ?? Allora  per me non-struffoli ed il Cazzaro e’ un impostore !! Sara'...Si spiega la "truffa": Pintauro fa solo sfogliate, non ha friggitoria, solo inforna. Ecco spiegato lo struffolo-non struffolo, anemico, insapore e senza lucentezza. Pago ( dopo una certa fila, ma da Pintauro e' giustificata) ed esco ( senza scontrini ) Dove sono i miei amici e compagni di passeggiata ?? Fanatici tifosi juventini  come loro sono , lo immagino. A pochi metri da Pintauro un negozio di gadget per tifosi del Napoli: straordinario museo “dell'espressivita' della lingua “ e del pensiero napoletano applicato al calcio !!  E' un luogo culturale !! Ma non lo consiglio. Oltre le espressioni del tifo azzurro e' pieno di frizzi, lazzi e contumelie verso una sola categoria di tifo avverso: quello juventino. Una croce in tutti gli slang partenopei : Quel “ mannaggia a chi te’ muorto  “ in dialetto di Torre del Greco rimarrà per sempre scolpito nella mia mente ...Saluti 

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