a proposito di scuole:in quelle italiano si insegna l'arabo

Sono trentasei le scuole primarie e medie statali di Milano in cui gli alunni stranieri sono più di quelli italiani. Senza contare zingari e ‘italiani’ di carta. Un’invasione: 23 scuole elementari e in 13 secondarie dove gli italiani sono in minoranza.
Eclatante, su tutti, il caso dell’istituto in via Pier Alessandro Paravia, in zona San Siro. Qui, infatti, su un totale di 126 iscritti, 115 sono figli di extracomunitari. Insomma, il 91,3% è straniero. Gli altri, di certo, non saranno veri italiani:

“Da questi numeri si evince una cosa molto evidente e chiara: il multiculturalismo sfrenato tanto caro alla sinistra non serve all’integrazione, ma semmai la complica perché livella verso il basso l’istruzione e questo è molto pericoloso perché la formazione dei bambini comincia proprio coi primi anni di scuola. Lo scorso marzo il sindaco si era accorto che un sistema del genere non poteva oggettivamente reggere, dimenticandosi però se i numeri sono questi è anche a causa delle politiche immigrazioniste sue e del suo predecessore : è passato un anno e le percentuali di stranieri nelle scuole continuano a lievitare, forse quando gli italiani spariranno completamente per iscriversi negli istituti privati il sindaco interverrà?”, chiosa Silvia Sardone.

E Milano è solo la punta dell’iceberg. L’Italia è invasa. La vera invasione è quella silenziosa dei famigerati ricongiungimenti familiari: 200mila l’anno. Così ci stanno sostituendo.

Ancora Sardone:”È assurdo che tra i banchi di scuola gli italiani spesso e volentieri si sentano gli stranieri della classe, nonostante si trovino nella propria città. Il rischio concreto, ovviamente, è che i programmi rallentino a danno di tutti. Il multiculturalismo sfrenato tanto caro alla sinistra non serve all’integrazione, ma semmai la complica perché livella verso il basso l’istruzione e questo è molto pericoloso!”.

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5 messaggi in questa discussione

Credo si sbagli: insegnano l'italiano non l'arabo..

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2 ore fa, director12 ha scritto:

Sono trentasei le scuole primarie e medie statali di Milano in cui gli alunni stranieri sono più di quelli italiani. Senza contare zingari e ‘italiani’ di carta. Un’invasione: 23 scuole elementari e in 13 secondarie dove gli italiani sono in minoranza.
Eclatante, su tutti, il caso dell’istituto in via Pier Alessandro Paravia, in zona San Siro. Qui, infatti, su un totale di 126 iscritti, 115 sono figli di extracomunitari. Insomma, il 91,3% è straniero. Gli altri, di certo, non saranno veri italiani:

“Da questi numeri si evince una cosa molto evidente e chiara: il multiculturalismo sfrenato tanto caro alla sinistra non serve all’integrazione, ma semmai la complica perché livella verso il basso l’istruzione e questo è molto pericoloso perché la formazione dei bambini comincia proprio coi primi anni di scuola. Lo scorso marzo il sindaco si era accorto che un sistema del genere non poteva oggettivamente reggere, dimenticandosi però se i numeri sono questi è anche a causa delle politiche immigrazioniste sue e del suo predecessore : è passato un anno e le percentuali di stranieri nelle scuole continuano a lievitare, forse quando gli italiani spariranno completamente per iscriversi negli istituti privati il sindaco interverrà?”, chiosa Silvia Sardone.

E Milano è solo la punta dell’iceberg. L’Italia è invasa. La vera invasione è quella silenziosa dei famigerati ricongiungimenti familiari: 200mila l’anno. Così ci stanno sostituendo.

Ancora Sardone:”È assurdo che tra i banchi di scuola gli italiani spesso e volentieri si sentano gli stranieri della classe, nonostante si trovino nella propria città. Il rischio concreto, ovviamente, è che i programmi rallentino a danno di tutti. Il multiculturalismo sfrenato tanto caro alla sinistra non serve all’integrazione, ma semmai la complica perché livella verso il basso l’istruzione e questo è molto pericoloso!”.

Lei è favorevole o contrario all'insegnamento della matematica mediante l'utilizzo dei numeri arabi ?

L'ultimo giorno di Dicembre, San Silvestro, sarà il 31.12.2019

Oppure il XXXI.XII.MMXIX ?

Come vede, è da tempo immemore che ci hanno sostituito.

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chissà se il sig frizz si troverebbe bene con i numeri romani?

secondo me si troverebbe in estrema difficoltà se gli chiedessero di scrivere la sua data di nascita con i numeri romani.

A dir la verità mi troverei in difficoltà pure io.

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13 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

chissà se il sig frizz si troverebbe bene con i numeri romani?

secondo me si troverebbe in estrema difficoltà se gli chiedessero di scrivere la sua data di nascita con i numeri romani.

A dir la verità mi troverei in difficoltà pure io.

Con i NUMERI ROMANI Herr Frizzdirector non esisterebbe.

Lo ZERO è invenzione indo-persiana e araba.

Quindi Herr Frizzdirector stesso è stato inventato dagli arabi.

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6 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Credo si sbagli: insegnano l'italiano non l'arabo..

come sempre sei un grande disinformato..leggi,studia,informati,altrimenti  resterai un mungitore di capre per sempre:

Nelle scuole elementari di Milano le maestre parlano arabo.

È questa la soluzione adottata da una maestra dell’istituto compresivo Giacosa, quello che tutti conoscono come la scuola del Parco Trotter.


Antonella M. spiega in un’intervista: “Nella mia classe, la Quinta E, ci sono sette bambini egiziani, due appena arrivati: così gli altri, che parlano benissimo le due lingue, mi insegnano le parole principali per farmi capire da loro”.

Il tutto a discapito dei poveri bimbi italiani ostaggio, a casa loro, dell’immigrazione. Ma la maestra se ne sbatta dei bambini italiani, del resto la pagano gli arabi, no?

E su Facebook ha anche condiviso il “vocabolario arabo per la maestra Antonella” compilato dai suoi studenti egiziani. I due bambini hanno anche redarguito l’insegnante, invitandola a “Imparare l’arabo” e a “studiare”.

“Ora sto cercando di imparare a pronunciare correttamente le prime parole, e quando dico “mashi”, che vuol dire “va bene”, gli occhi dei miei nuovi bambini si illuminano”, dice Antonella. La sua, secondo lei, è addirittura “un’idea da brevettare”.

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