Chiedo lumi ai forumisti seri

Cari amici, perdonate per la marginalità della domanda, ma ci sono, come vi sarete accorti, due forumisti poco seri e ossessionati in modo patologico dalla mia presenza nel forum. Mi seguono come la mia ombra. Non si perdono un post del sottoscritto, vanno pazientemente a riesumare perfino quelli vecchi di anni. Immagino che la mattina presto, mentre io esamino la rassegna stampa della prima pagina dei maggiori quotidiani, quei due accedano al mio profilo impazienti di passare al microscopio tutto quello che ho scritto in nottata o in loro assenza. Dopodiché posano il microscopio, inforcano un naso da pinocchio, imbracciano la clava e mi coprono di insulti dalla mattina alla sera, appoggiati su falsità, illazioni e invenzioni sul sottoscritto e su quanto scrivo; o sul loro amor proprio punto nel vivo ogni volta che, per amore di verità, li sbugiardo, e ogni volta (invero spesso) che si trovano a corto di argomenti seri e razionali contro le tesi che razionalmente sostengo. Mi seguono in ogni discussione e in ogni mio post come due ombre permalose, rancorose, livorose, e in definitiva come due ombre maleducate e del tutto incapaci di discutere con me in modo civile. Eppure, proprio voi forumisti seri in più occasioni avete voluto gratificarmi e confondermi riconoscendo nella mia modesta persona un forumista civile, preparato e aperto al dialogo. Probabilmente quei due sono anche due ombre invidiose. 

A questo punto la mia banale domanda è:

Cari amici, cosa facevano Sauro24 e Mark22... durante i miei tre mesi di assenza forzata dal forum? Si assentarono pure loro oppure si concentrarono su qualche altro sfortunato forumista rompendogli gli zebedei dalla mattina alla sera? 

Infine, mi rivolgo alle mie due ombre per una domanda altrettanto banale:

Care ombre, se davvero pensate che io scriva solo inutili scempiaggini, se non vi piace il mio stile, se mi trovate prolisso o irritante nei miei riferimenti autobiografici, se giudicate le mie tesi mere esibizioni fini a se stesse di un ignorante che si atteggia a professore, allora perché non la smettete di leggermi e/o di replicare ai miei post? O almeno di farlo con questa ossessiva e morbosa perseveranza? Sarei più tranquillo io e sareste più sereni voi. E di conseguenza più lucidi. Grazie

Modificato da fosforo311
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29 messaggi in questa discussione

Una ombra rimaneva sempre sul vago, l'altra ha sempre cercato di proteggere i suo amore  dalla luce del sole.

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Ciao Fosforo da d/b – tranquillo che non sei solo. Quando mi azzardo a scrivere dei signori: giorgio, mario, elsa, nicola, e qualche altro, numerosi scrittori si arrabbiano.

Strano che questi scrittori non si accorgano delle assurde assurdità dette e fatte da certi sinistri personaggi.

Attenzione, ho scritto sinistri personaggi, non personaggi della sinistra.

Se poi tocchi gli interessi degli amici dei commercianti di – cemento, asfalto, tondini di ferro, … apriti cielo. Tuoni e fulmini, grandine e tempesta.

Cosa dire di certi trafori alpini ed appenninici.

Oppure delle dighe sia montane, marine, lagunari, fluviali.

Oppure di certe olimpiadi ed attività sportive.

Ciao Forforo, un saluto rinnovato da – d/b – ed a presto.

Oggi – giovedì ventisei dicembre.

Modificato da dune-buggi
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6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Cari amici, perdonate per la marginalità della domanda, ma ci sono, come vi sarete accorti, due forumisti poco seri e ossessionati in modo patologico dalla mia presenza nel forum. Mi seguono come la mia ombra. Non si perdono un post del sottoscritto, vanno pazientemente a riesumare perfino quelli vecchi di anni. Immagino che la mattina presto, mentre io esamino la rassegna stampa della prima pagina dei maggiori quotidiani, quei due accedano al mio profilo impazienti di passare al microscopio tutto quello che ho scritto in nottata o in loro assenza. Dopodiché posano il microscopio, inforcano un naso da pinocchio, imbracciano la clava e mi coprono di insulti dalla mattina alla sera, appoggiati su falsità, illazioni e invenzioni sul sottoscritto e su quanto scrivo; o sul loro amor proprio punto nel vivo ogni volta che, per amore di verità, li sbugiardo, e ogni volta (invero spesso) che si trovano a corto di argomenti seri e razionali contro le tesi che razionalmente sostengo. Mi seguono in ogni discussione e in ogni mio post come due ombre permalose, rancorose, livorose, e in definitiva come due ombre maleducate e del tutto incapaci di discutere con me in modo civile. Eppure, proprio voi forumisti seri in più occasioni avete voluto gratificarmi e confondermi riconoscendo nella mia modesta persona un forumista civile, preparato e aperto al dialogo. Probabilmente quei due sono anche due ombre invidiose. 

A questo punto la mia banale domanda è:

Cari amici, cosa facevano Sauro24 e Mark22... durante i miei tre mesi di assenza forzata dal forum? Si assentarono pure loro oppure si concentrarono su qualche altro sfortunato forumista rompendogli gli zebedei dalla mattina alla sera? 

Infine, mi rivolgo alle mie due ombre per una domanda altrettanto banale:

Care ombre, se davvero pensate che io scriva solo inutili scempiaggini, se non vi piace il mio stile, se mi trovate prolisso o irritante nei miei riferimenti autobiografici, se giudicate le mie tesi mere esibizioni fini a se stesse di un ignorante che si atteggia a professore, allora perché non la smettete di leggermi e/o di replicare ai miei post? O almeno di farlo con questa ossessiva e morbosa perseveranza? Sarei più tranquillo io e sareste più sereni voi. E di conseguenza più lucidi. Grazie

Per quel che mi riguarda te lo spiego subito : Perché sei un idio ta nonché pallone gonfiato che crede nella sua inscindibilità dal forum che non credi più utile se non vi partecipi anche te . Ma non devi illuderti : personalmente non sono affatto condizionato dalla tua presenza o non presenza sul forum . A me non interessa affatto che partecipi o no . Se proprio debbo esprimermi sono più contento quando ci sei perché mi diverto a farti notare le contraddizioni che esprimi , quanto alto e’ il tuo livello di cazzeggio . In poche parole dimostrare che le tue non sono critiche (legittime ) ma espressioni di rancore e di odio fini a se stesse così come ti ha mutuato Calandrino Travaglio che rappresenta uno tra i giornalisti di destra più amati dagli ebe ti come te così come ti succedeva con Montanelli , un fascista dichiarato , ma che ha suscitato in te espressioni di giubilo e di entusiasmo . E poi , lo sapevo benissimo che saresti “tornato “.  E l’ho pure scritto sul forum più volte . Lo sapevo perché sapevo pure a quanto tenevi a “reinventarti “ forumista imprenscindibile ed insostituibile del forum ,lo sapevo perché so quanto costa ai palloni gonfiati rimanere lontano dalle gratificazioni che uno come te crede gli vengano elargiti dal forum. Per il tuo reingresso c’era solo da aspettare che tu elaborassi una giustificazione per il tuo “abbandono “ . E l’hai trovata inventandoti completamente la “presunta espulsione “ dal forum decretata dal cinico e baro staff di Virgilio colpevole di non capire ( e qui viene fuori l’atteggiamento ultra vittimistico classico napoletano ) quanto dotte erano le tue dissertazioni politiche comunque contrarie alle logiche correnti . Ed allora ti sei sentito come il Puigmont partenopeo e non della Catalogna , uno che bisognava allontanare perché non inquinasse il pensiero dominante. Ed hai chiamato a raccolta , una volta ritornato  su di un forum che non ti ha mai espulso , quelli che credi essere “ infelici “ della tua mancanza . Una sorta di combattente al grido di :” Compagni , sono tornato . Niente e nessuno mi staccherà da voi . Insieme combatteremo per la democrazia del forum “.  Mi ci viene da ridere perché hai pure detto che hai chiesto spiegazioni a Virgilio ...Ahahahahaha .  Invece sei rimasto di mer da quando i tuoi amici a 5 stelle si sono “apparentati” con il PD che hai oltraggiato per anni e non sapendo più che scrivere , fuggendo dal forum , hai tentato di “scomparire “ annullando il tuo account e credendo che ciò bastasse . Hai eliminato i post ma solo quelli che avevi scritto come iniziatore di un argomento non sapendo , da perfetto idio ta , che tutti quelli che ti hanno visto intervenire , sarebbero rimasti tutti li intonsi e disponibili,  affinché , vedendoli e riproponendoli , ti si potesse prendere per il Kulo per le *** scritte e per le ridicole contraddizioni espresse . Ed allora ti sei accorto che dovevi ricrearti un account con un altro indirizzo mail , cambiare *** ed aggiungere un numero diverso a ...”Fosforo” e poter raccontare la panzana della espulsione credendo che i forumisti ci avrebbero creduto . Ed invece io sapevo che eri sempre con noi , che seguivi  . Lo hai fatto fino alla fine di Ottobre , sei rimasto un mio follower ( ti comunico che e’ possibile vederlo . E’ facile per un forum ista medio ma non per un imbranato come te ) . Ed ora passiamo ai perché ti considero un Cazzaro . Il Cazzaro Napoletano !! Lo sei perché pensi di interpretare sul forum la sx . Tutta e quella che consideri l’unica esistente mentre rappresenta , si e no , lo 0,2 . Sei un Cazzaro perché ti avvali di menzogne e bufale per denigrare chi non e’ d’accordo con te . Sei un Cazzaro perché hai sostenuto e giurato che non mi leggevi invece e’ stato dimostrato che i miei post erano tra i primi che leggevi. Sei un Cazzaro perché a sostegno delle tue tesi ti avvali solo della stampa chiamata Fatto Quotidiano che consideri la Bibbia e Gesù Cristo il suo Direttore . Sei un Cazzaro perché ami apparire come modesto mentre invece sei un falso e speranzoso che i forumisti ti considerino uno “preparato “ ed insostituibile . Sei un Cazzaro perché vuoi far credere che la tua enorme cultura sia omnicomprensiva ed abbracci tutte le branche possibili ed immaginabili e che si estende sul piano scientifico , economico , giurisprudenziale , letterario , sportivo e persino di costume di vita vissuta , mentre invece sei un abilissimo copiaincollatore che integri , qua e la , con tue considerazioni personali per servire un “piatto completo “ cucinato solo da te .  Sei un Cazzaro perché in ordine a fatti correnti di qualsiasi tipo non ti sottrai mai a comunicarci che uno dei tanti componenti della tribù fosforosa non abbia avuto la medesima esperienza . Sei un Cazzaro perché ci hai detto che a 7/8 anni davi indicazioni ai turisti stranieri in giro per Napoli , in Latino e che questi , dopo aver capito perfettamente ti ringraziavano . Sei un Cazzaro perché nel giro di 6/7 anni hai cambiato 5/6 schieramenti politici dimostrando solo che sei un idio ta alla ricerca di chissà cosa che nemmeno te sai cosa e quanto sei menagramo visto la fine che fanno tutti quel che hai politicamente appoggiato. Sei un Cazzaro perché sei convinto che un Napoletano e la cultura Napoletana sia infinitamente superiore a tutti gli altri e pure di gran lunga . Sei talmente idio ta che lo fai pure per i cibi e le bevande della terra napoletana e dintorni. Quindi , e concludo : nei 3 mesi che sei stato “assente volontario “ dal forum non mi sono stracciato i capelli , ho continuato a frequentare il forum  , discutere su qualsivoglia argomento politico senza sentire minimamente la tua mancanza e la tua ombra anche perché ero convinto ( così come si e’ dimostrato ) che saresti tornato . Più presto che ...tardi !! Infine non preoccuparti per la mia “traquillita’ “. Lo sono sia che tu scriva un post sia che tu non lo scriva . Ma io sono , invece ed a differenza tua , sincero e ti dico che appena scrivi qualcosa corro subito a leggerti per vedere le panzane e le *** che scrivi . E ti colpisco subito . Con grande piacere e come meritano gli individui come te . 

Modificato da mark222220

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6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

appoggiati su falsità, illazioni e invenzioni sul sottoscritto e su quanto scrivo; o sul loro amor proprio punto nel vivo ogni volta che, per amore di verità, li sbugiardo

In verità non sbugiardi proprio nessuno.

INVENTARE BALLE, cioè quello che fai regolarmente, è cosa ben diversa da sbugiardare.

Per inventare balle intendo:

1 - citare Keynes senza averne letto una riga;

2 - prendere un modello macroeconomico per sostenere una tesi che NON può essere provata da un modello macroeconomico;

3 - riportare passi del Vangelo che non si riferiscono a Gesù ma a Nicodemo;

4 - riportare giudizi che Denis Mack Smith non ha mai scritto e poi inventare che nell'edizione in mio possesso del libro di Mack Smith qualcuno ha cancellato il giudizio in questione;

5 - sostenere la validità dello slogan "lavorare meno, lavorare tutti" nonostante quanto sia possibile leggere IN TUTTI I MANUALI DI ECONOMIA (il lavoro NON è una costante, NdA);

6 - sostenere che tra breve i consumatori avranno convenienza a staccarsi dalle rete Enel e poi sostenere il suo esatto contrario;

7 - inventare l'impunità per Gianni Zonin relativamente al reato di bancarotta fraudolenta;

8 - riportare la notizia bomba della Raggi (sindaca di Roma) indagata dalla procura (e da chi dovrebbe essere indagata se non da una Procura, NdA) per corruzione, turbativa d'asta e a.b.u.s.o d'ufficio;

9 - trattare uno che ha passato diversi DECENNI a Princeton come il cazzaro che trovi nel bar sotto casa per il semplice motivo che sostiene tesi che non si accordano con i tuoi pregiudizi;

10 - sostenere la tesi dell'esperanto, la lingua nata morta, come mezzo di comunicazione universale (questa è la ciliegina sulla torta, NdA).

Sei un caso psichiatrico e sono certo che puoi vantare diverse visite presso uno specialista. Sbaglio?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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3 ore fa, dune-buggi ha scritto:

Ciao Fosforo da d/b – tranquillo che non sei solo. Quando mi azzardo a scrivere dei signori: giorgio, mario, elsa, nicola, e qualche altro, numerosi scrittori si arrabbiano.

Strano che questi scrittori non si accorgano delle assurde assurdità dette e fatte da certi sinistri personaggi.

Attenzione, ho scritto sinistri personaggi, non personaggi della sinistra.

Se poi tocchi gli interessi degli amici dei commercianti di – cemento, asfalto, tondini di ferro, … apriti cielo. Tuoni e fulmini, grandine e tempesta.

Cosa dire di certi trafori alpini ed appenninici.

Oppure delle dighe sia montane, marine, lagunari, fluviali.

Oppure di certe olimpiadi ed attività sportive.

Ciao Forforo, un saluto rinnovato da – d/b – ed a presto.

Oggi – giovedì ventisei dicembre.

Ciao D/b, un cordiale saluto e buone feste anche te. Poi solo una piccola nota. Come vedi nel risponderti io cerco sempre di usare caratteri grandi, dato che una volta me lo chiedesti. Peraltro lo faccio anche per me stesso quando non voglio togliermi gli occhiali (da vicino senza lenti leggo perfettamente anche i caratteri da 8) e quando non uso le bifocali (cui non mi sono ancora abituato bene). Però abbiamo una soluzione alternativa: ingrandire tutta la schermata con gli appositi comandi o con il touch se usiamo tablet o smartphone. 

Saluti

 

 

 

Modificato da fosforo311
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6 ore fa, mark222220 ha scritto:

Lo sapevo perché sapevo pure a quanto tenevi a “reinventarti “ forumista imprenscindibile ed insostituibile del forum, lo sapevo perché so quanto costa ai palloni gonfiati rimanere lontano dalle gratificazioni che uno come te crede gli vengano elargiti dal forum

Credo che l'incontrovertibile fatto sia una sorta di riscatto per l'umile ingegnere che vive all'ombra del fratello visiting professor a Princeton. BFODIDSAT

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52 minuti fa, ilsauro24ore ha scritto:

Credo che l'incontrovertibile fatto sia una sorta di riscatto per l'umile ingegnere che vive all'ombra del fratello visiting professor a Princeton. BFODIDSAT

Confermi una volta di più di essere una mia ombra fedele e un cultore di fosforologia, che è il tuo principale per non dire unico campo di interesse, ma non ti fai e non mi fai onore. Infatti, studi la materia come un falsario studierebbe la storia dell'arte. Fai bene a citare il tuo collega falsario pisano, che oggi cerca di farmi passare per un vecchio e convinto simpatizzante delle Brigate Rosse. In effetti siete due ombre comiche, le sparate troppo grosse. A volte voi due mi fate venire in mente il greco Simonidis, sputtanato dal grande Luciano Canfora per il suo papiro farlocco di Artemidoro.  Ma almeno quello era un falsario serio, al cui amo abboccarono fior di critici e storici dell'arte. Ti sfido a trovare nel tuo ampio database di fosforologo il post dove avrei scritto che mio fratello è stato "visiting professor a Princeton". Dopodiché aggiornerò l'ancora più vasto database delle tue figuredicacca. Ma insomma! Siete o non siete le ombre di fosforo311? Pretendo da voi un minimo di serietà! Che diamine! Ora non ho tempo, magari tornerò sulle provolonate che avete scritto stamattina presto, quasi in contemporanea, da brave e assidue ombre mattiniere e studiose indefesse dei miei post notturni. Per ora ti invito a virgolettare il tuo famoso assioma macroeconomico: "IL LAVORO NON È UNA COSTANTE", leggibile secondo te in TUTTI i manuali di macroeconomia. Forse non proprio tutti. Per il momento devi escludere TUTTI quelli in italiano citati in pagine web o in documenti PDF rintracciabili da Google. Che a quel banale virgolettato di appena sei parole mi risponde laconicamente:

NESSUN DOCUMENTO TROVATO PER "Il lavoro non è una costante". Cioè non trova in MILIARDI di pagine quelle sei paroline nell'ordine. Naturalmente non posso escludere che questo famoso assioma, stranamente ignoto alla Rete in chiaro, sia nascosto negli anfratti misteriosi del deep web, inaccessibili perfino a Google. Dove, a quanto pare, è stato purtroppo confinato pure il tuo post demenziale di questa mattina contenente quell'assioma (a meno che Google non sia in ferie natalizie).

 

 

 

Modificato da fosforo311

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26 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Ti sfido a trovare nel tuo ampio database di fosforologo il post dove avrei scritto che mio fratello è stato "visiting professor a Princeton".

Ma è vero oppure no che tuo fratello è stato visiting professor a Princeton?

BFODIDSAT

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46 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Per ora ti invito a virgolettare il tuo famoso assioma macroeconomico: "IL LAVORO NON È UNA COSTANTE", leggibile secondo te in TUTTI i manuali di macroeconomia.

Dato il periodo natalizio voglio risparmiarti la figura di me r da che certamente avresti fatto argomentando a suon di "immagina..." oppure "un mio amico produttore di scarpe...".

Ti fornisco il seuente hint: Cobb-Douglas production function.

"Lavorare meno, lavorare tutti" è uno slogan. Va bene giusto per i cortei.

Parliamo invece di cose serie: è vero o no che tuo fratello è stato visiting professor a Princeton?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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Ciao Fosforo da d/b – ottima memoria, ho problemi di lettura dei caratteri piccoli. A volte devo ripassare copia incolla gli scritti in word e poi modificare sia come formato che come carattere. Permetti una domanda – per quale motivo quando scrivo del signor Giovanni (quello dei giochi sportivi), del signor Nicola (quello calvo che assomiglia ad un attore), e di qualche altro “signor” che ora non ricordo, … un certo signor “testata giornalistica” (quello con la fascia rossa e la scritta in bianco) … si arrabbia e va su tutte le furie. Forse da piccolo sarà caduto dal seggiolone (forse). Forse nel biberon al posto del latte avrà bevuto qualche strana sostanza. (forse). Oppure (forse) desidera dimostrare una prova di (forze).

Come risultano strane la grammatica, la ortografia, la fisica.

Le differenze tra “forse” e “forze” sono soltanto una “esse” ed una “zeta”.

Ciao Fosforo da d/b ed a presto.  

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16 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Ti sfido a trovare nel tuo ampio database di fosforologo il post dove avrei scritto che mio fratello è stato "visiting professor a Princeton".

Rendiamo la sfida più interessante.

Se entro le ore 23.59 di giovedì 02 gennaio 2020 non trovo un tuo post nel quale tu scrivi che tuo fratello è  (oppure è stato) visiting professor a Princeton allora io sparisco definitivamente da questo forum, qualsiasi sia il nick presente o futuro che eleggerò. Poco male: troverò altri luoghi di discussione virtuale.

Se invece entro le ore 23.59 di giovedì 02 gennaio 2020 riesco a trovare un tuo post nel quale tu scrivi che tuo fratello è (oppure è stato) visiting professor a Princeton allora sei tu a sparire definitivamente da questo forum, qualsiasi sia il nick presente o futuro che eleggerai. Poco male: troverai altri luoghi di discussione virtuale.

Fammi sapere se accetti o meno la sfida.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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19 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Dato il periodo natalizio voglio risparmiarti la figura di me r da che certamente avresti fatto argomentando a suon di "immagina..." oppure "un mio amico produttore di scarpe...".

Ti fornisco il seuente hint: Cobb-Douglas production function.

"Lavorare meno, lavorare tutti" è uno slogan. Va bene giusto per i cortei.

Parliamo invece di cose serie: è vero o no che tuo fratello è stato visiting professor a Princeton?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Ti svegli un Santo Stefano mattina, immagino un giorno di ferie, ma non so se fai in tempo ad andare al cesso e a prenderti un caffè prima di correre, come di consueto, a leggere i miei post notturni. Li leggi e produci uno sproloquio in 10 punti, dove scrivi, tra l'altro, che sarei io a vivere umiliato nell'ombra di mio fratello, "visiting professor a Princeton". Magari avresti dovuto scrivere "onorato".  L'ateneo dei 68 premi Nobel, da Albert Einstein a Richard Feynman, da Steven Weinberg a Paul Krugman, per non parlare di colossi della matematica nonché pionieri dell'informatica del calibro di Alan Turing e John von Neumann. Per inciso, quest'ultimo, a mio avviso il vero Leonardo del XX secolo, fu anche pioniere degli studi sul global warming antropogenico, con buona pace del tuo Freeman Dyson che al confronto fa la figura del dilettante fantasioso. Ora mi sfidi, ma la sfida, se permetti, l'avevo lanciata io per primo a te. Pertanto ti lascerò bollire a fuoco lento nel brodo urticante del dubbio e dell'invidia. Ahahahah!!! Non immagini quanto goda nel vedervi, te e l'altra mia ombra, il tuo collega fosforologo da Pisa, impegnati allo spasimo nelle vostre diuturne ricerche sul sottoscritto.

In altro punto del tuo demenziale decalogo sostieni che TUTTI i manuali di macroeconomia boccerebbero il ben noto principio di economia etica "lavorare meno lavorare tutti" semplicemente in virtù del banalissimo asserto che "il lavoro non è una costante". Il che è come dire che la produzione delle patate, o una qualsiasi produzione, non è una costante. Un concetto così banale che NESSUN manuale di macroeconomia si abbassa a esplicitarlo, come conferma Google. Credimi, la confusione mentale in cui ti dimeni ogni volta che si discute di economia fa davvero impressione! Perché in realtà qualche vaga idea ce l'hai, ma poi ti perdi sempre nel classico bicchiere d'acqua. In questo caso LA COSTANTE direttamente correlata al suddetto principio di economia etica c'è, ma ovviamente non è il lavoro, che nella funzione di produzione (da te tirata in ballo un po' a casaccio) è UNA VARIABILE indipendente. La costante di cui parlo è L'UNITÀ DI MISURA DEL LAVORO, fattore produttivo da cui dipende la produzione. Come tutte le unità di misura è una grandezza per l'appunto COSTANTE (es. il chilogrammo, il metro, il secondo, o il metro per secondo con cui si misura la velocità). Essa prende il nome di UNITÀ DI LAVORO. Tipicamente la si esprime in ore per uomo o ore-uomo (ma anche in giorni-uomo, anni-uomo e simili). Orbene, una unità di lavoro potrà essere in concreto un addetto che lavora per un'ora a una certa fase di produzione o lavorazione. Ma potrebbe anche essere costituita da due addetti che lavorano per mezz'ora o da 30 che vi lavorano solo 2 minuti ciascuno. Penso che a questo punto anche un profano in totale confusione come te cominci a intravedere la correlazione con l'idea del "lavorare meno lavorare tutti". Ma a livello di funzione di produzione non interessa affatto la composizione della singola unità di lavoro. La variabile LAVORO è misurata in unità di lavoro, punto. Dovremmo condurre un'analisi a un livello più basso per capire un concetto cruciale, ovvero come in realtà la produttività (per es. la produttività marginale del lavoro, cioè la derivata parziale della funzione di produzione rispetto al fattore produttivo lavoro), sia influenzata dalla effettiva composizione delle unità di lavoro. Ovviamente non è possibile dire a priori se sia meglio avere un operaio che lavora un'ora o due che lavorano mezz'ora. Dipende dal prodotto in oggetto e dal processo di lavorazione. Se quest'ultimo ha un certo grado di parallelismo, ovvero se il prodotto finale si compone di varie parti lavorabili in parallelo, è plausibile che sia meglio avere due o più operai (ma ovviamente non troppi onde evitare che si pestino i piedi facendo diminuire la produttività). Il discorso possiamo estenderlo all'intero personale di una fabbrica per capire se sia conveniente o meno ridurre l'orario di lavoro (e gli straordinari che sono più costosi delle ore ordinarie) ed assumere qualche operaio in più. Ma fin qui restiamo in ambito microeconomico che è il più usuale campo di applicazione della funzione di produzione. Possiamo salire ancora di livello, cioè a quello macroeconomico, e parlare di ore complessive lavorate o di orario medio di lavoro a livello nazionale. Non è certo un caso che, come mostra una tabella nell'articolo allegato, per lo più sono le economie forti, i paesi ricchi (e più attenti alla qualità della vita oltre che al PIL) ad avere gli orari di lavoro più bassi, i tassi di disoccupazione più bassi e le produttività del lavoro più alte. Il contrario accade per i paesi poveri (e/o meno attenti alla qualità della vita). Infatti, a livello macroeconomico è del tutto plausibile (ed è espressamente confermato nell'articolo) che al diminuire dell'orario medio di lavoro tenda a crescere la produttività media oraria (anche se è impossibile prevedere a priori di quanto). Se l'operaio Antonio passa da 8 ore giornaliere a 6, è in linea di massima plausibile che la sua produttività oraria cresca (salvo eccezioni locali e microeconomiche) perché saranno abolite la settima e l'ottava ora in cui Antonio si sentiva spesso e comprensibilmente "un po' stanchino". Questo incremento di produttività compenserà in parte le maggiore uscite del datore di lavoro che dovrà assumere nuovi operai, nonché la riduzione del reddito netto di Antonio che diminuirà, ma in misura meno che proporzionale alla riduzione dell'orario. Se risaliamo al livello del reddito nazionale o della produzione nazionale aggregata, troviamo ulteriori e notevoli effetti positivi conseguenti a una riduzione significativa e generalizzata degli orari di lavoro. Prevedibili specie in paesi come l'Italia dove gli orari di lavoro sono tra i più lunghi d'Europa, come pure gli straordinari, e la disoccupazione è alta. Con il conseguente spiacevole paradosso che in Italia abbiamo molti disoccupati senza reddito ed esclusi dal mercato (o con una minima capacità di spesa), e molti occupati senza tempo libero (o ridotto all'osso) che fanno gli straordinari. I primi sono soggetti con elevata propensione marginale al consumo, riportarli nel mercato darebbe un grosso impulso all'intera economia nazionale. I secondi potrebbero valorizzare quella enorme e potenziale risorsa che è il tempo libero (turismo, spettacolo, etc.) stimolando anch'essi l'economia. Per non parlare del maggior tempo disponibile per la prole, altra enorme risorsa da noi in crisi. Una riduzione generalizzata degli orari di lavoro potrebbe avere effetti positivi di lungo periodo sulla natalità (che non a caso è alta nei Paesi dove l'occupazione femminile è bassa). Riassumendo, il principio del "lavorare meno lavorare tutti" non è solo una vecchio motto dei comunisti d'un tempo; non è solo una NECESSITÀ OGGETTIVA imposta dalla crescente automazione e digitalizzazione del lavoro, che taglia più posti di lavoro di quanti ne crea (sproporzione destinata a crescere drammaticamente con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale); ma è anche un SANO E BEN GIUSTIFICATO PRINCIPIO DI ECONOMIA ETICA, oggi condiviso da  economisti e sociologi (che si associano a un economista inglese "minore" del secolo scorso) nonché dai governi di paesi virtuosi come la Germania (dove già si lavorava il 20% in meno che da noi ma si guadagnava molto di più, e che ora sperimenta la settimana di 28 ore lavorative senza tagli agli stipendi). Qusto e altro ancora  lo trovi qui:

http://espresso.repubblica.it/affari/2018/06/04/news/lavorare-meno-lavorare-tutti-oggi-piu-che-mai-e-indispensabile-ridurre-l-orario-di-lavoro-1.323303?refresh_ce

Articolo molto interessante che ti consiglio vivamente di leggere e di meditare, fino alla fine, nel primo ritaglio di tempo tra le tue diuturne e indefesse ricerche fosforologiche.

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CHE  PALLE   NON  INTERESSA A  NESSUNO...

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33 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Ora mi sfidi, ma la sfida, se permetti, l'avevo lanciata io per primo a te.

Accetto la sfida. Però le condizioni sono quelle poste da sottoscritto:

se entro le ore 23.59 di giovedì 02 gennaio 2020 non trovo un tuo post nel quale tu scrivi che tuo fratello è  (oppure è stato) visiting professor a Princeton allora io sparisco definitivamente da questo forum, qualsiasi sia il nick presente o futuro che eleggerò. Poco male: troverò altri luoghi di discussione virtuale.

Se invece entro le ore 23.59 di giovedì 02 gennaio 2020 riesco a trovare un tuo post nel quale tu scrivi che tuo fratello è (oppure è stato) visiting professor a Princeton allora sei tu a sparire definitivamente da questo forum, qualsiasi sia il nick presente o futuro che eleggerai. Poco male: troverai altri luoghi di discussione virtuale.

Fammi sapere se accetti o meno la sfida nei termini sopra speificati.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: in nessun manuale di economia, macroeconomia, microeconomia. economia del lavoro troverai scritto che il lavoro è una costante. Da cui segue che il lavoro non è una costante.

Pertanto devi inventare balle e sei costretto ad affidarti a concetti come il buon Antonio (che è un po' stanchino), il maggior tempo disponibile per la prole, la riduzione degli orari di lavoro che avranno effetti positivi sulla natalità in ossequio del principio "lavorare meno e tro mba re di più", Tutte argomentazioni barbershop oriented, secondo consolidata consuetudine. L'unica cosa che hai dimostrato è l'assoluto disprezzo dei ridicolo.

Inoltre nell'articolo che hai linkato si legge che in un dossier pubblicato da AREL

"si scopre che in Italia in dieci anni si è verificata una riduzione delle ore di lavoro di circa il 15 per cento, ma il numero di persone che risultano occupate è lo stesso".

LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI MA UNA SE GA

Modificato da ilsauro24ore

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Cara Sauro24, oltre che maleducata, sei un'ombra disobbediente e svogliata! Un'ombra discola! Ahahahah!!! 

[Un inciso per i forumisti seri: ragazzi, vi confesso che mi sto divertendo come un matto con questi due perditempo che mi seguono come ombre arrovellandosi dalla mattina alla sera sui miei post presenti, passati e remoti.] 

Infatti ti avevo raccomandato di leggere con molta attenzione e di meditare sull'articolo dell'Espresso. Se lo avessi fatto, avresti capito, forse (avverbio per te obbligatorio), che in Italia le ore lavorate sono diminuite ma l'occupazione è rimasta pressoché costante perché è diminuita la produttività e perché è cresciuta la precarietà del lavoro. Nel paese di Pulcinella anche un precario che lavora due o tre ore la settimana o uno stagionale che lavora due o tre mesi l'anno è considerato occupato ai fini statistici. Ambedue le suddette cause sono contrastabili con una riduzione consistente e generalizzata degli orari di lavoro. Sulla produttività ho già argomentato nel post precedente. Ma è anche chiaro che in una società dove si lavora meno ma si lavora tutti la precarietà diminuisce (salvo tonfi dell'economia tipo 2009). La ragione è presto detta. Se l'occupazione sale fino al livello di piena occupazione o quasi, la domanda di lavoro crolla (ovvero tecnicamente si riduce alla sola domanda frizionale o poco più), di conseguenza, con una domanda interna di beni e servizi costante (o anche solo in piccola crescita), o per sostenere le esportazioni, deve necessariamente migliorare l'offerta di lavoro sul piano qualitativo: quindi meno contratti a tempo determinato e più contratti a tempo indeterminato, e salari mediamente più alti a parità di ore lavorate. En passant, è statisticamente provato, nonché intuitivo, che la stabilità del lavoro e l'incremento della paga oraria sono fattori che influenzano POSITIVAMENTE la produttività oraria del lavoro. Ulteriore circolo virtuoso innescato dal vecchio "slogan" comunista. Tanto è vero che un anti-marxista sfegatato, per contrastare il problema futuro del prevedibile e drammatico calo quantitativo dell'offerta di lavoro, proponeva una SETTIMANA LAVORATIVA DI APPENA 15 ORE. Era un economista "minore" del secolo scorso, "minore" ma lungimirante. Probabilmente tu non ne hai letto nulla, certamente non ne hai capito nulla, ma forse ne hai sentito parlare. 

Il lavoro, confermo e ripeto, non è una costante, questo è pacifico e banale, ma ciò non mina e non contraddice affatto il ben fondato principio di economia etica di cui parliamo. Il lavoro, inteso come fattore produttivo, è, come direbbero i fisici, una grandezza derivata non una grandezza fondamentale. In altri termini è il prodotto di altre due grandezze, che a livello macroeconomico sono l'occupazione (in numeri assoluti) e l'orario medio nazionale di lavoro. E, sempre a livello macroeconomico beninteso, nulla osta, anzi come ho spiegato tutto favorisce, che per tenere alta l'occupazione, anzi per aumentarla fino al livello di piena occupazione (che non vuol dire affatto disoccupazione zero, ma un tasso fisiologico o frizionale di persone in cerca di lavoro), si riduca l'altro fattore, cioè l'orario di lavoro. Cosa peraltro non solo consigliabile ma OBBLIGATORIA in un'epoca in cui il lavoro delle macchine cresce oggettivamente e in ogni caso in modo molto più veloce del lavoro delle persone. Questo sempre che si vogliano mantenere livelli accettabili di produttività e competitività da un lato, e di equità e sociale e qualità della vita dall'altro.

P.S. Secondo tutte le regole classiche, codificate, consolidate e accettate nei secoli, quando si lancia una sfida la controparte ha due sole possibilità: accettarla o rifiutarla. Tertium non datur. Non esiste, non è serio (bensì è ridicolo) che la controparte possa replicare lanciando a sua volta una sfida. Mi sembra che non ci siano dubbi in merito. E ti ricordo che in questo caso la sfida l'ho lanciata io per primo e alle mie condizioni. In realtà, dato il periodo natalizio, non ti ho imposto nemmeno particolari condizioni, a parte la figuradicacca che faresti perdendo la sfida o peggio sottraendoti ad essa. Quindi non frapporre ulteriori indugi né diversivi, mettiti al lavoro e mostraci quel post, se ti riesce. 

 

Modificato da fosforo311

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Quindi se entro le ore 23.59 di giovedì 02 gennaio 2020 riesco a trovare un tuo post nel quale tu scrivi che tuo fratello è (oppure è stato) visiting professor a Princeton allora tu sparisci definitivamente da questo forum, qualsiasi sia il nick presente o futuro che eleggerai.

Ho capito bene?

Quasi dimenticavo: da quello che TU hai scritto e linkato risulta che lo SLOGAN "lavorare meno, lavorare tutti" viene sbugiardato dalla realtà.

"Si scopre che in Italia in dieci anni si è verificata una riduzione delle ore di lavoro di circa il 15 per cento, ma il numero di persone che risultano occupate è lo stesso".

Limitati a parlare della pepata di cozze.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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51 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Il lavoro, confermo e ripeto, non è una costante, questo è pacifico e banale

Meno di ventiquattro ore prima avevi scritto

Il 26/12/2019 in 16:34 , fosforo311 ha scritto:

Per ora ti invito a virgolettare il tuo famoso assioma macroeconomico: "IL LAVORO NON È UNA COSTANTE", leggibile secondo te in TUTTI i manuali di macroeconomia. Forse non proprio tutti. Per il momento devi escludere TUTTI quelli in italiano citati in pagine web o in documenti PDF rintracciabili da Google. Che a quel banale virgolettato di appena sei parole mi risponde laconicamente:

NESSUN DOCUMENTO TROVATO PER "Il lavoro non è una costante". Cioè non trova in MILIARDI di pagine quelle sei paroline nell'ordine. Naturalmente non posso escludere che questo famoso assioma, stranamente ignoto alla Rete in chiaro, sia nascosto negli anfratti misteriosi del deep web, inaccessibili perfino a Google. Dove, a quanto pare, è stato purtroppo confinato pure il tuo post demenziale di questa mattina contenente quell'assioma (a meno che Google non sia in ferie natalizie).

DEDICATI IN MODO

PROFESSIONALMENTE

ORGANIZZATO

ALLA PEPATA

DI COZZE

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

 

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una vecchia filastrocca paesana recita

all'incirca così

dal   com uni smo non nasce nulla

dal   le ta me nascono i fiori

di quale filastrocca si tratta … 

       

     

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58 minuti fa, dune-buggi ha scritto:

una vecchia filastrocca paesana recita

all'incirca così

dal   com uni smo non nasce nulla

dal   le ta me nascono i fiori

di quale filastrocca si tratta … 

sig dune buggi

una squadra di calcio in piena partita dove i giocatori continuano a passarsi la palla l'un l'altro svolge una funzione comunista  o liberista?

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mi trovo in cantina a travasare fiaschi di TEROLDEGO -

quando finisco (se non sono bevuto) provo a rispondere. 

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Sig dune buggi, il teroldego lo vendono già imbottigliato. Ne approfitti.

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9 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Quindi se entro le ore 23.59 di giovedì 02 gennaio 2020 riesco a trovare inNo tuo post nel quale tu scrivi che tuo fratello è (oppure è stato) visiting professor a Princeton allora tu sparisci definitivamente da questo forum, qualsiasi sia il nick presente o futuro che eleggerai.

Ho capito bene?

Quasi dimenticavo: da quello che TU hai scritto e linkato risulta che lo SLOGAN "lavorare meno, lavorare tutti" viene sbugiardato dalla realtà.

"Si scopre che in Italia in dieci anni si è verificata una riduzione delle ore di lavoro di circa il 15 per cento, ma il numero di persone che risultano occupate è lo stesso".

Limitati a parlare della pepata di cozze.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

No, hai capito male, malissimo. E allora repetita iuvant. La sfida te l'ho lanciata io, alle mie condizioni. Ma non ti ho chiesto di sparire dal forum. Altre volte l'ho fatto, hai perso la sfida e non sei sparito, dunque hai già perso la faccia. Se non mostri quel post fai solo l'ennesima figuradicacca. Ma non puoi rispondere a una sfida con una sfida. Da che mondo è mondo non si fa.  E men che meno puoi rispondere con un ultimatum. Gli ultimatum, se permetti, li lanci a tua sorella. 

Non hai capito niente nemmeno dell'articolo dell'Espresso e dei miei ultimi post. Le ore lavorate sono diminuite e il numero degli occupati è rimasto costante, perché in 10 anni è andata lentamente calando la produttività e aumentando la precarietà. All'interno di quel numero costante di occupati sono aumentati i precari, gli occasionali  e gli stagionali (categorie che lavorano meno ore annue) e diminuiti gli stabili. Sono anche aumentate le ore di lavoro straordinario. Ben diverso sarebbe il caso di un governo che per decreto imponesse una brusca, drastica e generalizzata riduzione degli orari di lavoro, e un limite o una forte tassazione sugli straordinari.  Le imprese sarebbero costrette ad assumere nuovo personale e a stabilizzare precari. L'alternativa sarebbe una drastica riduzione del fatturato e del profitto. Chiaro?

Non mi hai nemmeno risposto su quello svitato economista inglese che già negli anni '30, parlando di "prospettive economiche per i nostri nipoti", proponeva una settimana lavorativa di 15 ore. 

 

 

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6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

La sfida te l'ho lanciata io, alle mie condizioni. Ma non ti ho chiesto di sparire dal forum. Altre volte l'ho fatto, hai perso la sfida e non sei sparito, dunque hai già perso la faccia.

Questa è l'ennesima balla che il cazzaro seriale fosforo31 ha confezionato a proprio uso.

6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Non hai capito niente nemmeno dell'articolo dell'Espresso e dei miei ultimi post.

Negativo. Sei tu che non hai ancora capito che "lavorare meno, lavorare tutti" è un vuoto slogan.

Vale appena il caso di sottolineare che nell'articolo dell'Espresso (l'Espresso, non NBER) da te citato, e che NON HAI LETTO, troviamo il seguente passo:

"... si scopre che in Italia in dieci anni si è verificata una riduzione delle ore di lavoro di circa il 15 per cento, ma il numero di persone che risultano occupate è lo stesso".

Il consiglio rimane il solito: limitati a parlare della pepata di cozze.

Per quanto riguarda la semplicissima regoletta che ho proposto è ovvio che non accetti per un banale motivo: dal momento che sei un cazzaro patologico non ti ricordi delle panzane che hai sparato.

Non ricordi se hai scritto qualcosa tipo "mio fratello non insegna più all'università dell'Aquila. Insegna alla Federico II di Napoli ma al momento è visiting professor a Princeton" . Non accetti la semplicissima regoletta che ho proposto perché non vuoi correre il rischio di essere confinato vita natural durante sui blog di infosannio. Accetta la semplice regoletta che ho proposto e uno di noi due si troverà un altro luogo di discussione. Dove sta il problema?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

 

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2 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Questa è l'ennesima balla che il cazzaro seriale fosforo31 ha confezionato a proprio uso.

Negativo. Sei tu che non hai ancora capito che "lavorare meno, lavorare tutti" è un vuoto slogan.

Vale appena il caso di sottolineare che nell'articolo dell'Espresso (l'Espresso, non NBER) da te citato, e che NON HAI LETTO, troviamo il seguente passo:

"... si scopre che in Italia in dieci anni si è verificata una riduzione delle ore di lavoro di circa il 15 per cento, ma il numero di persone che risultano occupate è lo stesso".

Il consiglio rimane il solito: limitati a parlare della pepata di cozze.

Per quanto riguarda la semplicissima regoletta che ho proposto è ovvio che non accetti per un banale motivo: dal momento che sei un cazzaro patologico non ti ricordi delle panzane che hai sparato.

Non ricordi se hai scritto qualcosa tipo "mio fratello non insegna più all'università dell'Aquila. Insegna alla Federico II di Napoli ma al momento è visiting professor a Princeton" . Non accetti la semplicissima regoletta che ho proposto perché non vuoi correre il rischio di essere confinato vita natural durante sui blog di infosannio. Accetta la semplice regoletta che ho proposto e uno di noi due si troverà un altro luogo di discussione. Dove sta il problema?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tuttio

Mi devo ripetere. Sei uno che ha una certa proprietà di linguaggio, quindi una parte del tuo cervello funziona, probabilmente a scuola raggiungevi agevolmente la sufficienza nelle materie letterarie. Ma francamente, oggettivamente - non scherzo affatto e non lo dico per denigrarti - accusi sorprendenti, palesi, gravi e direi anche singolari difficoltà nel ragionamento logico-deduttivo. Per capirci, sei come un tennista che ha un buon dritto ma è pressoché nullo nel rovescio. Chiaramente egli tenderà a usare solo il primo colpo, ma non sempre è possibile. Così, quando ti chiedo di ragionare o quando ti porto argomenti razionali che potrebbero essere controbattuti solo dal ragionamento, in genere ti sottrai e perseveri bovinamente nell'errore, o fai generici appelli all'autorità o ai libroni, o la butti sul personale con i soliti insulti e le solite denigrazioni (il barber-shop, ultimamente l'impepata di cozze), corroborando il tutto con una buona scrittura (il tuo dritto) e una sterile e ridicola profusione di grassetti, caratteri in rosso e caratteri cubitali. Tra l'altro ciò denota testardaggine e pigrizia mentale, che certo non ti aiutano a colmare quella lacuna.

Questa discussione sul lavoro è un caso tipico. Altrove ti ho fatto la similitudine paradossale del cane con le ali (sulla quale ti invito a tornare e a rifletterci) ma tu continui a riportare quel singolo passo dall'ampio articolo che avevo allegato. Ti ho già spiegato che esso può apparire in contraddizione con il principio del "lavorare meno lavorare tutti" ma si tratta di un caso particolare che non inficia il principio generale. Vediamo di spiegarlo meglio. In Italia, in 10 anni, sono diminuite del 15% le ore lavorate ma non è cresciuta l'occupazione come ci si sarebbe aspettati essendo rimasti all'incirca costanti la produzione e il PIL. Ti ricordo tuttavia che la produzione non dipende solo dal lavoro ma anche da altri fattori produttivi, per esempio le macchine. E le macchine tendono a essere usate sempre di più e a essere sempre più autonome dal lavoro umano. In altri termini, un primo motivo per cui l'occupazione non è aumentata in questi 10 anni è che le macchine hanno assorbito una parte dell'incremento atteso di lavoro umano. In una stazione della Metro non lontana da casa mia c'era un piccolo bar. 5 o 6 anni fa il barista è morto e da allora al posto del bar (e del barista) c'è un distributore automatico di caffè, tè, cioccolato caldo, bibite, biscotti, merendine, gelati e quant'altro. Un'altra parte dell'aumento atteso di occupazione che non si è verificato è stata assorbita dall'aumento delle ore di lavoro straordinario. Un altro fattore importantissimo che trascuri è la stabilità del lavoro. Questa, a differenza della produzione (cioè del PIL) e dell'occupazione, non è affatto tornata al livello pre-crisi. In 10 anni (come si legge nell'articolo datato  giugno 2018) sono cresciuti gli occupati a tempo determinato (precari, occasionali, part time, stagionali) e sono diminuiti gli occupati a tempo indeterminato. Ma i primi mediamente lavorano in un anno assai meno ore rispetto agli stabili, quindi è del tutto ovvio che a parità di occupati complessivi siano diminuite le ore lavorate complessive (e l'orario medio di lavoro).  Tutto questo è il risultato dell'evoluzione (o per certi versi involuzione) "spontanea" del nostro sistema economico su un arco di 10 anni. Ben diverso sarebbe il risultato di una riduzione brusca, generalizzata ed "esogena" degli orari di lavoro imposta dal governo per decreto, insieme a una limitazione o a una forte tassazione degli straordinari. Immaginiamo che per effetto di questo decreto l'orario medio di lavoro si riduca ancora del 15%. Ciò dovrebbe bastare per assorbire i disoccupati, in quanto non ci sarebbe il tempo materiale, e probabilmente nemmeno la possibilità tecnologica, di sostituire tutte quelle ore in meno di lavoro umano con le macchine. Certo le aziende potrebbero assumere precari, stagionali e part time per coprire quel 15% di ore mancanti, ma visto che i disoccupati oggi sono meno del 10% della forza lavoro e che bisogna comunque lasciare un paio di punti di disoccupazione "frizionale" a quelli che ci pensano su due volte prima di accettare un lavoro, una volta esauriti i disoccupati disponibili le aziende dovrebbero rivolgersi agli inoccupati e proporre loro contratti seri per convincerli a lavorare. In ogni caso, è indiscutibile che, salvo improvvisi tonfi dei consumi interni e delle esportazioni, una brusca riduzione esogena dell'orario medio di lavoro comporterebbe un quasi altrettanto brusco e consistente incremento dell'occupazione. Chiaro? 

PS. Cita il post integrale, completo di data, poi ti dirò se dentro ci fosse o meno una panzana. Per quanto ne sappiamo, quelle due righe in blu potresti averle sognate stanotte.

 

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