Caso Consip, ora Marroni fa tremare Renzi Caos dopo le dimissioni ai vertici. L'Ad pronto a riferire a Cantone

19 Giugno 2017 - Se con le dimissioni ‘imposte’ del presidente Luigi Ferrara e dell’altro membro del cda, Maria Laura Ferrigno, il Pd e il governo pesnavano di avere disinnescato la vicenda Consip, il calcolo rischia di rivelarsi clamorosamente errato. La decadenza del board, infatti, non ha cambiato di una virgola la posizione dell’amministratore delegato Luigi Marroni, che non si dimetterà (“Se vogliono mi caccino loro”) e tiene botta sulla sua versione dei fatti, che crea imbarazzi a Tiziano Renzi e soprattutto al ministro Luca Lotti.

Il Pd, dopo l’iniziativa parlamentare dell’opposizione, ha deciso di presentare una sua mozione per impegnare il governo a “procedere in tempi celeri al rinnovo dei vertici di Consip”. La seduta, convocata per martedì, si annuncia però ad alta tensione. Perché i numeri sono in bilico. E dalla maggioranza già si sfila Mdp: non voteranno la mozione Dem, annunciano i bersaniani, perché “se la prende solo con l’ad Luigi Marroni” e tiene fuori invece il ministro Lotti. L’accusa al Pd è di aver deciso la contromossa solo per il timore che potesse passare la mozione di opposizione. E i Cinque stelle e Sinistra italiana accusano i Dem di “ipocrisia”: scaricano Marroni per salvare Lotti, è la tesi. La posizione dei due è “indissolubilmente legata”, concorda da Mdp anche Miguel Gotor.

Ad ingarbugliare ulteriormente la matassa la notizia che lo stesso presidente dimissionario, Luigi Ferrara, è indagato per ‘false *** ai pm’. Mentre Marroni ha tenuto duro sulla propria linea, ribadendo che Ferrara aveva raccontato di aver sapute dell’inchiesta su Consip dal generale dei carabinieri Tullio Del Sette e ribadendo ai magistrati della fuga di notizie che ha portato all’iscrizione nel regiastro degli indagati del ministro Lotti, di Del Sette e del capo dell’Arma in Toscana Emanuele Saltalamacchia (mentre Tiziano Renzi è indagato per traffico d’influenze e il carabiniere che aveva trascritto le intercettazioni, Gianpaolo Scafarto, per falso).

In ogni caso per la politica saranno ore agitate, poiché Marroni – che resta il teste chiave dell’inchiesta che ruota intorno a un’appalto da 2,7 miliardi – ha fatto sapere che avrà molte cose da dire. “Visto che mi cacciano – la frase registrata da Il Messaggero – potrò togliermi qualche sassolino dalle scarpe”. E in settimana busserà alla porta di Raffaele Cantone, capo dell’Anticorruzione, al quale racconterà la sua versione su appalti e relative pressioni.

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7 messaggi in questa discussione

1 ora fa, monello.07 ha scritto:

19 Giugno 2017 - Se con le dimissioni ‘imposte’ del presidente Luigi Ferrara e dell’altro membro del cda, Maria Laura Ferrigno, il Pd e il governo pesnavano di avere disinnescato la vicenda Consip, il calcolo rischia di rivelarsi clamorosamente errato. La decadenza del board, infatti, non ha cambiato di una virgola la posizione dell’amministratore delegato Luigi Marroni, che non si dimetterà (“Se vogliono mi caccino loro”) e tiene botta sulla sua versione dei fatti, che crea imbarazzi a Tiziano Renzi e soprattutto al ministro Luca Lotti.

Il Pd, dopo l’iniziativa parlamentare dell’opposizione, ha deciso di presentare una sua mozione per impegnare il governo a “procedere in tempi celeri al rinnovo dei vertici di Consip”. La seduta, convocata per martedì, si annuncia però ad alta tensione. Perché i numeri sono in bilico. E dalla maggioranza già si sfila Mdp: non voteranno la mozione Dem, annunciano i bersaniani, perché “se la prende solo con l’ad Luigi Marroni” e tiene fuori invece il ministro Lotti. L’accusa al Pd è di aver deciso la contromossa solo per il timore che potesse passare la mozione di opposizione. E i Cinque stelle e Sinistra italiana accusano i Dem di “ipocrisia”: scaricano Marroni per salvare Lotti, è la tesi. La posizione dei due è “indissolubilmente legata”, concorda da Mdp anche Miguel Gotor.

Ad ingarbugliare ulteriormente la matassa la notizia che lo stesso presidente dimissionario, Luigi Ferrara, è indagato per ‘false *** ai pm’. Mentre Marroni ha tenuto duro sulla propria linea, ribadendo che Ferrara aveva raccontato di aver sapute dell’inchiesta su Consip dal generale dei carabinieri Tullio Del Sette e ribadendo ai magistrati della fuga di notizie che ha portato all’iscrizione nel regiastro degli indagati del ministro Lotti, di Del Sette e del capo dell’Arma in Toscana Emanuele Saltalamacchia (mentre Tiziano Renzi è indagato per traffico d’influenze e il carabiniere che aveva trascritto le intercettazioni, Gianpaolo Scafarto, per falso).

In ogni caso per la politica saranno ore agitate, poiché Marroni – che resta il teste chiave dell’inchiesta che ruota intorno a un’appalto da 2,7 miliardi – ha fatto sapere che avrà molte cose da dire. “Visto che mi cacciano – la frase registrata da Il Messaggero – potrò togliermi qualche sassolino dalle scarpe”. E in settimana busserà alla porta di Raffaele Cantone, capo dell’Anticorruzione, al quale racconterà la sua versione su appalti e relative pressioni.

Ahahahaha . Già non capisci un cazxo !! Se in più leggi il Falso Quotidiano , ti aggravi sempre più fino ad arrivare all'irreversibilità. !!

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Ma tu te lo immagini, caro Monello, uno scandalo del genere quando governava Berlusconi? Che so: il parente Paolo Berlusconi che esercita pressioni sull'ad di Consip per pilotare appalti verso amici e amici degli amici, mentre il ministro Brunetta gli spiffera che nei suoi uffici ci sono microspie nascoste, compromettendo così le indagini della magistratura su appalti truccati per 2,7 miliardi di euro. Sarebbe scoppiato il finimondo: gli scandali Ruby, Noemi e D'Addario, al confronto, sarebbero stati robetta per rotocalchi, i giornaloni della sinistra (che a quei vizi privati di un uomo pubblico dedicarono migliaia di pagine) avrebbero fatto surriscaldare le rotative fino a incendiare letteralmente la carta stampata, laddove non fossero bastati i contenuti incendiari degli articoli. E invece sui fattacci Consip dell'era renziana, senza dubbio il più grosso scandalo in Italia dai tempi di Tangentopoli, Repubblica & C. si attengono alla direttiva manzoniana del Conte zio: troncare, sopire... sopire, troncare. Mentre Telerenzi (ex Rai) si cuce semplicemente la bocca, a parte telegrafici comunicati in stile Ansa. Per non parlare delle frecce al curaro che l'opposizione dell'epoca, cioè il Pd, avrebbe lanciato a tutto spiano contro B. e il suo governo.  Ma veniamo ai fatti reali. L'ad Marroni tiene duro. E' stato sfiduciato non per il suo rendimento professionale (ineccepibile anche secondo i suoi accusatori), ma, udite udite,  per essere venuto meno ai suoi doveri di correttezza e trasparenza. In altri termini Marroni avrebbe dovuto "denunciare tempestivamente alla magistratura" le ingerenze e le soffiate di cui sopra. Quindi lui deve andarsene ma gli autori di quelle ingerenze e di quelle soffiate sono innocenti (papà Renzi) e possono restare al loro posto (il ministro Lotti e un paio di generaloni dei carabinieri). Roba da matti! Quando scrivo che Marco Travaglio è un grande giornalista non lo sopravvaluto affatto. Nell'editoriale di ieri egli ha logicamente inquadrato la nuova situazione venutasi a creare dopo la mozione di sfiducia del Pd a Marroni (primo firmatario il capogruppo Zanda). In precedenza veniva violato il principio del terzo escluso in quanto, logicamente, o Marroni oppure Lotti e gli altri andavano rimossi: tertium non datur. Oggi invece rimuovono Marroni (e non gli altri) ma non perché abbia mentito bensì perché ha denunciato in ritardo. Marroni dunque è innocente e colpevole nello stesso tempo e i tappetari del Pd violano ancora la logica, ma questa volta nel principio di non contraddizione, correttamente citato dal grandissimo Travaglio. Una sottigliezza non da poco: mi è capitato di leggere testi universitari in cui questi due principi fondamentali della logica vengono confusi o considerati equivalenti. Mentre sono distinti e separati come dimostra il fatto, per esempio, che la logica intuizionista accetta il secondo ma non il primo. In effetti la posizione dei tappetari del Pd poteva essere considerata "intuizionistica". Un enunciato è vero se e solo se si dispone di una sua dimostrazione, e ad oggi non si può dimostrare né che Marroni dica il vero (ma che interesse avrebbe ad accusare un ministro, per giunta renziano come lui?) né che Lotti dica il falso, ma io ritengo la logica classica superiore a quella intuizionista, mi fido molto più di Aristotele che di Brouwer. E non mi fido per nulla di questi magliari del Pd che "...mandano via il testimone dello scandalo per tenersi gli inquisiti. Il messaggio è quello tipico della mafia: chi collabora con la giustizia senza riguardi per gli amici è un traditore da punire; chi è invece indagato... è un giglio di campo da premiare". Naturalmente a oggi nessuno dei vari accusati da Marroni ha sporto querela per calunnia. Intuizionisticamente parlando, nessuno da Lotti a Tiziano Renzi, da Russo ai generaloni, è in grado di esibire una prova che Marroni menta.

Saluti

Modificato da fosforo31

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1 minuto fa, fosforo31 ha scritto:

Ma tu te lo immagini, caro Monello, uno scandalo del genere quando governava Berlusconi? Che so: il parente Paolo Berlusconi che esercita pressioni sull'ad di Consip per pilotare appalti verso amici e amici degli amici, mentre il ministro Brunetta gli spiffera che nei suoi uffici ci sono microspie nascoste, compromettendo così le indagini della magistratura su appalti truccati per 2,7 miliardi di euro. Sarebbe scoppiato il finimondo: gli scandali Ruby, Noemi e D'Addario, al confronto, sarebbero stati robetta per rotocalchi, i giornaloni della sinistra (che a quei vizi privati di un uomo pubblico dedicarono migliaia di pagine) avrebbero fatto surriscaldare le rotative fino a incendiare letteralmente la carta stampata, laddove non fossero bastati i contenuti incendiari degli articoli. E invece sui fattacci Consip dell'era renziana, senza dubbio il più grosso scandalo in Italia dai tempi di Tangentopoli, Repubblica & C. si attengono alla direttiva manzoniana del Conte zio: troncare, sopire... sopire, troncare. Mentre Telerenzi (ex Rai) si cuce semplicemente la bocca, a parte asettici e brevi comunicati in stile Ansa. Per non parlare delle frecce al curaro che l'opposizione dell'epoca, cioè il Pd, avrebbe lanciato a tutto spiano contro B. e il suo governo.  Ma veniamo ai fatti reali. L'ad Marroni tiene duro. E' stato sfiduciato non per il suo rendimento professionale (ineccepibile anche secondo i suoi accusatori), ma, a quanto pare, udite udite,  per essere venuto meno ai suoi doveri di correttezza e trasparenza. In altri termini Marroni avrebbe dovuto "denunciare tempestivamente alla magistratura" le ingerenze e le soffiate di cui sopra. Quindi lui deve andarsene ma gli autori di quelle ingerenze e di quelle soffiate sono innocenti (papà Renzi) e possono restare al loro posto (il ministro Lotti e un paio di generaloni dei carabinieri). Roba da matti! Quando scrivo che Marco Travaglio è un grande giornalista non lo sopravvaluto affatto. Nell'editoriale di ieri egli ha logicamente inquadrato la nuova situazione venutasi a creare dopo la mozione di sfiducia del Pd a Marroni (primo firmatario il capogruppo Zanda). In precedenza veniva violato il principio del terzo escluso in quanto, logicamente, o Marroni oppure Lotti e gli altri andavano rimossi: tertium non datur. Oggi invece rimuovono Marroni (e non gli altri) ma non perché abbia mentito. Marroni dunque è innocente e colpevole nello stesso tempo e i tappetari del Pd violano ancora la logica, ma questa volta nel principio di non contraddizione, correttamente citato dal grandissimo Travaglio. Una sottigliezza non da poco: mi è capitato di leggere testi universitari in cui questi due principi fondamentali della logica vengono confusi o considerati equivalenti. Mentre sono distinti e separati come dimostra il fatto, per esempio, che la logica intuizionista accetta il secondo ma non il primo. In effetti la posizione dei tappetari del Pd poteva essere considerata "intuizionistica". Un enunciato è vero se e solo se si dispone di una sua dimostrazione, e ad oggi non si può dimostrare né che Marroni dica il vero (ma che interesse avrebbe ad accusare un ministro, per giunta renziano come lui?) né che Lotti dica il falso, ma io ritengo la logica classica superiore a quella intuizionista, mi fido molto più di Aristotele che di Brouwer. E non mi fido per nulla di questi magliari del Pd che "...mandano via il testimone dello scandalo per tenersi gli inquisiti. Il messaggio è quello tipico della mafia: chi collabora con la giustizia senza riguardi per gli amici è un traditore da punire; chi è invece indagato... è un giglio di campo da premiare". Naturalmente a oggi nessuno dei vari accusati da Marroni ha sporto querela per calunnia. Intuizionisticamente parlando, nessuno da Lotti a Tiziano Renzi, da Russo ai generaloni, è in grado di esibire una prova che Marroni menta.

Saluti

Ahahahahaha . A bufala' vai a Mergellina a fare un bagnetto su . A voi vi rovina il Falserello Quotidiano che poi ci rimanete peggio !! 

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3 ore fa, mark525 ha scritto:

Ahahahahaha . A bufala' vai a Mergellina a fare un bagnetto su . A voi vi rovina il Falserello Quotidiano che poi ci rimanete peggio !! 

certo fulminato meglio la tua disunità quella che parla solo contro il M5S e che posta anche la foto taroccata della Raggi che faceva propaganda x FI mentre resta in silenzio sulla Boschi e Lotti, marketta mi sa che sei tu che ti devi fare na doccia con tantobagno schiuma perchè il fettore dei lekkakuli si sente a migliaia di KM di distanza !

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Ahi ahi ahi: se anche Repubblica si sveglia dal letargo, forse vuol dire che si mette male per la cricca renziana. Il presidente di Consip, Ferrara, va completamente in tilt davanti ai magistrati che lo interrogano. Sembra evidente che abbia subito pressioni per ritrattare. Repubblica parla di deposizione "boomerang", di deposizione "suicida". Ogni catena ha il suo anello debole, ahi ahi ahi. Forse cominciamo a capire perché il caudillo di Rignano ha improvvisamente perso tutta la sua fretta di anticipare le elezioni.

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/06/20/news/consip_la_deposizione_boomerang_che_inguaia_arma_e_politici-168575077/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Modificato da fosforo31

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51 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Ahi ahi ahi: se anche Repubblica si sveglia dal letargo, forse vuol dire che si mette male per la cricca renziana. Il presidente di Consip, Ferrara, va completamente in tilt davanti ai magistrati che lo interrogano. Sembra evidente che abbia subito pressioni per ritrattare. Repubblica parla di deposizione "boomerang", di deposizione "suicida". Ogni catena ha il suo anello debole, ahi ahi ahi. Forse cominciamo a capire perché il caudillo di Rignano ha improvvisamente perso tutta la sua fretta di anticipare le elezioni.

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/06/20/news/consip_la_deposizione_boomerang_che_inguaia_arma_e_politici-168575077/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Ahahahaha, ora mi faccio tutti i copiaincolla degli ebe ti napoletani . Prevedo che mi divertirò da matti presto . Molto presto !! Ed inevitabilmente , i pipet.ti dei partenopei che mi sembra si stiano leggermente rialzando , avranno la libido a pezzi !! Ahahahaha

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