Il Cazzaro di Napoli Fosforo 311 ....

Prima di addentrarsi sul problema delle banche cinesi ( aspetto che interessa a pochi), dopo aver vomitato addosso a Renzi ed alla Boschi parole di fuoco ritenendoli salvatori di Banche private ( notizia falsa, nda) ,  non interviene , non pontifica e non reagisce al grido “ in un Paese serio andrebbe preso a calci nel Kulo”, un presidente del consiglio come Giuseppe Conte ( “Buona fortuna e buon lavoro presidente Giuseppe Conte “  .  Fosforo, Cazzaro di Napoli , il 23/5/2018) , che , in data 13/12/2019, ore 9,40, pubblicamente afferma che non ci sarebbe stato bisogno di nessun decreto salvabanca e che , nella stessa giornata , alle ore 12,15, comunica , e prima che vi sia stata da parte della Banca d’Italia, la diffusione del  commissariamento della Banca Popolare di Bari , che viene convocato un Consiglio dei Ministri per approvare un decreto di salvataggio ed i cui contenuti non erano stati decisi e concordati.  Il Cazzaro di Napoli ci tenga edotti se ritiene che un pdc , responsabile di comportamento del genere, sia o meno meritevole di una gragnuola di calci nel Kulo . In alternativa e/o in subordine , provi a dare una giustificazione del perché di tale comportamento . Attendo con fiducia !!  Saluti

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4 messaggi in questa discussione

Porta pazienza.

Ora fosfy scrive al governo cinese, facendo presente che viviamo un Kodak Moment e che loro hanno Alibaba.

Dopo avere avuto la risposta apriremo un serio dibattito sulle banche cinesi. 

BFODIDSAT

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Il falsario MATRICOLATO pisano come al solito deforma la realtà per i suoi fini faziosi. È vero che il presidente Conte dopo il Consiglio europeo del 13 dicembre scorso aveva negato la necessità di un intervento sulla Popolare di Bari, pur essendo al corrente della relativa procedura di commissariamento da parte della Banca d'Italia. Ma aveva un motivo più che valido per negarlo: l'interesse nazionale. Infatti il giorno dopo, in una conferenza stampa, ammise onestamente: "A mercati aperti non potevo dire altro". Una cosa sono le bugie dette per propri fini ("Enrico stai sereno", "Se perdo il referendum lascio la politica"), altra cosa è il DOVERE di un premier di tutelare, in una sede internazionale, il supremo interesse della nazione. 

Così come una cosa furono gli interventi su Banca Etruria e simili, ben altra cosa si prospetta essere l'intervento del governo Conte sulla Popolare di Bari. Una soluzione radicalmente diversa e mirata a salvare solo gli obbligazionisti subordinati (anche se io non sono d'accordo) e non i 69.000 azionisti che hanno già perso gran parte dell'investimento e che vedranno le loro quote quasi azzerate dall'aumento di capitale (ben gli sta!). È previsto un intervento pubblico per  900 milioni di euro che prefigura una vera e propria nazionalizzazione (non temporanea a differenza di quella di MPS) mirata a trasformare l'istituto barese in una banca pubblica di investimento per il sostegno all'economia del Sud (e su questo sono pienamente d'accordo). È forse opportuno ricordare ai disinformati e agli smemorati che la nazionalizzazione temporanea  di MPS è già costata ai contribuenti la bazzecola di 5,5 miliardi, e che il governo Gentiloni nel 2017 diede mandato a Banca Intesa (banca privata) di curare la liquidazione delle popolari venete e accompagnò il mandato con una corposa dote pubblica (3,5 miliardi più 1,2 per la ristrutturazione). Allego un illuminante articolo del FQ, da leggere attentamente fino alla fine. I forumisti seri e onesti capiranno che il presidente Conte, in questa difficile crisi bancaria, sta operando al meglio, nell'interesse del Paese e dei contribuenti, e in modo molto ma molto più oculato rispetto ai suoi predecessori. 900 milioni sono una spesa più che equa per una banca di quelle dimensioni, e non sono certo messi a fondo perduto come in casi precedenti ma finalizzati a un ritorno importante. Tra l'altro potete leggere che in caso di liquidazione dell'Istituto il ristoro ai correntisti della Popolare di Bari fino a 100.000 euro sarebbe costato ben 4,5 miliardi, ma sul Fondo Interbancario al momento ci sarebbero solo 1,7 miliardi (fonte Bankitalia). Confermando quanto scrivevo in altra discussione: questa crisi rischiava di minare la stabilità dell'intero sistema bancario italiano! Ora l'Europa dovrà dare il placet all'operazione. Secondo il Fatto ci sono buone possibilità. In ogni caso, pur non essendo d'accordo su qualche dettaglio, rivolgo un plauso meritato al presidente Giuseppe Conte. Risorsa preziosa per il paese, ultimo baluardo contro la destraccia salviniana, statista vero che in Italia mancava da molti decenni, persona onesta, capace e competente, da sostenere con lealtà e da difendere con le unghie e con i denti, in Parlamento e nelle piazze, fino al termine della legislatura, e da confermare senza la benché minima esitazione da questa maggioranza anche per la prossima.  

 https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/17/banca-popolare-di-bari-perche-il-salvataggio-giallorosso-e-diverso-dallintervento-su-etruria-e-cosa-possono-aspettarsi-i-risparmiatori/5619326/

Modificato da fosforo311

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Giuseppe Conte.

Ultimo baluardo del Paese.

Risorsa preziosa per il Paese.

Statista vero che mancava da molti decenni.

Integerrimo fedeiussore dell'interesse nazionale.

Invece di prendere atto che viviamo un Kodak Moment salva la banca pugliese trovando nel giro di poche ore 900 milioni di euro.

Ma Giuseppi non avrebbe fatto meglio a lasciare la banca pugliese al suo destino? In fondo viviamo un Kodak Moment.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Il falsario MATRICOLATO pisano come al solito deforma la realtà per i suoi fini faziosi. È vero che il presidente Conte dopo il Consiglio europeo del 13 dicembre scorso aveva negato la necessità di un intervento sulla Popolare di Bari, pur essendo al corrente della relativa procedura di commissariamento da parte della Banca d'Italia. Ma aveva un motivo più che valido per negarlo: l'interesse nazionale. Infatti il giorno dopo, in una conferenza stampa, ammise onestamente: "A mercati aperti non potevo dire altro". Una cosa sono le bugie dette per propri fini ("Enrico stai sereno", "Se perdo il referendum lascio la politica"), altra cosa è il DOVERE di un premier di tutelare, in una sede internazionale, il supremo interesse della nazione. 

Così come una cosa furono gli interventi su Banca Etruria e simili, ben altra cosa si prospetta essere l'intervento del governo Conte sulla Popolare di Bari. Una soluzione radicalmente diversa e mirata a salvare solo gli obbligazionisti subordinati (anche se io non sono d'accordo) e non i 69.000 azionisti che hanno già perso gran parte dell'investimento e che vedranno le loro quote quasi azzerate dall'aumento di capitale (ben gli sta!). È previsto un intervento pubblico per  900 milioni di euro che prefigura una vera e propria nazionalizzazione (non temporanea a differenza di quella di MPS) mirata a trasformare l'istituto barese in una banca pubblica di investimento per il sostegno all'economia del Sud (e su questo sono pienamente d'accordo). È forse opportuno ricordare ai disinformati e agli smemorati che la nazionalizzazione temporanea  di MPS è già costata ai contribuenti la bazzecola di 5,5 miliardi, e che il governo Gentiloni nel 2017 diede mandato a Banca Intesa (banca privata) di curare la liquidazione delle popolari venete e accompagnò il mandato con una corposa dote pubblica (3,5 miliardi più 1,2 per la ristrutturazione). Allego un illuminante articolo del FQ, da leggere attentamente fino alla fine. I forumisti seri e onesti capiranno che il presidente Conte, in questa difficile crisi bancaria, sta operando al meglio, nell'interesse del Paese e dei contribuenti, e in modo molto ma molto più oculato rispetto ai suoi predecessori. 900 milioni sono una spesa più che equa per una banca di quelle dimensioni, e non sono certo messi a fondo perduto come in casi precedenti ma finalizzati a un ritorno importante. Tra l'altro potete leggere che in caso di liquidazione dell'Istituto il ristoro ai correntisti della Popolare di Bari fino a 100.000 euro sarebbe costato ben 4,5 miliardi, ma sul Fondo Interbancario al momento ci sarebbero solo 1,7 miliardi (fonte Bankitalia). Confermando quanto scrivevo in altra discussione: questa crisi rischiava di minare la stabilità dell'intero sistema bancario italiano! Ora l'Europa dovrà dare il placet all'operazione. Secondo il Fatto ci sono buone possibilità. In ogni caso, pur non essendo d'accordo su qualche dettaglio, rivolgo un plauso meritato al presidente Giuseppe Conte. Risorsa preziosa per il paese, ultimo baluardo contro la destraccia salviniana, statista vero che in Italia mancava da molti decenni, persona onesta, capace e competente, da sostenere con lealtà e da difendere con le unghie e con i denti, in Parlamento e nelle piazze, fino al termine della legislatura, e da confermare senza la benché minima esitazione da questa maggioranza anche per la prossima.  

 https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/17/banca-popolare-di-bari-perche-il-salvataggio-giallorosso-e-diverso-dallintervento-su-etruria-e-cosa-possono-aspettarsi-i-risparmiatori/5619326/

Il Cazzaro di Napoli , una volta che ha terminato di chiarirci cosa e’ , come si manifesta e da dove si evince con chiarezza in modo che tutto non sia riconducibile ad un “interesse nazionale “ che , anche Direttoretto capirebbe che potrebbe essere la foglia di fico per giustificare tutto e di tutto , si metta l’animo in pace , la smetta di parlare di cose di cui non ha la minima contezza nonostante abbia affermato con sicumera e con chiarezza che non solo un Premio Nobel ne sa meno di lui , ma che addirittura , sempre lo stesso Premio Nobel sparge sulla stampa internazionale bufale e false notizie , prenda atto che , e possibilmente in ginocchio che,  nel gennaio 2015 , il Governo Renzi approvo’ una riforma che obbligava le 10 maggiori banche popolari (quelle con un attivo patrimoniale superiore agli 8 miliardi di euro) a trasformarsi in Società per Azioni, in modo che la loro governance fosse adeguata alla loro dimensione (sarebbero diventate società più scalabili, e quindi più esposte a criteri di competizione e di efficienza).
Otto banche su dieci si sono adeguate, in alcuni casi è stata anche l’occasione per procedere a fusioni che hanno creato il terzo gruppo bancario italiano (Banco Bpm)
Due banche si sono rifiutate di adeguarsi, e si sono opposte fino ad arrivare alla Corte Costituzionale. Che tuttavia , con una pronuncia del marzo 2018 , ha dato loro torto, giudicando legittima la riforma Renzi. Il salvataggio della Banca Popolare di Bari non ha niente che vedere con quelle del 2015 (Carife, Chieti, Etruria e Marche) erano già commissariate da anni e sono state messe in “risoluzione”, in quanto la loro situazione era irrimediabilmente compromessa. La “bad bank” è stata pagata da azionisti e obbligazionisti subordinati (poi parzialmente risarciti dai governi), e quello che rimane è stato aggregato a due differenti *** bancari.  Le due banche venete del 2017 (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza), anch’esse già commissariate, sono state poste in liquidazione coatta amministrativa, lo Stato è intervenuto per rimuovere la “bad bank” e quello che è rimasto è stato aggregato ad un altro gruppo bancario. Anche in questo caso azionisti e obbligazionisti subordinati hanno riportato perdite, anche qui parzialmente compensati dallo Stato. Nel caso di Monte dei Paschi (2016) e Carige (2018-2019) si è trattato invece di ricapitalizzazione precauzionale: essendo banche sufficientemente grandi da rappresentare un rischio sistemico, è stato concesso allo Stato l’opportunità di entrare nel capitale in modo temporaneo (opportunità poi sfruttata solo con MPS e non con Carige, su cui alla fine è bastata la garanzia pubblica sulle emissioni obbligazionarie). Nessuna di queste opzioni si configura con il salvataggio della Popolare di Bari ed il Decreto dell’altro ieri prevede , infatti, di ricapitalizzare per 900 milioni Medio Credito Centrale (una società pubblica, controllata da Invitalia, a sua volta controllata da Mef e Mise), perché possa in un prossimo futuro procedere ad acquisizioni di istituti bancari.  Se e quando , come annunciato ,  si procederà in questo senso per la Popolare di Bari (al momento appena commissariata da Banca d’Italia perché rischia di non rispettare i requisiti patrimoniali annuali) si verificherà la compatibilità di quest’intervento con la disciplina degli aiuti di Stato e con quella più specifica bancaria. La creazione della Banca degli Investimenti , e’ un tentativo , fallito , di spacciare quest’intervento con uno slogan orecchiabile che tanto piacciono al Cazzaro di Napoli .  La Banca Popolare di Bari, infatti, è una banca retail. Che è un concetto totalmente diverso da quello di banca di investimento. Inoltre, qualsiasi intervento di questo tipo (cioè lo Stato  che si mette a fare il banchiere come piacerebbe tanto all’idio ta nonché Pulcinella Partenopeo ,  dovrebbe essere attenzionato con riferimento  alle norme sulla tutela della concorrenza e sugli aiuti di Stato. Ergo e concludo : Di certo l’onda della gravissima crisi economica del periodo 2008/2013 e’ stata una causa purtroppo fondamentale ma , tuttavia ,  a questa si aggiunge una governance inefficace che ha permesso per troppo tempo una gestione fallimentare e non condotta da logiche di efficienza ma purtroppo da dinamiche di relazione e clientelari . Mi dispiace per Cazzari napoletani , servi e quantunque ma Il tentativo più efficace di forzare il cambiamento su questo aspetto (la riforma delle banche popolari del governo Renzi del 2015) ha avuto successo in molti casi, ma è stata strenuamente rifiutata in due. Uno di questi è la Banca Popolare di Bari.           M.L.

Modificato da mark222220

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