A beneficio Cazzari napoletani ed affini ( anche destrorsi ...)

Visto che il Cazzaro di Napoli imputa a Renzi la chiusura ed il licenziamento dei dipendenti del PD e di quelli dell’Unita’ , facciamo

Dal 2011 al 2014 e la liquidazioneModifica

Il 7 luglio 2011 Concita De Gregorio torna alla Repubblica e lascia la carica di direttore a Claudio Sardo, proveniente dal Messaggero. L'Unità assiste ad alcuni cambiamenti: a partire dal febbraio del 2012 chiunque può creare un blog personale sul sito del giornale nella sezione ComUnità (la *** de l'Unità). A inizio maggio viene annunciata la modifica del formato della testata[14]: a partire dal 7 maggio, giorno in cui i giornali annunciano la vittoria di François Hollande alle elezioni presidenziali francesi, l'Unità esce in edicola in formato berlinese. A partire dal 12 maggio il quotidiano è presente in edicola ogni sabato col settimanale left[15], con il quale era già uscito tempo prima con due numeri a scopo promozionale. Le vendite continueranno a scendere anche nel resto dell'anno, durante il quale il PD acquista una piccola quota dell'azionariato del quotidiano[16][17].

A partire dal giugno 2012 Soru inizia a vendere il suo pacchetto azionario nella NIE[18], scendendo progressivamente dal 98% al 5%[19].

Il 17 ottobre 2013 Luca Landò, vicedirettore dal 2001 e responsabile dell'edizione web, subentra a Sardo nella direzione del quotidiano, che rimane nel giornale come editorialista[20]. L'11 giugno 2014 la proprietà annuncia di aver messo in liquidazione la casa editrice del quotidiano, a rischio fallimento, per fine luglio[21].

Dal 1º agosto 2014, a causa della grave situazione debitoria, cessano le pubblicazioni del quotidiano L'Unità[22]. Il numero di mercoledì 30 luglio 2014 esce in bianco[22] e si fermano gli aggiornamenti del sito Internet.

Il 1º agosto 2014 Nuova Iniziativa Editoriale s.p.a. in Liquidazione - società proprietaria de L'Unità - ha proposto domanda di concordato preventivo avanti al Tribunale di Roma – sezione fallimentare, che con provvedimento del 26 settembre ha nominato giudice delegato la dr.ssa Luisa De Renzis e commissario giudiziale il prof. avv. Antonio Maria Leozappa.[23]

L'insolvenza del quotidiano l'Unità si è tradotta in una massa di debiti per 125 milioni di euro con le banche creditrici, di cui 107 già versati dallo Stato in base alla Legge 11 luglio 1998, n. 224, varata dal governo Prodi, che ha introdotto la garanzia statale sull'esposizione dei giornali di partito. La Presidenza del Consiglio prima di versare il denaro alle banche ha provato a rivalersi sul patrimonio immobiliare del Partito Democratico, ma senza successo[24].

La seconda rinascita (2015-2016)Modifica

Il 30 giugno 2015 l'Unità, completamente rinnovata, riprende le pubblicazioni grazie a un notevole afflusso di capitale pubblico (107 milioni di euro[24]), su carta e online, con la direzione di Erasmo D'Angelis. La proprietà del quotidiano è divisa tra alcuni soci privati ed EYU srl, emanazione della fondazione del Partito Democratico EYU (Europa-Youdem-Unità), che ne detiene una quota del 19,05%[25]; cambia anche la stilizzazione della testata, l'apostrofo diventa verde e la scritta "l'Unità" diventa bianca su sfondo rosso. La crisi non si arresta, con perdite annunciate di 250 mila euro al mese e con solo 8 mila copie vendute contro le 60 mila stampate.[26]. Nell'autunno 2016 Erasmo D'Angelis viene sostituito da Sergio Staino e da Andrea Romano, come co-direttore.

La nuova crisi e la terza chiusura (2017)Modifica

La situazione del quotidiano all'inizio 2017 è la seguente: sono 29, compreso il direttore, i giornalisti impegnati nella redazione del quotidiano (cartaceo). Il Partito Democratico (tramite la Fondazione Eyu) risulta socio di minoranza al 20% di Unità srl mentre Pessina Costruzioni risulta socio di maggioranza con l’80% del patrimonio azionario.[27] La crisi economica del quotidiano rispetto a un anno e mezzo dal ritorno in edicola si è molto aggravata: con vendite (secondo un dato comunicato in via ufficiosa durante la conferenza stampa convocata dal CDR) di circa 7.000 copie giornaliere (abbonamenti esclusi), con perdite intorno ai 400.000 euro al mese e con una raccolta pubblicitaria quasi inesistente.[28]

L'11 gennaio 2017 alla vigilia dell'assemblea dei soci (poi rimandata) l'amministratore delegato (Guido Stefanelli) ha comunicato ai giornalisti del quotidiano cartaceo l’Unità che bisogna “Procedere immediatamente con una riduzione del personale senza percorrere la strada degli ammortizzatori sociali" (licenziamenti). Nel comunicato si fa anche riferimento a un aumento di capitale oppure alla necessità di aprire le procedure per il fallimento. I costi della ricapitalizzazione dovrebbero avvicinarsi ai 5 milioni di euro (1 milione a spese del PD e 4 milioni a spese del gruppo Pessina).[27][28][29][30][31]

Nei giorni successivi alla comunicazione dei licenziamenti i giornalisti dell'Unità hanno deciso di entrare in assemblea permanente e di indire scioperi (con il conseguente stop delle pubblicazioni del quotidiano).[32][33]

Nel febbraio del 2017 l'Unità è stata parzialmente ricapitalizzata. Pessina Costruzioni si è occupata della ricapitalizzazione con un versamento di 1.5 milioni di € (dei 4 necessari). Questo ha comportato un aumento relativo alla sua quota azionaria pari al 10% (dall’80 al 90%), con il conseguente calo della quota appartenente al PD (dal 20 al 10%).[34][35]

Il 29 marzo 2017 Andrea Romano viene sollevato dalla carica di co-direttore dell'Unità e il 4 aprile Sergio Staino lascia la direzione a favore di Marco Bucciantini per poi tornare il 23 maggio dello stesso anno.[36]

Dal 30 maggio[37], il giornale esce solamente in versione online (PDF) a causa dei pesanti debiti, che si protraggono da alcuni mesi, con lo stampatore. Il 3 giugno[38][39][40], si interrompe definitivamente la pubblicazione comportando la chiusura della testata per la terza volta[41][42][43]; decisione quest'ultima, già annunciata principalmente da parte dell'editore nella tarda serata di giovedì 1º giugno e poi comunicata al comitato di redazione.[44] Dal 1º agosto viene chiuso anche il sito unita.tv., poi rimpiazzato dalla rivista online Democratica e dal blog democratica.com.

Nell'aprile 2018 il Tribunale di Roma dispone la messa all'asta della testata, lasciando invece la proprietà dell'archivio storico al gruppo Pessina.[45]

Il 25 maggio 2018 il giornale torna nelle edicole di Roma e Milano per un giorno, pubblicando un numero per evitare la decadenza della testata. Per l'occasione la carica di direttore è assunta da Luca Falcone, mentre la realizzazione del numero unico è ad opera di quattro giornalisti della vecchia redazione.[46]

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