Ma non erano spariti i post del Cazzaro (4)

Il 13/6/2019 in 23:35 , fosforo41 ha scritto:

Un alto organo costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura presieduto dal capo dello Stato, è allo sbando. 5 consiglieri togati autosospesi e sottoposti a procedimento disciplinare. Ma ormai si vocifera addirittura di autoscioglimento del CSM. Il tutto in seguito allo scandalo nato dalle intercettazioni ottenute infiltrando un trojan nel telefonino di un magistrato che si incontrava con uomini politici per parlare di nomine nella procura di Roma. Intanto un grazie al M5STELLE che ha salvato questo potente e prezioso strumento d'indagine dalla scure della riformaccia Orlando (Pd). Poi due ovvie considerazioni. Si tratta di un fatto gravissimo in sé: una lesione plateale al principio costituzionale dell'autonomia della magistratura e al principio precostituzionale (illuministico) dell'equilibrio tra i poteri dello Stato. Si conferma inoltre la distanza abissale che tuttora separa sul piano etico la magistratura dalla politica. La prima, dopo avere accusato il colpo, reagisce (dimissioni, autosospensioni, azioni disciplinari); la seconda non fa una piega. I due parlamentari coinvolti non si autosospendono ma si autodipingono come gigli di campo e il loro partito (il Pd) minimizza (Zingaretti) o addirittura li difende e li giustifica (Renzi). Premesso ciò, nel caso specifico in oggetto la gravità è amplificata ed elevata all'ennesima potenza da una circostanza ben nota: uno dei politici coinvolti (Lotti) è imputato di un grave reato dalla stessa procura di Roma. In breve: egli avrebbe tramato con dei magistrati per condizionare la nomina del suo accusatore nel processo che lo vedrà alla sbarra. Questa tesi viene oggi solennemente abbracciata, alla luce della intercettazioni, dal procuratore generale della Cassazione nel suo atto di incolpazione verso i 5 togati del CSM. Secondo il pg è accaduto che "la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell'ufficio della Procura di Roma deputato a sostenere l'accusa nei suoi confronti". Parole chiarissime e durissime che hanno finalmente scalfito perfino le facce di bronzo del Pd. Poco fa a Piazza Pulita la sfinge Gentiloni ha definito "assolutamente inopportuni" i comportamenti di Lotti. Non è molto ma è già qualcosa rispetto all'assordante silenzio denunciato nei giorni scorsi dal dottor Franco Roberti, neo-parlamentare europeo del Pd. Ora deve assolutamente intervenire il segretario Zingaretti. C'è una questione enorme di etica pubblica in cui il Pd si gioca la sua immagine, o ciò che ne resta, presso la parte migliore del suo elettorato. Nicola, come è noto, non è un cuor di leone, è un timido, un indeciso. Bene, anzi male, e allora lo inviterei a riflettere sulla lezione etica di Enrico Berlinguer. Che se fosse oggi al suo posto gli garantisco che caccerebbe quel signore dal partito, a calci se necessario. 

 

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