Riina, la Cassazione apre alla scarcerazione "Eʼ malato, ha diritto a una morte dignitosa". Stiamo scherzando?

Il «diritto a morire dignitosamente» va assicurato a ogni detenuto. Tanto più che fermo restando lo «spessore criminale» va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso vista l'età avanzata e le gravi condizioni di salute. La Cassazione apre così al differimento della pena per il capo di Cosa Nostra, ormai ottantaseienne e con diverse gravi patologie. Sulla base di queste indicazioni, il tribunale di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss, finora sempre respinta. Ma stiamo scherzando??? Anche il solo pensieri di rimettere in libertà un criminale come Riina mette la pelle d'oca. Voi cosa ne pensate?

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16 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

illuminante articolo de Il Foglio in cui si spiega che NO la sentenza della Cassazione non è a favore della liberazione di Riina ma ha solo annullato quella del tribunale di sorveglianza di Bologna per “difetto di motivazione”.

La trafila è questa: Riina, che ha 86 anni, gli ultimi 24 dei quali trascorsi in carcere, sta male e il suo avvocato ha presentato un’istanza al tribunale di sorveglianza di Bologna (Riina è detenuto a Parma) in cui si chiede la sospensione della pena o almeno i domiciliari. I giudici bolognesi hanno risposto di no, motivando con la intatta pericolosità del personaggio. La Cassazione spiega che la pericolosità da sola non basta come argomento, scrive che esiste per tutti, anche per i peggiori dunque, il “diritto a una morte dignitosa”. Non si esclude che possa avvenire in carcere ma si chiede di argomentare più analiticamente.

http://www.ilfoglio.it/bordin-line/2017/06/05/news/no-non-e-vero-che-la-cassazione-ha-detto-di-liberare-riina-138156/

Modificato da aljadida5

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in effetti avevo letto superficialmente, ma trovo comunque interessante un dibattito che parta dall'ipotesi che potrebbero scarcerare un Cattivo con la "C" per motivi di salute...

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Io lo trovo allucinante. Gente così non dovrebbe più vedere la luce del sole

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Inviata (modificato)

anche falcone e borsellino meritavano una morte dignitosa... non mi pare l'abbiano avuta... così come le decine e decine di persone cui riina ha tolto la vita in modo barbaro... ha diritto a una morte dignitosa, sì, dietro le sbarre. In galera non si toglie la dignità ma la libertà e francamente per uno come riina mi sembra proprio il minimo! 

Modificato da mariallen
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Una di quelle porcherie ha favore di chi ha dato molto ad un certo tipo di governanti, lo vogliono liberare per quello, la dignità quell'individuo li non sà nemmeno cosa sia.

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Sono certo che con questo mio post mi attirerò molte critiche che comunque comprendo . So che quello che tenterò di spiegare e' un concetto difficile per chi ha ancora negli occhi le stragi che sotto la regia di Riina si sono perpetrate . Sto tentando di spiegare perché restituire a Tòtò Riina il diritto a una morte dignitosa è il miglior insegnamento di civiltà che lo Stato può dare a chi invece la civiltà, mentre era in vita, non ha compreso cosa fosse. 
Quella civiltà che traccia la differenza tra ciò che siamo noi e ciò che è stato lui.

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3 ore fa, mariallen ha scritto:

anche falcone e borsellino meritavano una morte dignitosa... non mi pare l'abbiano avuta... così come le decine e decine di persone cui riina ha tolto la vita in modo barbaro... ha diritto a una morte dignitosa, sì, dietro le sbarre. In galera non si toglie la dignità ma la libertà e francamente per uno come riina mi sembra proprio il minimo! 

quoto!

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4 ore fa, aljadida5 ha scritto:

illuminante articolo de Il Foglio in cui si spiega che NO la sentenza della Cassazione non è a favore della liberazione di Riina ma ha solo annullato quella del tribunale di sorveglianza di Bologna per “difetto di motivazione”.

La trafila è questa: Riina, che ha 86 anni, gli ultimi 24 dei quali trascorsi in carcere, sta male e il suo avvocato ha presentato un’istanza al tribunale di sorveglianza di Bologna (Riina è detenuto a Parma) in cui si chiede la sospensione della pena o almeno i domiciliari. I giudici bolognesi hanno risposto di no, motivando con la intatta pericolosità del personaggio. La Cassazione spiega che la pericolosità da sola non basta come argomento, scrive che esiste per tutti, anche per i peggiori dunque, il “diritto a una morte dignitosa”. Non si esclude che possa avvenire in carcere ma si chiede di argomentare più analiticamente.

http://www.ilfoglio.it/bordin-line/2017/06/05/news/no-non-e-vero-che-la-cassazione-ha-detto-di-liberare-riina-138156/

molto interessante veramente

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leggendo il post aljadida5

fa comprendere come non si è capito nulla sull'argomento. così ha perfettamente senso... la legge ha dei passaggi e vanno rispettati.

pienamente d'accordo.

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Questo è un problema di medicina legale e lo stiamo trasformando in una questione etica e politica. Che un malato terminale abbia il sacrosanto diritto di morire con dignità, indipendentemente da come ha vissuto e dal suo status di detenuto o uomo libero che sia, è fuori discussione, almeno in un paese civile. Ci sono dei precedenti, ci sono già stati noti ergastolani cui è stato concesso di morire a casa, non vedo perché questo diritto debba essere negato a Riina. Tutto dipende dalle condizioni reali dell'ex capomafia. Chiunque di noi abbia assistito, giorno per giorno, alla lenta consunzione di un parente anziano e gravemente malato è perfettamente in grado di individuare il punto di non ritorno, fisico e mentale, di capire quando il malato diventa un moribondo. Figuriamoci se non è in grado di farlo un medico esperto o meglio ancora una commissione medico-legale. Arrivato a quel punto di non ritorno, anche il peggiore dei criminali, se conserva un barlume di lucidità, se lo riserverà per ben altre e più importanti cose che il ritessere rapporti con i sodali di un tempo. E in quelle condizioni la sofferenza e la coscienza dell'ineluttabile destino sono punizioni ben peggiori di qualsiasi ergastolo.

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3 ore fa, mark525 ha scritto:

Sono certo che con questo mio post mi attirerò molte critiche che comunque comprendo . So che quello che tenterò di spiegare e' un concetto difficile per chi ha ancora negli occhi le stragi che sotto la regia di Riina si sono perpetrate . Sto tentando di spiegare perché restituire a Tòtò Riina il diritto a una morte dignitosa è il miglior insegnamento di civiltà che lo Stato può dare a chi invece la civiltà, mentre era in vita, non ha compreso cosa fosse. 
Quella civiltà che traccia la differenza tra ciò che siamo noi e ciò che è stato lui.

Questa volta devo dissentire dalla tua logica, che trovo giusta, ma ritengo che in questa civiltà ci debba essere anche quella fermezza, che non vuole togliere diritto, ma dare valore alla giustizia, ripeto è giusto quello che dici, ma non mi sento di condividerlo.

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no, purtroppo nn si sta skerzando poiké in un paese civile tale rikiesta nn avrebbe dovuto neppur esser presentata ad un tribunale.

morte dignitosa? sia contento di morire in un letto anziké ucciso x strada, sorte riservata alle sue vittime.

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35 minuti fa, sempre135 ha scritto:

Questa volta devo dissentire dalla tua logica, che trovo giusta, ma ritengo che in questa civiltà ci debba essere anche quella fermezza, che non vuole togliere diritto, ma dare valore alla giustizia, ripeto è giusto quello che dici, ma non mi sento di condividerlo.

Caro sempre 135 non c'è nessun problema nel dissentire dal mio post . Del resto lo avevo messo nel conto visto il problema che lascia aperti aspetti di coscienza non facilmente superabili. Buona serata . 

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5 ore fa, mark525 ha scritto:

Sono certo che con questo mio post mi attirerò molte critiche che comunque comprendo . So che quello che tenterò di spiegare e' un concetto difficile per chi ha ancora negli occhi le stragi che sotto la regia di Riina si sono perpetrate . Sto tentando di spiegare perché restituire a Tòtò Riina il diritto a una morte dignitosa è il miglior insegnamento di civiltà che lo Stato può dare a chi invece la civiltà, mentre era in vita, non ha compreso cosa fosse. 
Quella civiltà che traccia la differenza tra ciò che siamo noi e ciò che è stato lui.

Se anziché in Italia fossimo negli USA il problema non si porrebbe perché sarebbe stato condannato alla sedia elettrica e non avrebbe avuto il tempo di ammalarsi; con questo non voglio assolutamente sostenere la pena di morte, noto solo che in Italia ci sono stati casi di detenuti condannati per omicidio a più ergastoli, pene poi commutate in 30 anni, poi ridotti per buona condotta e rimessi fuori dopo pochi anni.

Non vorrei però che in clima elettorale, per prendere voti in certe aree e zone geografiche,  durante il non governo (quando cioè il vecchio governo è ancora in carica per il disbrigo degli affari correnti e il nuovo governo non è ancora insediato) zitti-zitti- lo mandassero a casa...sono di pochi giorni fa le immagini di un boss arrestato e omaggiato dalla gente della zona durante l'arresto; in certe aree geografiche avviene anche questo e anche quelli (di quella gente che omaggiava) sono voti che a certi partiti potrebbero fare gola....

 

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