e questo insegna alla sorbona....

 

Forse @EnricoLetta non ha studiato benissimo la storia di #Roma.
Per gli antichi romani, contava come requisito l’assimilabilità degli stranieri.
Come confermato da eminenti storici, il declino dell’Impero iniziò con l’apertura di massa della cittadinanza. https://twitter.com/enricoletta/status/1183345521127313408 

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7 messaggi in questa discussione

mi perdoni sig hyperfattorino, lei che la storia la conosce bene, in che anno Claudio divenne imperatore e in che anno Roma è tramontata?

Ma se non vado errato il primo imperatore non italico non fu Traiano, ben 58 anni dopo?

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26 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

mi perdoni sig hyperfattorino, lei che la storia la conosce bene, in che anno Claudio divenne imperatore e in che anno Roma è tramontata?

Ma se non vado errato il primo imperatore non italico non fu Traiano, ben 58 anni dopo?

Claudio era nato nel 10 a.C. a Lugdunum, l’odierna Lione. Letta, a questo punto, si sarà detto: Lione non è in Italia, ergo Claudio era straniero. Perché loro ragionano per ‘ius soli’. Invece no.

Lione era una delle tante colonie latine fondate da Roma per mantenere il controllo sull’Impero, proprio perché erano consapevoli dell’importanza dei legami di sangue.

E Claudio, nato in territorio gallico, era romano al 100%, perché rampollo della gens Claudia: insomma, romano per ‘ius sanguinis’.

Ergo, da questo si trae l’insegnamento contrario di quello che il povero Letta vuole trarre. E sia chiaro, arriveranno, poi, anche gli imperatori stranieri: e infatti, Roma crollerà.

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mi perdoni sig hyper fattorino, mi sa anche dire dopo quanti anni dalla morte di Claudio avviene la caduta dell'impero romano?

dopo 10?

dopo 50?

dopo 100?

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si sta informando signor hyperfattorino?

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si sta informando signor hyperfattorino?

Questa sera ci dice qualcosa di più?

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Il 16/10/2019 in 11:47 , ahaha.ha ha scritto:

si sta informando signor hyperfattorino?

Questa sera ci dice qualcosa di più?

Sul cinguettatore (detto Twitter) è intervenuto l’altro giorno in maniera maldestra Enrico Letta, affermando che l’imperatore Claudio, sul quale si è tenuta una mostra, fosse straniero e con ciò che i romani fossero molto più bravi di noi nell’integrazione.

Con buona pace dell’euroinomane Letta, Tiberio Claudio Cesare (Lione, 10 a.C.- Roma, 54 d.C.) non era affatto uno straniero: suo padre Tiberio Claudio Druso, fratello dell’imperatore Tiberio, era figlio di uno dei più importanti aristocratici della fazione senatoria repubblicana e di Livia Drusilla, che nel 38 a.C. aveva sposato in seconde nozze Ottaviano.
Claudio era quindi tutto fuorché uno straniero integrato o un provinciale assimilato.


 

In sostanza Enrico Letta, travisando il caso dell’imperatore Claudio, ha trasformato la storia in una sorta di giustificazione del presente legittimando ciò che sta accadendo oggi, ovvero ciò che chiamano integrazione, ma che correttamente dovrebbe essere denominata deportazione organizzata di schiavi per colpire la classe lavoratrice.

Vi è un errore storico decisivo in ciò che Letta ha affermato, che rivela quanto diceva Orwell in “1984”: la storia diviene un palinsesto che può essere aggiornato di continuo a seconda degli interessi del presente.
Tutto ciò testimonia o ignoranza clamorosa o, come è più probabile, cattiva fede.

Credo che entrambe le questioni si riannodino nell’affermazione di Letta riguardo l’imperatore Claudio; egli ha infatti peccato oltre che di scarsa conoscenza storica anche di volontà apologetica rispetto alle logiche illogiche del presente.

I pretoriani della globalizzazione turbocapitalistica come lui mirano, proprio come i dominatori di “1984”, a riscrivere la storia a immagine e somiglianza della loro ideologia, che mira a polverizzare le ideologie e le culture trasformandole in una massa policroma amorfa di individui senza identità pronti ad assecondare tutto ciò che il mercato propone loro.

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urka........superfattorino dove è andato a scovare una maestra di sostegno così ideolizzata?

Non le sembra possibile che il prof Letta abbia semplicemente detto una Kagata come di solito fa lei?

Anche i professori ogni tanto possono sparare kagate, questa volta ha preso una cantonata, come prima o poi tutti noi,  senza alcun desiderio di riscrivere la storia ormai conclamata e digerita.

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