QUELLI DI BIBBIANO ? QUALCHE SCUSA ORA

Come   detto  dall'inizio  il Piddi   o  il  Sindaco  nulla  centrano...

Pare che uno dei cavalli di battaglia della trasformazione di Bibbiano da inchiesta a hashtag sbattuto sui social per la massima "indinniazione" sia venuto a cadere.

Ora possiamo tornare a parlare della vera cronaca processuale senza inventarci altre cabale misteriose per fare cassa coi big likes?

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31 messaggi in questa discussione

Ora  come   farà  la  becera   borgonzoni  e  le  scuse   sarà  capace   di   porle  ?

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Gli articoli rancorosi di Matteo Belpietro, le sceneggiare di Mario Giordano e lo sciacallaggio dei bambini da parte dell'ex ministro Matteo Salvini non sarebbero altro che una trovata pubblicitaria.
 

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11 ore fa, pm610 ha scritto:

Ora  come   farà  la  becera   borgonzoni  e  le  scuse   sarà  capace   di   porle  ?

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Gli articoli rancorosi di Matteo Belpietro, le sceneggiare di Mario Giordano e lo sciacallaggio dei bambini da parte dell'ex ministro Matteo Salvini non sarebbero altro che una trovata pubblicitaria.
 

Sono esseri subumani. Sciacalli fascisti. Prostitute da strada.

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Dal secolo d'Italia non ci si poteva aspettare altro.

Ma che sta a dì sta magistratura?

Noi secolo d'Italia dimostreremo che il sistema Bibbiano è marcio, altro che regolare.

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51 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

Il Tribunale del Secolo ha emesso la sua sentenza. Senza processo e nel nome del Secolo Italiano. Ma andiamo pure oltre e chiediamoci: se anche ci fosse qualcosa di vero, cosa c'entra il PD e il Sindaco?

Sarebbe come dire che il PD (a questo punto nazionale, mica il PD di un paesino come Bibbiano può aspirare a ergersi a cotanta gloria) doveva prevedere che qualcuno avrebbe agito in maniera delinquenziale.

Attenzione: doveva immaginare tutto, mica aspettare che si verificassero i casi....

Un po' come quel Sindaco leghista del paesino del Comasco. Come si è permesso il Sindaco celoduro della Greta esibita a Pontida a non aver previsto tutto? Ha mancato in qualcosa questo Sindaco celoduro. Come minimo doveva sguinzagliare un esercito di 007 sensitivi e scoprire tutto prima che i fatti si verificassero, ellapeppa!!!!

Acclarato comunque che al Sindaco leghista del Comasco è consentito non essere sensitivo e aspettare gli eventi, come mai invece tutto ciò non vale per il Sindaco di Bibbiano?

Ci avete fatto crescere i santissimi come due sfere celesti affermando che la Magistratura non si azzarda mai a cercare uno di sinistra per nessun problema al mondo e che non bisogna mai essere giustizialisti neanche davanti all'evidenza e adesso cosa succede?

Nonostante venga dichiarato pubblicamente dal Procuratore Capo di Reggio Emilia (mica da Salvini, da La Russa o da un qualsiasi giornalista del Secolo d'Italia) che "il Sindaco di Bibbiano è accusato di a@buso d'ufficio e falso e non c'entra nulla con gli abusi sui minori", la tiritera continua.

In sintesi e senza mezzi termini, visto che parliamo di Bibbiano, sarà il caso o no di aspettare se il Sindaco viene condannato (per quelle cose di cui i maldestri vorrebbero condannarlo però....) oppure no?

Altrimenti vorrei far presente che Sindaci accusati di a@buso d'ufficio e di falso c'è ne sono parecchi altri e non solo a Bibbiano e ce ne sono tanti tanti maldestri e celoduri. Stranamente però, in quei casi, vengono accusati esclusivamente perché è dimostrato scientificamente che le toghe sono tutte rosse (tutt'al più, al limite, qualche volta rossonere).

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Personalmente non mi preoccupo ne del secolo d'italia e similari, ne del hyper director, ne del kapitone, ne di La Russa, mi preoccupano quegli italiani che, vuoi per indolenza, vuoi perchè non hanno tempo di informarsi, vuoi perchè sono addestrati, credono alle kagate dei signori sopracitati.

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Personalmente non mi preoccupo ne del secolo d'italia e similari, ne del hyper director, ne del kapitone, ne di La Russa, mi preoccupano quegli italiani che, vuoi per indolenza, vuoi perchè non hanno tempo di informarsi, vuoi perchè sono addestrati, credono alle kagate dei signori sopracitati.

Quello che è successo sarà stabilito dai tribunali nei vari gradi di giudizio; quello che non si può dire è che a Bibbiano non sia successo niente, guardate questa testimonianza: https://twitter.com/i/status/1171897342464798721

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3 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

Quello che è successo sarà stabilito dai tribunali nei vari gradi di giudizio; quello che non si può dire è che a Bibbiano non sia successo niente, guardate questa testimonianza: https://twitter.com/i/status/1171897342464798721

Nessun altro parla di questo?

La storia mi sembra alquanto incredibile.

Siamo sicuri poi che riguardi bibbiano?

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9 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Nessun altro parla di questo?

La storia mi sembra alquanto incredibile.

Siamo sicuri poi che riguardi bibbiano?

Ma  certo   sarà  come  la  bimba  sul  palco   con  salvini e  sopratutto  guai  usare  i  piccoli  per  fare   politica ...

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3 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

Quello che è successo sarà stabilito dai tribunali nei vari gradi di giudizio; quello che non si può dire è che a Bibbiano non sia successo niente, guardate questa testimonianza: https://twitter.com/i/status/1171897342464798721

mi scusi, signor etrusco, io sono un ignorante, ma il giornalista dalla vocina sopraffina mi sembra più gollione di me.

Non si può prelevare nessuna bambina senza mandato del tribunale, neanche se chi si presenta alla porta si spaccia per la protezione animali.

Di più...... il kapitone ha voluto una legge che chi invade casa mia senza mia autorizzazione è soggetto ad una archibugiata sul Q.lo.

Questi qui avrebbero preso non solo l'archibugiata ma anche una serie di calcioni con gli scarponi con la punta di ferro che per sedersi dovevano attendere 15 giorni.

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riscrivo

mi scusi, signor etrusco, io sono un ignorante, ma il giornalista dalla vocina sopraffina mi sembra più gollione di me.

Non si può prelevare nessuna bambina senza mandato del tribunale, neanche se chi si presenta alla porta si spaccia per la protezione animali.

Di più...... il kapitone ha voluto una legge che chi invade casa mia senza mia autorizzazione è soggetto ad una archibugiata sul Q.lo.

Questi qui avrebbero preso non solo l'archibugiata ma anche una serie di calcioni con gli scarponi con la punta di ferro che per sedersi dovevano attendere 15 giorni.

 

lo stesso racconto, della bionda, poi è alquanto artefatto.  Tolgono la luce, la luce la riaccende mia madre quando arriva, entrano con mia madre, mi nascondono la visuale delle camere che sono di sopra, ecc ecc.

Personalmente  non credo ad una parola del racconto.

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7 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

Quello che è successo sarà stabilito dai tribunali nei vari gradi di giudizio; quello che non si può dire è che a Bibbiano non sia successo niente, guardate questa testimonianza: https://twitter.com/i/status/1171897342464798721

Ripetere non fa mai male.

Premesso che, come giustamente affermato, "quelli che è successo sarà stabilito dai tribunali nei vari gradi di giudizio", io imperterrito continuo ad affermare quanto segue. Supponendo anche che sia tutto vero, dove è dimostrato che è colpa del Sindaco e di tutto il PD di Bibbiano,del PD d'Italia  e del PD del mondo e delle galassie?

Io sono fatto all'antica e continuo a credere che le responsabilità siano e debbano essere a carattere personale.

È come dire che se a Cagliari viene commesso un delitto, tutti i Cagliaritani sono colpevoli e assassini. Almeno io che sono sicuro di non entrarci niente, posso sperare di passarla liscia?

Più precisamente ancora. In quella casa è entrato il Sindaco, un Assessore mandato dal Sindaco, suoi familiari o amici d'infanzia, qualche vigile urbano che ha agito in seguito a un ordine o a una ordinanza del Sindaci o magari Zingaretti in persona, in rappresentanza del pd?

È dimostrato questo? Non per altro ma perché, se così fosse, per Zingaretti è facile: gli mandiamo subito il fratello!!!!

Personalmente ricordo, per esempio tutta la manfrina fatta a suo tempo dai maldestri contro Veltroni per lo stupro e l'omicidio della Signora Reggenti quando tutte le accuse erano rivolte a lui come se fosse stato visto Veltroni in persona commettere il delitto. Forse qualcuno addirittura disse di averlo visto in giro per cui....ovviamente era colpa sua.

IN ESTREMA SINTESI. Sarà la Magistratura a stabilire le eventuali responsabilità. Ma il Sindaco e il PD cosa c'azzeccano? Oppure, solo per il fatto che uno sia nato o passato per caso a Bibbiano, deve essere considerato colpevole o comunque complice? Per fortuna io non ci sono mai passato. E chi lo dice che quelle persone siano del PD o magari non siano maldestri o celoduri come il Sindaco di Greta, la bambina bellina bellina e con le treccine e le lentiggini messa in mostra a Pontida dal Capitano,facendo intendere che era di Bibbiano?

Possibile che a Bibbiano non ci sia neanche un maldestro o un celoduro? Anche perché, se così fosse, allora anche loro sono tutti colpevoli, indifferentemente. E non sento ragioni.

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4 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Non si può prelevare nessuna bambina senza mandato del tribunale, neanche se chi si presenta alla porta si spaccia per la protezione animali

Forse non hai visto la trasmissione di rete quattro nella sua interezza; in quella casa esistevano delle telecamere di sicurezza che hanno ripreso tutto e queste riprese sono state ritrasmesse nel corso della trasmissione; lo stesso conduttore della trasmissione ha detto che non ci avrebbe creduto se non avesse visto con i suoi occhi questa trasmissione; se fai ricerche in rete puoi trovare la trasmissione nella sua interezza; alcuni spezzoni sono presenti anche in questo filmato trasmesso da RAI1

https://www.youtube.com/watch?v=9ni3nvQGRQM

Modificato da etrusco1900

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23 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

Forse non hai visto la trasmissione di rete quattro nella sua interezza; in quella casa esistevano delle telecamere di sicurezza che hanno ripreso tutto e queste riprese sono state ritrasmesse nel corso della trasmissione; lo stesso conduttore della trasmissione ha detto che non ci avrebbe creduto se non avesse visto con i suoi occhi questa registrazione; se fai ricerche in rete puoi trovare la trasmissione nella sua interezza; alcuni spezzoni sono presenti anche in questo filmato trasmesso da RAI1

https://www.youtube.com/watch?v=9ni3nvQGRQM

puoi guardare anche questo filmato   https://youtu.be/5DAf23UfECE  è la registrazione delle telecamere di sicurezza

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6 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

puoi guardare anche questo filmato   https://youtu.be/5DAf23UfECE  è la registrazione delle telecamere di sicurezza

Ho guardato i filmati e soprattutto il secondo mi porta a delle considerazioni.

Dalla loro visione scaturisce che esistono problematiche di carattere generale che riguardano il problema degli affidi e che quindi andrebbe fatta una revisione in merito, specie per quanto riguarda la possibilità di business sui minori e la debolezza delle famiglie in difficoltà.

Altro punto interessante è quando si afferma che non tutto il settore è marcio, per cui tornano a galla le responsabilità personali.

Però da qui a pretendere di voler accusare il PD di mangiare i bambini e di mangiarli solo a Bibbiano ce ne passa. 

Il problema dell'affido è un problema? Si intervenga legislativamente e non con la propaganda preconcetta.

È un problema solo di Bibbiano? Tutto da dimostrare, sulla base di quanto dichiarato da Procuratori Capi e da chi è deputato a dare risposte.

E, se anche fosse, chi può garantire che non ci siano o possano essere altri casi simili magari in comuni celoduri o maldestri?

O... è colpa del PD che mangia i bambini?

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sinceramete sig. etrusco, dal primo filmato mi ero fatto l'idea che fosse una trasmissione come "scherzi a parte",

questo dimostra la pericolosità di giudicare le cose basandosi su immagini riprodotte non nella loro interezza, come possono essere delle foto o come il primo filmato (parziale) da lei citato.

Osservando gli altri filmati (chissà perchè non ha citato questi per primi?) e altre ricerche sul web, si giunge alla conclusione che qualcosa non funziona nella conduzione dei servizi sociali, e perchè no?.......anche nella magistratura, che, forse nella maggioranza dei casi, firma ingiunzioni sulla scorta di atti prodotti dal personale dei servizi sociali, senza opportuni accertamenti, basandosi solamente sulla fiducia della persona che consegna le relazioni che affermano la necessità di provvedere all'affidamento dei minori ad istituti appositi e/o privati cittadini, togliendoli dalla potestà genitoriale.

A questo punto mi sembra necessaria una legge che metta dei paletti entro cui i servizi sociali possono manovrare.

 

PS: i poliziotti entrati in casa con l'inganno, a mio avviso, vanno processati e radiati dal corpo.

Cosa centrino poi col PD, mi aspetto che Lei, il kapitone, il sig hyperdirector, la sig,ra Borgonzoni, e il ministro Di Maio, possiate dimostrarlo.

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Francesco Morcavallo, malgrado una battaglia durata quasi quattro anni, non è riuscito a smuovere di un millimetro quello che ritiene un «meccanismo perverso» e insieme «il più osceno business italiano»: il troppo facile affidamento di decine di migliaia di bambini e bambine all’implacabile macchina della giustizia.

Dal settembre 2009 al maggio 2013 giudice presso il Tribunale dei minorenni di Bologna, Morcavallo ne ha visti tanti, di quei drammatici percorsi che iniziano con la sottrazione alle famiglie e finiscono con quello che lui definisce l’«internamento» (spesso per anni) negli istituti e nelle comunità governati dai servizi sociali. Da magistrato, Morcavallo ha combattuto una guerra anche culturale contro quello che vedeva intorno a sé. Ha tentato di correggere comportamenti scorretti, ha cercato di contrastare incredibili conflitti d’interesse. Ha anche denunciato abusi e qualche illecito. È stato a sua volta colpito da esposti, e ne è uscito illeso, ma poi non ce l’ha fatta e ha cambiato strada: a 34 anni ha lasciato la toga e da pochi mesi fa l’avvocato a Roma, nello studio paterno. Si occupa di società e successioni. E anche di diritto della famiglia, la sua passione.

Dottor Morcavallo, quanti sono in un anno gli allontanamenti decisi da un tribunale dei minori «medio», come quello di Bologna? Sono decine, centinaia?
Sono migliaia. Ma la verità è che nessuno sa davvero quanti siano, in nessuna parte d’Italia. Lo studio più recente, forse anche l’unico in materia, è del 2010: il ministero del Lavoro e delle politiche sociali calcolava che al 31 dicembre di quell’anno i bambini e i ragazzi portati via dalle famiglie fossero in totale 39.698. Solo in Emilia erano 3.599. Ma la statistica ministeriale è molto inferiore al vero; io credo che un numero realistico superi i 50 mila casi. E che prevalga l’abbandono.

L’abbandono?
Quando arrivai a Bologna, nel 2009, c’erano circa 25 mila procedimenti aperti, moltissimi da tanti, troppi anni. Trovai un fascicolo che risaliva addirittura al 1979: paradossalmente si riferiva a un mio coetaneo, evidentemente affidato ancora in fasce ai servizi sociali e poi «seguito» fino alla maggiore età, senza interruzione. Il fascicolo era ancora lì, nessuno l’aveva mai chiuso.

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E che cos’altro trovò, al Tribunale di Bologna?
Noi giudici togati eravamo in sette, compreso il presidente Maurizio Millo. Poi c’erano 28-30 giudici onorari: psicologi, medici, sociologi, assistenti sociali.

Come si svolgeva il lavoro?
I collegi giudicanti, come previsto dalla legge, avrebbero dovuto essere formati da due togati e da due onorari: scelti in modo automatico, con logiche neutrali, prestabilite. Invece regnava un’apparente confusione. Il risultato era che i collegi si componevano «a geometria variabile». Con un solo obiettivo.

Cioè?
In aula si riuniva una decina di giudici, che trattavano i vari casi; di volta in volta i quattro «decisori» che avrebbero poi dovuto firmare l’ordinanza venivano scelti per cooptazione, esclusivamente sulla base delle opinioni manifestate. Insomma, tutto era organizzato in modo da fare prevalere l’impostazione dei servizi sociali, sempre e inevitabilmente favorevoli all’allontanamento del minore.

E lei che cosa fece?
Iniziai da subito a scontrarmi con molti colleghi e soprattutto con il presidente Millo. Le nostre impostazioni erano troppo diverse: io sono sempre stato convinto che l’interesse del minore debba prevalere, e che il suo restare in famiglia, là dov’è possibile, coincida con questo interesse. È la linea «meno invasiva», la stessa seguita dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Gli altri giudici avevano idee diverse dalle sue?
Sì. Erano per l’allontanamento, quasi sempre. Soltanto un collega anziano la vedeva come me: Guido Stanzani. Era magistrato dal 1970, un uomo onesto
e serio. E anche qualche giudice onorario condivideva il nostro impegno: in particolare lo psicologo Mauro Imparato.

Che cosa accadeva? Come si aprivano i procedimenti?
Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di allontanamenti dalle famiglie per motivi economici o perché i genitori venivano ritenuti «inadeguati».

Che cosa vuol dire «inadeguato»?
Basta che arrivi una segnalazione dei servizi sociali; basta che uno psicologo stabilisca che i genitori siano «troppo concentrati su se stessi». In molti casi, è evidente, si tratta di vicende strumentali, che partono da separazioni conflittuali. Il problema è che tutti gli atti del tribunale sono inappellabili.

Perché?
Perché si tratta di provvedimenti formalmente «provvisori». L’allontanamento dalla famiglia, per esempio, è per sua natura un atto provvisorio. Così, anche se dura anni, per legge non può essere oggetto di una richiesta d’appello. Insomma non ci si può opporre; nemmeno il migliore avvocato può farci nulla.

Tra le cause di allontanamento, però, ci sono anche le denunce di abusi sessuali in famiglia. In quei casi non è bene usare ogni possibile cautela?
Dove si trattava di presunte violenze, una quota comunque inferiore al 5 per cento, io a Bologna ho visto che molti casi si aprivano irritualmente a causa di lettere anonime. Era il classico vicino che scriveva: attenzione, in quella casa molestano i figli. Non c’era nessuna prova. Ma i servizi sociali segnalavano e il tribunale allontanava. Un arbitrio e un *** grave, perché una denuncia anonima dovrebbe essere cestinata. Invece bastava a giustificare l’affido. Del resto, se si pensa che molti giudici onorari erano e sono in conflitto d’interesse, c’è di che capirne il perché.

Che cosa intende dire?
Chi sono i giudici onorari? Sono psicologi, sociologi, medici, assistenti sociali. Che spesso hanno fondato istituti. E a volte addirittura le stesse case d’affido che prendono in carico i bambini sottratti alle famiglie, e proprio per un’ordinanza cui hanno partecipato.

Possibile?
A Bologna mi trovai in udienza un giudice onorario che era lì, contemporaneamente, anche come «tutore» del minore sul cui affidamento dovevamo giudicare.

Ma sono retribuiti, i giudici onorari?
Sì. Un tanto per un’udienza, un tanto per ogni atto. Insisto: certi fanno 20-30 udienze a settimana e incassano le parcelle del tribunale, ma intanto lavorano anche per gli istituti, le cooperative che accolgono i minori. È un business osceno e ricco, perché quasi sempre bambini e ragazzi vengono affidati ai centri per mesi, spesso per anni. E le rette a volte sono elevate: ci sono comuni e aziende sanitarie locali che pagano da 200 a oltre 400 euro al giorno. Diciamo che il business è alimentato da chi ha tutto l’interesse che cresca.

È una denuncia grave. Il fenomeno è così diffuso? Possibile che siano tutti interessati, i giudici onorari? Che tutti i centri d’affido guardino solo al business?
Ma no, certo. Anche in questo settore c’è il cattivo e c’è il buono, anzi l’ottimo. Ovviamente c’è chi lavora in modo disinteressato. Però il fenomeno si alimenta allo stesso modo per tutti. I tribunali dei minori non scelgono dove collocare i minori sottratti alle famiglie, ma guarda caso quella scelta spetta ai servizi sociali. Comunque la crescita esponenziale degli affidi e delle rette è uguale per i buoni come per i cattivi. E c’è chi ci guadagna.

Per lei sono più numerosi gli istituti buoni o i cattivi?
Non lo so. A mio modo di vedere, buoni sono quelli che favoriscono il contatto tra bambini e famiglie. Ce ne sono alcuni. Io ne conosco 2 o 3.

Ma, scusi: i giudici onorari chi li nomina?
Il diretto interessato presenta la domanda, il tribunale dei minori l’approva, il Consiglio superiore della magistratura ratifica.

E nessuno segnala i conflitti d’interessi? Nessuno li blocca?
Dovrebbero farlo, per legge, i presidenti dei tribunali dei minori. Potrebbe farlo il Csm. Invece non accade mai nulla. L’associazione Finalmente liberi, cui ho aderito, è tra le poche che hanno deciso d’indagare e lo sta facendo su vasta scala. Sono stati individuati finora un centinaio di giudici onorari in evidente conflitto d’interessi. Li denunceremo. Vedremo se qualcuno ci seguirà.

Quanto può valere quello che lei chiama «business osceno»?
Difficile dirlo, nessuno controlla. In Italia non esiste nemmeno un registro degli affidati, come accade in quasi tutti i paesi occidentali.

Ipotizzi lei una stima.
Sono almeno 50 mila i minori affidati: credo costino 1,5 miliardi l’anno. Forse di più.

Torniamo a Bologna. Nel gennaio 2011 accadde un fatto grave: un neonato morì in piazza Grande. Fu lì che esplose il conflitto fra lei e il presidente del tribunale dei minori. Come andò?
La madre aveva partorito due gemelli dieci giorni prima. Uno dei due morì perché esposto al freddo. Che cosa era successo? In realtà la famiglia, dichiarata indigente, aveva altri due bambini più grandi, entrambi affidati ai servizi sociali. Il caso finì sulla mia scrivania. Indagai e mi convinsi che quella morte era dovuta alla disperazione. I genitori avevano una casa, contrariamente a quel che avevano scritto i giornali, ma ne scapparono perché terrorizzati dalla prospettiva che anche i due neonati fossero loro sottratti.

E a quel punto che cosa accadde?
Il presidente Millo mi chiamò. Disse: convochiamo subito il collegio e sospendiamo la patria potestà. Risposi: vediamo, prima, che cosa decide il collegio. Millo avocò a sé il procedimento, un atto non previsto da nessuna norma. Allora presentai un esposto al Csm, denunciando tutte le anomalie che avevo visto. E Stanzani un mese dopo fece un altro esposto. Ne seguirono uno di Imparato e uno degli avvocati familiaristi emiliani.

Fu allora che si scatenò il contrasto?
Sì. Fui raggiunto da un provvedimento cautelare disciplinare del Csm. Venni accusato di avere detto che nel Tribunale dei minori di Bologna si amministrava una giustizia più adatta alla Corea del Nord, di avere denigrato il presidente Millo. Fui trasferito a Modena, come giudice del lavoro. Venne trasferito anche Stanzani, mentre Imparato fu emarginato. Nel dicembre 2011, però, la Cassazione a sezioni unite annullò quella decisione criticando duramente il Csm perché non aveva ascoltato le mie ragioni, né aveva dato seguito alle mie denunce.

Così lei tornò a Bologna?
Sì. Ma per i ritardi del Csm, anch’essi illegittimi, il rientro avvenne solo il 18 settembre 2012. Millo nel frattempo era andato via, ma non era cambiato gran che. Fui messo a trattare i casi più vecchi: pendenze che risalivano al 2009. Fui escluso da ogni nuovo procedimento di adottabilità. Capii allora perché un magistratro della procura generale della Cassazione qualche mese prima mi aveva suggerito di smetterla, che stavo dando troppo fastidio a gente che avrebbe potuto farmi desistere con mezzi potenti.

Sta dicendo che fu minacciato?
Mettiamola così: ero stato caldamente invitato a non rompere più le scatole. Capii che era tutto inutile, che il muro non cadeva. Intanto, in marzo, Stanzani era morto. Decisi di abbandonare la magistratura.

E ora?
Ora faccio l’avvocato. Ma lavoro da fuori perché le cose cambino. Parlo a convegni, scrivo, faccio domande indiscrete.

Che cosa chiede?
Per esempio che i magistrati delle procure presso i tribunali dei minori vadano a controllare i centri d’affido: non lo fanno mai, ma è un vero peccato perché troverebbero sicuramente molte sorprese. Chiedo anche che il Garante nazionale dell’infanzia mostri più coraggio, che usi le competenze che erroneamente ritiene di non avere, che indaghi. Qualcuno dovrà pur farlo. È uno scandalo tutto italiano: va scoperchiato.

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