Vespa: “Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa” a una donna vittima di violenza

Inviata (modificato)

La signora vive nel terrore di essere uccisa da anni, intervistata da Vespa si sente dire: “Lei è fortunata, perché è sopravvissuta. Tante donne vengono uccise”. 

leggo in questo articolo e inorridisco...
https://www.letteradonna.it/it/articoli/punti-di-vista/2019/09/18/lucia-panigalli-intervista-bruno-vespa/29023/

Lucia Panigalli la notte del 16 maggio 2010 viene aggredita nella sua abitazione da un uomo a volto coperto, suo ex compagno per 18 mesi, che la prende a calci e pugni in viso e prova ad accoltellarla sussurrandole soltanto due parole: «Ti uccido». Una storia purtroppo come tante: non si rassegnava alla decisione di lei di chiudere quella relazione. Il giudice stabilisce che si è trattato di tentato omicidio. Mauro Fabbri viene condannato a otto anni e mezzo di carcere che vengono ridotti. Nel frattempo l’aggressore di Lucia dal carcere non si pente, anzi, commissiona il suo omicidio – quello che non era riuscito a portare a termine – a un sicario bulgaro. Quest’ultimo denuncia tutto, ma Fabbri non è punibile perché l’articolo 115 del nostro Codice penale dice, in soldoni, che le intenzioni, se rimangono tali, non sono punibili. Morale della storia: oggi Fabbri è libero, abita a pochi chilometri dalla casa di Lucia, nel Ferrarese, mentre lei vive sotto scorta con la costante paura di essere uccisa (qui trovate l'intervista al suo avvocato). Ha detto ai giornali che la sua vita non è più vita, che è come «vivere con un cancro, in attesa di morire».

E qui veniamo a Vespa. Cosa ci dovremmo aspettare da chi intervista una vittima di violenza che si trova in questa delicatissima situazione? Senz’altro rispetto, empatia, ascolto, solidarietà. Che si mostri dalla sua parte. Invece non è andata così.

Quando la donna descrive la sua relazione con Fabbri come «poco più che un flirt», Vespa dissente: «Diciotto mesi sono un bel flirtino però, eh!». Poi mostra le immagini della donna pestata dopo l’aggressione: «Abbiamo delle foto, eccola là!». «Certo che l’aveva ridotta piuttosto male, ma posso chiederle di cosa si era innamorata?». Sì, l’ha davvero chiesto. «Che importanza ha?» avrebbe dovuto rispondere Lucia. Un uomo - che è anche un giornalista - vede una donna pestata a sangue dal suo ex e l’unica cosa che riesce a dire è chiedersi perché lei si era messa con uno così. «Diciotto mesi sono tanti», insiste Vespa. Strano che non sappia ancora che queste atrocità succedono anche a donne sposate da anni, ammazzate dal marito al primo accenno di voler mettere fine al matrimonio. E dire che di femminicidi leggiamo purtroppo ogni giorno. E lui di giornali dovrebbe leggerne. E qui arriviamo al punto più pericoloso: «Ma era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere con nessuno se non con la morte?!», «finché morte non ci separi, come si dice», ridacchia quasi. Lucia questa volta, sconcertata, replica decisa: «Guardi, quando sento associare la parola amore a questi fatti mi si accappona la pelle». Lui non batte ciglio, cambia discorso.
Insomma un abominio, la signora ha tutta la mia solidarietà per quel che può valere, avete visto questa intervista? Che ne pensate?

Lucia Panigalli Intervista Bruno Vespa

Modificato da rivaviva

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2 messaggi in questa discussione

Ma come si fa??? Ma è un giornalista? Strapagato dal servizio pubblico fra l'altro, è vergognoso! E questo non è servizio pubblico

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Tralasciamo la leggerezza e la stupidità di Vespa..perchè non si risolve il problema...

Quindi,consiglierei caldamente alla signora Lucia di commissionare un PITBUL addestrato all'odore

del suo carnefice e quando si avvicinerà,sarà legalmente azzannato!

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