Una considerazione. Essere un po' previdenti, almeno quando si prospettava la fine dei giochi, proprio no?

Non serviva essere dei maghi per capire le mosse del capitano di vascello. 

Ora Di Maio vorrebbe portare a casa la riduzione del numero dei Parlamentari. 

Eppure sarebbe bastato poco. Per l'esattezza, sarebbe bastato che invece di calendarizzare decreto (in)sicurezza bis, poi Tav e poi diminuzione del numero dei parlamentari, il calendario dei lavori avesse previsto una scansione diversa e cioè prima diminuzione dei parlamentari, poi decreto sicurezza e poi Tav. 

A quel punto il capitano cosa avrebbe fatto? Se non avesse votato la diminuzione dei Parlamentari, avrebbe rischiato di non poter presentare il suo giocattolino in campagna elettorale perché la crisi sarebbe nata in quel momento.

E, a quel punto, forse avrebbe evitato anche il voto Tav.

Come sia possibile che una forza politica che ha il doppio dei parlamentari, sapendo ormai per certo quali potevano essere le mosse celodure, non sia stata in grado neanche di impedire a Salvini di calendarizzare i provvedimenti a suo esclusivo vantaggio, rimane davvero un mistero. 

Ovvio che, dopo aver ottenuto tutto quello che voleva, era prevedibile che, appena fosse arrivato un provvedimento da intestare ai suoi "alleati" avrebbe agito in quel modo. Eppure ci sarebbe arrivato perfino il Kompagno Director.

Quasi da far venire un po' di tenerezza. 

Anche se, a dire il vero, la tattica del Capitano era chiarissima: evitare a tutti i costi la sessione di bilancio. 

 

 

 

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8 ore fa, ildi_vino ha scritto:

Non serviva essere dei maghi per capire le mosse del capitano di vascello. 

Ora Di Maio vorrebbe portare a casa la riduzione del numero dei Parlamentari. 

Eppure sarebbe bastato poco. Per l'esattezza, sarebbe bastato che invece di calendarizzare decreto (in)sicurezza bis, poi Tav e poi diminuzione del numero dei parlamentari, il calendario dei lavori avesse previsto una scansione diversa e cioè prima diminuzione dei parlamentari, poi decreto sicurezza e poi Tav. 

A quel punto il capitano cosa avrebbe fatto? Se non avesse votato la diminuzione dei Parlamentari, avrebbe rischiato di non poter presentare il suo giocattolino in campagna elettorale perché la crisi sarebbe nata in quel momento.

E, a quel punto, forse avrebbe evitato anche il voto Tav.

Come sia possibile che una forza politica che ha il doppio dei parlamentari, sapendo ormai per certo quali potevano essere le mosse celodure, non sia stata in grado neanche di impedire a Salvini di calendarizzare i provvedimenti a suo esclusivo vantaggio, rimane davvero un mistero. 

Ovvio che, dopo aver ottenuto tutto quello che voleva, era prevedibile che, appena fosse arrivato un provvedimento da intestare ai suoi "alleati" avrebbe agito in quel modo. Eppure ci sarebbe arrivato perfino il Kompagno Director.

Quasi da far venire un po' di tenerezza. 

Anche se, a dire il vero, la tattica del Capitano era chiarissima: evitare a tutti i costi la sessione di bilancio. 

 

 

 

Chiedere a director 

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