nella caserma in friuli cambio di bandiera

Caserma Cavarzerani, centro che ospita da alcuni anni centinaia di richiedenti asilo, la bandiera arcobaleno ha sostituito il Tricolore in un edificio che rimane, a tutti gli effetti, proprietà del demanio dello Stato.

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4 messaggi in questa discussione

1 minuto fa, director12 ha scritto:

Caserma Cavarzerani, centro che ospita da alcuni anni centinaia di richiedenti asilo, la bandiera arcobaleno ha sostituito il Tricolore in un edificio che rimane, a tutti gli effetti, proprietà del demanio dello Stato.

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Si, ma perché il tricolore era sporco. Qualcuno lo aveva usato come carta igienica. Non è appurato chi tra Bossi e Salvini.....

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UDINE - Sono persone "vulnerabili": alcune affette da malattie invalidanti, altre con disagi psichici scaturiti da un passato di violenze e soprusi, e altre ancora incinte e con bambini piccoli a proprio carico esclusivo. Fino a ora, avevano trovato ospitalità e aiuto negli appartamenti e nelle strutture delle associazioni che, in Friuli, si occupano di accoglienza "di qualità", finalizzata anche all'inclusione sociale e all'*** dei migranti. Da ieri, e cioè alla scadenza delle convenzioni per la gestione dell'accoglienza in provincia, il loro destino è cambiato. La Prefettura di Udine ha deciso di trasferirli tutti all'ex casermaCavarzerani, l'hub attrezzato da anni per garantire una prima sistemazione alle centinaia di richiedenti asilo e dove gli spazi restano tuttavia limitati.
 

L'appello delle ong contro lo sfratto

Una vera e propria "deportazione": così l'hanno definita le associazioni Oikos onlus e Centro Balducci, lanciando nel contempo un appello a chiunque, in città e non solo, disponga di un immobile sfitto o anche soltanto di una sua dépendance, per ospitare la settantina di migranti prossimi allo "sfratto". Un appello alla solidarietà delle famiglie friulane, insomma, per "adottare" o contribuire finanziariamente all'adozione dei richiedenti asilo, per lo più di nazionalità pakistana, ed evitare così di esporli a rischi per la loro stessa salute, oltre che per il loro cammino di integrazione.

Anche perché, nel frattempo, la Prefettura è alle prese con il trasferimento di altri 245 migranti che fino al 30 aprile erano stati gestiti e ospitati dalla Croce Rossa in una decina di alberghi della provincia e che, nelle more del bando integrativo per l'individuazione di nuovi alloggi (atteso entro la fine di luglio), saranno a loro volta destinati alla Cavarzerani. Un problema nel problema, considerato il mezzo flop dell'ulteriore bando recentemente chiuso per spostare l'accoglienza negli appartamenti: soltanto 700 dei 1.100 posti chiesti dal palazzo di Governo hanno trovato una risposta.

 

Il prefetto: fatto il nostro dovere

Una polemica, quella scatenata dalle associazioni, che il prefetto di Udine,Angelo Ciuni, si astiene dal commentare, limitandosi a spiegare l'assoluta linearità della procedura. "I fatti sono sotto gli occhi di tutti: si era alla fine di una proroga, è stato fatto un contratto e non tutti i posti sono stati coperti. Era nostro dovere, a quel punto, sistemare le circa 300 persone rimaste fuori. Né più, né meno di questo", afferma, ricordando come la situazione rimarrà tale fino al nuovo bando, atteso entro la fine dell'estate. "Questi richiedenti asilo - aggiunge - hanno ricevuto lo stesso trattamento e la stessa attenzione di tutti gli altri". E rispetto allo "strumento amministrativo" suggerito dagli operatori di un'ulteriore proroga, Ciuni la giudica impraticabile: "È possibile farvi ricorso solo se ai bandi non segue alcuna risposta".

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19 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

UDINE - Sono persone "vulnerabili": alcune affette da malattie invalidanti, altre con disagi psichici scaturiti da un passato di violenze e soprusi, e altre ancora incinte e con bambini piccoli a proprio carico esclusivo. Fino a ora, avevano trovato ospitalità e aiuto negli appartamenti e nelle strutture delle associazioni che, in Friuli, si occupano di accoglienza "di qualità", finalizzata anche all'inclusione sociale e all'*** dei migranti. Da ieri, e cioè alla scadenza delle convenzioni per la gestione dell'accoglienza in provincia, il loro destino è cambiato. La Prefettura di Udine ha deciso di trasferirli tutti all'ex casermaCavarzerani, l'hub attrezzato da anni per garantire una prima sistemazione alle centinaia di richiedenti asilo e dove gli spazi restano tuttavia limitati.
 

L'appello delle ong contro lo sfratto

Una vera e propria "deportazione": così l'hanno definita le associazioni Oikos onlus e Centro Balducci, lanciando nel contempo un appello a chiunque, in città e non solo, disponga di un immobile sfitto o anche soltanto di una sua dépendance, per ospitare la settantina di migranti prossimi allo "sfratto". Un appello alla solidarietà delle famiglie friulane, insomma, per "adottare" o contribuire finanziariamente all'adozione dei richiedenti asilo, per lo più di nazionalità pakistana, ed evitare così di esporli a rischi per la loro stessa salute, oltre che per il loro cammino di integrazione.

Anche perché, nel frattempo, la Prefettura è alle prese con il trasferimento di altri 245 migranti che fino al 30 aprile erano stati gestiti e ospitati dalla Croce Rossa in una decina di alberghi della provincia e che, nelle more del bando integrativo per l'individuazione di nuovi alloggi (atteso entro la fine di luglio), saranno a loro volta destinati alla Cavarzerani. Un problema nel problema, considerato il mezzo flop dell'ulteriore bando recentemente chiuso per spostare l'accoglienza negli appartamenti: soltanto 700 dei 1.100 posti chiesti dal palazzo di Governo hanno trovato una risposta.

 

Il prefetto: fatto il nostro dovere

Una polemica, quella scatenata dalle associazioni, che il prefetto di Udine,Angelo Ciuni, si astiene dal commentare, limitandosi a spiegare l'assoluta linearità della procedura. "I fatti sono sotto gli occhi di tutti: si era alla fine di una proroga, è stato fatto un contratto e non tutti i posti sono stati coperti. Era nostro dovere, a quel punto, sistemare le circa 300 persone rimaste fuori. Né più, né meno di questo", afferma, ricordando come la situazione rimarrà tale fino al nuovo bando, atteso entro la fine dell'estate. "Questi richiedenti asilo - aggiunge - hanno ricevuto lo stesso trattamento e la stessa attenzione di tutti gli altri". E rispetto allo "strumento amministrativo" suggerito dagli operatori di un'ulteriore proroga, Ciuni la giudica impraticabile: "È possibile farvi ricorso solo se ai bandi non segue alcuna risposta".

e quindi?? meglio gli hotel,ovviamente come ai vostri vecchi tempi?? e le terme di bormio?? guarda che quel n°°°°° che faceva le linguacce,le faceva  ate che l'avevi pure pagato!!

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Si sbaglia sig ippodirector rideva dei suoi gioielli dopo averli fotografati. 

In effetti fanno proprio ridere. 

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