Forza! Dovete pagare, dovete pagare! E pagherete!

I meno giovani del forum forse ricorderanno una romantica canzone di Morandi, parafrasando il titolo della quale si potrebbe riassumere la recente visita di Stato del nostro premier: in ginocchio da Trump. Dall'alto del suo metro e 90 il cow boy americano ha messo una manaccia sull'esile spalla di Gentiloni (ancora pallido dopo il ricovero ospedaliero) e gli ha intimato (testuale): "Forza! Dovete pagare, dovete pagare!". E in una successiva conferenza stampa ha assicurato ai giornalisti USA: "E gli italiani pagheranno". Il guerrafondaio americano si riferiva alla spesa militare. Ci intima di raddoppiarla per adeguarci alle linee guida della NATO che prevedono una soglia minima della spesa militare dei Paesi aderenti pari al 2% del PIL. Attualmente solo 5 paesi su 29 la superano, noi siamo poco sopra l'1% nonostante il forte incremento della spesa militare nel 2016 (+10,6% secondo il Sipri di Stoccolma, l'incremento più alto in Europa, mentre il tasso di crescita del PIL è tra i più bassi, un altro paradosso dell'italietta renziana). Ma niente paura: il presidente del Consiglio, ricordandosi del suo passato di militante comunista, ha risposto con fermezza al cow boy: l'Italia è una democrazia parlamentare, quanto spenderemo in armi non lo decidono né la NATO né il governo ma lo deciderà il parlamento...  Correzione! Per tre secondi ho battuto sulla tastiera sognando a occhi aperti. In realtà il povero Gentiloni alle intimazioni del guerrafondaio non ha proferito sillaba, limitandosi purtroppo a un sorriso di supina accondiscendenza  (lui è un aristocratico triste, sorride solo nelle visite di Stato). D'altra parte nemmeno il suo predecessore Renzi proferì sillaba quando Obama, in visita di Stato a Roma, gli intimò di acquistare tutti gli F-35 prenotati (che il pinocchio di Rignano nella campagna elettorale per  le primarie raccontava di voler ulteriormente ridurre dopo il taglio di Monti). E fu lo stesso Renzi, personalmente presente a un vertice NATO in Galles nel 2014, a sottoscrivere l'impegno del 2% senza nessun mandato da parte del parlamento. L'accordo prevede che la soglia sia superata entro 10 anni (quindi entro il 2024) e la ministra della Difesa Pinotti ha confermato l'impegno dell'Italia in tal senso. Ma ci rendiamo conto dello sforzo economico necessario, pari grosso modo a una manovra finanziaria? Dove troveremo un punto di PIL in più in armi ogni anno? Secondo me sarebbe ora di valutare attentamente un'uscita dalla NATO o un drastico taglio della nostra partecipazione (incluse alcune missioni militari come quella in Afghanistan). E di azzerare la commessa dei costosi e inutili F-35 (la Germania non ne acquisterà nemmeno uno). Avremo una ragione in più per mandare a casa, alle prossime elezioni, quelli che hanno mal governato e governato in ginocchio.

 

 

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