teorema

Teorema – è più facile frantumare un atomo che modificare la assurda ideologia com unista … la soluzione a coloro che la sanno cercare.

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9 messaggi in questa discussione

2 minuti fa, dune-buggi ha scritto:

Teorema – è più facile frantumare un atomo che modificare la assurda ideologia com unista … la soluzione a coloro che la sanno cercare.

 

Boh, se lo dice lei ...... L'unico Partito Comunista ha preso lo 0,7% dei voti...

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Inviata (modificato)

… per com unisti (e relativi annessi e derivati), quelli che frequentano i “negozi al buio”, anche se cambiano il portone di ingresso e la targa sul campanello, rimangono sempre i medesimi … per cui modificare le loro assurde idee, rimane assai più difficile che frantumare un atomo. Speriamo che i due laboratori di Ginevra e del Gran Sasso si colleghino tra di loro in una robusta catena di sperimentazioni e collaborazioni reciproche.

Modificato da dune-buggi

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1 ora fa, dune-buggi ha scritto:

… per com unisti (e relativi annessi e derivati), quelli che frequentano i “negozi al buio”, anche se cambiano il portone di ingresso e la targa sul campanello, rimangono sempre i medesimi … per cui modificare le loro assurde idee, rimane assai più difficile che frantumare un atomo. Speriamo che i due laboratori di Ginevra e del Gran Sasso si colleghino tra di loro in una robusta catena di sperimentazioni e collaborazioni reciproche.

Speriamo si uniscano pure le eccellenze dei reparti neurologici del San Raffaele e del Santa Chiara . Collaborino e sperimentino in maniera e forma sinergica per un ultimo tentativo atto a poterla salvare . Me lo auguro sinceramente !! 

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Inviata (modificato)

Caro Dune-buggi, sei un forumista intelligente ed educato, ti chiedo di riflettere 20 secondi su questa frase: 

Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni. 

Bene. Ora dimmi: non pensi che se venisse costantemente applicato il principio di cui sopra, la nostra società diventerebbe un po' più giusta e più equa, una società dove un po' tutti, eccetto i fannulloni e gli ingordi, sarebbero contenti di vivere? Ebbene, quella frase la scrisse Carlo Marx ed è ancora oggi considerata la migliore sintesi dell'ideologia comunista nella versione più genuina, quella concepita per l'appunto dal filosofo tedesco. Cosa ci trovi di sbagliato in quella frase? Pensiamo, solo per fare un esempio, ai tanti giovani laureati in cerca di lavoro. Spesso costretti a lavori umilissimi, sfruttati, sottopagati, magari solo per prendere un certificato di apprendistato in uno studio professionale, un pezzo di carta solo per sperare di iniziare a lavorare in modo dignitoso. Spesso arrivano a 30-35 anni e oltre senza poter esprimere le loro capacità e senza vedere soddisfatti i loro bisogni e i loro diritti (es. formarsi una famiglia). Cioè l'esatto contrario di quello che concepiva Marx nel suo modello di società comunista. Ma in realtà Marx non inventò nulla. Quella frase gli fu ispirata da un famoso passo degli Atti degli Apostoli (At.4,32-35) descrivente la prima comunità cristiana: 

"La comunità dei credenti aveva un cuore solo e un'anima sola, e nessuno considerava come sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era in comune tra loro... Nessuno mancava del necessario perché chi possedeva campi o case li vendeva, portava il ricavato e lo deponeva ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno". 

Dunque le prime comunità cristiane praticavano il comunismo in una delle sue forme più pure. Ma esso ha origini ancora più antiche. Sai da dove vengono le parole "comunità" e "comunismo"? Vengono dal latino cum munus, dove cum significa "con" e munus "dono", "regalo", ma anche "compito", "obbligo", "dovere". Oggi in pratica conosciamo una sola forma di economia, quella di mercato, dove il denaro ha la funzione di intermediario degli scambi e di misura del valore dei vari beni e servizi, detto per l'appunto valore di scambio. In precedenza c'era il baratto che in fondo era già una forma di economia di mercato. Ma prima ancora, per millenni e in tutto il mondo abitato, e fino a epoche recenti presso alcune tribù di pellerossa nordamericani e di polinesiani, c'era una forma di economia completamente diversa, la cosiddetta economia del dono:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Economia_del_dono

Le società mercantili oggi sono regolate da complessi codici civili e penali (la circolazione del denaro genera truffatori, usurai, etc.). Nell'economia del dono esistevano solo tre semplicissime regole: 

il dovere di donare, il dovere di accettare il dono e il dovere di contraccambiare sempre e con un dono possibilmente più grande (o controdono). 

Si innescavano così catene virtuose di doni e controdoni reciproci e a vantaggio di tutti, con il risultato di rafforzare le relazioni sociali tra i clan e le famiglie all'interno di ogni tribù e la pace tra le diverse tribù. L'economia di mercato è basata sull'avere e genera diffidenza, l'economia del dono era basata sul dare e generava fiducia. Il valore dei beni e dei servizi donati e contraccambiati era un valore di utilità. Così per es. una pietra focaia poteva valere più di un diamante, arare un campo più di una pepita d'oro. Naturalmente ciascuno aveva l'obbligo di donare secondo le sue capacità e a ciascuno veniva donato secondo i suoi bisogni. Come vedi, qui chiudiamo il cerchio iniziato con la frase di Marx. Ma a questo punto, caro Dune-buggi, viene da chiedersi come mai quel bellissimo principio di condivisione, reciprocità e solidarietà, citato nelle Sacre Scritture, ripreso da Marx nella sua teoria del comunismo e che funzionava così bene nelle più antiche comunità, non venga ancora oggi applicato. O, se applicato, susciti critiche, soprusi, e talora tragedie. Cosa c'è che non va in quella frase all'inizio del post? C'è purtroppo QUESTO che non va:

https://m.youtube.com/watch?v=UOlOrACAj6o#dialog

Un filmato apparentemente tenerissimo ma a ben riflettere paradigmatico della componente profonda e ancestrale, egoistica, possessiva, prevaricatrice e aggressiva della natura umana. In presenza di scarsità di un bene (l'unico succhiotto disponibile) le due gemelline fanno ben altro che condividerlo pacificamente o donarselo a vicenda: se lo contendono senza esclusione di colpi, se lo strappano a vicenda e lo difendono con una grinta quasi animalesca. Allo stato di natura nemmeno due sorelline gemelle riescono ad essere un cuore solo e un'anima sola. Il comunismo non è innato in noi, tutt'altro! Eppure il sommo Aristotele diceva che l'uomo è animale sociale (per l'esattezza "animale politico"). Lo diventammo, in effetti, quando scendemmo dagli alberi e cominciammo a formare le prime comunità. Capimmo cioè, non senza sforzi, che il comunismo può essere più conveniente dell'individualismo, la condivisione più del possesso individuale. Poi però, con il crescere delle conoscenze e del controllo dell'uomo sulla natura, con la possibilità di procacciarsi quantità e varietà sempre maggiori di beni, anche quelli non autoprodotti all'interno della comunità ma acquistabii all'esterno tramite il denaro, il "gene egoista" (termine mutuato dall'evoluzionismo ma applicabile anche all'economia) riprese il sopravvento. Non a caso con la rivoluzione industriale e l'avvento delle macchine a vapore ebbero inizio anche il capitalismo e lo sfruttamento del lavoro. I lavoratori non vennero più pagati in relazione ai loro bisogni ma in relazione a quanto producevano. O meglio, in ragione complementare al plusvalore (o valore aggiunto dal lavoro) che si ritrova nel prodotto finale rispetto ai beni iniziali. Per un dato plusvalore, se diminuisce la paga del lavoratore o se questo viene costretto a lavorare a ritmi forsennati, cresce il profitto del padrone dei mezzi di produzione, cioè del capitalista. In questo contesto Marx comprese che per liberare i lavoratori da questa ingiusta condizione di sfruttamento, che all'epoca (ma in certi posti del mondo tuttora) era al limite della schiavitù, era necessario sottrarre ai capitalisti il controllo dei mezzi di produzione. E ritenne che il modo più sicuro per tenere a bada la forza e l'avidità del capitalismo fosse portarli sotto il controllo dello Stato (cioè della collettività). Si passa così dall'economia di mercato all'economia pianificata dallo Stato. Ma è chiaro che il comunismo per essere applicato richiede necessariamente uno Stato forte, finanche un certo autoritarismo e una qualche limitazione dei diritti individuali (es. quello alla libera impresa). Tuttavia nessun sistema politico-sociale ed economico è perfetto. Per es. in un sistema liberista e capitalista molto difficilmente si raggiungerà la piena occupazione, perfino nelle fasi di boom economico. Infatti se la domanda di lavoro è bassa aumenta il costo del lavoro e, come detto in precedenza, diminuisce il profitto dei capitalisti. In parole povere, il libero mercato non garantisce il fondamentale diritto al lavoro. Mentre in certi paesi comunisti come l'Unione Sovietica il lavoro non era solo un diritto garantito a tutti dallo Stato, ma un dovere. Tieni anche conto che per contrastare fenomeni epocali come i mutamenti climatici serve un altissimo grado di pianificazione dell'economia (mirata all'efficienza energetica e alla sostituzione integrale delle fonti energetiche fossili con quelle rinnovabili) e a livello non solo nazionale ma globale. Per contro il "gene egoista" che muove il libero mercato mirando alla crescita continua e illimitata del PIL, della produzione e dei consumi, mal si concilia con la tutela dell'ambiente. Le teorie del cosiddetto sviluppo sostenibile, non vanno prese per oro colato. Già oggi avremmo bisogno di un pianeta ben più grande della Terra per rigenerare ogni anno in modo sostenibile le risorse che consumiamo. Il comunismo con i suoi eccessi (condannabili ed evitabili) ha causato tragedie, il liberismo rischia di causare la tragedia globale e definitiva.  

Saluti

 

 

 

 

 

 

 

Modificato da fosforo41

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Sig fosforo l'unica soddisfazione che le dara' il suo editoriale e' quello di averlo scritto, perché a lei piace scrivere. 

Per l'intelligentissimo dune-buggi l'ideologia comunista rimane assurda. 

Spero ce lo spieghi perché la considera assurda. 

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Inviata (modificato)

40 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Caro Dune-buggi, sei un forumista intelligente ed educato, ti chiedo di riflettere 20 secondi su questa frase: 

Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni. 

Bene. Ora dimmi: non pensi che se venisse costantemente applicato il principio di cui sopra, la nostra società diventerebbe un po' più giusta e più equa, una società dove un po' tutti, eccetto i fannulloni e gli ingordi, sarebbero contenti di vivere? Ebbene, quella frase la scrisse Carlo Marx ed è ancora oggi considerata la migliore sintesi dell'ideologia comunista nella versione più genuina, quella concepita per l'appunto dal filosofo tedesco. Cosa ci trovi di sbagliato in quella frase? Pensiamo, solo per fare un esempio, ai tanti giovani laureati in cerca di lavoro. Spesso costretti a lavori umilissimi, sfruttati, sottopagati, magari solo per prendere un certificato di apprendistato in uno studio professionale, un pezzo di carta solo per sperare di iniziare a lavorare in modo dignitoso. Spesso arrivano a 30-35 anni e oltre senza poter esprimere le loro capacità e senza vedere soddisfatti i loro bisogni e i loro diritti (es. formarsi una famiglia). Cioè l'esatto contrario di quello che concepiva Marx nel suo modello di società comunista. Ma in realtà Marx non inventò nulla. Quella frase gli fu ispirata da un famoso passo degli Atti degli Apostoli (At.4,32-35) descrivente la prima comunità cristiana: 

"La comunità dei credenti aveva un cuore solo e un'anima sola, e nessuno considerava come sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era in comune tra loro... Nessuno mancava del necessario perché chi possedeva campi o case li vendeva, portava il ricavato e lo deponeva ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno". 

Dunque le prime comunità cristiane praticavano il comunismo in una delle sue forme più pure. Ma esso ha origini ancora più antiche. Sai da dove vengono le parole "comunità" e "comunismo"? Vengono dal latino cum munus, dove cum significa "con" e munus "dono", "regalo", ma anche "compito", "obbligo", "dovere". Oggi in pratica conosciamo una sola forma di economia, quella di mercato, dove il denaro ha la funzione di intermediario degli scambi e di misura del valore dei vari beni e servizi, detto per l'appunto valore di scambio. In precedenza c'era il baratto che in fondo era già una forma di economia di mercato. Ma prima ancora, per millenni e in tutto il mondo abitato, e fino a epoche recenti presso alcune tribù di pellerossa nordamericani e di polinesiani, c'era una forma di economia completamente diversa, la cosiddetta economia del dono:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Economia_del_dono

Le società mercantili oggi sono regolate da complessi codici civili e penali (la circolazione del denaro genera truffatori, usurai, etc.). Nell'economia del dono esistevano solo tre semplicissime regole: 

il dovere di donare, il dovere di accettare il dono e il dovere di contraccambiare sempre e con un dono possibilmente più grande (o controdono). 

Si innescavano così catene virtuose di doni e controdoni reciproci e a vantaggio di tutti, con il risultato di rafforzare le relazioni sociali tra i clan e le famiglie all'interno di ogni tribù e la pace tra le diverse tribù. L'economia di mercato è basata sull'avere e genera diffidenza, l'economia del dono era basata sul dare e generava fiducia. Il valore dei beni e dei servizi donati e contraccambiati era un valore di utilità. Così per es. una pietra focaia poteva valere più di un diamante, arare un campo più di una pepita d'oro. Naturalmente ciascuno aveva l'obbligo di donare secondo le sue capacità e a ciascuno veniva donato secondo i suoi bisogni. Come vedi, qui chiudiamo il cerchio iniziato con la frase di Marx. Ma a questo punto, caro Dune-buggi, viene da chiedersi come mai quel bellissimo principio di condivisione, reciprocità e solidarietà, citato nelle Sacre Scritture, ripreso da Marx nella sua teoria del comunismo e che funzionava così bene nelle più antiche comunità, non venga ancora oggi applicato. O, se applicato, susciti critiche, soprusi, e talora tragedie. Cosa c'è che non va in quella frase all'inizio del post? C'è purtroppo QUESTO che non va:

https://m.youtube.com/watch?v=UOlOrACAj6o#dialog

Un filmato apparentemente tenerissimo ma a ben riflettere paradigmatico della componente profonda e ancestrale, egoistica, possessiva, prevaricatrice e aggressiva della natura umana. In presenza di scarsità di un bene (l'unico succhiotto disponibile) le due gemelline fanno ben altro che condividerlo pacificamente o donarselo a vicenda: se lo contendono senza esclusione di colpi, se lo strappano a vicenda e lo difendono con una grinta quasi animalesca. Allo stato di natura nemmeno due sorelline gemelle riescono ad essere un cuore solo e un'anima sola. Il comunismo non è innato in noi, tutt'altro! Eppure il sommo Aristotele diceva che l'uomo è animale sociale (per l'esattezza "animale politico"). Lo diventammo, in effetti, quando scendemmo dagli alberi e cominciammo a formare le prime comunità. Capimmo cioè, non senza sforzi, che il comunismo può essere più conveniente dell'individualismo, la condivisione più del possesso individuale. Poi però, con il crescere delle conoscenze e del controllo dell'uomo sulla natura, con la possibilità di procacciarsi quantità e varietà sempre maggiori di beni, anche quelli non autoprodotti all'interno della comunità ma acquistabii all'esterno tramite il denaro, il "gene egoista" (termine mutuato dall'evoluzionismo ma applicabile anche all'economia) riprese il sopravvento. Non a caso con la rivoluzione industriale e l'avvento delle macchine a vapore ebbero inizio anche il capitalismo e lo sfruttamento del lavoro. I lavoratori non vennero più pagati in relazione ai loro bisogni ma in relazione a quanto producevano. O meglio, in ragione complementare al plusvalore (o valore aggiunto dal lavoro) che si ritrova nel prodotto finale rispetto ai beni iniziali. Per un dato plusvalore, se diminuisce la paga del lavoratore o se questo viene costretto a lavorare a ritmi forsennati, cresce il profitto del padrone dei mezzi di produzione, cioè del capitalista. In questo contesto Marx comprese che per liberare i lavoratori da questa ingiusta condizione di sfruttamento, che all'epoca (ma in certi posti del mondo tuttora) era al limite della schiavitù, era necessario sottrarre ai capitalisti il controllo dei mezzi di produzione. E ritenne che il modo più sicuro per tenere a bada la forza e l'avidità del capitalismo fosse portarli sotto il controllo dello Stato (cioè della collettività). Si passa così dall'economia di mercato all'economia pianificata dallo Stato. Ma è chiaro che il comunismo per essere applicato richiede necessariamente uno Stato forte, finanche un certo autoritarismo e una qualche limitazione dei diritti individuali (es. quello alla libera impresa). Tuttavia nessun sistema politico-sociale ed economico è perfetto. Per es. in un sistema liberista e capitalista molto difficilmente si raggiungerà la piena occupazione, perfino nelle fasi di boom economico. Infatti se la domanda di lavoro è bassa aumenta il costo del lavoro e, come detto in precedenza, diminuisce il profitto dei capitalisti. In parole povere, il libero mercato non garantisce il fondamentale diritto al lavoro. Mentre in certi paesi comunisti come l'Unione Sovietica il lavoro non era solo un diritto garantito a tutti dallo Stato, ma un dovere. Tieni anche conto che per contrastare fenomeni epocali come i mutamenti climatici serve un altissimo grado di pianificazione dell'economia (mirata all'efficienza energetica e alla sostituzione integrale delle fonti energetiche fossili con quelle rinnovabili) e a livello non solo nazionale ma globale. Per contro il "gene egoista" che muove il libero mercato mirando alla crescita continua e illimitata del PIL, della produzione e dei consumi, mal si concilia con la tutela dell'ambiente. Le teorie del cosiddetto sviluppo sostenibile, non vanno prese per oro colato. Già oggi avremmo bisogno di un pianeta ben più grande della Terra per rigenerare ogni anno in modo sostenibile le risorse che consumiamo. Il comunismo con i suoi eccessi (condannabili ed evitabili) ha causato tragedie, il liberismo rischia di causare la tragedia globale e definitiva.  

Saluti

 

 

 

 

 

 

 

Ma voi , egregi forumisti , guardate un po’ come e se  un tronfio e “stronfio” Cazzaro , può scrivere un poema del genere lungo 4 chilometri per convincere un altro forumista , chiaramente anticomunista , sulla leicita’ e sulla giustezza di una frase di K. Marx .  Che necessita’ recondita può avere un idio ta patentato per arrivare a tuttocio’ se non quello di soddisfare la sua straripante e comica necessità di voler apparire un forumista superiore a tutti gli altri ??  Spiego :  al Cazzaro di Napoli , gliene importa un caz.z.o di voler convincere il decerebrato Dune sulla frase di Marx , importa solo che altri leggano e possano pensare :” oh oh che fenomeno e’ quel Fosforo lì “. Ed al Cazzaro di Napoli basta questo per sentirsi gratificato , per aver colmato e calmato quella sensazione di fame interiore che le 5 polpettine fredde che sua moglie li lascia in frigo la notte delle elezioni non bastano a sfamarlo . Tutto il resto e’ filosofia . Garantito !! 

Modificato da mark222220

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Inviata (modificato)

Mi perdoni sig mark, ma per rispondere al sig fosforo, ha bisogno di ristampare tutto il poema ?

Così facendo mi fa consumare un dito per farlo scorrere tutto e arrivare, infine, alla sua risposta. 

 Detto tra noi, neanche a lei manca la prolissitudine; ne consegue che devo consumare anche il mozzicone di dito rimasto. E ho solo due mani. 

Modificato da ahaha.ha

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11 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Mi perdoni sig mark, ma per rispondere al sig fosforo, ha bisogno di ristampare tutto il poema ?

Così facendo mi fa consumare un dito per farlo scorrere tutto e arrivare, infine, alla sua risposta. 

 Detto tra noi, neanche a lei manca la prolissitudine; ne consegue che devo consumare anche il mozzicone di dito rimasto. E ho solo due mani. 

Egregio Ahaha, se e quando avrai tempo, nei prossimi giorni o settimane, mi farebbe piacere che tu leggessi per intero e con un minimo di attenzione il mio "editoriale" (bastano meno di 10 minuti inclusa la visione del filmato allegato), per poi poterne discutere brevemente insieme. Credo che l'argomento trattato non sia del tutto irrilevante. Parlo delle origini e delle ragioni storiche del comunismo, e dell'eventualità che una sua attuazione possa essere ancora giustificabile, se non auspicabile, ai nostri giorni. Saluti

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Ha visto Sig Ahaha.ha che e’ come dicevo io ?? Al Cazzaro interessa farne un oggetto di discussione ...!! Con lei ma direi con tutti !! Lo scopo di ciò l’ho già detto e per non tediarla non lo ripeto !! Ahahahaha 

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