metodo alternativo per fare le moltiplicazioni

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Data l'etè avanzata, anche per la zavorra culturale non ho capito alcunché del metodo. L'unica cosa che devo dire è questa: forse il metodo giapponese acuisce l'ingegno degli allievi, ma trascura una cosa molto importante: l'eserizio di memoria. Ed in un'epoca nella quale ci si affida un po' troppo alle macchine elettroniche l'autonomia intellettuale dei giovani allievi ne viene diminuita.
La miglior cosa sarebbe imparare entrambi i metodi, non fa certo male.

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2 minuti fa, cometaggrada ha scritto:

Data l'etè avanzata, anche per la zavorra culturale non ho capito alcunché del metodo. L'unica cosa che devo dire è questa: forse il metodo giapponese acuisce l'ingegno degli allievi, ma trascura una cosa molto importante: l'eserizio di memoria. Ed in un'epoca nella quale ci si affida un po' troppo alle macchine elettroniche l'autonomia intellettuale dei giovani allievi ne viene diminuita.
La miglior cosa sarebbe imparare entrambi i metodi, non fa certo male.

Senza entrare nel merito se è meglio un metodo oppure l'altro, direi che la cosa più importante, in questo caso, è ciò che migliora il modo di ragionare, più ancora che allenare la memoria. Un metodo alternativo, ancorché non fosse migliore, aiuta senz'altro a ragionare. Naturalmente la memoria va tenuta allenata, ma personalmente credo il modo migliore sis studiare, studiare sempre. Oggi la cosiddetta "formazione continua" è diventata indispensabile in molti mestieri, per cui credo che problemi di memoria non ce ne siano, almeno per coloro che non passino la propria vita nel menefreghismo.

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Forse il pormi il problema della memoria deriva dal fatto che la mia è decisamente scarsa, tant'è che negli esami che ho sostenuto all'Università i voti più alti, non eccezionali, li ho ottenuti in quelli più difficili e non in quelli, basati prevalentemente appunto sulla memoria.  La mia passione sarebbe stata di fare l'avvocato, ma come è chiaro senza memoria non si va avanti in questo campo. Lapalissianamente la situazione migliore è quella di avere l'una e l'altra: Intelligenza e memoria: ma è questione di fortuna.

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7 minuti fa, cometaggrada ha scritto:

Forse il pormi il problema della memoria deriva dal fatto che la mia è decisamente scarsa, tant'è che negli esami che ho sostenuto all'Università i voti più alti, non eccezionali, li ho ottenuti in quelli più difficili e non in quelli, basati prevalentemente appunto sulla memoria.  La mia passione sarebbe stata di fare l'avvocato, ma come è chiaro senza memoria non si va avanti in questo campo. Lapalissianamente la situazione migliore è quella di avere l'una e l'altra: Intelligenza e memoria: ma è questione di fortuna.

Io ho avuto un calo della memoria verso i 48 anni. Mi capitava spesso di iniziare un discorso e lasciarlo a metà perché non mi ricordavo più di cosa stavo parlando. Poi, in quel periodo fui costretto a mettermi a studiare come un pazzo. Ero un tecnico elettronico, anche piuttosto bravo, ma le nuove tecnologie avevano reso inutile tutto ciò che conoscevo fino a quel momento. E quando dico "tutto", non è così tanto per dire. La faccio breve: da allora problemi di memoria come quelli che ho descritto non ne ho più avuti e non ne ho neanche ora che ho 66 anni. Io credo che se non ci sono problemi fisici un calo della memoria si possa recuperare alla grande.

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