Domanda tecnica al Cazzaro di Napoli ( visto che e’ l’unico mio follower e legge tutti i miei articoli avendo cura , nonostante che dica il contrario , di voler essere informato appena ne scrivo uno ).

Sarebbe opportuno che il Cazzaro di Napoli Fosforo 41 illustrasse  a tutto il forum dove si nasconde il veto incostituzionale di Mattarella sul nome di Savona così come scrive nel suo sottostante post . E’ sempre un piacere accorgersi che tra di noi c’è un costituzionalista di fama internazionale come il Cazzaro di Napoli che “sputtana” un altro costituzionalista di altrettanta immeritata fama internazionale come Mattarella.  Rimango in attesa , così come certamente lo rimarrà tutto il forum , delle interessanti spiegazioni che il Cazzaro vorrà illustrare con la dovizia di particolari e citazioni di articoli che lo hanno reso famoso nell’universo . Un grazie anticipato per quel che il Cazzaro di Napoli andrà a fare .   Saluti 

 
15 ore fa, fosforo41 ha scritto:

.....Che erroraccio fecero Salvini e Di Maio nel cedere al veto incostituzionale di Mattarella sul nome di Savona all'Economia!

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13 messaggi in questa discussione

Rispondo a un maleducato solo perché la questione posta è interessante sotto l'aspetto tecnico, molto rilevante sotto quello politico e interessa a tutti. L'incostituzionale veto di Mattarella su Savona è un precedente grave per il nostro sistema democratico.

 

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12 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Rispondo a un maleducato solo perché la questione posta è interessante sotto l'aspetto tecnico, molto rilevante sotto quello politico e interessa a tutti. L'incostituzionale veto di Mattarella su Savona è un precedente grave per il nostro sistema democratico.

 

No no , Sig. Cazzaro di Napoli !! A me non interessa la sua opinione tout court . Anche io potrei dire , riferito a lei , che e’ una persona irreprensibile quando e’ evidente che non lo è !! Quindi , vista la gravità delle sue parole , in cui accusa il Presidente della Repubblica , che le rammento essere il custode e difensore primo dei valori e dettami costituzionali , ella e’ tenuto a dimostrare con tanto di articoli di legge , dove , quando , come e perché ,  il PDR avrebbe trasgredito,  tradito ed infranto quei valori , creando un precedente grave nel sistema democratico . Quindi , o fa questo , oppure chiede scusa a tutto il forum per aver tentato di ammorbare il forum con una delle tantissime e costanti bufale di cui e’ maestro impareggiabile . Aspetto , eh Cazzaro !! 

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Ignorante, clicca due volte sul link in blu, leggi attentamente fino alla fine e troverai la dimostrazione logica, banale ma inoppugnabile, della violazione dell'art.92 della Costituzione da parte del capo dello Stato. La mia opinione riguarda solo la buona fede (in cui credevo e credo) di Mattarella, ma il suo errore, grave, non è una opinione, è un FATTO. A meno che non vogliamo negare la logica. Il che, per motivi che non posso spiegare a un decerebrato, sarebbe molto, ma molto peggio che negare la matematica.

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Ma  se  la  proposta   non  è gradita  che  si fa   ?  Perché  è la  proposta  non un  dictat   dell'incaricato  PdC...

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Inviata (modificato)

49 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Ignorante, clicca due volte sul link in blu, leggi attentamente fino alla fine e troverai la dimostrazione logica, banale ma inoppugnabile, della violazione dell'art.92 della Costituzione da parte del capo dello Stato. La mia opinione riguarda solo la buona fede (in cui credevo e credo) di Mattarella, ma il suo errore, grave, non è una opinione, è un FATTO. A meno che non vogliamo negare la logica. Il che, per motivi che non posso spiegare a un decerebrato, sarebbe molto, ma molto peggio che negare la matematica.

Oh, finalmente il Cazzaro di Napoli e’ arrivato dove volevo , dall’alto della mia  normale intelligenza ma nettamente superiore rispetto a quella di un ebe te odiatore e meschino minus habens . Finalmente siamo giunti all’articolo 92 della costituzione . Vediamo che recita :  Il secondo comma dell'articolo 92 della Costituzione recita testualmente :  "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri". Dunque, al Quirinale spetta un potere di nomina e, per prassi costituzionale consolidata, questo si traduce in un potere di confronto col presidente del Consiglio, di moral suasion, di indirizzo. Nel caso un nome venga ritenuto problematico, il Presidente della Repubblica può farlo notare e chiedere venga cambiato (anche se non può imporne uno a lui gradito). Ci siamo Cazzaro di Napoli ?? Ci siamo ?? Allora proseguiamo e smontiamo la successiva bufalata del Pulcinella campano . Quella dove dice che Mattarella ha instaurato un grave precedente per il nostro sistema democratico . Ah siii ?? Ahahahaha. Il precedente ??? Ma sei sicuro idio ta ?? A me ne risulterebbero altri , sai Bufalaro !! E siccome io a differenza tua dimostro le mie affermazioni , ti rinfresco la memoria razza di idio ta !! Vediamo dunque i precedenti: Detto che i colloqui tra presidenti del Consiglio incaricati e Presidenti della Repubblica, di solito, non vengono resi pubblici è possibile che sia accaduto in diverse occasioni che il Quirinale abbia chiesto al presidente del Consiglio incaricato di cambiare un nome nella squadra dei ministri e il pubblico non ne sia venuto a conoscenza. Limitiamoci però ai casi noti : Nel 1979 il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, chiese al presidente del Consiglio incaricato, Francesco Cossiga, di non nominare ministro della Difesa Clelio Darida, che infatti fu sostituito con Attilio Ruffini. Nel 1994 fu Oscar Luigi Scalfaro, allora inquilino del Quirinale, a opporre il proprio rifiuto a Silvio Berlusconi che voleva nominare ministro della Giustizia il suo avvocato, Cesare Previti. Previti fu spostato alla Difesa e alla Giustizia andò Alfredo Biondi. Nel 2001 Carlo Azeglio Ciampi chiese (e ottenne) di evitare la nomina di Roberto Maroni a ministro di Giustizia nel governo Berlusconi, considerata la sua imputazione in un processo - relativo a scontri tra leghisti e polizia nel 1996 ancora in corso. Al posto di Maroni andò un altro leghista, Roberto Castelli. Nel 2014, da ultimo, Giorgio Napolitano fece sostituire a Matteo Renzi il ministro della Giustizia proposto. Nicola Gratteri, pubblico ministero in servizio, dovette cedere il passo ad Andrea Orlando. Pesavano sul magistrato,  oltre che la dubbia compatibilità tra il ruolo di giudice e di ministro della Giustizia anche alcune posizioni eccessivamente giustizialiste secondo l'allora inquilino del Colle. Dunquec, i precedenti veti politici del Quirinale , erano dovuti a condizioni personali del Monistro proposto e non alle sue idee politiche . Ci siamo Cazzaro ?? Sei ancora connesso o stai pulendo il cesso di casa tua ?? Ritorniamo quindi all’art . 92 e spieghiamo perche’ Mattarella ha fatto il suo mestiere pur in un contesto difficile. Nella lettera dell'articolo 92 c'è scritto che la nomina dei ministri non è un fatto solo del presidente del Consiglio dei ministri ma anche del Presidente della Repubblica, che deve evitare il contrasto coi grandi valori di cui il Presidente stesso è portatore e garante. Poi c'è la prassi applicativa dell'articolo 92 che va in questa direzione. Mattarella , all’epoca, motivando la sua decisione di non nominare Savona , ricordo’ le parole di Einaudi, il quale fece un uso sostanziale dei suoi poteri e disse chiaramente che su Savona non valuto’ il merito delle sue posizioni politiche ma il tipo di pericolo che poteva portare all'ordinamento generale dello Stato un ministro del genere . Perché lo disse ?? Perché la permanenza all'interno dell'Ue e dell'euro e la tutela del risparmio non sono soltanto valori politici, sono valori istituzionali. L’Italia è nell'euro e nell'Ue in base a decine di accordi internazionali voluti dai diversi governi e ratificati dai diversi parlamenti. L'articolo 117 della Costituzione dice che le nostre leggi devono essere compatibili coi vincoli comunitari, per dirne una. In Costituzione sono entrati concetti di appartenenza al sistema dell'Unione europea. Ora e’ ovvio che si può cambiare la Costituzione, si può uscire dall'euro e dalla Ue, ma sono scelte colossali che andrebbero poste nelle sedi proprie, e non incidentalmente attraverso la presenza di qualcuno nella compagine ministeriale. Mattarella non voleva che si prendessero surrettiziamente posizioni che poi sarebbero state fatte pagare alla comunità nazionale. Conclusioni :  possiamo quindi dire con certezza matematica che il Presidente della Repubblica può opporsi alla nomina di un ministro senza che questo scalfisca minimamente la Cistituzione come dichiara il Servo nato nonche’ SuperCazzaro di Napoli Fosforo 41 volte idio ta ed in malafede al quale concedo l’ultima occasione per pentirsi e scusarsi con tutto il forum per la bufala che ha tentato di propinarci . Saluti 

 
Modificato da mark222220

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2 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Rispondo a un maleducato solo perché la questione posta è interessante sotto l'aspetto tecnico, molto rilevante sotto quello politico e interessa a tutti. L'incostituzionale veto di Mattarella su Savona è un precedente grave per il nostro sistema democratico.

 

Non fu affatto un precedente, ma venne preceduto da diversi precedenti. Sia preciso......

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22 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Non fu affatto un precedente, ma venne preceduto da diversi precedenti. Sia preciso......

Verissimo !! Vediamo dunque i precedenti: Detto che i colloqui tra presidenti del Consiglio incaricati e Presidenti della Repubblica, di solito, non vengono resi pubblici è possibile che sia accaduto in diverse occasioni che il Quirinale abbia chiesto al presidente del Consiglio incaricato di cambiare un nome nella squadra dei ministri e il pubblico non ne sia venuto a conoscenza. Limitiamoci però ai casi noti : Nel 1979 il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, chiese al presidente del Consiglio incaricato, Francesco Cossiga, di non nominare ministro della Difesa Clelio Darida, che infatti fu sostituito con Attilio Ruffini. Nel 1994 fu Oscar Luigi Scalfaro, allora inquilino del Quirinale, a opporre il proprio rifiuto a Silvio Berlusconi che voleva nominare ministro della Giustizia il suo avvocato, Cesare Previti. Previti fu spostato alla Difesa e alla Giustizia andò Alfredo Biondi. Nel 2001 Carlo Azeglio Ciampi chiese (e ottenne) di evitare la nomina di Roberto Maroni a ministro di Giustizia nel governo Berlusconi, considerata la sua imputazione in un processo - relativo a scontri tra leghisti e polizia nel 1996 ancora in corso. Al posto di Maroni andò un altro leghista, Roberto Castelli. Nel 2014, da ultimo, Giorgio Napolitano fece sostituire a Matteo Renzi il ministro della Giustizia proposto. Nicola Gratteri, pubblico ministero in servizio, dovette cedere il passo ad Andrea Orlando. Pesavano sul magistrato,  oltre che la dubbia compatibilità tra il ruolo di giudice e di ministro della Giustizia anche alcune posizioni eccessivamente giustizialiste secondo l'allora inquilino del Colle . 

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Inviata (modificato)

2 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Non fu affatto un precedente, ma venne preceduto da diversi precedenti. Sia preciso......

Probabilmente anche tu, come il rimbecillito di Pisa (dalla faziosità e dalle batoste elettorali), mi leggi a spizzichi e bocconi. Nel mio post allegato, che ti invito a rileggere con più attenzione, c'era la precisa risposta alla tua obiezione. La ripeto dilungandomi un po'. Che io sappia, nei vari casi precedenti in cui venne nominato un ministro diverso dalla prima proposta del premier incaricato, quest'ultimo aveva sempre accettato l'invito del capo dello Stato a proporre un nome alternativo e a lui gradito (vedasi Orlando alla Giustizia al posto di Gratteri, stranamente sgradito a Napolitano). Nel nostro caso Conte, in un incontro con Mattarella successivo alla proposta iniziale, aveva invece confermato e ribadito il nome di Savona all'Economia. A quel punto Mattarella era OBBLIGATO ad accettare. L'unica alternativa erano le sue dimissioni immediate, e invece scelse la rottura, lo stallo, la minaccia delle elezioni ad agosto. In sostanza, scelse di sfidare a braccio di ferro la maggioranza parlamentare costituitasi dopo il voto (ma non meno legittima di una coalizione elettorale dato che si votò con un sistema quasi proporzionale: non a caso nella Prima Repubblica e col proporzionale puro i partiti correvano sempre da soli e le alleanze di governo si formavano solo DOPO le elezioni). Il precedente gravissimo di cui parlavo era per l'appunto questo: un presidente della Repubblica (repubblica parlamentare) che, violando la Costituzione, entra in plateale conflitto con la maggioranza parlamentare. È come se, dopo avere rinviato una legge alle Camere e vedendosela riproporre tal quale, si rifiutasse di firmarla. Non può farlo, andrebbe incontro all'impeachment. L'articolo 92 della Costituzione dice che il presidente nomina i ministri proposti dal premier incaricato. Punto. Non dice che questi ministri devono essere di suo gradimento. Fallita la moral suasion, il presidente della Repubblica può solo esercitare i suoi poteri di garanzia, ma questi esulano dalla sfera politica che, in base all'articolo 95, è di pertinenza del presidente del Consiglio, unico responsabile dell'indirizzo politico unitario del governo. Savona, in quanto euroscettico, era sgradito al Colle come ministro dell'Economia ma, STRANAMENTE, non lo era come ministro per gli Affari Europei (carica che alla fine andò a occupare dopo il compromesso all'italiana che risolse la crisi). Dunque era del tutto degno di fare il ministro (sotto questo aspetto il "garante" Mattarella non aveva nulla da eccepire) e non era abbastanza euroscettico da rappresentare una minaccia per la nostra appartenenza all'Europa. Poteva essere una minaccia alla moneta unica? Anche ammesso (e non concesso) che Savona fosse uno sfegatato No-Euro, della moneta unica nella nostra Costituzione non c'è traccia, l'Eurozona e l'Unione Europea sono cose ben diverse (si può stare nell'UE anche con la sterlina o la corona danese, e forse perfino con la lira), e, ripeto, non è certo un singolo ministro, nemmeno quello dell'Economia, che può determinare l'indirizzo politico del governo. Ma è anche vero che, in democrazia, se un governo e una maggioranza scelsero di aderire all'euro, nessuno, neppure il presidente della Repubblica, può impedire a un altro governo e a un'altra maggioranza democraticamente eletta di ritornare alla lira.

 

 

Modificato da fosforo41

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Io sono molto incazz...con Mattarella e il suo sorrisino stampato...

Mattarella,non c'è niente da ridere di qst.tempi,

tira fuori i COGLIO-ni e metti in riga certi personaggi inutili e dannosi per il BENE DEL PAESE!!

A cosa serve il Presidente della Repubblica,a fare discorsetti diplomatici da prassi??

O a dirigere un paese?Perchè ti accordi con chi non se lo merita?

Perchè TACI la verità??Abbi il coraggio per una volta nella vita di 

..................................................................................................INDIGNARTI//

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31 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Probabilmente anche tu, come il rimbecillito di Pisa (dalla faziosità e dalle batoste elettorali), mi leggi a spizzichi e bocconi. Nel mio post allegato, che ti invito a rileggere con più attenzione, c'era la precisa risposta alla tua obiezione. La ripeto dilungandomi un po'. Che io sappia, nei vari casi precedenti in cui venne nominato un ministro diverso dalla prima proposta del premier incaricato, quest'ultimo aveva sempre accettato l'invito del capo dello Stato a proporre un nome alternativo e a lui gradito (vedasi Orlando alla Giustizia al posto di Gratteri, stranamente sgradito a Napolitano). Nel nostro caso Conte, in un incontro con Mattarella successivo alla proposta iniziale, aveva invece confermato e ribadito il nome di Savona all'Economia. A quel punto Mattarella era OBBLIGATO ad accettare. L'unica alternativa erano le sue dimissioni immediate, e invece scelse la rottura, lo stallo, la minaccia delle elezioni ad agosto. In sostanza, scelse di sfidare a braccio di ferro la maggioranza parlamentare costituitasi dopo il voto (ma non meno legittima di una coalizione elettorale dato che si votò con un sistema quasi proporzionale: non a caso nella Prima Repubblica e col proporzionale puro i partiti correvano sempre da soli e le alleanze di governo si formavano solo DOPO le elezioni). Il precedente gravissimo di cui parlavo era per l'appunto questo: un presidente della Repubblica (repubblica parlamentare) che, violando la Costituzione, entra in plateale conflitto con la maggioranza parlamentare. È come se, dopo avere rinviato una legge alle Camere e vedendosela riproporre tal quale, si rifiutasse di firmarla. Non può farlo, andrebbe incontro all'impeachment. L'articolo 92 della Costituzione dice che il presidente nomina i ministri proposti dal premier incaricato. Punto. Non dice che questi ministri devono essere di suo gradimento. Fallita la moral suasion, il presidente della Repubblica può solo esercitare i suoi poteri di garanzia, ma questi esulano dalla sfera politica che, in base all'articolo 95, è di pertinenza del presidente del Consiglio, unico responsabile dell'indirizzo politico unitario del governo. Savona, in quanto euroscettico, era sgradito al Colle come ministro dell'Economia ma, STRANAMENTE, non lo era come ministro per gli Affari Europei (carica che alla fine andò a occupare dopo il compromesso all'italiana che risolse la crisi). Dunque era del tutto degno di fare il ministro (sotto questo aspetto il "garante" Mattarella non aveva nulla da eccepire) e non era abbastanza euroscettico da rappresentare una minaccia per la nostra appartenenza all'Europa. Poteva essere una minaccia alla moneta unica? Anche ammesso (e non concesso) che Savona fosse uno sfegatato No-Euro, della moneta unica nella nostra Costituzione non c'è traccia, l'Eurozona e l'Unione Europea sono cose ben diverse (si può stare nell'UE anche con la sterlina o la corona danese, e forse perfino con la lira), e, ripeto, non è certo un singolo ministro, nemmeno quello dell'Economia, che può determinare l'indirizzo politico del governo. Ma è anche vero che, in democrazia, se un governo e una maggioranza scelsero di aderire all'euro, nessuno, neppure il presidente della Repubblica, può impedire a un altro governo e a un'altra maggioranza democraticamente eletta di ritornare alla lira.

 

 

In attesa che il forumista Cortomaltese , sempre che decida di farlo , vorrà rispondere al Cazzaro di Napoli , intervengo di nuovo sul problema prendendomi pure una responsabilità che spetterebbe alla sua famiglia (del Cazzaro di Napoli ): quella di monitorare costantemente , pedissequamente e quotidianamente , i movimenti fisici , verbali e perfino deambulatori di questo creti no che e’ un Bufalaro ed un Impostore di livello internazionale . La sua tattica : Racconta balle e bufale a profusione . Una volta sganato e sputtanato , torna alla carica ma giammai per scusarsi o per meglio spiegare ciò che lo ha indotto all’errore . Seee ?? Ecco che allora , riprendendo da dove aveva lasciato , in mezzo alle molteplici bufale e fandonie , inserisce anche qualche parvenza di verità di nessunissimo conto rispetto al dibattito in corso . Dopodiché mescola , sbat te , centrifuga il tutto , sporziona ed infine serve la solita bufala seppur condita da particolari veritieri ma che non spostano di un millimetro le bufale e le menzogne già divulgate in precedenza e riproposte sotto mentite spoglie . Al limite , pensa il Cazzaro , il compitino ripulito, ce l’ho già pronto per un’altra occasione . Però , con me , fa male i suoi conti !! . Io , che sono un attento interlocutore, non posso fare altro che intervenire di nuovo prendendolo nuovamente a sonori schiaffoni.  Iniziamo ripartendo proprio da quel che dice l’articolo 92 della Costituzione : “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Chiaro ?? Ok !!  Prima cosa importante, quindi: il presidente del Consiglio propone, il presidente della Repubblica nomina. Significa che anche se è la persona incaricata di formare il nuovo governo a presentare i nomi dei futuri ministri, è il presidente della Repubblica a nominarli con quelli che tecnicamente si chiamano Decreti del presidente della Repubblica, e che vengono firmati dal presidente della Repubblica. Dal punto di vista strettamente costituzionale, quindi, Mattarella ha il diritto di decidere di non nominare un ministro: e la Costituzione non indica particolari criteri per esprimere questa discrezionalità. Secondo la maggior parte dei costituzionalisti, questo avviene allo scopo di affidarsi al giudizio del presidente della Repubblica nel proteggere l’Italia, l’unità nazionale, gli italiani. Chiaro nuovamente ?? Quindi gridiamo in faccia al Cazzaro di Napoli :” Il presidente Mattarella ha esercitato i suoi poteri costituzionali. Il presidente ha ritenuto che la scelta di un certo ministro per una posizione chiave del governo mettesse a rischio gli interessi del nostro paese. Questa è una valutazione istituzionale !! Ci siamo ?? Andiamo avanti . Quello di cui si discute comunque non è solo la costituzionalità della decisione di Mattarella . Secondo il Cazzaro di Napoli noto Costituzionalista della Mergellina University, invece, la nomina dei ministri dovrebbe essere più o meno automatica  e così pure anche la sua opportunità politica.  Quindi Mattarella nel suo discorso motivante la scelta di non nominare Savona  disse che il suo è “ un ruolo di garanzia, che non ha mai subito, né può subire, imposizioni  e che al momento della nomina di Conte aveva “ fatto presente, sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che, per alcuni ministeri, avrebbe esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere”.  Spiegando le ragioni della sua scelta, Mattarella affermo’ che i suoi dubbi su Savona ruotavano al fatto che avrebbe portato, probabilmente o addirittura inevitabilmente , l’Italia fuori dall’euro. Mattarella ricordo’ che non è stato un tema su cui si sia fatta campagna elettorale, aggiungendo di aver deciso pensando ai mercati internazionali, allo spread e alla tutela dei risparmi degli italiani, che sarebbero stati minacciati dalla sola nomina di Savona. Al suo posto, continuo’ Mattarella, aveva proposto un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l’accordo di programma. Questo e’ , questo rimane e questo rimarrà e tuttocio’ che il Cazzaro di Napoli volesse aggiungere sarebbero solo bufale aggiunte a bufale precedenti . Quindi non e’ affatto in discussione , come vorrebbe far intendere il Cazzaro, che un governo democraticamente eletto, non possa o non debba , se lo decide , di uscire dall’Ue e dall’euro tornando alla lira . Addirittura un governo può pure cambiare la Costituzione , ma simili scelte , frutto di accordi e trattati internazionali , vanno operate nelle sedi proprie e non per la presenza nella compagine governativa di un procacciatore incidentalmente presente nella compagine governativa !! Chiaro Cazzaro ?? Occhio perché ti osservo , eh ?? 

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Ho espresso il mio giudizio, ribadendo ciò che scrissi all'epoca dei fatti. Peraltro l'analisi logica (nel senso della logica proposizionale classica) e l'analisi semantica di un testo (es. articoli della Costituzione) non sono metodi opinabili ma oggettivi, così come è indiscutibile che il sistema disegnato dai padri costituenti era ed è la repubblica parlamentare e non certo la repubblica presidenziale. Dunque il presidente Mattarella violò (a mio avviso in buona fede) sia la lettera che lo spirito della nostra Carta. Ma in questioni così delicate è sempre bene richiamarsi agli scritti degli addetti ai lavori. "La proposta dei ministri (quella formulata dal premier incaricato in conformità all'art.92, nda) deve ritenersi strettamente vincolante per il capo dello Stato" si legge nel classico testo di dirtto costituzionale di Temistocle Martines, maestro di tanti autorevoli costituzionalisti (come Michele Ainis), testo tuttora tra i più usati nei nostri atenei. "È quindi evidente che i ministri debbano avere la fiducia del Presidente del Consiglio, ed è da escludersi che il Capo dello Stato abbia il potere di rifiutarne la nomina" scriveva Aldo Bozzi, politico liberale, giurista e magistrato, ma anche partigiano nella Resistenza e membro dell'Assemblea Costituente (cioè uno di quelli che la Costituzione LA SCRISSERO!). Naturalmente le precedenti e categoriche asserzioni non escludono che il presidente della Repubblica possa invitare l'incaricato a riformulare la proposta di uno o più nomi per i ministeri. Ma se un nome viene ribadito dal premier in pectore sostenuto dalle forze democratiche di maggioranza, come nel caso di Paolo Savona che stiamo discutendo, egli DEVE accettarlo. Come osservò a suo tempo il prof. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, Mattarella aveva fatto un lungo giro di consultazioni per verificare l'esistenza di una maggioranza, che alla fine era emersa. Aveva potuto visionare il programma di governo e non aveva mosso rilievi di natura costituzionale. Non si oppose per nulla al contratto di governo,  ma alla fine si oppose, "per ragioni politiche", solo al nome di una persona che peraltro non avrebbe potuto determinare l'indirizzo politico dell'esecutivo (potere che in base all'art.95 spetta al presidente del Consiglio, a sua volta sottoposto al voto di fiducia del Parlamento in base all'art.94). Quindi, secondo Onida, Mattarella andò "al di là di ciò che dice la Costituzione quando parla di formazione del governo". Per chi non fosse ancora convinto proviamo a estrapolare le estreme conseguenze che potevano derivare dall'infelice scelta del capo dello Stato. Se nel drammatico braccio di ferro tra Quirinale e maggioranza parlamentare nessuna delle parti avesse ceduto, Mattarella avrebbe portato un esecutivo tecnico guidato da Cottarelli e sostenuto da nessuno (eccetto un iniziale e timido appoggio del Pd, poi rientrato) davanti al Parlamento. Dopo l'inevitabile bocciatura, avrebbe dovuto sciogliere le Camere e richiamare i cittadini alle urne il 27 luglio, o addirittura il 3 o il 10 agosto così come aveva minacciato. Ma la data era solo un dettaglio imbarazzante rispetto al vulnus gravissimo e senza precedenti alla democrazia dato da un Parlamento appena eletto dal popolo sovrano e che aveva espresso una maggioranza politica ma che viene sciolto, azzerato, distrutto per un puntiglio del capo dello Stato sul nome di un ministro. Credo che nessuno avrebbe più potuto seriamente sostenere che questa è una repubblica parlamentare e non presidenziale.  

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4 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Ho espresso il mio giudizio, ribadendo ciò che scrissi all'epoca dei fatti. Peraltro l'analisi logica (nel senso della logica proposizionale classica) e l'analisi semantica di un testo (es. articoli della Costituzione) non sono metodi opinabili ma oggettivi, così come è indiscutibile che il sistema disegnato dai padri costituenti era ed è la repubblica parlamentare e non certo la repubblica presidenziale. Dunque il presidente Mattarella violò (a mio avviso in buona fede) sia la lettera che lo spirito della nostra Carta. Ma in questioni così delicate è sempre bene richiamarsi agli scritti degli addetti ai lavori. "La proposta dei ministri (quella formulata dal premier incaricato in conformità all'art.92, nda) deve ritenersi strettamente vincolante per il capo dello Stato" si legge nel classico testo di dirtto costituzionale di Temistocle Martines, maestro di tanti autorevoli costituzionalisti (come Michele Ainis), testo tuttora tra i più usati nei nostri atenei. "È quindi evidente che i ministri debbano avere la fiducia del Presidente del Consiglio, ed è da escludersi che il Capo dello Stato abbia il potere di rifiutarne la nomina" scriveva Aldo Bozzi, politico liberale, giurista e magistrato, ma anche partigiano nella Resistenza e membro dell'Assemblea Costituente (cioè uno di quelli che la Costituzione LA SCRISSERO!). Naturalmente le precedenti e categoriche asserzioni non escludono che il presidente della Repubblica possa invitare l'incaricato a riformulare la proposta di uno o più nomi per i ministeri. Ma se un nome viene ribadito dal premier in pectore sostenuto dalle forze democratiche di maggioranza, come nel caso di Paolo Savona che stiamo discutendo, egli DEVE accettarlo. Come osservò a suo tempo il prof. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, Mattarella aveva fatto un lungo giro di consultazioni per verificare l'esistenza di una maggioranza, che alla fine era emersa. Aveva potuto visionare il programma di governo e non aveva mosso rilievi di natura costituzionale. Non si oppose per nulla al contratto di governo,  ma alla fine si oppose, "per ragioni politiche", solo al nome di una persona che peraltro non avrebbe potuto determinare l'indirizzo politico dell'esecutivo (potere che in base all'art.95 spetta al presidente del Consiglio, a sua volta sottoposto al voto di fiducia del Parlamento in base all'art.94). Quindi, secondo Onida, Mattarella andò "al di là di ciò che dice la Costituzione quando parla di formazione del governo". Per chi non fosse ancora convinto proviamo a estrapolare le estreme conseguenze che potevano derivare dall'infelice scelta del capo dello Stato. Se nel drammatico braccio di ferro tra Quirinale e maggioranza parlamentare nessuna delle parti avesse ceduto, Mattarella avrebbe portato un esecutivo tecnico guidato da Cottarelli e sostenuto da nessuno (eccetto un iniziale e timido appoggio del Pd, poi rientrato) davanti al Parlamento. Dopo l'inevitabile bocciatura, avrebbe dovuto sciogliere le Camere e richiamare i cittadini alle urne il 27 luglio, o addirittura il 3 o il 10 agosto così come aveva minacciato. Ma la data era solo un dettaglio imbarazzante rispetto al vulnus gravissimo e senza precedenti alla democrazia dato da un Parlamento appena eletto dal popolo sovrano e che aveva espresso una maggioranza politica ma che viene sciolto, azzerato, distrutto per un puntiglio del capo dello Stato sul nome di un ministro. Credo che nessuno avrebbe più potuto seriamente sostenere che questa è una repubblica parlamentare e non presidenziale.  

Ecco , bravissimo . Ed ora che hai finito di copiaincollare tutti i link che hai trovato in rete , gli hai ben assemblati e Postati con la spocchia dei men che mediocri , devi rispondere ad una semplicissima domanda :” Prego citare l’articolo del diritto costituzionale in cui e’ espressamente vietato al Presidente della Repubblica di non nominare Ministro una personalità propostagli dal presidente del consiglio incaricato “. Dai , su forza , attendo con impazienza , Cazzaro di Napoli !!                         

P.S.  Non imbarcarti nella perdita di tempo di navigare in tutti i link possibili . Non lo troverai da nessuna parte !! 

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Il 22/5/2019 in 16:27 , robyrossa236 ha scritto:

Io sono molto incazz...con Mattarella e il suo sorrisino stampato...

Mattarella,non c'è niente da ridere di qst.tempi,

tira fuori i COGLIO-ni e metti in riga certi personaggi inutili e dannosi per il BENE DEL PAESE!!

A cosa serve il Presidente della Repubblica,a fare discorsetti diplomatici da prassi??

O a dirigere un paese?Perchè ti accordi con chi non se lo merita?

Perchè TACI la verità??Abbi il coraggio per una volta nella vita di 

..................................................................................................INDIGNARTI//

Mattarellaaaaaa,il tempo è cambiato,devi rivedere il calendario...

e Ritornare ad un INTELLIGENZA POLITICA,grazie!

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