IL BUFALARO MARK525 E I 47 MILIARDI DI EURO

Dopo tanto perissodattileggiare, mark525 esce allo scoperto e si rivela un provetto ministro dell'economia. Sentiamo cosa scrive il giorno 13 aprile 2017 (ore 14.25):

adesso il governo lavori sugli investimenti a cominciare dai 47 miliardi di euro previsti dal comma 140 della Legge di Bilancio dello scorso anno: è il "Fondone" che è stato lasciato in eredità dal governo Renzi e stanziato allora per rilanciare gli investimenti. C'è un tesoretto da spendere e va speso bene”.

Andiamo a leggere cosa troviamo scritto all'articolo 1, comma 140, della legge 232 dell'11 dicembre 2016

http://www.altalex.com/documents/news/2016/10/17/legge-di-stabilita-2017

nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l'anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l'anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l'anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”.

A dispetto di qunto sostiene il bufalaro mark525, più che di un Fondone dovremmo parlare di un Fondino.

La dotazione del Fondino per il 2017 sarà pari a 1,9 miliardi di euro, ovvero poco dello 0,1% del PIL nominale stimato nel DEF 2017.

PIER CARLO HAI CAPITO?

Allo sviluppo infrastrutturale del Paese che ha dato i natali al bufalaro mark525 hai destinato, per l'anno 2017, poco più dello 0,1% del PIL nominale.

E il bufalaro mark525 blatera di 47 miliardi.

Mi sia permesso porre una domanda: il bufalaro mark525 non farebbe meglio a parlare di come salvare il Pisa dalla retrocessione?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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2 messaggi in questa discussione

CORREZIONE:

La dotazione del Fondino per il 2017 sarà pari a 1,9 miliardi di euro, ovvero poco più dello 0,1% del PIL nominale stimato nel DEF 2017.

BFODIDSAT

Modificato da docgalileo

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1 ora fa, docgalileo ha scritto:

Dopo tanto perissodattileggiare, mark525 esce allo scoperto e si rivela un provetto ministro dell'economia. Sentiamo cosa scrive il giorno 13 aprile 2017 (ore 14.25):

adesso il governo lavori sugli investimenti a cominciare dai 47 miliardi di euro previsti dal comma 140 della Legge di Bilancio dello scorso anno: è il "Fondone" che è stato lasciato in eredità dal governo Renzi e stanziato allora per rilanciare gli investimenti. C'è un tesoretto da spendere e va speso bene”.

Andiamo a leggere cosa troviamo scritto all'articolo 1, comma 140, della legge 232 dell'11 dicembre 2016

http://www.altalex.com/documents/news/2016/10/17/legge-di-stabilita-2017

nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l'anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l'anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l'anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”.

A dispetto di qunto sostiene il bufalaro mark525, più che di un Fondone dovremmo parlare di un Fondino.

La dotazione del Fondino per il 2017 sarà pari a 1,9 miliardi di euro, ovvero poco dello 0,1% del PIL nominale stimato nel DEF 2017.

PIER CARLO HAI CAPITO?

Allo sviluppo infrastrutturale del Paese che ha dato i natali al bufalaro mark525 hai destinato, per l'anno 2017, poco più dello 0,1% del PIL nominale.

E il bufalaro mark525 blatera di 47 miliardi.

Mi sia permesso porre una domanda: il bufalaro mark525 non farebbe meglio a parlare di come salvare il Pisa dalla retrocessione?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Ammetterò che discutere con la testadiminkia Docgalileo procura un indiscutibile piacere . E' come fa il gatto con il topo ....ahahahaha 

Il Sole 24 Ore

POLITICA ECONOMICA

La manovra da 27 miliardi è legge: via libera a Industria 4.0 e Ape. Stop all’aumento dell’Iva nel 2017

di Davide Colombo e Marco Mobili 
08 Dicembre 2016 

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La prima legge di Bilancio, valida per il triennio 2017-2019 e chiamata a sostituire da quest’anno la legge di Stabilità, può vantare più di un record: il più rapido iter parlamentare di approvazione (discussione effettiva sul testo in soli 10 giorni); un via libera con una “fiducia tecnica” con esame “monocamerale”, solo quello della Camera. Il Senato, ieri , si è limitato a ratificare il testo licenziato da Montecitorio prima del referendum costituzionale. Un passaggio che ha regalato al Governo Renzi dimissionario la sua ultima fiducia, con 173 voti favorevoli e 108 contrari, seguita dal «sì» definitivo sull’intero provvedimento (tabelle incluse) con una maggioranza che si è ridotta a 166 voti inclusi quelli dei 13 senatori “verdiniani” contro 70 no e un astenuto.

Si tratta di una manovra da 27 miliardi di euro e che si poggia su tre pilastri: gli investimenti pubblici e privati, questi ultimi immediatamente operativi a partire dal 1° gennaio con la proroga del super ammortamento al 140% e i nuovi iperammortamenti al 250% per i beni tecnologici di “Industria 4.0”, le pensioni e gli interventi per la famiglia, a partire dal discusso bonus bebè, quello per gli asili e la “no tax area” per gli studenti universitari. A questi si aggiungono alcune misure di peso sul fisco a partire dalla sterilizzazione della clausola di salvaguardia per il 2017 con gli aumenti dell’Iva per oltre 15 miliardi, la piena operatività del taglio di 3,5 punti dell’Ires (dal 27,5 al 24%), l’arrivo dell’Iri con aliquota al 24% per le piccole imprese e il regime di cassa per le ditte in contabilità semplificata. Sul fronte della lotta all’evasione il Governo uscente si è giocato anche la carta della *** dello scontrino oltre alla tracciabilità delle spese dei servizi per i condomìni.

Guardando all’impatto della manovra, la legge di Bilancio 2017 muove risorse nette per 22,5 miliardi, in termini di minori spese e maggiori entrate, a fronte di impieghi (più spese e minori entrate) per 34,5 miliardi, con un aumento dell’indebitamento netto dell’anno prossimo di 11,9 miliardi. Sono raccolte in una manciata di milioni le variazioni a questo livello di saldo le novità introdotte alla Camera, emendamenti tutti coperti e che il Senato s’è limitato a “fotografare” chiudendo in tempi record la sessione di bilancio. Tenendo conto degli effetti combinati della legge di Bilancio e del decreto fiscale, l’indebitamento netto programmatico per l’anno venturo si collocherebbe al 2,3% (dal 2% indicato nella Nota di aggiornamento, vista la scelta fatta da Governo di misurare l’impatto macroeconomico anche delle misure adottate per fronteggiare l’emergenza migranti e le spese del dopo-sisma). Su queste margini di nuova flessibilità di bilancio il confronto con Bruxelles è tutt’altro che chiuso per un manovra che, a fronte di una stima di Pil reale in crescita dell’1% nel 2017 (contro lo 0,8% previsto per quest’anno), dovrebbe determinare un effetto espansivo sul Pil nominale dello 0,15% nel 2017, 0,25% nel 2018 e 0,10% nel 2019. La relazione tecnica che accompagna le misure indica un effetto moltiplicatore pari a 3 tra il 2017 e il 2018 (tra i 350 milioni e il miliardo) e di ordine 2 tra il 2018 e il 2019 (da 1 a 2,2 miliardi); stime giudicate ambiziose ma non impossibili sia da Bankitalia sia dall’Ufficio parlamentare di Bilancio in sede di audizione.

Spinta che arriverà, ad esempio, dal pacchetto di misure ribattezzate «Industria 4.0». Misure che sono tutte, o quasi, autoapplicative, ossia non necessitano di attendere provvedimenti o regolamenti di sorta che potrebbero solo rinviare nel tempo gli effetti sulla crescita. Tra questi la proroga del super-ammortamento” al 140% per l’acquisto di beni (veicoli ed altri mezzi di trasporto beneficiano di una maggiorazione al 120%), l’arrivo del nuovo iper-ammortamento fino al 250% sugli investimenti in tecnologie, agrifood, bio-based economy, a supporto dell’ottimizzazione dei consumi energetici, il raddoppio del credito di imposta per ricerca e sviluppo (aliquota spesa interna dal 25% al 50%) e massimale annuo di spesa da 5 a 20 milioni. A questi si aggiungono la partecipazione di Cassa depositi e prestiti a supporto di “Industria 4.0”, con mediante la costituzione di Fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico, l’incremento della detrazione fiscale (fino al 30%) per investimenti fino ad 1 milione in start-up e Pmi innovative. Sul fronte lavoro spicca invece lo scambio salario-produttività attraverso un innalzamento dei tetti all’attuale detassazione.

Infine, ancora le pensioni: per rendere operative le nuove flessibilità in uscita vanno adottati tre Dpcm e un decreto ministeriale, mentre per far scattare le adesioni all’ottava salvaguardia-esodati servirà una circolare 

 

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