EURO'S TIRAMISÙ

Inviata (modificato)

Qualche premessa. Chi mi legge sa che non sono un fanatico del (falso) mito della crescita. Tutt'altro. Per me la finalità prioritaria dell'economia non è la crescita del PIL, e nemmeno quella della produzione industriale e dei consumi, bensì l'abbattimento della disoccupazione, della precarietà e delle disuguaglianze. Il lavoro stabile e un livello base di qualità della vita sono diritti fondamentali (e costituzionali) della persona, dunque non possono e non devono dipendere dalla produzione industriale o dalla congiuntura internazionale. E men che meno dalle decisioni del governatore della BCE o dalle valutazioni delle agenzie di rating.  Premetto inoltre che non mi faccio troppe illusioni sul futuro a breve e medio periodo della nostra economia, la quale andrebbe radicalmente riformata (es. con una maggiore e più diretta presenza dello Stato, che poi è il segreto dell'economia cinese, come lo fu del nostro boom degli anni '60 con le Partecipazioni Statali).  Aggiungo che un dato statistico su un trimestre vale per quello che vale. Ebbene, premesso ciò, come italiano non posso che guardare con piccola ma orgogliosa soddisfazione l'istogramma della produzione industriale nell'Eurozona nel primo quarto 2019 (frutto dei dati su gennaio e febbraio e delle stime su marzo). L'autorevole analista BLOOMBERG lo presenta non a caso con un titolo italianizzato e del tutto meritato: Euro's Tiramisù. Per una volta, infatti, da tempo immemorabile, nella produzione industriale l'Italia è la locomotiva dell'Europa. Un dato tanto più significativo in un congiuntura internazionale sfavorevole. Dove noi mostriamo, sia pure, per ora, per un solo trimestre, di essere più resilienti alle difficoltà. I più solidi, i più resilienti di tutti, incluso il gigante teutonico. Che bella soddisfazione vedere il nostro paese al primo posto, e con un certo distacco sulla seconda (la Francia), mentre la Germania dell'euro forte è relegata per una volta tristemente all'ultimo posto e per giunta nella parte sinistra (negativa) dell'istogramma. Nel difficile primo trimestre dell'anno oltre un terzo della crescita industriale europea (per l'esattezza il 35%) si concentra in Italia. Vogliamo tributare al governo Conte, dopo tante critiche, anche meritate, un piccolo ma meritato e incoraggiante plauso? Oggettivamente quando mai, almeno negli ultimi 30 anni, si era visto un istogramma del genere? Fosse capitato ai tempi del pagliaccio di Arcore o del tappetaro di Rignano, i media avrebbero tambureggiato di grancassa, insalivata la lingua e tessuto inni di lode al timoniere.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/12/industria-bloomberg-nel-primo-trimestre-dallitalia-il-maggior-contributo-ad-aumento-produzione-nelleurozona/5106156/

Modificato da fosforo41

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6 messaggi in questa discussione

Come come Sig fosforo, vorrebbe assegnare al Sig.Conte il merito di questa presunta crescita?

Cosa ha fatto di speciale per dare impulso alle imprese che, a mio modesto parere,  sono le uniche in questo periodo a sostenere l'economia?

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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Come come Sig fosforo, vorrebbe assegnare al Sig.Conte il merito di questa presunta crescita?

Cosa ha fatto di speciale per dare impulso alle imprese che, a mio modesto parere,  sono le uniche in questo periodo a sostenere l'economia?

Nulla di speciale, Conte sta facendo solo il suo dovere mettendo in campo, per il solo bene del paese (ha già detto che lascerà la politica a fine mandato) tutte la sue competenze e capacità, le quali superano di gran lunga, a mio avviso, quelle dei suoi predecessori (per lo più incapaci e incompetenti mestieranti della politica che gli hanno lasciato in eredità oltre 2300 miliardi di debito pubblico, ma soprattutto ministeri, enti pubblici e pubblica amministrazione divorati dalla corruzione e dalla kakistocrazia). Nelle sue numerose visite all'estero e nei suoi incontri con capi di governo e imprenditori il nostro premier ha confermato di essere un ottimo negoziatore e procacciatore di affari (caratteristica professionale dei grandi avvocati). E le nostre esportazioni e il nostro saldo commerciale crescono visibilmente nonostante la difficile congiuntura europea e mondiale. Nel decreto dignità, nella legge di bilancio e nel decreto semplificazione vi sono svariate misure a favore delle imprese (che non delocalizzano la produzione all'estero). Ma a mio avviso il provvedimento più importante è stato la legge anticorruzione del M5s. La corruzione è sempre stata una enorme palla al piede dell'economia italiana. Privilegia gli imprenditori che pagano le mazzette rispetto agli onesti che investono in qualità, ricerca e sviluppo. Ora con il DASPO a vita ai corrotti, con la riforma della prescrizione, gli agenti sotto copertura e nuove tecnologie applicate alle intercettazioni, la parte sporca e parassitaria dell'economia italiana dovrà stringere la cinghia a vantaggio della parte sana e produttiva. 

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Il Cazzaro di Napoli spieghi e citi , con parole semplici e senza ricorrere alla demagogia ripresa , qua ed in la , da alcuni passi del Capitale di Marxista memoria , quale formula esista in campo economico in uso ai paesi civili e non relativi a qualche statarello caraibico e similare , affinché si possa abbattere la disoccupazione e cintestualnemente aumentate la occupazione , senza aumentare la crescita ed il PIL. Un modo ci sarebbe pure ed e’ quello sperimentato dal suo amico e compagno Maduro in Venezuela . Lavorare 70 ore settimanali ed essere più povero giorno dopo giorno . Riscuotere salari ridicoli da us 0,90 l’ora ed avere una inflazione ad 1000000%100. Tralascio la slinguata Slurp al buco del Kulo del compagno nonche’ falsificatore di curricula Conte plastico incarnatore di “voglio essere il fantoccio più bello del mondo “ tipico del Napoletano normo tipo e che , un giorno , si sbilancio’ in sperticati auguri nei suoi confronti ed ora , non sapendo più come difenderlo , e’ costretto a continuare a magnificarne le doti senza rendersi conto di aver oramai toccato e raschiato il fondo del barile in fatto di dignità . 

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Il mezzoscemo pisano faccia adeguato confronto all’epica frase Dello statista mortadellaro:

con l’ingresso nella comunità europea lavoreremo un giorno in meno guadagnando, come se lavorassimo un giorno in più.

Fatte le dovute considerazioni e il combinato disposto dei governi sinistrati associati all’ultima genialata targata Job Act del babbeo fiorentino, abbiamo cinque milioni di poveri in più.

Per il mezzoscemo pisano non rimane altro che passare l’intera nottata in ginocchio sui ceci.

xDxDxD

BrM

Buon rosicamento Mezzoscemo 

 

 

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17 ore fa, fosforo41 ha scritto:

non mi faccio troppe illusioni sul futuro a breve e medio periodo della nostra economia, la quale andrebbe radicalmente riformata (es. con una maggiore e più diretta presenza dello Stato, che poi è il segreto dell'economia cinese, come lo fu del nostro boom degli anni '60 con le Partecipazioni Statali). 

Non occorre riformare radicalmente l'economia italiana. Una maggiore e più diretta presenza dello Stato nell'economia italiana rispetto a quella cinese esiste già.

Allego disegnino esplicativo, relativo alla spesa per consumi finali del settore pubblico, intesa come percentuale del PIL.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti 

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2 ore fa, sardonicoebasta ha scritto:

Non occorre riformare radicalmente l'economia italiana. Una maggiore e più diretta presenza dello Stato nell'economia italiana rispetto a quella cinese esiste già.

Allego disegnino esplicativo, relativo alla spesa per consumi finali del settore pubblico, intesa come percentuale del PIL.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti 

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Probabilmente bisognerebbe isolare il dato degli investimenti pubblici. Sul sito dell'Ocse leggo che sono solo il 3% del Pil dei paesi membri. Immagino che il governo cinese investa di più (es. 44 miliardi di dollari nel 2O17 solo nel settore delle rinnovabili). Ricordiamo che le quattro più grandi banche del mondo (e 18 delle prime 100) sono controllate dal governo cinese. Nel contratto di governo tra 5s e Lega c'è la banca pubblica per gli investimenti: un punto da attuare al più presto.

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