Il Cazzaro di Napoli e’ un miserabile individuo ...!!

E dice non solo che le proposte di Bersani ai 5 stelle erano irricevibili e offensive , ma se fosse stato per lui si sarebbe alzato molto prima dal tavolo della trattataiva . Vomitevole impostore ...!! 

 
23 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

La tua tesi è rispettabile ma la storia dell'arte è oggettivamente un'altra. Bersani non voleva fare e non avrebbe mai fatto alleanze politiche con il M5Stelle. Lo affermò lui stesso, nel luglio 2013, parlando dal palco della Festa dell'Unità:

"Mica io volevo far l'alleanza con Grillo, son mica matto!" 

Dunque Bersani aveva (ed ha) un pregiudizio politico contro i grillini, non lo aveva contro Berlusconi con il quale si alleò nel governo Letta dove il PdL ebbe 4 ministri, un viceministro e 8 sottosegretari, e insieme al quale aveva già sostenuto il governo Monti, votato Marini al Quirinale e rieletto Napolitano.

La proposta da lui formulata ai 5 Stelle era dunque non solo offensiva ma sleale.  Da quel tavolo io mi sarei alzato molto prima di quanto fece Grillo. L'idea di Bersani, vecchio mestierante, era convincere gli ultimi arrivati a sostenere gratis l'avvio di un esecutivo, dopodiché avrebbe fatto quello che oggi fa Zingaretti nel Lazio, governare con i voti dei "volenterosi". Bersani aveva il premio di maggioranza alla Camera, al Senato avrebbe facilmente ottenuto i voti dei montiani, mentre un Berlusconi terrorizzato dai grillini (nel 2012 Grillo aveva proposto di mettere all'asta le frequenze di Mediaset) non sarebbe mai e poi mai andato alle elezioni anticipate e non avrebbe fatto mancare all'occorrenza il suo sostegno. Ti ricordo che in quella legislatura ci furono varie centinaia di cambi di casacca tra i parlamentari: racimolare poche decine di voti al Senato sarebbe stato un gioco da ragazzi per un esecutivo già avviato.  Naturalmente, affinché il piano cinico e sleale di Bersani andasse in porto, serviva un uomo di fiducia al Colle. Ed ecco spiegate la candidatura Marini (che spaccò il Pd ma entusiasmò Berlusconi) e la rielezione di Napolitano (con i voti di Berlusconi) nemico giurato del voto anticipato. Tu pensi che un Rodotà al Quirinale avrebbe tollerato che un governo largamente minoritario nel paese e un parlamento eletto con legge doppiamente incostituzionale completassero la legislatura? Io credo proprio di no.

Hai perfettamente ragione nel condannare i grillini per l'alleanza con la Lega. L'ho fatto anch'io tante volte. Ma le condizioni erano ben diverse. Nel 2013 Pd e M5S avevano pressoché la stessa forza elettorale, nel 2018 Di Maio aveva 5 milioni di voti più di Salvini. Di Maio ha commesso un errore politico e si è rimangiato la parola data agli elettori, ma ha stipulato lealmente un contratto di governo, e lo avrebbe fatto con il Pd senza l'opposizione pregiudiziale di Renzi. Era già pronto un ministero (degli Esteri) per il tappetaro. Non dimentichiamo quello che accadde nella primavera 2018. Si creò un clima da ultima spiaggia, lo spread cominciò a salire, Mattarella minacciò le elezioni in agosto. Ma era chiaramente un bluff. Di Maio fu ingenuo nel non andare a vedere le carte. Sono quasi sicuro che alla fine il Pd avrebbe ceduto. 

Resta l'infelice e offensivo paragone di Bersani che ha detto esplicitamente che non votò Rodotà presidente della Repubblica come oggi non voterebbe Salvini, e che ha implicitamente accostato la base pacifica, civile e non violenta del M5S ai teppisti in gilet giallo. 

Saluti

Chiudi quella boccaccia , Impostore . Altro che la storia dell’arte dice altro. Queste furono le proposte che Bersani , ed e’ tutto documentato , fece al M5S per dare vita ad un governo che si basava su poche ma condivise misure . Leggile Cazzaro , leggile : 

Gli 8 punti di Bersani per un governo

Li ha proposti oggi alla Direzione Nazionale del Partito Democratico

   
 
 

Mercoledì 6 marzo, il segretario del Partito Democratico (PD), Pier Luigi Bersani, ha presentato nel corso della Direzione Nazionale a Roma del partito un elenco di otto punti
“per un governo di cambiamento”. La proposta è indirizzata , al Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo, i cui voti sono necessari per avere una maggioranza in Senato, dove il PD da solo o con Monti non avrebbe seggi a sufficienza. Il M5S ha comunque ribadito in più occasioni che non voterà la fiducia a un governo, ma che voterà i singoli provvedimenti seguendo un modello simile a quello adottato in Sicilia con il governatore Rosario Crocetta, che sarebbe però difficilmente applicabile su scala nazionale.

Proposta del Segretario alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento

 

1. Fuori dalla gabbia dell’austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione.

2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro
– Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa.
– Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
– Programma per la banda larga e lo sviluppi dell’ICT.
– Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.
– Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
– Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d’inserimento.
– Salvaguardia esodati.
– Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
– Riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
– Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.

3. Riforma della politica e della vita pubblica
– Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
– Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
– Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
– Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
– Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento.
– Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.

4. Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità
– Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
– Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
– Nuove norme sulle frodi fiscali.

5. Legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi.
Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.

6. Economia verde e sviluppo sostenibile
– Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
– Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
– Piano bonifiche.
– Piano per lo sviluppo delle smart grid.
– Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.

7. Prime norme sui diritti
– Norme sull’acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia.
– Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
– Legge sul femminicidio.

8. Istruzione e ricerca
– Contrasto all’abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.
– Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
– Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.

 
 

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