Il patetico Bersani, politico debole e rovinoso per la Sinistra, non ammette il suo più grave errore

Inviata (modificato)

Come ho più volte ricordato, l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani è stato, alla luce dei fatti, la causa prima del disastro del Pd e della Sinistra, dell'avvento del disastroso populista Renzi, e delle fortune elettorali degli attuali populisti al governo. Più colpevole dello stesso Napolitano il cui protagonismo sulla scena politica, inaudito per un capo dello Stato, fu in sostanza il complemento dell'antiprotagonismo, della remissività e della debolezza di Bersani. I disastri di Sigarosulnulla, iniziati con il cedimento a Napolitano sull'inciucio Monti (quando si poteva affossare Berlusconi con le elezioni anticipate), culminarono come è noto nell'inopinata rielezione di Re Giorgio e nel conseguente inciucio Letta. Ho sempre pensato e scritto che quegli erroracci fossero stati commessi in assoluta buona fede. Non potevo certo credere che un politico esperto, un simpaticone bonario, onesto e di sinistra, operasse consapevolmente per il male della Sinistra e del Paese. Ora mio malgrado devo rivedere questo giudizio. Chi sbaglia in buona fede con il tempo riconosce l'errore, lo ammette e se ne scusa. Bersani non ammette e non si scusa. Dunque persevera nell'errore, dunque è in malafede (o è in totale confusione mentale e farebbe bene a lasciare la politica). In un confronto televisivo con Andrea Scanzi ha giustificato il suo veto a Rodotà al Colle in modo non solo patetico e fragile, ma vergognoso. Bersani ha detto che il compianto professore era il candidato della piazza e di un movimento che rifiutava ogni dialogo in Parlamento con il Pd. Dimenticando che la rottura del dialogo con i 5Stelle fu l'ovvia conseguenza della sua irricevibile proposta: datemi i voti per governare in cambio di nulla (cioè zero ministeri a una forza politica che aveva nel paese non meno voti del Pd). Follia pura, della quale Bersani si mostra tuttora prigioniero. Ma c'è di peggio. Sigarosulnulla si spinge addirittura ad accostare il venerato nome di Rodotà, figura luminosa del diritto, delle istituzioni e della Sinistra, cofondatore e primo presidente del Consiglio nazionale del Partito Democratico della Sinistra, al nome di un becero populista di destra. Dice che Rodotà era acclamato dalla piazza e che se oggi la piazza chiedesse "Salvinì" al Colle (accenta la i per accostare la base non violenta dei 5Stelle ai violenti gilet gialli) lui certo non lo voterebbe. Bersani, miserabile e sciagurato politucolo, ma come ti permetti? Tu il nome di Stefano Rodotà non sei nemmeno degno di pronunciarlo, la sua statura morale, intellettuale e politica tu non la vedevi neppure con il binocolo. E oggi lo accosti a Salvini e ai teppisti con il gilet giallo? VERGOGNATI! Tu ponesti il veto su Rodotà perché gli preferivi l'incolore Marini, il candidato gradito al delinquente Berlusconi insieme al quale poi salisti al Colle per implorare Re Giorgio. È vero che candidasti anche Romano Prodi (ma prima Marini, poi Prodi: che offesa all'unico pidino della storia capace di vincere le elezioni politiche!) ma lo facesti pro forma, solo per salvare la faccia. Faccia che perdesti subito abbandonando vigliaccamente il professore dopo il primo assalto dei franchi traditori. Quando Saragat, Leone e Pertini furono sostenuti a oltranza dai rispettivi partiti, fino all'elezione, dopo 21, 23 e 16 scrutini rispettivamente. Per Leone la Dc costrinse il Parlamento a votare fino alla vigilia di Natale! Caro Bersani: delle due l'una: o sei in malafede o sei una pecora. Certo non potevi prevedere tutti i disastri conseguenti, ma chi semina male non può raccogliere bene. Nel suo ultimo libro appena uscito, Scanzi sottolinea ciò che l'umile sottoscritto scrive fin da quella maledetta primavera del 2013, ovvero che quella di Bersani e del Pd fu "una colpa storica che non potrà mai essere perdonata". E che "sarebbe stato facilissimo convergere" sul nome di Rodotà, rispettato e gradito anche alla base del Pd. Scanzi ricorda anche la pubblica promessa di Grillo sulle "praterie" che si sarebbero aperte in caso di convergenza. Il M5stelle, con Rodotà al Quirinale, avrebbe appoggiato un governo della coalizione di Bersani (Pd+SeL), non ci sarebbero stati tradimenti e scissioni a sinistra né ulteriori inciuci con la destra (governo Letta e patto del Nazareno), né pugnalate alle spalle degli amici (stai sereno). Probabilmente, aggiungo io, il prof. Rodotà, da grande giurista informato allo spirito più genuino della Costituzione, cioè al sacro rispetto del principio di sovranità popolare, subito dopo la sentenza della Consulta sull'incostituzionalità del Porcellum avrebbe esercitato con autorevolezza dal Colle tutta la moral suasion compatibile con la sua carica per indurre le forze politiche a varare una legge elettorale decente e a restituire rapidamente il pallino al popolo sovrano. Ripensando al 19 aprile 2013, il giorno in cui Bersani, Monti e Berlusconi salirono al Colle e rielessero Napolitano, Scanzi scrive con grande amarezza, credo condivisa da ogni italiano genuinamente di sinistra:

Lì, quel giorno, Pd e M5S han cominciato a odiarsi per sempre. Lì, quel giorno, è cominciato a venir giù tutto. Masso dopo masso. Lì, quel giorno, per quel che mi riguarda, ho smesso anche solo di fingere di sperare nella politica. Sarebbe cambiato tutto. Non avremmo avuto Renzi, non così tanto almeno. E oggi non avremmo Salvini, non così tanto almeno... Rodotà era un uomo libero..., uno di quelli che la Boschi chiamava "professoroni", e solo nel fatto che la Boschi pretendesse d'insegnar la Costituzione a Rodotà c'è tutta la miseria schizofrenica della politica di questi anni. 

E non avremmo avuto, aggiungo io, la scissione del Pd e il crollo della Sinistra al minimo storico del consenso. Che disastro che hai fatto, caro Pierluigi!

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/03/bersani-a-scanzi-rodota-gli-ho-voluto-bene-ma-mi-sono-stupito-che-avesse-accettato-candidatura-m5s-al-quirinale/5082777/

https://infosannio.wordpress.com/2019/04/02/andrea-scanzi-il-pd-non-voto-rodota-al-colle-e-venne-giu-tutto/

Modificato da fosforo41

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Inviata (modificato)

Questi  invece  sono  i  disastri  dei  tuoi  beniamini   che  tanto  osanni

Oggi sono usciti i nuovi dati ISTAT sul lavoro. 
Sale la disoccupazione, anche giovanile. 
Diminuiscono di 33 mila unità i lavoratori permanenti, alla faccia del decreto dignità. 
A febbraio 2019 ci sono 116 mila occupati in meno rispetto all'ultimo dato dei Governi PD, nel maggio 2018: di questi 88 mila sono a tempo indeterminato.
Di Maio è tecnicamente il ministro della disoccupazione. Ha scelto di occupare due ministeri (lavoro e sviluppo economico) e li ha bloccati entrambi: questo Governo ha avuto sull'economia nazionale lo stesso impatto di una calamità naturale. 
E nel frattempo lor signori passano le giornate a litigare e a far pace. Pensano di stare sul set di una telenovela e non si sono accorti che sono al Governo. Dopo le europee ci aspetta la patrimoniale o l'aumento dell'IVA. Effettivamente è il governo del cambiamento: con noi c'era la crescita, con loro è recessione.

Modificato da pm610
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Quello che ha detto Bersani di Rodotà dalla Gruber, signor fosforo, io l'ho tradotto in maniera opposta alla sua.

Ma mi posso anche sbagliare.

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2 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Come ho più volte ricordato, l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani è stato, alla luce dei fatti, la causa prima del disastro del Pd e della Sinistra, dell'avvento del disastroso populista Renzi, e delle fortune elettorali degli attuali populisti al governo. Più colpevole dello stesso Napolitano il cui protagonismo sulla scena politica, inaudito per un capo dello Stato, fu in sostanza il complemento dell'antiprotagonismo, della remissività e della debolezza di Bersani. I disastri di Sigarosulnulla, iniziati con il cedimento a Napolitano sull'inciucio Monti (quando si poteva affossare Berlusconi con le elezioni anticipate), culminarono come è noto nell'inopinata rielezione di Re Giorgio e nel conseguente inciucio Letta. Ho sempre pensato e scritto che quegli erroracci fossero stati commessi in assoluta buona fede. Non potevo certo credere che un politico esperto, un simpaticone bonario, onesto e di sinistra, operasse consapevolmente per il male della Sinistra e del Paese. Ora mio malgrado devo rivedere questo giudizio. Chi sbaglia in buona fede con il tempo riconosce l'errore, lo ammette e se ne scusa. Bersani non ammette e non si scusa. Dunque persevera nell'errore, dunque è in malafede (o è in totale confusione mentale e farebbe bene a lasciare la politica). In un confronto televisivo con Andrea Scanzi ha giustificato il suo veto a Rodotà al Colle in modo non solo patetico e fragile, ma vergognoso. Bersani ha detto che il compianto professore era il candidato della piazza e di un movimento che rifiutava ogni dialogo in Parlamento con il Pd. Dimenticando che la rottura del dialogo con i 5Stelle fu l'ovvia conseguenza della sua irricevibile proposta: datemi i voti per governare in cambio di nulla (cioè zero ministeri a una forza politica che aveva nel paese non meno voti del Pd). Follia pura, della quale Bersani si mostra tuttora prigioniero. Ma c'è di peggio. Sigarosulnulla si spinge addirittura ad accostare il venerato nome di Rodotà, figura luminosa del diritto, delle istituzioni e della Sinistra, cofondatore e primo presidente del Consiglio nazionale del Partito Democratico della Sinistra, al nome di un becero populista di destra. Dice che Rodotà era acclamato dalla piazza e che se oggi la piazza chiedesse "Salvinì" al Colle (accenta la i per accostare la base non violenta dei 5Stelle ai violenti gilet gialli) lui certo non lo voterebbe. Bersani, miserabile e sciagurato politucolo, ma come ti permetti? Tu il nome di Stefano Rodotà non sei nemmeno degno di pronunciarlo, la sua statura morale, intellettuale e politica tu non la vedevi neppure con il binocolo. E oggi lo accosti a Salvini e ai teppisti con il gilet giallo? VERGOGNATI! Tu ponesti il veto su Rodotà perché gli preferivi l'incolore Marini, il candidato gradito al delinquente Berlusconi insieme al quale poi salisti al Colle per implorare Re Giorgio. È vero che candidasti anche Romano Prodi (ma prima Marini, poi Prodi: che offesa all'unico pidino della storia capace di vincere le elezioni politiche!) ma lo facesti pro forma, solo per salvare la faccia. Faccia che perdesti subito abbandonando vigliaccamente il professore dopo il primo assalto dei franchi traditori. Quando Saragat, Leone e Pertini furono sostenuti a oltranza dai rispettivi partiti, fino all'elezione, dopo 21, 23 e 16 scrutini rispettivamente. Per Leone la Dc costrinse il Parlamento a votare fino alla vigilia di Natale! Caro Bersani: delle due l'una: o sei in malafede o sei una pecora. Certo non potevi prevedere tutti i disastri conseguenti, ma chi semina male non può raccogliere bene. Nel suo ultimo libro appena uscito, Scanzi sottolinea ciò che l'umile sottoscritto scrive fin da quella maledetta primavera del 2013, ovvero che quella di Bersani e del Pd fu "una colpa storica che non potrà mai essere perdonata". E che "sarebbe stato facilissimo convergere" sul nome di Rodotà, rispettato e gradito anche alla base del Pd. Scanzi ricorda anche la pubblica promessa di Grillo sulle "praterie" che si sarebbero aperte in caso di convergenza. Il M5stelle, con Rodotà al Quirinale, avrebbe appoggiato un governo della coalizione di Bersani (Pd+SeL), non ci sarebbero stati tradimenti e scissioni a sinistra né ulteriori inciuci con la destra (governo Letta e patto del Nazareno), né pugnalate alle spalle degli amici (stai sereno). Probabilmente, aggiungo io, il prof. Rodotà, da grande giurista informato allo spirito più genuino della Costituzione, cioè al sacro rispetto del principio di sovranità popolare, subito dopo la sentenza della Consulta sull'incostituzionalità del Porcellum avrebbe esercitato con autorevolezza dal Colle tutta la moral suasion compatibile con la sua carica per indurre le forze politiche a varare una legge elettorale decente e a restituire rapidamente il pallino al popolo sovrano. Ripensando al 19 aprile 2013, il giorno in cui Bersani, Monti e Berlusconi salirono al Colle e rielessero Napolitano, Scanzi scrive con grande amarezza, credo condivisa da ogni italiano genuinamente di sinistra:

Lì, quel giorno, Pd e M5S han cominciato a odiarsi per sempre. Lì, quel giorno, è cominciato a venir giù tutto. Masso dopo masso. Lì, quel giorno, per quel che mi riguarda, ho smesso anche solo di fingere di sperare nella politica. Sarebbe cambiato tutto. Non avremmo avuto Renzi, non così tanto almeno. E oggi non avremmo Salvini, non così tanto almeno... Rodotà era un uomo libero..., uno di quelli che la Boschi chiamava "professoroni", e solo nel fatto che la Boschi pretendesse d'insegnar la Costituzione a Rodotà c'è tutta la miseria schizofrenica della politica di questi anni. 

E non avremmo avuto, aggiungo io, la scissione del Pd e il crollo della Sinistra al minimo storico del consenso. Che disastro che hai fatto, caro Pierluigi!

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/03/bersani-a-scanzi-rodota-gli-ho-voluto-bene-ma-mi-sono-stupito-che-avesse-accettato-candidatura-m5s-al-quirinale/5082777/

https://infosannio.wordpress.com/2019/04/02/andrea-scanzi-il-pd-non-voto-rodota-al-colle-e-venne-giu-tutto/

Lei , formidabile Cazzaro di Napoli , e’ un emerito , riconosciuto ed acclarato idio ta !! Permeato dall’odio verso il PD o comunque verso chi della storia del PD ha fatto parte , inverte totalmente le parole di Bersani e tenta di incolpare “Gargamella” del mancato accordo con il M5S quando invece fu quest’ultimo , peraltro visto da tutti in diretta streaming , a rifiutare ed oltraggiare Bersani e tutto il PD . Un Bersani che proprio per essere stato sperculato dai tuoi amici a 5 stelle chiuse lì la sua carriera politica . E te , impareggiabile idio ta , ora , vieni pure a mistificare ed a cambiare il senso delle parole dette ieri sera da Floris .  Rodota’ !! Anche qua non provi vergogna alcune a raccontare un sacco di menzogne . E lo fai sulla pelle di uno che e’ morto che non può controbattere ma che da vivo mai e poi mai e’ arrivato solo a pensare quello che ora gli metti in bocca ben sapendo che non ci può essere nessuna forma di smentita !! Ti rammento che Rodota’ faceva parte di una lista di 10 personalità scelte dal M5S per ricoprire la carica di PDR. E non era nemmeno ai primi posti . Lo precedevano altri tra cui Gino Steada e la Gabanelli . Solo dopo i dinieghi di dette personalità si fece il nome di Rodota’ che , se permetti , essendo all’epoca oltre che un padre del PD anche un iscritto , prima vai dagli organi direttivi del PD a discuterne e poi , se trovi un accordo e se lui d’accordo , lo candidi . Chiaro , ebe te ?? E sei doppiamente vergognoso quando affermi che Bersani preferiva Marini a Prodi quando quest’ultimo nome uscì proprio dalla bocca di Bersani . Fu a quel punto che i Grillebeti tirarono fuori il nome di Rodota’ . Non prima !! Prima era nella lista dei 10 e stop !! Ed oggi se fosse ancora vivo si scandalizzerebbe , come hanno fatto tutti gli altri componenti di quella famosa lista , ad essere stati menzionati da un Movimento che poi si e’ alleato con i razzisti che rappresentano la peggiore destra europea . L’unico a cui non fa schifo sei te che sei un fascista come loro . Un fascista come Travaglio e come Scanzi . Quindi non dovresti nemmeno nominarlo il PD e pensare ai tuoi prodi ed amici del Movimento che governano , in totale sintonia , con la Lega di Salvini . Sarai messo a testa in giù come hanno meritato e meritano i Fascisti ed i loro collaborazionisti . Vecchi e Nuovi !! Compreso quelli che si ammantano e si dichiarano comunisti ma che lo fanno per ...”sviare le indagini “. Successe anche a tanti Fascisti che dopo la liberazione si dichiararono antifascisti e comunisti . Ma non gli bastò per non essere appesi !! 

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non esageriamo signor mark, quei fascisti erano responsabili di poche centinaia di morti necessari per sedersi al tavolo delle trattative con i vinti. 

Si ricordi quello che scrisse nel forum tempo fa: 

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire

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5 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

non esageriamo signor mark, quei fascisti erano responsabili di poche centinaia di morti necessari per sedersi al tavolo delle trattative con i vinti. 

Si ricordi quello che scrisse nel forum tempo fa: 

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire

Sig. Ahaha.ha, Mi auguro che acquisisca il concetto che il mio “ appeso a testa in giù “ si intenda in modo figurato . I tempi cambiano : all’epoca quelli come il Cazzaro di Napoli ci finivano veramente a testa in giù ora , fortunatamente soprattutto per lui , non più !! 

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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Quello che ha detto Bersani di Rodotà dalla Gruber, signor fosforo, io l'ho tradotto in maniera opposta alla sua.

Ma mi posso anche sbagliare.

Egregio Ahaha, non ho seguito la puntata di  8 e 1/2 ma ho visto il breve filmato nell'articolo del Fatto che ho allegato. Anzi l'ho visto due volte perché non mi capacitavo che una persona seria e pacata come (credevo fosse) Bersani potesse usare quelle parole ASSOLUTAMENTE VERGOGNOSE sul compianto prof. Rodotà e sulla sua candidatura al Quirinale. In sostanza Bersani dice che allora non votò Rodotà come oggi non voterebbe Salvini. Che schifo! E pronuncia due volte alla francese il nome del ministro xenofobo, come per accostare il M5S, che perfino agli occhi dei critici ha avuto almeno il merito di incanalare la protesta popolare su binari pacifici e civili, ai teppisti in gilet giallo. Come per dire che un paladino della legalità e un gigante del diritto come il prof. Rodotà avrebbe accettato una candidatura da un movimento poco dissimile dai Black Bloc. Roba da matti! Rodotà era un non violento ma si sta rivoltando nella tomba. E Sigarosulnulla non è stato in grado di replicare alcunché quando Scanzi gli ha ricordato che fu lui, in buona sostanza, a non volere il governo con i 5Stelle, ai quali aveva offerto condizioni assurde e offensive (appoggio esterno in cambio di nulla a una forza politica che aveva non meno voti del Pd) dunque irricevibili. Per non parlare della codardia mostrata nel sostenere la candidatura Prodi per un solo misero scrutinio (dopo avere candidato uno gradito a Berlusconi) e nell'arrendersi senza lottare ai traditori interni al partito. Per quanto mi riguarda, e lo dico con dispiacere, Pierluigi Bersani ha definitivamente perso la faccia. In ultima analisi io lo giudico, alla luce dei fatti, come uno dei tanti pidini, da Violante a Renzi, che alla fin fine hanno fatto gioco per Berlusconi e contro la Sinistra, per la conservazione e contro il cambiamento.

Consentirmi qualche riga a commento delle farneticazioni del falsario fazioso e incivile del forum. Di cui di tanto in tanto leggo qualche post per scoprirlo sempre più indegno, e non solo per un fatto di educazione, di partecipare a un forum in Rete. In questo forum si parla di politica: chi non segue la politica, se non per adulare il tappetaro di turno, farebbe meglio ad astenersi. La rielezione di Napolitano fu un unicum in 70 anni di storia repubblicana. Una cosa inaudita nonché contraria, secondo autorevoli costituzionalisti, non alla lettera ma allo spirito della Carta. Certo un evento importante e storico per la politica italiana. Ma il fazioso non ne sa quasi nulla. Lui segue solo il giornaletto on line del Pd e i social dove il tappetaro di turno informa i suoi fan sulla sua dieta e sul suo ritorno al peso forma sotto i 90 chili. L'ignorante pisano che oggi mi dà del fascista (ma che pochi anni fa riusciva quasi a confondermi con commoventi parole di elogio a un mio lungo e accorato post sulla Resistenza) scrive che sarebbe vergognosa la mia tesi secondo cui Bersani preferiva Marini a Prodi. Non è una mia tesi, è un fatto. Al primo scrutinio il segretario candidò Marini, per la gioia di Berlusconi (che aveva l'incubo Prodi e l'incubo Rodotà) e per lo sconcerto della base e di molti esponenti del Pd. Solo al quarto scrutinio lanciò Prodi, ma si arrese subito ai franchi tiratori (probabilmente renziani e dalemiani) e corse al Colle con Berlusconi e Monti, e con il cappello in mano, per piatire la disponibilità dell'88enne Napolitano a un secondo mandato. Il falsario che non segue la politica si inventa poi l'ennesima monumentale balla. Dice che i 5 Stelle puntarono su Rodotà solo in risposta alla candidatura Prodi, cioè a partire dal quarto scrutinio. FALSO. I grillini sostennero lealmente Rodotà fin dal primo scrutinio (240 voti) e per TUTTI gli scrutini, fino all'ultimo, il sesto, in cui fu rieletto Re Giorgio e fu dato in sostanza il là alle nuove larghe intese (cioè al nuovo inciucio con il delinquente).

Saluti

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5 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Quello che ha detto Bersani di Rodotà dalla Gruber, signor fosforo, io l'ho tradotto in maniera opposta alla sua.

Ma mi posso anche sbagliare.

Condivido. 

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Ritengo invece che la proposta di Bersani di proporre l'appoggio esterno dei 5s fosse molto sensata per il semplice fatto che rappresentava il passo più naturale possibile per due forze che si erano combattute anche in maniera abbastanza dura in campagna elettorale.

Avrebbe rappresentato il primo approccio propedeutico a sviluppi successivi che avrebbero sicuramente portato a una collaborazione più fattiva in tempi successivi. Atteggiamento molto più leale di quanto avvenuto con le ultime elezioni, dove due forze presentatesi antitetiche in campagna elettorale si sono poi alleate quasi in maniera acritica (poteva essere Lega o PD indifferentemente) e il risultato finale è stato che, almeno per quanto riguarda i 5s, gli elettori non hanno capito e stanno rispondendo a modo loro.

Secondo me, in quel momento, il M5S aveva un solo scopo: costringere (e dico proprio costringere) il PD a trovare un accordo con FI o altri, spacciandolo per."inciucio" quando invece, seppure per pochi voti in Senato, non poteva essere fatto nient'altro.

Cosa avrebbe dovuto fare il PD? Tornare a nuove elezioni?

Il discorso però è che poi si è dimostrato che chi ha agito in funzione della "induzione all'inciucio" ha finito poi per macchiarsi di inciucio anche peggiore di quello per cui é stato accusato il PD. 

La realtà vera è che il M5S ha agito in modo quasi esclusivo contro il PD, facendo solo finta di agire allo stesso modo nei confronti della destra e questo fatto gli ha consentito di crescere e prosperare.

Dopo di che però si è formato un meccanismo per cui PD e M5S si sono configirati un po' come due poli dello stesso segno e, annullando l'uno, nella realtà dei fatti, hanno finito poi un po per annullarsi entrambi.

Anche perché non è da dimenticare un particolare. E il particolare significante è quello che, con la loro azione prolungata e costante di induzione all'inciucio (che, per esempio, oggi ritengo non avrebbero fatto volendosi alleare perfino col loro "peggior nemico"), quelli che poi hanno tirato la volata all'odiato Renzi sono stati loro.

In fondo, cosa ha fatto di diverso il M5S rispetto al PD? 

Il PD ha imbarcato Alfano e la Lorenzin, il M5S la Lega di Salvini.

Contro Alfano e la Lorenzin si presentò il PD, contro la Lega si presentò il M5S.

La si può girare come si vuole ma sfuggire dalla realtà non è molto agevole. 

In definitiva, molto più onesto e leale il tentativo di Bersani rispetto almeno all'impressione della giravolta totale del M5s che aveva spergiurato fino al giorno prima delle elezioni che non si sarebbe alleato con nessuno.

Colpa della Legge elettorale? Forse. E per il PD la legge elettorale che, per pochi voti in Senato portò al cosiddetto "inciucio forzato" non conta nulla?

Era incostituzionale? Lo è diventata dopo ed era incostituzionale chiunque avesse vinto. Il PD, Papy o anche 5s.

E questa è la storia dell'arte.

 

 

 

 

 

 

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12 ore fa, ildi_vino ha scritto:

Ritengo invece che la proposta di Bersani di proporre l'appoggio esterno dei 5s fosse molto sensata per il semplice fatto che rappresentava il passo più naturale possibile per due forze che si erano combattute anche in maniera abbastanza dura in campagna elettorale.

Avrebbe rappresentato il primo approccio propedeutico a sviluppi successivi che avrebbero sicuramente portato a una collaborazione più fattiva in tempi successivi. Atteggiamento molto più leale di quanto avvenuto con le ultime elezioni, dove due forze presentatesi antitetiche in campagna elettorale si sono poi alleate quasi in maniera acritica (poteva essere Lega o PD indifferentemente) e il risultato finale è stato che, almeno per quanto riguarda i 5s, gli elettori non hanno capito e stanno rispondendo a modo loro.

Secondo me, in quel momento, il M5S aveva un solo scopo: costringere (e dico proprio costringere) il PD a trovare un accordo con FI o altri, spacciandolo per."inciucio" quando invece, seppure per pochi voti in Senato, non poteva essere fatto nient'altro.

Cosa avrebbe dovuto fare il PD? Tornare a nuove elezioni?

Il discorso però è che poi si è dimostrato che chi ha agito in funzione della "induzione all'inciucio" ha finito poi per macchiarsi di inciucio anche peggiore di quello per cui é stato accusato il PD. 

La realtà vera è che il M5S ha agito in modo quasi esclusivo contro il PD, facendo solo finta di agire allo stesso modo nei confronti della destra e questo fatto gli ha consentito di crescere e prosperare.

Dopo di che però si è formato un meccanismo per cui PD e M5S si sono configirati un po' come due poli dello stesso segno e, annullando l'uno, nella realtà dei fatti, hanno finito poi un po per annullarsi entrambi.

Anche perché non è da dimenticare un particolare. E il particolare significante è quello che, con la loro azione prolungata e costante di induzione all'inciucio (che, per esempio, oggi ritengo non avrebbero fatto volendosi alleare perfino col loro "peggior nemico"), quelli che poi hanno tirato la volata all'odiato Renzi sono stati loro.

In fondo, cosa ha fatto di diverso il M5S rispetto al PD? 

Il PD ha imbarcato Alfano e la Lorenzin, il M5S la Lega di Salvini.

Contro Alfano e la Lorenzin si presentò il PD, contro la Lega si presentò il M5S.

La si può girare come si vuole ma sfuggire dalla realtà non è molto agevole. 

In definitiva, molto più onesto e leale il tentativo di Bersani rispetto almeno all'impressione della giravolta totale del M5s che aveva spergiurato fino al giorno prima delle elezioni che non si sarebbe alleato con nessuno.

Colpa della Legge elettorale? Forse. E per il PD la legge elettorale che, per pochi voti in Senato portò al cosiddetto "inciucio forzato" non conta nulla?

Era incostituzionale? Lo è diventata dopo ed era incostituzionale chiunque avesse vinto. Il PD, Papy o anche 5s.

E questa è la storia dell'arte.

 

La tua tesi è rispettabile ma la storia dell'arte è oggettivamente un'altra. Bersani non voleva fare e non avrebbe mai fatto alleanze politiche con il M5Stelle. Lo affermò lui stesso, nel luglio 2013, parlando dal palco della Festa dell'Unità:

"Mica io volevo far l'alleanza con Grillo, son mica matto!" 

Dunque Bersani aveva (ed ha) un pregiudizio politico contro i grillini, non lo aveva contro Berlusconi con il quale si alleò nel governo Letta dove il PdL ebbe 4 ministri, un viceministro e 8 sottosegretari, e insieme al quale aveva già sostenuto il governo Monti, votato Marini al Quirinale e rieletto Napolitano.

La proposta da lui formulata ai 5 Stelle era dunque non solo offensiva ma sleale.  Da quel tavolo io mi sarei alzato molto prima di quanto fece Grillo. L'idea di Bersani, vecchio mestierante, era convincere gli ultimi arrivati a sostenere gratis l'avvio di un esecutivo, dopodiché avrebbe fatto quello che oggi fa Zingaretti nel Lazio, governare con i voti dei "volenterosi". Bersani aveva il premio di maggioranza alla Camera, al Senato avrebbe facilmente ottenuto i voti dei montiani, mentre un Berlusconi terrorizzato dai grillini (nel 2012 Grillo aveva proposto di mettere all'asta le frequenze di Mediaset) non sarebbe mai e poi mai andato alle elezioni anticipate e non avrebbe fatto mancare all'occorrenza il suo sostegno. Ti ricordo che in quella legislatura ci furono varie centinaia di cambi di casacca tra i parlamentari: racimolare poche decine di voti al Senato sarebbe stato un gioco da ragazzi per un esecutivo già avviato.  Naturalmente, affinché il piano cinico e sleale di Bersani andasse in porto, serviva un uomo di fiducia al Colle. Ed ecco spiegate la candidatura Marini (che spaccò il Pd ma entusiasmò Berlusconi) e la rielezione di Napolitano (con i voti di Berlusconi) nemico giurato del voto anticipato. Tu pensi che un Rodotà al Quirinale avrebbe tollerato che un governo largamente minoritario nel paese e un parlamento eletto con legge doppiamente incostituzionale completassero la legislatura? Io credo proprio di no.

Hai perfettamente ragione nel condannare i grillini per l'alleanza con la Lega. L'ho fatto anch'io tante volte. Ma le condizioni erano ben diverse. Nel 2013 Pd e M5S avevano pressoché la stessa forza elettorale, nel 2018 Di Maio aveva 5 milioni di voti più di Salvini. Di Maio ha commesso un errore politico e si è rimangiato la parola data agli elettori, ma ha stipulato lealmente un contratto di governo, e lo avrebbe fatto con il Pd senza l'opposizione pregiudiziale di Renzi. Era già pronto un ministero (degli Esteri) per il tappetaro. Non dimentichiamo quello che accadde nella primavera 2018. Si creò un clima da ultima spiaggia, lo spread cominciò a salire, Mattarella minacciò le elezioni in agosto. Ma era chiaramente un bluff. Di Maio fu ingenuo nel non andare a vedere le carte. Sono quasi sicuro che alla fine il Pd avrebbe ceduto. 

Resta l'infelice e offensivo paragone di Bersani che ha detto esplicitamente che non votò Rodotà presidente della Repubblica come oggi non voterebbe Salvini, e che ha implicitamente accostato la base pacifica, civile e non violenta del M5S ai teppisti in gilet giallo. 

Saluti

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8 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

La tua tesi è rispettabile ma la storia dell'arte è oggettivamente un'altra. Bersani non voleva fare e non avrebbe mai fatto alleanze politiche con il M5Stelle. Lo affermò lui stesso, nel luglio 2013, parlando dal palco della Festa dell'Unità:

"Mica io volevo far l'alleanza con Grillo, son mica matto!" 

Dunque Bersani aveva (ed ha) un pregiudizio politico contro i grillini, non lo aveva contro Berlusconi con il quale si alleò nel governo Letta dove il PdL ebbe 4 ministri, un viceministro e 8 sottosegretari, e insieme al quale aveva già sostenuto il governo Monti, votato Marini al Quirinale e rieletto Napolitano.

La proposta da lui formulata ai 5 Stelle era dunque non solo offensiva ma sleale.  Da quel tavolo io mi sarei alzato molto prima di quanto fece Grillo. L'idea di Bersani, vecchio mestierante, era convincere gli ultimi arrivati a sostenere gratis l'avvio di un esecutivo, dopodiché avrebbe fatto quello che oggi fa Zingaretti nel Lazio, governare con i voti dei "volenterosi". Bersani aveva il premio di maggioranza alla Camera, al Senato avrebbe facilmente ottenuto i voti dei montiani, mentre un Berlusconi terrorizzato dai grillini (nel 2012 Grillo aveva proposto di mettere all'asta le frequenze di Mediaset) non sarebbe mai e poi mai andato alle elezioni anticipate e non avrebbe fatto mancare all'occorrenza il suo sostegno. Ti ricordo che in quella legislatura ci furono varie centinaia di cambi di casacca tra i parlamentari: racimolare poche decine di voti al Senato sarebbe stato un gioco da ragazzi per un esecutivo già avviato.  Naturalmente, affinché il piano cinico e sleale di Bersani andasse in porto, serviva un uomo di fiducia al Colle. Ed ecco spiegate la candidatura Marini (che spaccò il Pd ma entusiasmò Berlusconi) e la rielezione di Napolitano (con i voti di Berlusconi) nemico giurato del voto anticipato. Tu pensi che un Rodotà al Quirinale avrebbe tollerato che un governo largamente minoritario nel paese e un parlamento eletto con legge doppiamente incostituzionale completassero la legislatura? Io credo proprio di no.

Hai perfettamente ragione nel condannare i grillini per l'alleanza con la Lega. L'ho fatto anch'io tante volte. Ma le condizioni erano ben diverse. Nel 2013 Pd e M5S avevano pressoché la stessa forza elettorale, nel 2018 Di Maio aveva 5 milioni di voti più di Salvini. Di Maio ha commesso un errore politico e si è rimangiato la parola data agli elettori, ma ha stipulato lealmente un contratto di governo, e lo avrebbe fatto con il Pd senza l'opposizione pregiudiziale di Renzi. Era già pronto un ministero (degli Esteri) per il tappetaro. Non dimentichiamo quello che accadde nella primavera 2018. Si creò un clima da ultima spiaggia, lo spread cominciò a salire, Mattarella minacciò le elezioni in agosto. Ma era chiaramente un bluff. Di Maio fu ingenuo nel non andare a vedere le carte. Sono quasi sicuro che alla fine il Pd avrebbe ceduto. 

Resta l'infelice e offensivo paragone di Bersani che ha detto esplicitamente che non votò Rodotà presidente della Repubblica come oggi non voterebbe Salvini, e che ha implicitamente accostato la base pacifica, civile e non violenta del M5S ai teppisti in gilet giallo. 

Saluti

Chiudi quella boccaccia , Impostore . Altro che la storia dell’arte dice altro. Queste furono le proposte che Bersani , ed e’ tutto documentato , fece al M5S per dare vita ad un governo che si basava su poche ma condivise misure . Leggile Cazzaro , leggile : 

Gli 8 punti di Bersani per un governo

Li ha proposti oggi alla Direzione Nazionale del Partito Democratico

   
 
 

Mercoledì 6 marzo, il segretario del Partito Democratico (PD), Pier Luigi Bersani, ha presentato nel corso della Direzione Nazionale a Roma del partito un elenco di otto punti
“per un governo di cambiamento”. La proposta è indirizzata , al Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo, i cui voti sono necessari per avere una maggioranza in Senato, dove il PD da solo o con Monti non avrebbe seggi a sufficienza. Il M5S ha comunque ribadito in più occasioni che non voterà la fiducia a un governo, ma che voterà i singoli provvedimenti seguendo un modello simile a quello adottato in Sicilia con il governatore Rosario Crocetta, che sarebbe però difficilmente applicabile su scala nazionale.

Proposta del Segretario alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento

 

1. Fuori dalla gabbia dell’austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione.

2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro
– Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa.
– Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
– Programma per la banda larga e lo sviluppi dell’ICT.
– Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.
– Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
– Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d’inserimento.
– Salvaguardia esodati.
– Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
– Riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
– Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.

3. Riforma della politica e della vita pubblica
– Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
– Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
– Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
– Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
– Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento.
– Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.

4. Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità
– Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
– Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
– Nuove norme sulle frodi fiscali.

5. Legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi.
Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.

6. Economia verde e sviluppo sostenibile
– Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
– Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
– Piano bonifiche.
– Piano per lo sviluppo delle smart grid.
– Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.

7. Prime norme sui diritti
– Norme sull’acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia.
– Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
– Legge sul femminicidio.

8. Istruzione e ricerca
– Contrasto all’abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.
– Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
– Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.

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12 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

La tua tesi è rispettabile ma la storia dell'arte è oggettivamente un'altra. Bersani non voleva fare e non avrebbe mai fatto alleanze politiche con il M5Stelle. Lo affermò lui stesso, nel luglio 2013, parlando dal palco della Festa dell'Unità:

"Mica io volevo far l'alleanza con Grillo, son mica matto!" 

Dunque Bersani aveva (ed ha) un pregiudizio politico contro i grillini, non lo aveva contro Berlusconi con il quale si alleò nel governo Letta dove il PdL ebbe 4 ministri, un viceministro e 8 sottosegretari, e insieme al quale aveva già sostenuto il governo Monti, votato Marini al Quirinale e rieletto Napolitano.

La proposta da lui formulata ai 5 Stelle era dunque non solo offensiva ma sleale.  Da quel tavolo io mi sarei alzato molto prima di quanto fece Grillo. L'idea di Bersani, vecchio mestierante, era convincere gli ultimi arrivati a sostenere gratis l'avvio di un esecutivo, dopodiché avrebbe fatto quello che oggi fa Zingaretti nel Lazio, governare con i voti dei "volenterosi". Bersani aveva il premio di maggioranza alla Camera, al Senato avrebbe facilmente ottenuto i voti dei montiani, mentre un Berlusconi terrorizzato dai grillini (nel 2012 Grillo aveva proposto di mettere all'asta le frequenze di Mediaset) non sarebbe mai e poi mai andato alle elezioni anticipate e non avrebbe fatto mancare all'occorrenza il suo sostegno. Ti ricordo che in quella legislatura ci furono varie centinaia di cambi di casacca tra i parlamentari: racimolare poche decine di voti al Senato sarebbe stato un gioco da ragazzi per un esecutivo già avviato.  Naturalmente, affinché il piano cinico e sleale di Bersani andasse in porto, serviva un uomo di fiducia al Colle. Ed ecco spiegate la candidatura Marini (che spaccò il Pd ma entusiasmò Berlusconi) e la rielezione di Napolitano (con i voti di Berlusconi) nemico giurato del voto anticipato. Tu pensi che un Rodotà al Quirinale avrebbe tollerato che un governo largamente minoritario nel paese e un parlamento eletto con legge doppiamente incostituzionale completassero la legislatura? Io credo proprio di no.

Hai perfettamente ragione nel condannare i grillini per l'alleanza con la Lega. L'ho fatto anch'io tante volte. Ma le condizioni erano ben diverse. Nel 2013 Pd e M5S avevano pressoché la stessa forza elettorale, nel 2018 Di Maio aveva 5 milioni di voti più di Salvini. Di Maio ha commesso un errore politico e si è rimangiato la parola data agli elettori, ma ha stipulato lealmente un contratto di governo, e lo avrebbe fatto con il Pd senza l'opposizione pregiudiziale di Renzi. Era già pronto un ministero (degli Esteri) per il tappetaro. Non dimentichiamo quello che accadde nella primavera 2018. Si creò un clima da ultima spiaggia, lo spread cominciò a salire, Mattarella minacciò le elezioni in agosto. Ma era chiaramente un bluff. Di Maio fu ingenuo nel non andare a vedere le carte. Sono quasi sicuro che alla fine il Pd avrebbe ceduto. 

Resta l'infelice e offensivo paragone di Bersani che ha detto esplicitamente che non votò Rodotà presidente della Repubblica come oggi non voterebbe Salvini, e che ha implicitamente accostato la base pacifica, civile e non violenta del M5S ai teppisti in gilet giallo. 

Saluti

Solo per ricordarti che qualcuno è andato a Parigi per solidarizzare con i teppisti in gilet giallo. E non è stato Bersani.

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35 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Una delle differenze con le facce di bronzo del passato è che Di Maio, una volta appurato che in quel movimento di protesta popolare si annidano fascisti e facinorosi, ha ammesso l'errore e chiuso ogni rapporto. 

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1 minuto fa, fosforo41 ha scritto:

Una delle differenze con le facce di bronzo del passato è che Di Maio, una volta appurato che in quel movimento di protesta popolare si annidano fascisti e facinorosi, ha ammesso l'errore e chiuso ogni rapporto. 

Lo sapeva anche prima. Oppure è un piciu. Che tra i gilet gialli ci stava di mezzo  la fascistona LePen lo sapevano tutti sin dall'inizio. Quando il bibitaro va a Parigi, erano già andati a fuoco un po' di negozi......

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1 minuto fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Lo sapeva anche prima. Oppure è un piciu. Che tra i gilet gialli ci stava di mezzo  la fascistona LePen lo sapevano tutti sin dall'inizio. Quando il bibitaro va a Parigi, erano già andati a fuoco un po' di negozi......

Le proteste contro Micron valgono quanto quelle dei disordini di Genova all’epoca del G8.

Anche in quel caso negozi e auto andavano a fuoco.

Ma queste cose, un Cortodicervello non può ricordarle.

BrC

 

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che  dire   per  il  fosforoso  se  sono i grulli a commettere  una  cialtronata  bastano le  scuse ed  è  colpa   del  singolo  mentre  per  gli  altri la  gogna  è definitiva  nonostante  smentite , dimissioni o  allontanamenti   volontari dei  soggetti  in  causa .  Quando  si  è prevenuti e  l'unico  bersaglio è  denigrare  la  sx  tutta...  non  si  è  di certo  obbiettivi ne  tanto  meno politicamente  onesti

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14 minuti fa, shinycage ha scritto:

Le proteste contro Micron valgono quanto quelle dei disordini di Genova all’epoca del G8.

Anche in quel caso negozi e auto andavano a fuoco.

Ma queste cose, un Cortodicervello non può ricordarle.

BrC

 

Ma vai a caga te idio  ta !! A Genova ci fu il proditorio attacco a gente pacifica che dormiva nelle scuole , ci furono rastrellamenti di pacifici dimostranti che furono portati in caserma senza motivo e li violentati e seviziati . A Carlo Giuliani fu sparato in piena fronte solo perché aveva un estintore in mano. Tutto l’opposto di quel che avviene a Parigi con il tuo capo politico che porta la solidarietà al capo dei teppisti Fascisti e con il quale tenta un accordo politico per le Europee . Ma te cosa vuoi “vedere “ cecato e fascista come sei ?? 

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25 minuti fa, shinycage ha scritto:

Le proteste contro Micron valgono quanto quelle dei disordini di Genova all’epoca del G8.

Anche in quel caso negozi e auto andavano a fuoco.

Ma queste cose, un Cortodicervello non può ricordarle.

BrC

 

Magari potremmo risalire a Fra' Dolcino....

 

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In questo momento, cortomaltese-*** ha scritto:

Magari potremmo risalire a Fra' Dolcino....

 

E comunque allora nessun Ministro andò a limonare con i Black Bloc.....

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8 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Ma vai a caga te idio  ta !! A Genova ci fu il proditorio attacco a gente pacifica che dormiva nelle scuole , ci furono rastrellamenti di pacifici dimostranti che furono portati in caserma senza motivo e li violentati e seviziati . A Carlo Giuliani fu sparato in piena fronte solo perché aveva un estintore in mano. Tutto l’opposto di quel che avviene a Parigi con il tuo capo politico che porta la solidarietà al capo dei teppisti Fascisti e con il quale tenta un accordo politico per le Europee . Ma te cosa vuoi “vedere “ cecato e fascista come sei ?? 

Rassegnati a non capire anche le evidenze, mezzoscemo.

Nelle proteste del popolo che si lamenta davanti all’indifferenza dei Governanti, si nascondono anche facironosi e gente pronta a distruggere tutto.

Le proteste imbrigliate da savoir-faire, non esistono.

Penso che sia ora che cominci a capirle queste cose, sottosviluppato.

BrS

Buon rosicamento Sottosviluppato 

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L'immagine può contenere: 9 persone, persone che sorridono, testo

Quello in  mezzo ai tre nell'ultimo  riquadro    è  già  sparito si  è accorto  che  di caxxate  ne  ha  sparate  a  sufficienza 

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14 minuti fa, shinycage ha scritto:

Rassegnati a non capire anche le evidenze, mezzoscemo.

Nelle proteste del popolo che si lamenta davanti all’indifferenza dei Governanti, si nascondono anche facironosi e gente pronta a distruggere tutto.

Le proteste imbrigliate da savoir-faire, non esistono.

Penso che sia ora che cominci a capirle queste cose, sottosviluppato.

BrS

Buon rosicamento Sottosviluppato 

Vuoi vedere una manifestazione che fu vincente, senza neppure un petardo ?

2002-CGIL-circo-massimo.jpg

Aspetta.....lo so già che il Guappo Fiorentino ha completato il disegno del Piduista di Arcore. È per questo che il 70% degli iscritti alla CGIL lo ha mandato a stendere !!

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8 minuti fa, pm610 ha scritto:

L'immagine può contenere: 9 persone, persone che sorridono, testo

Quello in  mezzo ai tre nell'ultimo  riquadro    è  già  sparito si  è accorto  che  di caxxate  ne  ha  sparate  a  sufficienza 

Figurati che quelli del primo riquadro sono stati ampiamente sostenuti da una banda capitanata da Napolitano e Pagliacci Democratici.

Dammi retta bimboscemo, fatti un giro all’aperto e smetti per un po di sbattere gli zoccoli sulla tastiera.

xD

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