Nuovi dati Istat ...

Sono usciti i nuovi dati ISTAT sul mercato del lavoro. 
Aggiorniamoli  giudicando i risultati del governo confrontando la situazione a maggio 2018 (prima del giuramento del Governo Conte) a febbraio 2019 (ultimo dato disponibile).  In 9 mesi di governo, si sono persi 116 mila occupati: di cui 88 mila a tempo indeterminato, 27 mila indipendenti e solo mille precari in meno (su più di 3 milioni). Salgono sia la disoccupazione totale (dal 10,5% al 10,7%) che quella giovanile (dal 31,9% al 32,8%). Una cosa positiva la possiamo però individuare con certezza : Prima governava un tizio antipatico con un brutto carattere , ora , invece , governano quelli simpatici e con un carattere d’oro . Saluti 

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7 messaggi in questa discussione

Su base annua l’occupazione cresce dello 0,5%, pari a +113 mila unità.

Certifica l'ISTAT

https://www.istat.it/it/archivio/229080

A occhio direi avevi ancora il fiasco in mano quando hai scritto a proposito di un prossimo cataclisma economico.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Screenshot mark525 PD QUESTA SINISTRA.png 

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al peggio  non  c'è limite  o forse  no  con  questi  gialloverdi  ancora  il  fondo  non lo abbiamo  visto...

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42 minuti fa, sardonicoebasta ha scritto:

Su base annua l’occupazione cresce dello 0,5%, pari a +113 mila unità.

Certifica l'ISTAT

https://www.istat.it/it/archivio/229080

A occhio direi avevi ancora il fiasco in mano quando hai scritto a proposito di un prossimo cataclisma economico.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Screenshot mark525 PD QUESTA SINISTRA.png 

Come vi spiego da diversi anni la formidabile testadiminkia Sardonico , ex impareggiabile Testadikazzo Docgalileo , e’ un losco individuo propenso alla sistematica menzogna . Lo fa in modo sottilmente strategico cercando di avvelenare i pozzi convinto , in questo modo , di “ attrarre “ le persone anch’esse propense ad essere gli attori , consapevoli o meno , di un tasso di informazione meno che infimo . In questo caso la formidabile testadiminkia Sardonico sposta furbescamente il tiro da occupazione a disoccupazione ben sapendo che in pochi sanno che , pur apparentemente sembrando la stessa cosa ai fini pratici , sono , in natura , 2 cose sostanzialmente diverse . Ecco quindi che mi tocca spiegare nella speranza che almeno qualcuno , dopo , si senta meno ignorante di come invece vorrebbe che rimanesse l’ex impareggiabile Testadikazzo Docgalileo : Il tasso di disoccupazione è il rapporto, espresso in percentuale, tra il numero di coloro che cercano lavoro e il totale della forza lavoro. Per forza lavoro si intende la somma tra gli occupati e le persone in cerca di lavoro.     Il tasso di occupazione , invece , è il rapporto, espresso in percentuale, tra il numero degli occupati e il totale della popolazione. Alla luce di queste definizioni, è possibile intuire il “primo inghippo”. Il tasso di disoccupazione esclude… La maggior parte dei disoccupati. Ci siamo ??  Questo perché il conteggio riguarda solo chi, tra i disoccupati, sta cercando lavoro. Il tasso di disoccupazione non tiene conto dei Neet e degli scoraggiati. Come anticipato poco sopra, vengono presi in considerazione solo chi cerca lavoro, quindi chi ci ha rinunciato risulta alla fine dei giochi “invisibile”. E’ percio’ sbagliato, anche a livello intuitivo, che chi non cerca più lavoro sia “meno disoccupato” di uno che invece lo cerca. Stesso discorso per i Neet, ossia gli individui che non studiano, non si formano e non lavorano. Hanno solo una cosa in comune . Quello che sia il tasso di disoccupazione che il tasso di occupazione considerano i “quasi lavoratori”, ossia coloro che, pur avendo un occupazione, vivono sotto la soglia di povertà. Chiosa finale : La testadiminkia formidabile testadiminkia Sardonico nega quello che oggi , tutta la stampa economica mondiale , parti sociali , Confindustria , Sindacati , Associazioni indipendenti ed infine anche il ministro delle finanze in carica , asserisce con forza : Siamo nella MER DA !! L’unico che crede che il 2019 sara’ un anno meraviglioso rimane la Testadiminkia suindicata e , forse , qualche altro minus habens frequentatore del forum !! 

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5 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Come vi spiego da diversi anni la formidabile testadiminkia Sardonico , ex impareggiabile Testadikazzo Docgalileo , e’ un losco individuo propenso alla sistematica menzogna . Lo fa in modo sottilmente strategico cercando di avvelenare i pozzi convinto , in questo modo , di “ attrarre “ le persone anch’esse propense ad essere gli attori , consapevoli o meno , di un tasso di informazione meno che infimo . In questo caso la formidabile testadiminkia Sardonico sposta furbescamente il tiro da occupazione a disoccupazione ben sapendo che in pochi sanno che , pur apparentemente sembrando la stessa cosa ai fini pratici , sono , in natura , 2 cose sostanzialmente diverse . Ecco quindi che mi tocca spiegare nella speranza che almeno qualcuno , dopo , si senta meno ignorante di come invece vorrebbe che rimanesse l’ex impareggiabile Testadikazzo Docgalileo : Il tasso di disoccupazione è il rapporto, espresso in percentuale, tra il numero di coloro che cercano lavoro e il totale della forza lavoro. Per forza lavoro si intende la somma tra gli occupati e le persone in cerca di lavoro.     Il tasso di occupazione , invece , è il rapporto, espresso in percentuale, tra il numero degli occupati e il totale della popolazione. Alla luce di queste definizioni, è possibile intuire il “primo inghippo”. Il tasso di disoccupazione esclude… La maggior parte dei disoccupati. Ci siamo ??  Questo perché il conteggio riguarda solo chi, tra i disoccupati, sta cercando lavoro. Il tasso di disoccupazione non tiene conto dei Neet e degli scoraggiati. Come anticipato poco sopra, vengono presi in considerazione solo chi cerca lavoro, quindi chi ci ha rinunciato risulta alla fine dei giochi “invisibile”. E’ percio’ sbagliato, anche a livello intuitivo, che chi non cerca più lavoro sia “meno disoccupato” di uno che invece lo cerca. Stesso discorso per i Neet, ossia gli individui che non studiano, non si formano e non lavorano. Hanno solo una cosa in comune . Quello che sia il tasso di disoccupazione che il tasso di occupazione considerano i “quasi lavoratori”, ossia coloro che, pur avendo un occupazione, vivono sotto la soglia di povertà. Chiosa finale : La testadiminkia formidabile testadiminkia Sardonico nega quello che oggi , tutta la stampa economica mondiale , parti sociali , Confindustria , Sindacati , Associazioni indipendenti ed infine anche il ministro delle finanze in carica , asserisce con forza : Siamo nella MER DA !! L’unico che crede che il 2019 sara’ un anno meraviglioso rimane la Testadiminkia suindicata e , forse , qualche altro minus habens frequentatore del forum !! 

Ah , dimenticavo le prove : 

 
MILANO - Torna a salire la disoccupazione, in quella che gli addetti ai lavori leggono come la prima manifestazione delle difficoltà economiche italiane (con la recessione nel secondo semestre 2018) sul mercato del lavoro.
 
A febbraio il tasso di senza lavoro, nei dati provvisori dell'Istat, si è portato al 10,7%, in aumento di 0,1 punti. Le persone in cerca di occupazione aumentano dell'1,2% (+34 mila): coloro che cercano lavoro ma non lo trovano sono 2 milioni e 771 mila. Su base annua tuttavia il numero dei disoccupati resta in calo (-1,4%, -39 mila), ma se si confronta il livello attuale del tasso di disoccupazione con il minimo pre-crisi (5,8%, dell'aprile 2007), emerge come sia ancora di quasi 5 punti superiore.

Quel che preoccupa maggiormente dai dati di oggi è la perdita di lavoro, in particolare stabile. Gli occupati di febbraio erano 14mila in meno di gennaio, con tasso di occupazione al 58,6% (-0,1 punti percentuali). Pesa il calo dei lavoraotri dipendenti, che colpisce in particolare i contratti indeterminati facendo scricchiolare i primi effetti positivi del dl Dignità: i permanenti (-33 mila) fanno peggio dei lavoratori a termine (-11 mila). Risultano invece in crescita i lavoratori indipendenti (+30 mila). Il calo dell'occupazione è concentrato nella classe di età centrale dei 35-49enni (-74 mila), mentre si conferma il segno positivo per gli ultracinquantenni (+51 mila).

Sul dato della disoccupazione gioca anche il calo degli inattivi, 14mila in meno, in particolare tra le donne. Leggero miglioramento per il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) che a febbraio si attesta al 32,8%, in "lieve" diminuzione rispetto a gennaio (-0,1 punti percentuali). Anche in questo caso il solco sul pre-crisi è enorme: quasi 14 punti dal minimo (19,4%, del febbraio 2007).

Nel trimestre, commenta l'Istat presentando i dati, gli occupati sono fondamentalmente stabili "sia per genere sia per posizione professionale, mentre tra i dipendenti si registra un aumento dei permanenti e una diminuzione dei temporanei". La disoccupazione è invece "in aumento nell'ultimo mese mentre cala sia nel confronto trimestrale sia nei dodici mesi per effetto della sola componente maschile". Secondo Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, "i dati mostrano che potrebbe essere iniziata una svolta per il mercato del lavoro. Il picco per il livello degli occupati sembra essere stato nella primavera del 2018, il minimo per il tasso di disoccupazione nell’estate. Da allora, il chiaro rallentamento del ciclo, che ha portato il PIL a una crescita sostanzialmente nulla, ha cominciato a riflettersi sugli indicatori occupazionali". In sintesi "è in aumento il rischio che il tasso di disoccupazione possa interrompere il trend di continuo miglioramento degli ultimi anni".

Anche Eurostat ha aggiornato il dato di febbraio della zona euro: disoccupazione stabile rispetto a gennaio e in ribasso rispetto a un anno prima all'8,5%, minimo da ottobre 2008. Nella Ue al 6,5%, stabile rispetto a gennaio e in calo a 7,1% un anno prima: in questo caso, tasso più basso dall'inizio della pubblicazione delle serie mensili nel gennaio 2000. L'Italia ha il tasso di senza lavoro terzo più elevato dopo Grecia (18% a dicembre) e Spagna, 13,9% a gennaio. Per la disoccupazione giovanine, invece, l'Italia è seconda solo alla Grecia (39,5% a dicembre 2018). Segue la Spagn

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I dati sull'occupazione, che è AUMENTATA su base annua, non vanno più bene.

Il somaro pisano adesso tira in ballo i NEET.

Allego disegnino con i dati ISTAT, dal quale risulta che con il governo Conte siamo meno nella *** di quanto lo fossimo con i governi Letta, Renzi e Gentiloni.

POSA IL FIASCO e piantala di parlare di economia.

Quasi dimenticavo: per definizione i disoccupati hanno compiuto nel mese di rilevazione un'attività finalizzata alla ricerca di lavoro.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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Il 1/4/2019 in 17:29 , sardonicoebasta ha scritto:

I dati sull'occupazione, che è AUMENTATA su base annua, non vanno più bene.

Il somaro pisano adesso tira in ballo i NEET.

Allego disegnino con i dati ISTAT, dal quale risulta che con il governo Conte siamo meno nella *** di quanto lo fossimo con i governi Letta, Renzi e Gentiloni.

POSA IL FIASCO e piantala di parlare di economia.

Quasi dimenticavo: per definizione i disoccupati hanno compiuto nel mese di rilevazione un'attività finalizzata alla ricerca di lavoro.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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Poveraccio ....!! 

Occupati totali Maggio  2018 (PD) : 23.327.000
Occupati totali Febbraio 2019 (scappati da casa) :23.211.000
Saldo Maggio 2018 - Febbraio 2019 = -116.000
------------------------------------------------
Occupati a tempo indeterminato Maggio 2018 (PD) : 14.925.000
Occupati a tempo indeterminato Febbraio 2019 (scappati da casa) : 14.837.000
Saldo Maggio 2018 - Febbraio 2019 = -88.000
------------------------------------------------
Occupati a termine Maggio 2018 (PD) : 3.048.000
Occupati a termine Febbraio 2019 (scappati da casa): 3.047.000
Saldo Maggio 2018 - Febbraio 2019 = -1.000

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"Tra l'OCSE e gli italiani, io ascolto prima di tutto gli italiani".
Così, la dichiarazione del vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio.

E' una frase che scopre un gioco fin troppo facile: mettere in contrapposizione gli italiani con l'OCSE. Era già successo con altre istituzioni, di volta in volta individuate come nemici degli italiani.
E' semplicemente ridicolo e irresponsabile.

L'OCSE è l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nata nel 1948 e composta da 35 Paesi, tra i quali l'Italia, che promuove obiettivi di integrazione, cooperazione economica e finanziaria e redige rapporti economici, dai quali risulta che, per il 2019, il PIL, cioè la ricchezza prodotta, dall'area euro, sarà del +1%; per il nostro Paese, invece, si prevede un -0,2%, con un aumento del deficit del 2,5%.

L'Italia, tra il gruppo dei 20 maggiori Paesi industrializzati, il G20,  sarà in recessione, in compagnia di Turchia e Argentina, mentre gli altri Paesi avranno un PIL positivo.

Il ministro Di Maio, rivolto all'Ocse, dichiara "l'austerity se la facciano a casa loro", ma è prontamente smentito dal collega, e ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che replica: "l'Ocse non parla di austerity".
"No alle intromissioni", afferma il ministro Di Maio, ma dell'OCSE fa parte anche l'Italia, quindi è l'Italia che si intromette nell'Italia!

Sono gli investimenti e il lavoro che rimuovono povertà e disuguaglianze ed è compito del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, cioè del Di Maio, promuovere attività in tal senso. Il vicepremier e ministro Di Maio ha a disposizione 118 miliardi di euro, immediatamente spendibili come ricorda il ministro Tria.

Occorrerebbe lavorare, questo sì, giorno e notte, per investire questa massa considerevole di denaro a disposizione, ma Di Maio preferisce i comizi, le conferenze, le campagne elettorali, gli show televisivi e le dichiarazioni eclatanti ma prive di senso.

E' la via del burrone verso il quale Di Maio sta conducendo gli italiani.
 

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