Nemici del Fatto (e della stampa libera) rosicate!

Inviata (modificato)

Il Fatto Quotidiano, la più bella avventura editoriale degli ultimi 10 anni, si è quotato in Borsa. Come lo hanno accolto gli investitori? Con entusiasmo: il titolo è subito schizzato in alto: +16%. Con il che le quote dei soci e giornalisti fondatori, Padellaro, Travaglio e Gomez, valgono rispettivamente 2,9 milioni, 900mila e 568mila euro. Un piccolo ma meritato premio per il duro lavoro di chi, partendo praticamente dal nulla, se non dalla propria passione e competenza, ha realizzato un quotidiano indipendente che ha un solo padrone: il lettore, che non ha mai preso un euro di denaro pubblico e che esce ogni giorno con molti articoli di qualità, in primis l'imperdibile editoriale del direttore Travaglio, e poca, pochissima pubblicità. In un periodo di drammatica crisi dell'editoria un giornale rigoroso, che non ha mai fatto sconti al potere, si è creato la sua buona nicchia di affezionati lettori (tra i quali, quasi assiduo, l'umile sottoscritto). Anche il sito web, magistralmente diretto da Gomez, va benissimo. Anzi qui non si deve parlare di nicchia ma di vasta platea. Logico che le azioni del Fatto abbiano calamitato gli investitori. Voglio ricordare anche il decano Furio Colombo, che come Padellaro fu direttore dell'Unità negli ultimi anni felici del glorioso quotidiano affossato dal Pd. E, tra le tante firme prestigiose, il grande Massimo Fini, immarcescibile voce fuori dal coro, e il grande Paolo Isotta, mio illustre concittadino, critico musicale dalla sterminata cultura. Una menzione anche per i giovani, come Andrea Scanzi con la sua inconfondibile ironia, e Daniela Ranieri, giornalista dallo stile colto e incisivo nel contempo, che mi ricorda un poco la prima Fallaci. Naturalmente non posso dimenticare Marco Lillo, autentico mastino del giornalismo d'inchiesta e giudiziario, incubo dei corrotti e dei maneggioni della politica. Come andrebbero citati i tantissimi prestigiosi collaboratori esterni, dal prof. Montanari al prof. Odifreddi, e i tanti autorevoli costituzionalisti che scrivono per il Fatto, giornale che fin dal primo numero, uscito poco meno di 10 anni fa e che conservo gelosamente, elesse la Costituzione a sua Stella Polare. Il primo editoriale dell'allora direttore  Padellaro si intitolava per l'appunto: Linea politica la Costituzione. Una linea dalla quale il FQ non ha mai deviato di un millimetro. Tra i collaboratori che purtroppo sono venuti a mancare ho il dovere di ricordare due giganti del diritto e della cultura italiana, il prof. Stefano Rodotà e il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, e sua moglie, l'indimenticabile attrice, drammaturga, paladina dei diritti delle donne e senatrice a vita Franca Rame. Un "collaboratore esterno" ma indiretto, è stato in un certo senso anche il grande Indro Montanelli. Di tanto in tanto appare sul Fatto qualche suo vecchio articolo, ma chi legge Gomez e soprattutto Travaglio nota subito l'inconfondibile scuola e l'impronta del maestro. Che ebbe fiuto nell'assumerli giovanissimi al Giornale (all'epoca ben altra cosa che il giornaletto di Sallusti). Li definiva "i miei puledri", "i miei migliori allievi". Aveva visto giusto.

https://infosannio.wordpress.com/2019/03/14/il-fatto-esordio-boom-per-il-titolo-sospensione-e-rialzo-a-due-cifre/

Modificato da fosforo41
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Inviata (modificato)

Dimenticavo. Devo citarlo per forza se no, come diciamo a Napoli, si piglia collera. Ha un caratteraccio. Il sulfureo, geniale vignettista, e orgoglioso comunista, Vauro Senesi.

Modificato da fosforo41

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Checché se ne dica, è un grande giornale con ottimi giornalisti.

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5 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Il Fatto Quotidiano, la più bella avventura editoriale degli ultimi 10 anni, si è quotato in Borsa. Come lo hanno accolto gli investitori? Con entusiasmo: il titolo è subito schizzato in alto: +16%. Con il che le quote dei soci e giornalisti fondatori, Padellaro, Travaglio e Gomez, valgono rispettivamente 2,9 milioni, 900mila e 568mila euro. Un piccolo ma meritato premio per il duro lavoro di chi, partendo praticamente dal nulla, se non dalla propria passione e competenza, ha realizzato un quotidiano indipendente che ha un solo padrone: il lettore, che non ha mai preso un euro di denaro pubblico e che esce ogni giorno con molti articoli di qualità, in primis l'imperdibile editoriale del direttore Travaglio, e poca, pochissima pubblicità. In un periodo di drammatica crisi dell'editoria un giornale rigoroso, che non ha mai fatto sconti al potere, si è creato la sua buona nicchia di affezionati lettori (tra i quali, quasi assiduo, l'umile sottoscritto). Anche il sito web, magistralmente diretto da Gomez, va benissimo. Anzi qui non si deve parlare di nicchia ma di vasta platea. Logico che le azioni del Fatto abbiano calamitato gli investitori. Voglio ricordare anche il decano Furio Colombo, che come Padellaro fu direttore dell'Unità negli ultimi anni felici del glorioso quotidiano affossato dal Pd. E, tra le tante firme prestigiose, il grande Massimo Fini, immarcescibile voce fuori dal coro, e il grande Paolo Isotta, mio illustre concittadino, critico musicale dalla sterminata cultura. Una menzione anche per i giovani, come Andrea Scanzi con la sua inconfondibile ironia, e Daniela Ranieri, giornalista dallo stile colto e incisivo nel contempo, che mi ricorda un poco la prima Fallaci. Naturalmente non posso dimenticare Marco Lillo, autentico mastino del giornalismo d'inchiesta e giudiziario, incubo dei corrotti e dei maneggioni della politica. Come andrebbero citati i tantissimi prestigiosi collaboratori esterni, dal prof. Montanari al prof. Odifreddi, e i tanti autorevoli costituzionalisti che scrivono per il Fatto, giornale che fin dal primo numero, uscito poco meno di 10 anni fa e che conservo gelosamente, elesse la Costituzione a sua Stella Polare. Il primo editoriale dell'allora direttore  Padellaro si intitolava per l'appunto: Linea politica la Costituzione. Una linea dalla quale il FQ non ha mai deviato di un millimetro. Tra i collaboratori che purtroppo sono venuti a mancare ho il dovere di ricordare due giganti del diritto e della cultura italiana, il prof. Stefano Rodotà e il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, e sua moglie, l'indimenticabile attrice, drammaturga, paladina dei diritti delle donne e senatrice a vita Franca Rame. Un "collaboratore esterno" ma indiretto, è stato in un certo senso anche il grande Indro Montanelli. Di tanto in tanto appare sul Fatto qualche suo vecchio articolo, ma chi legge Gomez e soprattutto Travaglio nota subito l'inconfondibile scuola e l'impronta del maestro. Che ebbe fiuto nell'assumerli giovanissimi al Giornale (all'epoca ben altra cosa che il giornaletto di Sallusti). Li definiva "i miei puledri", "i miei migliori allievi". Aveva visto giusto.

https://infosannio.wordpress.com/2019/03/14/il-fatto-esordio-boom-per-il-titolo-sospensione-e-rialzo-a-due-cifre/

Ammetterò che più che rosicare mi scompiscio dalle risate .  Vedere un Comunista comunitarista ineggiare al mercato e quindi inevitabilmente alle logiche del mercato che del capitalismo “sarebbero” una delle prime fonti da combattere e possibilmente spazzare via per non esserne  contaminati , mi conferma sempre più di quanto e quale Cazzaro abbiamo di fronte . Naturalmente tuttocio’ a me non desta meraviglia conoscendo a menadito l’arte doppiofornista del Cazzaro di Napoli in cui se una cosa la fa un suo “nemico” e’ spregevole , se invece la compie un “amico” ciò diventa non solo legittima ma addirittura degna di esempio . Quindi il Falso Quotidiano fa il suo esordio in Borsa e per me , come per tutti coloro che pensano che nel 2019 il mercato non sia Belzebu’ bensì una legittima forma di remunerare il capitale investito , anzi collocato ,  e’ una buona notizia . Peccato che ci pensa immediatamente il Cazzaro di Napoli a farla apparire un po’ meno positiva . Lo fa mediante le solite bufale uso storioni che anche in questa occasione sparge sul forum . Detto che la discesa in borsa del Falso Quotidiano avviene 4 anni dopo il primo annuncio , detto che a il Cazzaro di Napoli questo fatto da la possibilità di lanciarsi in lodi sperticate verso giornalisti che reputa tra i migliori in circolazione ( Falso : Montanelli considerava Travaglio poco più che un portaborse e Gomez un fattorino , Scanzi invece e’ un semifallito che fa ridere solo il Cazzaro e pochi altri minus habens , portato di più a far parte di giurie di Festival di Sanremo , Lillo invece e’ un aficionados alle bufale uso discepoli . La Ranieri non la conosco , ma solo il fatto che il Cazzaro di Napoli la paragoni alla Fallaci mi rende di buon umore . L’unico ad aver mantenuto un minimo di sale nella zucca e’ Padellaro anche se negli ultimi tempi si e’ avviato sul viale del tramonto ). Di Montanari e di Odifreddi non parlo !! Ma non perché sono due visionari che a seguirne le idee staremmo tutti agli incroci a pulire i vetri delle vetture , ma solo perché i loro pezzetti giornalistici non sono esclusività del Falso ma anche di altri quotidiani. Su Rodota’ stendiamo un velo . Negli ultimi tempi prima della sua morte era stato oggetto di feroci critiche da parte della Redazione per aver modificato le idee sul M5s. Ora il Cazzaro ne rivendica la figura . Vomitevole !! Comunque Per enfatizzare l’esordio in borsa , il Cazzaro , cita alcune cifre strampalate . Intanto va detto che la quota di ingresso in Borsa e’ inferiore di due terzi rispetto a quella a suo tempo prevista . Dai 10 milioni iniziali si passa ai 2,9 milioni . Evudentemente l’entusiasmo e l’ottimismo del Cazzaro non e’ affatto condiviso da tutti i “viaggiatori “ . La Borsa e’ una “bestia “ affascinante ma che può pure sbranarti. Dopodiché il Falsario Partenopeo cita un dato , il 16%, che era il dato iniziale e di mattinata . In seguito il titolo e’ sceso addirittura sotto la previsione minima dei 72 cent ad azione. Direi che sia un po’ presto per esaltarne la virtù od a celebrarne il funerale . Consiglierei pure al Cazzaro di Napoli di attendere un momentino . Vedremo in seguito , vedremo in seguito se il titolo ora oggetto di interesse potrà suscitare gli appetiti degli azionisti di metcato che potrebbero pure , in un prissimo futuro , acquistare la maggioranza delle azioni ed a quel punto ... addio a linea politica e compagnia bella !! Come sempre invito alla prudenza perché il rischio c’è . Un giornaletto di appena 29.000 copie giornaliere e’ un pesciolino facilmente divorato in un mare di squali ...!! 

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