Bufale e controbufale del Fatterello Quotidiano

Per il secondo giorno consecutivo ,  forse perché le meravigliose inchieste di Henry John Henry Woodcock segnano il passo e non ci sono altri cassonetti della spazzatura da perquisire , il Fatterello prende di mira Marianna Madia, colpevole , secondo il Fattetello , di aver copiato la sua tesi di dottorato all’Imt di Lucca.

“Madia ministra Copia&Incolla – spara a tutta pagina il giornale di Travaglio – non spiega il plagio e minaccia”. A che cosa si riferisce questo titolo? Ieri il Fatto aveva sostenuto che nella tesi di dottorato della ministra ci sono “oltre 4000 parole prese da lavori altrui senza citazioni chiare che rendessero evidente la provenienza del contributo”. Vero? Falso?

La Madia ha replicato pubblicando su Facebook la sua tesi di dottorato e sostenendo che non ci sono “anomalie” perché “ogni fonte utilizzata è stata correttamente citata in bibliografia”.

Per saperne di più, può essere utile leggere anche le dichiarazioni del direttore dell’Imt, Pietro Pietrini, al Corriere (non al Fatto) di oggi: “Le accuse sono infondate e nulla tolgono alla grande qualità di un lavoro finito su due riviste internazionali, in particolare sul Cambridge Journal of Economics”. Pietrini non nasconde che “un’ingenuità la Madia l’ha commessa”, perché “in una piccola parte dei casi le fonti non sono indicate nel testo ma nella bibliografia”.

Ma si tratta di “un dettaglio” e di “una prassi comune all’epoca” (la tesi è del 2008).

Altro che inchiesta interna, come Calandrino ha suggerito: “Le inchieste – replica il direttore dell’Imt – non si aprono perché mancano quattro parentesi”.

Il caso, insomma, appare chiaro: nella sua tesi di dottorato, Marianna Madia ha indicato correttamente nella bibliografia tutte le fonti utilizzate, ma in un paio di casi s’è scordata di aprire e chiudere le virgolette all’interno del testo. Un errore, d’accordo: o per meglio dire una svista, “un dettaglio”.

Il plagio è tutt’altra cosa, e il caso tirato in ballo dal Giornalino di Calandrino dell’ex ministro tedesco della Difesa, Theodor zu Guttemberg, non c’entra un bel nulla.

In compenso, la Madia è stata esposta per due giorni (e chissà che cosa s’inventerà Travaglio domani) ad un’accusa infamante, dalla quale giustamente intende difendersi in tribunale.

Non è dunque una “minaccia” , come titola Travaglio, la scelta della ministra di tutelare il proprio onore: è un atto di civiltà, che farà bene anche al Fatterello ed a chi lo legge. In un Paese serio , i carabinieri andrebbero ad arrestare immediatamente tutta la redazione di un giornaletto da 30.000 copie al giorno e metterebbero Calandrino Travaglio a pane ed  acqua per non meno di anni 1 senza la conduzionale. In chiusura rammento, per chi non lo sapesse ,  che Calandrino si è laureato all'età di anni  33 e mesi 8 in Lettere e letteratura italiana presso la facoltà dell'Università di Torino dopo aver transitato per almeno altre 3 facoltà di altrettanti atenei italiani . Di sicuro la Madia , a quella età , di sarebbe potuta laureare in almeno altri 2 corsi di laurea . Sono quindi altrettanto certo del perché Calandrino porti tanta "simpatia " oltre che stima e rispetto per un suo illustre "collega ": Il grillino nonché PDC in pectore Di Maio ...!! Saluti 

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2 messaggi in questa discussione

35 minuti fa, mark525 ha scritto:

Per il secondo giorno consecutivo ,  forse perché le meravigliose inchieste di Henry John Henry Woodcock segnano il passo e non ci sono altri cassonetti della spazzatura da perquisire , il Fatterello prende di mira Marianna Madia, colpevole , secondo il Fattetello , di aver copiato la sua tesi di dottorato all’Imt di Lucca.

“Madia ministra Copia&Incolla – spara a tutta pagina il giornale di Travaglio – non spiega il plagio e minaccia”. A che cosa si riferisce questo titolo? Ieri il Fatto aveva sostenuto che nella tesi di dottorato della ministra ci sono “oltre 4000 parole prese da lavori altrui senza citazioni chiare che rendessero evidente la provenienza del contributo”. Vero? Falso?

La Madia ha replicato pubblicando su Facebook la sua tesi di dottorato e sostenendo che non ci sono “anomalie” perché “ogni fonte utilizzata è stata correttamente citata in bibliografia”.

Per saperne di più, può essere utile leggere anche le dichiarazioni del direttore dell’Imt, Pietro Pietrini, al Corriere (non al Fatto) di oggi: “Le accuse sono infondate e nulla tolgono alla grande qualità di un lavoro finito su due riviste internazionali, in particolare sul Cambridge Journal of Economics”. Pietrini non nasconde che “un’ingenuità la Madia l’ha commessa”, perché “in una piccola parte dei casi le fonti non sono indicate nel testo ma nella bibliografia”.

Ma si tratta di “un dettaglio” e di “una prassi comune all’epoca” (la tesi è del 2008).

Altro che inchiesta interna, come Calandrino ha suggerito: “Le inchieste – replica il direttore dell’Imt – non si aprono perché mancano quattro parentesi”.

Il caso, insomma, appare chiaro: nella sua tesi di dottorato, Marianna Madia ha indicato correttamente nella bibliografia tutte le fonti utilizzate, ma in un paio di casi s’è scordata di aprire e chiudere le virgolette all’interno del testo. Un errore, d’accordo: o per meglio dire una svista, “un dettaglio”.

Il plagio è tutt’altra cosa, e il caso tirato in ballo dal Giornalino di Calandrino dell’ex ministro tedesco della Difesa, Theodor zu Guttemberg, non c’entra un bel nulla.

In compenso, la Madia è stata esposta per due giorni (e chissà che cosa s’inventerà Travaglio domani) ad un’accusa infamante, dalla quale giustamente intende difendersi in tribunale.

Non è dunque una “minaccia” , come titola Travaglio, la scelta della ministra di tutelare il proprio onore: è un atto di civiltà, che farà bene anche al Fatterello ed a chi lo legge. In un Paese serio , i carabinieri andrebbero ad arrestare immediatamente tutta la redazione di un giornaletto da 30.000 copie al giorno e metterebbero Calandrino Travaglio a pane ed  acqua per non meno di anni 1 senza la conduzionale. In chiusura rammento, per chi non lo sapesse ,  che Calandrino si è laureato all'età di anni  33 e mesi 8 in Lettere e letteratura italiana presso la facoltà dell'Università di Torino dopo aver transitato per almeno altre 3 facoltà di altrettanti atenei italiani . Di sicuro la Madia , a quella età , di sarebbe potuta laureare in almeno altri 2 corsi di laurea . Sono quindi altrettanto certo del perché Calandrino porti tanta "simpatia " oltre che stima e rispetto per un suo illustre "collega ": Il grillino nonché PDC in pectore Di Maio ...!! Saluti 

Ciao Mark 

Aspetta c e'  il Sig. Fosforo che sta scrivendo, ti rispondera'  tra non molto xD

Buona serata !

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35 minuti fa, wronschi ha scritto:

Ciao Mark 

Aspetta c e'  il Sig. Fosforo che sta scrivendo, ti rispondera'  tra non molto xD

Buona serata !

Lo aspetto ....!! Ciao Massimo. Buona serata anche a te !!

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