CAMBIAMENTO O MEGLIO GRANDE ABBUFFATA

Per  non  parlare  dei 53  miliardi  in  più di  debito  pubblico o il 1,7 miliardi pagati  in  più  di  interessi perchè hanno sparato caxxate...  ma  i  ciarlatani e  bugiardi  sono   Altri  ...  non  ditelo  a  fosforo..

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All’appello manca l’intero staff del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli il quale, seppur esponente del M5S grande sostenitore della trasparenza, a nove mesi dall’insediamento è l’unico ministro a non avere un elenco facilmente accessibile, tanti sono, di consulenti e collaboratori con relativi emolumenti.
Al Viminale Salvini ha incaricato anche Leonardo Foa, il figlio 24enne del presidente della Rai Marcello Foa. Il sistema di propaganda di Salvini è perfettamente oliato. E ben retribuito. Il ministero dell’Interno spende 256 mila euro per l’ufficio stampa, quasi il doppio di quanto spendeva quando al dicastero c’era Marco Minniti. 
Ma è tutto il dicastero a costare di più: 677mila euro con Salvini, 402mila con Minniti. Il ministro leghista ha meno uomini, ma meglio retribuiti. Non sembrano avere incarichi particolari se non collaborazioni, mentre con Minniti troviamo consiglieri per le tematiche relative al terrorismo e alla criminalità organizzata o per la cyber security assenti nello staff di Salvini. 
Pagati dalla presidenza del Consiglio si trovano anche Alessandro Amarodi, Lorenzo Bernasconi, Susanna Ceccardi, Iva Garibaldi e Paolo Visca. Non è dato sapere, per ora, quale sia il loro compenso.
Un milione e trecentomila euro per lo staff Di Maio. A ricoprire un ruolo nel delicato ufficio legislativo Di Maio ha scelto l’amico e compagno di Università Enrico Esposito che però si è distinto per i tweet omofobi e sessisti che compiano sul suo profilo. Entrato come vicecapo dell’ufficio legislativo, Esposito guadagnava 65.000 euro l’anno. Da qualche giorno è stato promosso a capo dello stesso ufficio. Tweet compresi.
Come vicecapo di gabinetto Di Maio ha scelto l’ex parlamentare Giorgio Girgil Sorial. Nato a Brescia, è figlio di genitori egiziani, tanto che è stato definito il deputato di seconda generazione. Nel 2014 ha accusato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di essere «un boia». A Montecitorio si è distinto per i suoi attacchi alle lobby e all'odiato Pd, tanto che sulla legge elettorale al grido di «*** del porcellum che votate lo schifo della legge di stabilità: raccontate fregnacce». E’ in procinto di diventare l’uomo che curerà per il Mise tutte le crisi aziendali del Paese. Compenso: 110.000 euro.
Il Mise di Di Maio costa di più di quello di Calenda: 485.000 euro contro 445.000. Anche il Lavoro ha una spesa maggiore: 311.000 euro contro i 147.000 dell’ex ministro Poletti. Di Maio può inoltre contare su 510 mila euro per i cinque collaboratori che lo aiutano come vicepremier. In tutto gli staff del leader politico dei Cinque Stelle costano ai contribuenti 1,3 milioni di euro. 

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/03/04/italia/sette-milioni-di-euro-quanto-costa-il-governo-del-cambiamento-in-consulenti-e-collaboratori-YhT714tTEpLMZpHtnbwvjN/pagina.html

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