Le meraviglie del Fatterello Quotidiano ...!!

Non dev’essere facile, per un giornaletto abituato a denigrare quotidianamente la democrazia rappresentativa, il Parlamento e i partiti, assistere impotenti al congresso del Pd.

No, non dev’essere per niente facile, per chi esalta la “democrazia” di quattro webeti che cliccano da casa (e se cliccano il nome che non piace al Capo devono ricominciare da capo), accorgersi che esistono decine di migliaia di persone in carne e ossa ,alla fine saranno almeno 200.000 , che discutono, s’appassionano, votano e decidono liberamente.

Per questo perdoniamo il Fatterello per la stizza con cui sta seguendo il congresso del Pd: abituato al modello putiniano della Casaleggio Associati srl, al cospetto della democrazia Travaglio non può che sentirsi male. E, come ogni bambino capriccioso e deluso, non può che rispondere con le parolacce ottenendo il risultato di squassare la mente e la psiche degli odiatori professionisti , dei bufalari , dei Cazzari napoletani . 

“Insulti, voti finti e caos tessere: benvenuti al congresso del Pd” è infatti il titolo che apre oggi una pagina dedicata a quattro “casi” locali: e non sappiamo se provare un’autentica pena per la malafede di Calandrino , o se scoppiare invece in una sonora risata.

Prendiamo per esempio il “caso” di Torino. Titola il Fatto: “Boccuzzi: Scosso dalle offese, meglio parlare del Moto Gp”. Antonio Boccuzzi, l’operaio sopravvissuto al rogo della Thyssen, è in Parlamento dal 2008 e oggi sostiene la mozione Orlando. Che cosa gli è capitato? Chi lo ha “insultato” e “offeso”? Racconta lo stesso Boccuzzi: “C’era un ragazzo che si diceva renziano, ha fatto un intervento decisamente sopra le righe”. E poi? E poi niente, “per il resto il dibattito ,prosegue Boccuzzi , e' stato civile. E poi con quel ragazzo ci siamo chiariti”.

Come se non bastasse, un dirigente locale presente al congresso, Marco Titli, spiega che “in sala non ci siamo resi conto degli insulti. Il dibattito è stato costruttivo. Anzi, speriamo si scaldi di più: serve il confronto”.

Insomma, non è successo niente: o meglio, c’è stata una discussione aperta, franca, reale, come avviene tra persone libere. Il che, ci rendiamo conto, per Travaglio, per i Cazzari partenopei e fosforati  è un’enormità. Saluti 

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