A Roma (lorsignori) hanno celebrato il compleanno o il funerale dell'Europa?

Festeggiamenti dall'alto, festeggiamenti fini a se stessi per il 60simo compleanno dell'Europa: il popolo è stato pressoché assente, pressoché indifferente. Direi che più memorabile delle celebrazioni romane è stato l'editoriale di Travaglio, dal titolo forse provocatorio ma che bene interpreta la diffusa  sensazione che dopo Roma il solco che separa l'Europa delle istituzioni, dei politici e della retorica, dall'Europa della gente, della vita e dei problemi reali, si sia addirittura dilatato e non di poco.

https://infosannio.wordpress.com/2017/03/26/funeral-party-di-marco-travaglio/

Non a caso i più delusi sono gli europeisti veri come Prodi o Barbara Spinelli (ben diversi da quelli che usano l'Europa per fare passerella, carriera, affari). Sono deluso anch'io che sono un idealista e quindi un europeista, ma ero già cosciente del fatto che l'idea di Europa si è alquanto sbiadita, svuotata di contenuti e perfino di ragionevoli speranze. Se ben 60 anni dopo il Trattato di Roma siamo (sono) a discutere sul come fare un'Europa (monetaria) a due velocità e sul come difenderla dai cosiddetti populismi, allora dobbiamo tristemente ma obbiettivamente concludere che il sogno europeo, nato non a Roma nel '57 ma a Ventotene nel '44, è svanito o quasi. Accanto al libro dei sogni e dei buoni propositi (che si appesantisce di un altro inutile paragrafo con la Dichiarazione di Roma 2017) resta in piedi solo un gigantesco apparato burocratico del quale forse mai come oggi la grande maggioranza della gente non vede l'ora di disfarsi. La Brexit è stata un colpo, ma l'UK non era un paese fondatore e i britannici dalla loro isola hanno sempre guardato all'Europa con (auto)sufficienza e borioso distacco: fog in the Channel, Continent cut off.  Ben diversi sarebbero gli effetti di una uscita della Francia in caso di vittoria della Le Pen. Sarebbe, temo, la fine definitiva del sogno e l'inizio della (rapida) fine dell'apparato, inclusa la moneta unica. Di chi è la colpa di questa crisi, probabilmente purtroppo irreversibile? Certo non dei cosiddetti populismi o nazionalismi, i quali sono effetti e non cause. La colpa è dei tanti troppi governi dei vari paesi assolutamente non all'altezza del compito (collaborare lealmente mettendo in secondo piano l'interesse nazionale) e ancora meno dell'obbiettivo (l'unione politica del Continente). La colpa è dei tanti troppi politucoli che, come scrive Travaglio, non sono nemmeno degni di pronunciare i nomi dei padri fondatori: i De Gasperi, gli Adenauer, gli Schumann. La colpa è di quelli che il prof. Monti, uno che d'Europa se ne intende, definisce i "populismi dall'alto", cioè i populismo di governo, quelli ovviamente più pericolosi e disastrosi, quelli dei vari Berlusconi, Renzi, Papandreu, Orban, etc. Ma, per dirla tutta, la colpa è un po' anche dei popoli che non hanno smaltito antiche o ataviche rivalità e pregiudizi, e soprattutto delle culture, troppo consolidate nei secoli o millenni per potersi fondere, almeno fino a quando resterà la formidabile barriera linguistica. Oggi paradossalmente la lingua più conosciuta in Europa è quella del paese che sta uscendo. Ma, anche se anche il Regno Unito fosse rimasto, è chiaro che una lingua comune è necessaria (molto più della moneta) ma non può essere la lingua madre di nessuno dei paesi membri. Se io fossi stato al posto di Gentiloni, non mi sarei limitato a distribuire strette di mano e sorrisi di circostanza, ma in qualità di capo del governo del paese ospitante avrei lanciato una proposta molto concreta, da inserire nella Dichiarazione di Roma:

dall'a.s. 2018-2019 l'Esperanto (magari lievemente corretto e aggiornato rispetto al lessico originario di Zamenhof) diventa materia obbligatoria di studio in tutte le scuole dell'Unione Europea, di ogni ordine e grado. Vengono istituiti anche corsi gratuiti per adulti (on line e dal vivo) e ricchi premi per opere originali, letterarie, teatrali, cinematografiche, nonché tesi di laurea, scritte in lingua Esperanto. Sempre dal 2018 tutti i quotidiani e tutte le riviste pubblicate nell'Unione devono contenere almeno una pagina intera in Esperanto, tutte le reti televisive pubbliche e tutti i grandi network privati devono avere almeno un canale digitale che irradi esclusivamente programmi in Esperanto; viene inoltre creato un network televisivo europeo che irradia in contemporanea in tutti i paesi dell'Unione programmi di un palinsesto generalista in Esperanto.

Ritengo che l'errore di fondo alla base del parziale o totale fallimento del progetto europeista sia l'illusione di poter far nascere una nuova entità politica semplicemente per fusione o aggregazione, ovvero come confederazione o federazione di nazioni, cioè di popoli con lingue, economie e culture eterogenee. La storia abbonda di esempi di rassemblement  più o meno forzati del genere (vedasi la ex Unione Sovietica o la ex Jugoslavia) che non hanno retto alla prova del tempo e soprattutto alla prova della democrazia. Una Europa che nasce per aggregazione spontanea e non forzata, un'Europa che nasce democratica, non può che partire da un elemento unificante ma soprattutto identitario che prima non esisteva e che deve dunque essere creato ex novo, ad hoc. La moneta unica non ha nulla di identitario, l'unificazione doveva partire dalla cultura e non dall'economia (e men che meno dalla finanza). Ma le culture possono fondersi in modo armonioso e proficuo per tutti solo se c'è un intermediario degli scambi, una "moneta culturale", e questa non è altro che la lingua, una lingua comune. Naturalmente non è affatto detto che l'esperimento della diffusione capillare dell'Esperanto funzioni, che la nuova lingua venga democraticamente accettata dal basso. Ma, a mio modesto avviso, è molto ma molto più probabile che sia una lingua comune a riuscire a unire i popoli europei, piuttosto che una moneta comune e un insieme cervellotico di regole che vanno dalle emissioni dei fumi delle auto al diametro delle vongole.

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37 messaggi in questa discussione

L'esperanto? Io propongo l'aramaico antico.

Comunque anche il tribolastio umbro-finnico-canadese non mi dispiacerebbe. 

A proposito: un signore lievemente meno c a z z a r o di te propone una interpretazione del problema molto più consistente.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: toglimi una curiosità. Ma tu sei in grado di esprimerti in una lingua europea, diversa dall'italiano, senza essere irresistibilmente comico?

 

 

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spero sia stato un funerale col solito pranzo dopo aver accompagnato il defunto al cimitero...

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ops  Salvini  rimane  senza   stipendio (  soldi  nostri  ) 

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ops  Salvini  rimane  senza   stipendio (  soldi  nostri  ) 

3 minuti fa, uvabianca111 ha scritto:

spero sia stato un funerale col solito pranzo dopo aver accompagnato il defunto al cimitero...

 

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7 minuti fa, pm610 ha scritto:

ops  Salvini  rimane  senza   stipendio (  soldi  nostri  )

 ah, ma nn sei mai contento... risparmi pure, anzi risparmieresti di + xké anke la bananara assieme ad altri tuoi compagnucci europei sloggerebbero...

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Oh  si   se  fosse  un  risparmio reale , purtroppo  invece ingrasserà  ulteriormente  i capitalisti  sai   quelli  che  ci avevan  guadagnato  grazie  ai  governi  di dx supportati  dai celoduri nella  nascita.  Ma   è facile  scordare   e  dare  la  colpa a  chi  ha  fatto  del  suo  meglio  per   agevolare veramente  gli Italiani.   Purtroppo  torna  facile  credere alle  panzane  del  cambio  sbagliato e  non invece  pensare  a  come  il  governo  di destra  ha  gestito  veramente  l'entrata  nell ' Euro,  qui  la  sx  ahi  voi  non  era  al  governo. C' era  il  miglior  pregiudicato  premier   degli ultimi  centocinquantanni

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37 minuti fa, pm610 ha scritto:

Oh  si   se  fosse  un  risparmio reale , purtroppo  invece ingrasserà  ulteriormente  i capitalisti  sai   quelli  che  ci avevan  guadagnato  grazie  ai  governi  di dx supportati  dai celoduri nella  nascita.  Ma   è facile  scordare   e  dare  la  colpa a  chi  ha  fatto  del  suo  meglio  per   agevolare veramente  gli Italiani.   Purtroppo  torna  facile  credere alle  panzane  del  cambio  sbagliato e  non invece  pensare  a  come  il  governo  di destra  ha  gestito  veramente  l'entrata  nell ' Euro,  qui  la  sx  ahi  voi  non  era  al  governo. C' era  il  miglior  pregiudicato  premier   degli ultimi  centocinquantanni

e voi ke avete fatto x raddrizzar la baracca visto ke nn vi piaceva com'era fatta? nulla.

é il tuo sgovernikkio a nn far proprio niente x agevolare gli itaGliani... le case popolari prima a rom ed extcmt, idem x nidi ed asili pubblici e tanti altri aiuti mentre i nostrani son ultimi in tutto... e ancora scrivi ke avete fatto del vostro meglio x agevolar gli itaGliani...   caso mai state facendo del vostro peggio...

buon x te ke sei contento del cambio lira/euro... lo sapesse Prodi ti proporrebbe x un encomio...

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5 minuti fa, uvabianca111 ha scritto:

e voi ke avete fatto x raddrizzar la baracca visto ke nn vi piaceva com'era fatta? nulla.

é il tuo sgovernikkio a nn far proprio niente x agevolare gli itaGliani... le case popolari prima a rom ed extcmt, idem x nidi ed asili pubblici e tanti altri aiuti mentre i nostrani son ultimi in tutto... e ancora scrivi ke avete fatto del vostro meglio x agevolar gli itaGliani...   caso mai state facendo del vostro peggio...

buon x te ke sei contento del cambio lira/euro... lo sapesse Prodi ti proporrebbe x un encomio...

Quando  la casa  è  bruciata  è  difficile   raddrizzare  la  baracca,  ma  rest a il fatto  che  ha  governare  l'entrata  nell' euro è stata  la  dx... e  se mi darà  un encomio non  lo  voglio,  ma  dimostra il  contrario se  ne  hai  fonti che  non   troverai se  non  quelle  di opportunità.

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5 minuti fa, pm610 ha scritto:

Quando  la casa  è  bruciata  è  difficile   raddrizzare  la  baracca,  ma  rest a il fatto  che  ha  governare  l'entrata  nell' euro è stata  la  dx... e  se mi darà  un encomio non  lo  voglio,  ma  dimostra il  contrario se  ne  hai  fonti che  non   troverai se  non  quelle  di opportunità.

veram é + facile buttar giù tutto e ripartire ex novo... come mai nn l'avete fatto voi ke mettete a posto tutto?

nn preoccuparti, io a Prodi nn dico nulla così risparmi la fatica di rifiutare... ti senti un agevolato? meglio x te, vuol dire ke nn tokki con mano oppure in casa nn hai parenti o amici o conoscenti ke han dovuto iscrivere i figli ad asili privati xké i posti eran tutti occupati da extcmt o in attesa di una casa xké prima ci son sempre i "poveri profughi".

fortunatam la cosa nn mi tocca ma conosco itaGliani trovatisi in tali condizioni... cmq se tu hai delle fonti diverse, tranne quelle di opportunità... puoi sempre dimostrarlo, sai i fortunati ci son sempre....

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Purtroppo io  non  posso  farlo, e  non ho  mai  indicato  altri se  non  la destra  nella  causa..  tu  dimostra  il  contrario.

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1 ora fa, pm610 ha scritto:

Quando  la casa  è  bruciata  è  difficile   raddrizzare  la  baracca,  ma  rest a il fatto  che  ha  governare  l'entrata  nell' euro è stata  la  dx... e  se mi darà  un encomio non  lo  voglio,  ma  dimostra il  contrario se  ne  hai  fonti che  non   troverai se  non  quelle  di opportunità.

Il somaro parla di case bruciate irrecuperabili e scorda che i suoi beniamini politici sono stati beccati sistematicamente con la molotov in mano.

Un eufemismo per indicare le ruberie cavalcate in maniera parallela insieme ai degni avversari e amici di inciucio.

Le patrie galere e le cronache giudiziarie certificano, mentre il burattino_somaro ingrassa soddisfatto, con le prebende imbottite e strabordanti di partito.

BaS

Buon appetito Somaro

 

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13 minuti fa, shinycage ha scritto:

Il somaro parla di case bruciate irrecuperabili e scorda che i suoi beniamini politici sono stati beccati sistematicamente con la molotov in mano.

Un eufemismo per indicare le ruberie cavalcate in maniera parallela insieme ai degni avversari e amici di inciucio.

Le patrie galere e le cronache giudiziarie certificano, mentre il burattino_somaro ingrassa soddisfatto, con le prebende imbottite e strabordanti di partito.

BaS

Buon appetito Somaro

 

ahahahah  senti senti  lo spandiletame , votante  pregiudicati  che  coraggio.. ma  ancora  non scrive, se  non il   NULLA  e  le   sue  solite  deiezioni  di  cui  non  ci  abitueremo mai.  Torna  nel  tuo  letame   su da  bravo

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Inviata (modificato)

14 ore fa, docgalileo ha scritto:

L'esperanto? Io propongo l'aramaico antico.

Comunque anche il tribolastio umbro-finnico-canadese non mi dispiacerebbe. 

A proposito: un signore lievemente meno c a z z a r o di te propone una interpretazione del problema molto più consistente.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: toglimi una curiosità. Ma tu sei in grado di esprimerti in una lingua europea, diversa dall'italiano, senza essere irresistibilmente comico?

 

 

Non ho tempo da perdere per sorbirmi una conferenza di un'ora e mezza in cui, a giudicare dai titoli sulla lavagna luminosa, si parla di liquidità, di banche, di bail-out e simili. Ribadisco (riscrivo) la mia tesi a beneficio del distratto docgalileo: 

La moneta unica non ha nulla di identitario, l'unificazione doveva partire dalla cultura e non dall'economia (e men che meno dalla finanza).

Il che ovviamente non implica che l'unione monetaria sia un male in sé, ma l'argomento, peraltro trito e ritrito, esula da questa discussione.

Di solito io provo a ragionare, a esporre un'idea, una proposta, ma questo forumista di solito interviene andando a pescare su Google e allegando una conferenza, uno studio (non suo), un libro di testo di economia, etc.. Il sospetto che docgalileo usi la testa, come diciamo a Napoli, sulo pe' spartere 'e rrecchie  è legittimo. Ed è corroborato dalla presenza degli immancabili insulti che sembrano essere l'unico contenuto di quel contenitore semivuoto che il nostro usa per separare le orecchie.

L'Esperanto è una lingua modernissima nata nel 1887 e oggi padroneggiata da circa 2 milioni di locutori nel mondo, ma il nostro lo paragona all'aramaico antico, nato 3000 anni fa. Con ciò mi offre lo spunto involontario per ricordare un altro famoso caso di "lingua artificiale" nata per finalità analoghe: l'ebraico moderno, basato sull'ebraico antico, una lingua morta sostituita proprio dall'aramaico (la lingua corrente in Palestina, insieme al greco antico, ai tempi di Cristo) e in seguito, presso altre comunità ebraiche, dallo yiddish. L'ebraico moderno fu ed è, insieme ovviamente alla antica tradizione religiosa, un potente fattore unificante a livello culturale per gli ebrei sparsi nel mondo e a livello politico e culturale per i cittadini dello Stato di Israele.

Naturalmente l'Esperanto può non piacere a tutti. Personalmente come lingua europea io preferirei il latino classico, lingua ellittica insuperabile nella sintesi, o magari la sua versione semplificata (sine flexione) inventata nel 1903 dal nostro grande matematico Giuseppe Peano. Mi andrebbe benissimo anche il greco antico, ovviamente con un lessico ampliato e aggiornato, una sorta di nuova koinè. Sarebbe quasi un coronamento storico, sia pure traslato verso nord-ovest, del grande sogno geopolitico e culturale di Alessandro il Grande.  Ma mi rendo conto che i paesi del nord Europa potrebbero non essere d'accordo, anche se in realtà è la cultura dell'intero Occidente che affonda le radici nella cultura classica dell'antica Grecia. Il punto fermo è che oggi (ma non da oggi, bensì da secoli) esiste una "cultura europea" e che essa è l'unico punto ragionevole di partenza per giungere all'unificazione politica del continente. Qualsiasi persona colta che guardi due film di registi sconosciuti, uno solo dei quali europeo, oggi riconosce facilmente la mano del regista europeo, lo stesso dicasi per le opere letterarie o musicali. Qualche lieve difficoltà può esservi solo nel distinguere gli autori  britannici da quelli statunitensi  (che non a caso hanno una lingua madre comune) ma il problema non si pone visto che l'UK esce dall'UE. Per centrare l'obbiettivo, conditio sine qua non è che questa cultura europea si rafforzi nella sua identità e nella sua dimensione popolare, di cultura di massa, mediante quella che io ho definito "moneta" di scambio culturale, ovvero una lingua comune e viva dei popoli europei (che ovviamente, almeno in una prima fase, dovrebbe affiancare e non sostituire le lingue parlate nazionali).  

Modificato da fosforo31

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12 ore fa, pm610 ha scritto:

Purtroppo io  non  posso  farlo, e  non ho  mai  indicato  altri se  non  la destra  nella  causa..  tu  dimostra  il  contrario.

ma lo capisci una volta x tutte ke io nn devo dimostrar niente a nessuno? stai diventando monotono...vuoi delle dimostrazioni?- kissà poi di ke?-  cercatele se nn le sai ancora e leggitele.

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Il bufalaro fosforo31 (mark525 dixit, NdA) non desiste.

Ignora totalmente quello che dice Brunnermeier, che tiene la sua conferenza parlando in inglese e non in esperanto. Chissà per quale motivo. 

Comunque fino a qui niente di nuovo, dal momento che il bufalaro fosforo31 pensa che Oscar Giannino e Fabio Scacciavillani siano due economisti.

Ovviamente il bufalaro fosforo31 non ci illumina sulla semplice questione che avevo posto: in quali lingue europee, oltre all'italiano, sia in grado di esprimersi senza apparire ridicolo. Sospetto che il bufalaro fosforo31 non abbia minimimante preso in considerazione Brunnermeier per il semplice motivo che il noto pulcinella non è in grado di seguire una conversazione in inglese che vada oltre il "duiùspicchinglisc".

Il bufalaro fosforo31 tira invece in ballo la cultura europea.

Va bene. Tiriamo in ballo la cultura europea. Il bufalaro fosforo31 vuole dirci quali grandi libri della cultura europea sono stati scritti in esperanto?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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Per  fortuna  delle  scelte  dei grillini e del  loro  guru non  si discute, loro  sono certezze  per  qualche  momento  poi  cambiano  idea  giravolte   a  180° perchè  dire  360°  vorrebbe  dire  tornare  alle  proprie  posizioni.   Ma  tant'è quante  sono le  poche  certezze dei grilli  rimaste  tali  ???    Ora  dall' euro  o dall' europa  non  si  esce  più  ma  vaffff..ma  cosa  si  inventano  ???  Beh  dopo  il  libercolo grillino  ci  si  può  aspettare  di tutto...

http://www.lineapress.it/blog-grillo-costoso-uscire-dalleuro-lalternativa-la-moneta-fiscale/

 

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2 ore fa, uvabianca111 ha scritto:

ma lo capisci una volta x tutte ke io nn devo dimostrar niente a nessuno? stai diventando monotono...vuoi delle dimostrazioni?- kissà poi di ke?-  cercatele se nn le sai ancora e leggitele.

sai  che  prima  devi  capirlo   tu,   sei  tu   che   dici  cose   che  non  sono di  questo  pianeta...e  poi  vorresti  non essere coinvolta  ma  vafff... al  solito  si  lancia  il sasso  e  poi  si  nasconde  la  mano da mnaldestri...

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11 minuti fa, pm610 ha scritto:

sai  che  prima  devi  capirlo   tu,   sei  tu   che   dici  cose   che  non  sono di  questo  pianeta...e  poi  vorresti  non essere coinvolta  ma  vafff... al  solito  si  lancia  il sasso  e  poi  si  nasconde  la  mano da mnaldestri...

uffa, ma sei duro a capire... a vafff vacci tu ke, e te lo ripeto anke stavolta, conosci già strada e posto ed, a quanto pare, ci sei stato benissimo con prezzi bassi e trattamento familiare o famigliare, scegli tu ke hai dimestikezza con l'Accademia della Crusca.

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3 ore fa, docgalileo ha scritto:

Il bufalaro fosforo31 tira invece in ballo la cultura europea.

Va bene. Tiriamo in ballo la cultura europea. Il bufalaro fosforo31 vuole dirci quali grandi libri della cultura europea sono stati scritti in esperanto?

Il fantozziano docgalileo mi rimprovera (per usare un eufemismo) per non avere io voluto sprecare un'ora e mezza del mio tempo per sorbirmi l'ennesima conferenza dell'ennesimo economista che vuole dire la sua sull'euro, sulle banche, sulla politica fiscale, etc. Ma lui, come dimostra la citazione, non era arrivato neppure alla fine del mio post prima di buttarsi a smanettare su Google alla ricerca del parere dell'economista di turno.

Allora ribadisco la mia tesi (per la terza volta):

La moneta unica non ha nulla di identitario, l'unificazione europea doveva partire dalla cultura e non dall'economia (e men che meno dalla finanza).

E ribadisco la mia proposta (per la terza volta): 

Se io fossi stato al posto di Gentiloni, non mi sarei limitato a distribuire strette di mano e sorrisi di circostanza, ma in qualità di capo del governo del paese ospitante avrei lanciato una proposta molto concreta, da inserire nella Dichiarazione di Roma:

dall'a.s. 2018-2019 l'Esperanto (magari lievemente corretto e aggiornato rispetto al lessico originario di Zamenhof) diventa materia obbligatoria di studio in tutte le scuole dell'Unione Europea, di ogni ordine e grado. Vengono istituiti anche corsi gratuiti per adulti (on line e dal vivo) e ricchi premi per opere originali, letterarie, teatrali, cinematografiche, nonché tesi di laurea, scritte in lingua Esperanto. Sempre dal 2018 tutti i quotidiani e tutte le riviste pubblicate nell'Unione devono contenere almeno una pagina intera in Esperanto, tutte le reti televisive pubbliche e tutti i grandi network privati devono avere almeno un canale digitale che irradi esclusivamente programmi in Esperanto; viene inoltre creato un network televisivo europeo che irradia in contemporanea in tutti i paesi dell'Unione programmi di un palinsesto generalista in Esperanto.

I libri, le sceneggiature cinematografiche, i testi teatrali, le poesie, le canzoni, etc. in lingua Esperanto (o in altra lingua comune e sovranazionale) dobbiamo cominciare a scriverli, al più presto, se vogliamo ancora puntare all'unità politica dell'Europa. Chiaro? Anzi, dovevamo cominciare a farlo ben prima di coniare una moneta comune, e, se l'avessimo fatto, oggi l'Europa, intendo l'idea di Europa, il progetto Europa nato a Ventotene, starebbe molto meglio di come sta (ovvero pressoché declassato a utopia). Chiaro? L'uomo è un animale sociale e un animale politico molto prima di essere un animale economico. Chiaro? Mentre non è per nulla, salvo casi patologici, un animale finanziario, tanto è vero che per buona parte della storia della civiltà il denaro non è neppure esistito: non lo conoscevano gli Imperi dei Fiumi (Egizi, Sumeri, Assiri, Babilonesi, Ittiti, Harappa) e non lo conosceva l'Impero Inca precolombiano. Il denaro è un sottoprodotto tardivo e marginale della civiltà. Chiaro? E da Aristotele in poi fino a tutto il medioevo era considerato sommamente immorale e vergognoso usarlo per guadagnare altro denaro. Chiaro? E qualcuno si illudeva (o illudeva) di poter unificare l'Europa partendo dalla moneta? Aristotele si rivolta ancora nella tomba dalle risate. Unificherebbe molto di più i popoli europei una sola bella canzone in Esperanto, nel momento che fosse comprensibile a tutti, che 1000 fantastiliardi di Quantitative Easing di Draghi o diecimila conferenze di economisti. Chiaro?

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Dalla risposta del bufalaro fosforo31 deduco CHE NESSUN GRANDE LIBRO DELLA CULTURA EUROPEA è STATO SCRITTO IN ESPERANTO.

Baudelaire NON ha scritto in esperanto. Leopardi NON ha scritto in esperanto. Joyce NON ha scritto in esperanto. Pirandello NON ha scritto in esperanto. Camus NON ha scritto in esperanto. Shakespeare NON ha scritto in esperanto.

Potrei continuare la lista fino a Natale.

Facciamo così: il bufalaro fosforo31 dia il buon esempio e SCRIVA IL PROSSIMO POST IN ESPERANTO.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

AMBECILLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

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Inviata (modificato)

2 ore fa, docgalileo ha scritto:

Dalla risposta del bufalaro fosforo31 deduco CHE NESSUN GRANDE LIBRO DELLA CULTURA EUROPEA è STATO SCRITTO IN ESPERANTO.

Baudelaire NON ha scritto in esperanto. Leopardi NON ha scritto in esperanto. Joyce NON ha scritto in esperanto. Pirandello NON ha scritto in esperanto. Camus NON ha scritto in esperanto. Shakespeare NON ha scritto in esperanto.

Potrei continuare la lista fino a Natale.

Facciamo così: il bufalaro fosforo31 dia il buon esempio e SCRIVA IL PROSSIMO POST IN ESPERANTO.

Ahahahah Fantozzi, tiam vi estas tie aŭ vi faras? Sed tiam mi skribas en la araba? Aŭ vi ne komprenas eĉ la itala? Leopardi ne skribis en esperanto? Kia malkovro! En 1887, Leopardi jam mortis. Sed Esperanto estis inventita longe antaŭ la sola monero. Demando:
ĉar politikistoj postulis ununura valuto antaŭ la nur lingvo? Konsileto: provu uzi tiun aferon al vi inter la oreloj. Ahahahaha!

Modificato da fosforo31

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Miracolo del traduttore di Google!

Il bufalaro fosforo31 scrive il suo primo post in esperanto de noantri.

In esperanto ITALA è aggettivo.

Per indicare ITALIANO, nel senso codice verbale complesso utile per pensieri e significati, in esperanto occorre impiegare la locuzione ITALA LINGVO

http://www.swahili.it/glossword/index.php?a=list&d=2&t=dict&w1=I&w2=IT

come si legge nel vocabolario disponibile on line sul sito della Federazione Esperantista Italiana.

Leopardi non ha mai scritto in esperanto, essendo morto prima del 1887. E non lo hanno fatto nemmeno Joyce, Pirandello, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Sartre, Camus, Beckett, Tolkien, Buzzati.

Nemmeno Pasolini, l'idolo del bufalaro fosforo31, ha mai scritto una virgola in esperanto.

Ho la certezza che nemmeno Leopardi, se fosse vissuto dopo il 1887, avrebbe pensato di scrivere in esperanto.

Probabilmente i signori sopra ricordati non hanno tutti i torti

https://languageimpacts.wordpress.com/individualsection/section2/

Steso un velo di pietà sull'esperanto, torniamo alla tesi del bufalaro fosforo31: "La moneta unica non ha nulla di identitario, l'unificazione europea doveva partire dalla cultura e non dall'economia (e men che meno dalla finanza)".

Benissimo. Quindi secondo il bufalaro fosforo31 l'unificazione culturale europeista (non europea, NDA) dovrebbe partire

DA UNA LINGUA CHE NON è MAI ESISTITA

Magari il bufalaro fosforo31 potrebbe anche prendersi la briga di leggersi un testo di storia economica e prendere confidenza con il concetto che segue: l'idea dell'Europa Unita è NATA PER RAGIONI ECONOMICHE, finalizzate a costruire quello che per gli USA vincitori della Seconda Guerra Mondiale sarebbe stato il Fronte Orientale. 

Come si dice in esperanto AMBECILLEEEEEEEEEEEEEEEEE?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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Per la  precisione e  non  per  i  bufalari  di  qualsiasi  colore  siano... non li  dico  io ma  il  sito dell' Europa  stessa... ma  loro contesteranno  anche questo  sito   sia  mai...

https://europa.eu/european-union/about-eu/history_it

1945 - 1959

La pace in Europa – gli albori della cooperazione

L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956. Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o "Mercato comune".

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Inviata (modificato)

10 ore fa, docgalileo ha scritto:

Leopardi non ha mai scritto in esperanto, essendo morto prima del 1887. E non lo hanno fatto nemmeno Joyce, Pirandello, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Sartre, Camus, Beckett, Tolkien, Buzzati

 

10 ore fa, docgalileo ha scritto:

Steso un velo di pietà sull'esperanto, torniamo alla tesi del bufalaro fosforo31: "La moneta unica non ha nulla di identitario, l'unificazione europea doveva partire dalla cultura e non dall'economia (e men che meno dalla finanza)".

Benissimo. Quindi secondo il bufalaro fosforo31 l'unificazione culturale europeista (non europea, NDA) dovrebbe partire

DA UNA LINGUA CHE NON è MAI ESISTITA

Magari il bufalaro fosforo31 potrebbe anche prendersi la briga di leggersi un testo di storia economica e prendere confidenza con il concetto che segue: l'idea dell'Europa Unita è NATA PER RAGIONI ECONOMICHE, finalizzate a costruire quello che per gli USA vincitori della Seconda Guerra Mondiale sarebbe stato il Fronte Orientale.

Caro fantozzi, puoi ingrandire e colorare i caratteri quanto vuoi, l'unico effetto che ottieni è quello di evidenziare ancora meglio le tue plateali panzane e la tua crassa ignoranza. Stando a quello che hai scritto, l'idea di Europa Unita (hai scritto proprio così, quindi attenzione: non stiamo parlando della CECA né della CEE e nemmeno dell'UE, e men che meno della NATO) nascerebbe, secondo te, per mere ragioni economiche, per giunta subordinate a ragioni geopolitiche correlate, se ho ben capito, all'imperialismo americano e alla guerra fredda. Raramente ho potuto leggere una farneticazione antistorica più balzana di questa, anche se mi rendo conto che una tesi del genere potrebbe piacere a un rozzo antieuropeista alla Salvini, uno che non a caso, dopo 12 anni fuori corso, non riuscì a prendersi una laurea in Storia e vaticinò che sarebbe arrivata prima la Padania libera che la sua laurea. Roba da matti!

Ma non lo hai letto, caro fantozzi, il Manifesto di Ventotene? E ti permetti pure di parlare della nascita dell'idea di Europa Unita? Ti informo che essa nasce sul finire della Seconda Guerra Mondiale come idea politica RIVOLUZIONARIA contro i vecchi totalitarismi, contro i nazionalismi, gli statalismi, le vecchie dinastie monarchiche, e contro i nascenti  imperialismi (sovietico e americano), e si fonda su princìpi pacifisti, progressisti, egualitari, laici, socialisti. Cito qualche passaggio dal Manifesto:

Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani.

Chiaro? Le varie unioni economiche, la CECA, la CEE, l'UE per Altiero Spinelli & C. sarebbero state solo dei progressi apparenti senza la realizzazione dell'obbiettivo politico per loro prioritario e urgente: l'unità politica dell'Europa.

La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita.

Chiaro? Esigenze umanitarie e sociali, molto prima che economiche o geopolitiche.

Continua

 

 

Modificato da fosforo31

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