Le ragioni dei NO TAV

3 messaggi in questa discussione

che dici.momè....una siesta compilando il solito modulo per avere il Rdc?? vuoi vedere che un parentado con qualche bella famigliola rom non lo trovi>? aggregati!! voi grilli non avete nessun titolo per parlare di economia!! tanto meno di infrastutture!! andate a lavorare nei campi!! tu poi va a raccogliere i pisellini!!!

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Un'opera faraonica che richiede lo scavo di oltre 40 milioni di mc di roccia (16 volte il volume della piramide del faraone Cheope) è intrinsecamente invasiva, a prescindere dall'amianto e dall'uranio portato via dal cuore della montagna. Eppure i politici inutili (e dannosi) e i pennivendoli inutili che tuttora sostengono questa opera inutile (e dannosa) si aggrappano alla bufala delle "ragioni" ambientali (nonché all'altra bufala faraonica dei 50.000 posti di lavoro che perderemmo rinunciando al TAV). La cosa comica è che questi scalzacani, a zero di argomenti seri e nel merito contro l'accurata analisi dei tecnici, sono gli stessi che sostenevano le trivelle e molti di loro volevano perfino riportarci al nucleare (mentre la Germania lo abbandona). Ci raccontano che il TAV farebbe trasferire quasi in blocco il traffico merci dalla gomma alla rotaia. Quando anche un bambino capisce che nemmeno il più veloce ed efficiente treno merci sostituirà mai i tir, mezzi assai più flessibili e in grado di trasportare le merci direttamente dal produttore all'utilizzatore, a differenza del treno che parte necessariamente da una stazione e arriva in una stazione. Per giunta nel caso in questione si stima che il guadagno di tempo nel passare dal tir al TAV sarebbe dell'ordine dei minuti (tenuto conto dei tempi di carico e scarico dei vagoni e delle tratte di raccordo su gomma). Poca cosa per i passeggeri, figuriamoci per le merci. Ma gli irriducibili non si arrendono e dicono che i treni non vanno a gasolio bensì a elettricità, e che con il passaggio dalla gomma alla rotaia avremmo un drastico taglio delle emissioni inquinanti e di gas serra. Danno cioè per scontato che l'elettricità che muove i treni sia prodotta senza inquinare e senza emettere CO2. Probabilmente, dato che siamo vicini al confine, pensano che il TAV sarà alimentato da elettricità francese di origine nucleare, e dunque, in teoria, non inquinante e non climalterante. Già, ma per quanto tempo? I 58 reattori nucleari operativi in Francia hanno già mediamente più di 30 anni e il TAV, ammesso che si faccia, sarà completato tra 10-15 anni. Tenuto conto che hanno in costruzione un solo reattore (cantiere aperto nel 2007) è difficile che il treno veloce possa essere alimentato a energia elettronucleare per più di pochi anni. Peraltro anche il nucleare, scorie radioattive a parte, inquina ed emette CO2, in particolare nella filiera che va dall'estrazione all'arricchimento dell'uranio. Ne sanno qualcosa gli abitanti del Niger intossicati dalle polveri dell'uranio estratto da Areva, colosso di Stato del nucleare francese. Orbene, a parte tutte queste considerazioni, resta da capire quanti sarebbero, nella migliore delle ipotesi, i tir che potremmo togliere dalla strada grazie al TAV. Ce lo dice un'inchiesta pubblicata venerdì scorso dal solito impagabile FQ. Sull'autostrada Torino-Bardonecchia attualmente (senza il TAV) transitano nei due sensi circa 3300 mezzi pesanti al giorno. Ma di questi solo 2154 (dato medio 2018) attraversano il confine ovvero il tunnel autostradale del Frejus. Quindi, nell'ipotesi estremamente ottimistica che tutte le merci oggi trasportate su questi mezzi si trasferissero in blocco sul TAV, avremmo tolto dalla strada poco più di 2100 tir al giorno. Per dare un idea di quanto sia modesto questo traffico, il Fatto ricorda che sulla semideserta autostrada Brescia-Bergamo-Milano, la famigerata Brebemi assurta a simbolo ed emblema dello spreco e dell'opera inutile, ogni giorno transitano circa 6000 mezzi pesanti,  cioè quasi il triplo. Se poi consideriamo una strada realmente di grande traffico, la tangenziale di Torino, vi transitano ben 80.000 mezzi pesanti al giorno. Ma per gli ecologisti d'accatto e d'occasione, Italia e Francia dovrebbero sprecare 12 miliardi per togliere da una strada, nella migliore delle ipotesi, 2100 tir al giorno. Secondo me questi soldi lo Stato potrebbe investirli tra Enel e Finmeccanica per creare un vero polo italiano dell'auto elettrica (visti anche i ritardi clamorosi in questo settore dell'ex gruppo Fiat). Oppure si potrebbe fare questo, e scusate se è poco:

https://infosannio.wordpress.com/2019/02/13/con-i-risparmi-del-tav-si-possono-chiudere-tutti-i-cantieri-delle-grandi-opere-incompiute-ditalia-sono-647-e-basterebbero-4-miliardi-per-completarle/

 

 

 

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nemmeno un  metro  dice  il cialtrone  di mejo..

https://www.michelesantoro.it/2019/02/tav-francese/?fbclid=IwAR3RjJ7nCW2QdGlDn6E0fX5kCJxnF_WxPgY3OD6fiyKkD9PlV6qkytk_x-4

A che punto stanno i lavori per la Tav? 
Nel giorno in cui la commissione ministeriale pubblica l'analisi costi-benefici che boccia la Torino - Lione e ci si interroga sul destino dell'opera, le nostre telecamere entrano in esclusiva nel cantiere francese per mostrarci quanto è stato scavato fino ad oggi

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