Ci mancava anche questo!

Inviata (modificato)

Volete sapere chi è l'ultimo schierato dalla parte di Salvini? Ve lo dico subito, nel ricco album Panini del "capitano" dei miei stivali mancava solo questa rara figurina di calciatore sudamericano: è il golpista venezuelano Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente con l'appoggio del fascista Trump (la cui amministrazione sostiene fior di dittature sparse per il mondo) e del fascista Bolsonaro (altro buon amico di Salvini e sostenitore dichiarato della tortura). Il golpista Guaidò in una lettera ai media italiani si dice profondamente sconcertato della posizione neutrale dell'Italia. Che bel concetto di democrazia! Dobbiamo dedurre che se i gilet gialli domani buttassero giù Macron, Guaidò pretenderebbe l'immediato e unanime riconoscimento internazionale di un gilet giallo all'Eliseo. Il golpista però rivela di sentirsi spesso con Salvini (lo sospettavamo: al nostro ministro dell'Interno piace fare anche il ministro degli Esteri). E precisa molto diplomaticamente: "Di Battista è un ignorante". Che detto da un golpista  per il Dibba è quasi una medaglia. Non ho mai sostenuto il presidente Maduro e oggi dico che se è davvero un dittatore allora è una ciofeca  di dittatore che non sta facendo onore al suo cognome. Anche con il grilletto puntato alla testa (leggasi portaerei americane schierate lungo la costa e missili da crociera puntati sulla sua residenza) il presidente democraticamente eletto del Venezuela doveva fare una sola cosa: sbattere in galera il fantoccio adottato dai fascisti e dalle multinazionali. Ai quali e alle quali fregauntubo dei diritti umani, gli interessa solo e unicamente il petrolio. Risorsa immensa di cui il Venezuela detiene quasi un quinto delle riserve mondiali (molto più della Russia e più della stessa Arabia Saudita). Ma troppo nazionalizzata da quel comunista di Chavez (adorato dal suo popolo) e troppo poco sfruttata, anche per ragioni ecologiche, dal successore Maduro. In questi giorni milioni di cittadini venezuelani stanno firmando per il loro presidente e per l'indipendenza del paese contro le ingerenze esterne. Ma i nostri media esaltano un golpista, ultimo arrivato tra gli amici di Trump e di Salvini, come se fosse già un eroe nazionale salvatore della patria. 

https://www.repubblica.it/esteri/2019/02/11/news/lettera_guaido_italia-218898332/

Modificato da fosforo41

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9 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

Secondo i dati dell'annuario 2018 della British Petroleum le riserve accertate di petrolio dell'Arabia Saudita a fine 2017 ammontavano a 266,2 miliardi di barili (36,6 miliardi di tonnellate) pari al 15,7% delle riserve mondiali. Quelle del Venezuela ammontavano a 303,2 miliardi di barili (47,3 miliardi di tonnellate) pari al 17,9% delle riserve mondiali. Al ritmo attuale di estrazione le riserve accertate dell'Arabia Saudita si esauriranno entro 61 anni, quelle del Venezuela entro 393 anni. Considerando un prezzo medio del greggio degli ultimi 10 anni pari a circa 73 dollari al barile, si può stimare un valore delle riserve venezuelane pari a oltre 22.000 miliardi di dollari. A queste riserve accertate potrebbe aggiungersi il petrolio extrapesante delle sabbie petrolifere della Cintura dell'Orinoco, un'area di 54.000 kmq lungo il corso del fiume omonimo che costituisce il più grande giacimento del pianeta. Si stima che vi siano contenuti fino a 1400 miliardi di barili, pari a oltre l'80% delle riserve mondiali accertate, per un valore di oltre 100.000 miliardi di dollari. Si tratta di un greggio molto denso e viscoso, difficile e costoso da estrarre e da trasportare. Esso risulta comunque meno denso e più facile da estrarre del petrolio ricavato dalle sabbie bituminose canadesi che hanno già reso il Canada uno dei maggiori produttori mondiali. Si stima che con le tecniche oggi disponibili sia estraibile a costi accettabili circa la metà di queste riserve. L'estrazione e la lavorazione di questo greggio comporta un notevole impatto ambientale. Ragion per cui, per scelta del governo venezuelano, questa immensa risorsa finora è stata sfruttata pochissimo. Ma se l'industria petrolifera tornasse in mano ai privati le cose potrebbero cambiare. 

Modificato da fosforo41

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6 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Secondo i dati dell'annuario 2018 della British Petroleum le riserve accertate di petrolio dell'Arabia Saudita a fine 2017 ammontavano a 266,2 miliardi di barili (36,6 miliardi di tonnellate) pari al 15,7% delle riserve mondiali. Quelle del Venezuela ammontavano a 303,2 miliardi di barili (47,3 miliardi di tonnellate) pari al 17,9% delle riserve mondiali. Al ritmo attuale di estrazione le riserve accertate dell'Arabia Saudita si esauriranno entro 61 anni, quelle del Venezuela entro 393 anni.

sono scarso in matematica ma mi sembra che qui ci sia qualcosa che non torna, sig fosforo.

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

sono scarso in matematica ma mi sembra che qui ci sia qualcosa che non torna, sig fosforo.

Il punto è che l'Arabia Saudita sfrutta i suoi giacimenti molto più intensamente del Venezuela. Secondo il report citato, nel 2017 i sauditi hanno estratto 561,7 milioni di tonnellate di greggio, il Venezuela solo 108,3 milioni, cioè meno di un quinto. Quindi, ipotizzando che questi livelli di produzione si mantengano costanti nel tempo, le riserve arabe, che sono già inferiori a quelle venezuelane, si esauriranno molti anni prima. È stata una precisa scelta di Chavez, poi confermata da Maduro, limitare la produzione, sia per cercare di tenere alto il prezzo del greggio (dato che per ragioni tecniche i margini di guadagno sul petrolio del Venezuela sono inferiori alla media), sia per preservare l'ambiente dall'inquinamento. Negli ultimi anni ci si è messa anche la grave crisi economica e il crollo delle importazioni degli Stati Uniti che erano il maggiore cliente del Venezuela. In effetti da diversi anni la produzione di greggio in Venezuela è in calo mentre negli USA cresce. Nel 2017 hanno estratto 571 milioni di tonnellate superando l'Arabia Saudita e portandosi in testa alla classifica mondiale dei produttori. Il rovescio della medaglia è che a questi ritmi le riserve accertate degli USA si esauriranno in appena 10 anni. Da questo computo sono però escluse le ingenti riserve di shale oil (olio di scisto contenuto nelle rocce bituminose). È proprio su queste riserve che probabilmente conta Trump, benché l'estrazione e la lavorazione siano estremamente difficili e inquinanti. Saluti

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Sig fosforo

basare la durata dei giacimenti sulle estrazioni odierne mi sa tanto che è come estrarre i numeri della tombola.

Basta un battito d'ali di una farfalla nella pianura padana per dar vita ad un tifone nel nord america.

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A me invece sembra un dato statistico interessante. È come il computer di bordo di un'automobile che ti dice, in base all'attuale velocità oppure in base alla media attuale del consumo dall'inizio del viaggio, quanti km puoi ancora percorrere con il carburante che ti resta nel serbatoio. In base a questo dato puoi regolare l'andatura. Mentre il paese produttore può regolare la quantità di petrolio estratto nell'ambito di un piano energetico o commerciale di lungo termine. A livello mondiale ai ritmi attuali di estrazione le riserve oggi accertate di petrolio si esauriranno entro 50 anni, quelle di gas naturale entro 52, quelle di carbone entro 134 anni (fonte BP). Naturalmente è possibile che in futuro vengano scoperti nuovi giacimenti o nuove tecniche per sfruttare in modo economicamente conveniente giacimenti oggi non sfruttabili.  In ogni caso la durata di tutte le fonti fossili è limitata, quella delle fonti rinnovabili può considerarsi pressoché illimitata. Per es. il Sole continuerà a fornirci energia elettromagnetica per milioni di anni (salvo imprevisti), che potremo trasformare in energia elettrica tramite celle fotovoltaiche. 

L'effetto Lorenz è molto interessante ma qui c'entra poco.

Saluti

 

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geom.filini...hai scaricato il modulo per la domanda del redditto?? cosi' finalmente potrai andare alla bocciofila tutto i lgiorno,guardare il vesuvio,e lanciare petardi la notte,senza piu' preoccuparti di nulla!!ah,la RCA te la diminuita i ltuo paesa'??

Risultati immagini per geom filini

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Direttoretto, ma non è che ti brucia il kuletto (rima involontaria) perché il TAV non si fa più? Erano soldi buttati nel cesso (ovviamente sul fondo della tazza c'erano i soliti parassiti), molto meglio convertirli in Rdc oppure dare un contributo ai pastori sardi. Keynes farebbe così. 

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21 ore fa, fosforo41 ha scritto:

A me invece sembra un dato statistico interessante. È come il computer di bordo di un'automobile che ti dice, in base all'attuale velocità oppure in base alla media attuale del consumo dall'inizio del viaggio, quanti km puoi ancora percorrere con il carburante che ti resta nel serbatoio. In base a questo dato puoi regolare l'andatura. Mentre il paese produttore può regolare la quantità di petrolio estratto nell'ambito di un piano energetico o commerciale di lungo termine. A livello mondiale ai ritmi attuali di estrazione le riserve oggi accertate di petrolio si esauriranno entro 50 anni, quelle di gas naturale entro 52, quelle di carbone entro 134 anni (fonte BP). Naturalmente è possibile che in futuro vengano scoperti nuovi giacimenti o nuove tecniche per sfruttare in modo economicamente conveniente giacimenti oggi non sfruttabili.  In ogni caso la durata di tutte le fonti fossili è limitata, quella delle fonti rinnovabili può considerarsi pressoché illimitata. Per es. il Sole continuerà a fornirci energia elettromagnetica per milioni di anni (salvo imprevisti), che potremo trasformare in energia elettrica tramite celle fotovoltaiche. 

L'effetto Lorenz è molto interessante ma qui c'entra poco.

Saluti

 

Anche il battito d'ali della farfalla ecc ecc. è interessante.

Mentre adeguo la velocità per ridurre il consumo, la strada si restringe, l'asfalto sparisce lasciando il posto ad un ciottolato pieno di buche.

Buona serata

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20 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Direttoretto, ma non è che ti brucia il kuletto (rima involontaria) perché il TAV non si fa più? Erano soldi buttati nel cesso (ovviamente sul fondo della tazza c'erano i soliti parassiti), molto meglio convertirli in Rdc oppure dare un contributo ai pastori sardi. Keynes farebbe così. 

Mah....mi sa che alla fine il Grillo e gli accoliti digeriranno il buco.... Magari rimandiamo di 18 mesi.....

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