Cambio di strategia del M5S. Vincente ovviamente.

Da movimento presentato come forza nata e creata per stravolgere i poteri forti a cercatori di voti porta a porta della lega. Bel colpo.

Miracoli delle barchette, verrebbe da dire, fatto sta che ormai la Lega non ha neanche più bisogno di impegnarsi più di tanto e fare i giochini alla Formigoni o quant'altro. Perché affaticarsi più di tanto visto che a procurare i voti ci pensano quelli dei 5s?

Ormai due fattori contemporanei e convergenti si stanno dimostrando parecchio redditizi: le barchette benedette (il problema forse si porrà quando non ci saranno più) e il grande attivismo dei ragazzi 5s, diventati a tutti gli effetti molto più attivi e volenterosi delle ronde.

Grande lode ai ragazzi che, con tanto impegno, dedizione e buona volontà, sono riusciti si a distruggere la sinistra in Italia ma anche e soprattutto resuscitare un partito che, dopo le dimostrazioni tangibili di Bossi e Belsito, erano arrivati a toccare il 3 per cento.

Tuttavia i ragazzi sono stati splendidi: dagli contro il PD sempre e comunque sia sugli errori (e ci sta) ma anche se qualcosa non era errore e mai una parola sgarbata o, se vogliamo, non troppo esagerata contro la Lega perché è dimostrato scientificamente che la Lega non ha mai fatto mangiuchi e mai e poi mai è stata alleata di Papy.

Possiamo dire insomma che il PD è stato bravo a farsi espellere dopo 5 anni, dopo aver governato e fatto le sue scelte, giuste o sbagliate che siano però almeno ha battuto un colpo e gli si può dire "vedi questo è sbagliato, questo è meno sbagliato però è sbagliato, questo magari non è sbagliato tanto ma noi diciamo lo stesso che lo è e non ammettetelo mai che Monti è stato una conseguenza di Papy e della Lega perché...bisogna dire così e anche perché ci siete un po' antipatici".

Ma di una cosa bisogna fare atto ai ragazzi del M5S: ____ci vuole veramente tanta predisposizione e tanto talento a farsi cancellare e annettere addirittura prima di poter dire "ho fatto queste cose e su quelle giudicatemi"____

Il bello della diretta e il rischio reale e concreto sta proprio qui.

Riuscire nel record imbattibile per intere generazioni, anche più di quelli di Mennea e Bolt, di sparire ancora prima di aver fatto qualcosa di concreto e tangibile su cui poter essere giudicato. Si. Ci vuole talento per queste cose e, in effetti, non é da tutti.

Cosa rimane per completare l'opera? Il salvataggio del Capitano? L'Autonomia delle Regioni del Nord (bel colpo veramente per un partito che ha preso i suoi voti soprattutto al Sud)? Oppure la Tav (che molto probabilmente invece si farà)? Farsi dire un giorno sì e l'altro pure da Feltri che il Meridione è fatto di nullafacenti che però votano lega e son contenti? Oppure farsi dire dal Ministro dell'Istruzione che i Professori del Sud sono ignoranti e sfaticati (un po' meno quando vanno al Nord, però questo è un dettaglio)?

Ragazzi, non facciamola tanto lunga e concludiamo con un BAAT che, tradotto, sta a significare Buona Annessione A Tutti.......

PS: senza offendere nessuno ma qualcuno può darmi, per esempio una spiegazione su una cosetta? Finora il M5S ha cambiato le carte in tavola praticamente su tutto e in particolare sull'assunto "meglio sempre soli e mai accompagnati". Qualcuno riesce a spiegarmi allora perché trova ancora talmente sconvolgente fare alleanze elettorali? Se ha potuto soprassedere a quello che è stato da sempre il suo cavallo di battaglia, che gusto ci si prova a farsela regolarmente in,filare in questo modo quasi come se fosse piacevole? Misteri del Divino.

NB: In effetti in Abruzzo ha vinto ancora una volta una delle forse politiche che sta al Governo (più Papy e i fratellini, come d'altronde faceva Craxi ai bei tempi, un po' da qui è un po' da lì). Peccato però che, come al solito, hanno vinto gli altri e il M5S ha vinto invece...il m.ongolino d'oro.

E poi, se la Fattori dice quello che dice, ovviamente non ha ragione e direi che...andrebbe espulsa.

 

 

3 persone è piaciuto questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

18 messaggi in questa discussione

2 minuti fa, ildi_vino ha scritto:

Da movimento presentato come forza nata e creata per stravolgere i poteri forti a cercatori di voti porta a porta della lega. Bel colpo.

Miracoli delle barchette, verrebbe da dire, fatto sta che ormai la Lega non ha neanche più bisogno di impegnarsi più di tanto e fare i giochini alla Formigoni o quant'altro. Perché affaticarsi più di tanto visto che a procurare i voti ci pensano quelli dei 5s?

Ormai due fattori contemporanei e convergenti si stanno dimostrando parecchio redditizi: le barchette benedette (il problema forse si porrà quando non ci saranno più) e il grande attivismo dei ragazzi 5s, diventati a tutti gli effetti molto più attivi e volenterosi delle ronde.

Grande lode ai ragazzi che, con tanto impegno, dedizione e buona volontà, sono riusciti si a distruggere la sinistra in Italia ma anche e soprattutto resuscitare un partito che, dopo le dimostrazioni tangibili di Bossi e Belsito, erano arrivati a toccare il 3 per cento.

Tuttavia i ragazzi sono stati splendidi: dagli contro il PD sempre e comunque sia sugli errori (e ci sta) ma anche se qualcosa non era errore e mai una parola sgarbata o, se vogliamo, non troppo esagerata contro la Lega perché è dimostrato scientificamente che la Lega non ha mai fatto mangiuchi e mai e poi mai è stata alleata di Papy.

Possiamo dire insomma che il PD è stato bravo a farsi espellere dopo 5 anni, dopo aver governato e fatto le sue scelte, giuste o sbagliate che siano però almeno ha battuto un colpo e gli si può dire "vedi questo è sbagliato, questo è meno sbagliato però è sbagliato, questo magari non è sbagliato tanto ma noi diciamo lo stesso che lo è e non ammettetelo mai che Monti è stato una conseguenza di Papy e della Lega perché...bisogna dire così e anche perché ci siete un po' antipatici".

Ma di una cosa bisogna fare atto ai ragazzi del M5S: ____ci vuole veramente tanta predisposizione e tanto talento a farsi cancellare e annettere addirittura prima di poter dire "ho fatto queste cose e su quelle giudicatemi"____

Il bello della diretta e il rischio reale e concreto sta proprio qui.

Riuscire nel record imbattibile per intere generazioni, anche più di quelli di Mennea e Bolt, di sparire ancora prima di aver fatto qualcosa di concreto e tangibile su cui poter essere giudicato. Si. Ci vuole talento per queste cose e, in effetti, non é da tutti.

Cosa rimane per completare l'opera? Il salvataggio del Capitano? L'Autonomia delle Regioni del Nord (bel colpo veramente per un partito che ha preso i suoi voti soprattutto al Sud)? Oppure la Tav (che molto probabilmente invece si farà)? Farsi dire un giorno sì e l'altro pure da Feltri che il Meridione è fatto di nullafacenti che però votano lega e son contenti? Oppure farsi dire dal Ministro dell'Istruzione che i Professori del Sud sono ignoranti e sfaticati (un po' meno quando vanno al Nord, però questo è un dettaglio)?

Ragazzi, non facciamola tanto lunga e concludiamo con un BAAT che, tradotto, sta a significare Buona Annessione A Tutti.......

PS: senza offendere nessuno ma qualcuno può darmi, per esempio una spiegazione su una cosetta? Finora il M5S ha cambiato le carte in tavola praticamente su tutto e in particolare sull'assunto "meglio sempre soli e mai accompagnati". Qualcuno riesce a spiegarmi allora perché trova ancora talmente sconvolgente fare alleanze elettorali? Se ha potuto soprassedere a quello che è stato da sempre il suo cavallo di battaglia, che gusto ci si prova a farsela regolarmente in,filare in questo modo quasi come se fosse piacevole? Misteri del Divino.

NB: In effetti in Abruzzo ha vinto ancora una volta una delle forse politiche che sta al Governo (più Papy e i fratellini, come d'altronde faceva Craxi ai bei tempi, un po' da qui è un po' da lì). Peccato però che, come al solito, hanno vinto gli altri e il M5S ha vinto invece...il m.ongolino d'oro.

E poi, se la Fattori dice quello che dice, ovviamente non ha ragione e direi che...andrebbe espulsa.

 

 

No mi dispiace la Lega è resuscitata solo grazie agli italiani che si sono dimostrati solo anti emigranti dal sud al nord e anti meridionali dal nord al nord in più ci ha messo la manina il renzino che ha forzato l'alleanza lega/M5S credendo di sgonfiarli e alla fine ha solo sgonfiato quel pseudonimo partito di SX che si chiama PD distruggendo si il M5S ma solo a favore della Lega che poi insieme  a FI non sembrano tanto loro nemici !

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Bravo Sig monello, nessuno lo avrebbe detto, ma come analista politico è davvero sorprendente.

Modificato da ahaha.ha

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, ildi_vino ha scritto:

sono riusciti si a distruggere la sinistra in Italia

Non hai nemmeno idea di quanto ti sbagli.

La sinistra è riuscita benissimo a distruggersi da sola.

Non ha avuto affatto bisogno del M5S.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Non è quello che ha detto monello?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Per un mio commento sul voto abbruzzese rimando alla discussione di Sardonico. Con il cui post di sopra devo inopinatamente concordare. La sinistra si è scavata la fossa da sola, per decenni, lentamente, finché arrivò un becchino più sbrigativo, vestito da tappetaro, che interrò il cadavere e pareggiò il terreno, cospargendolo alla fine non di fiori ma di pop corn. Ai 5stelle va semmai riconosciuto il merito di avere intercettato milioni di voti in fuga dal Pd, che il 4 marzo sarebbero finiti alla Lega o in astensione e avrebbero portato in carrozza il cdx al governo. 

Voglio qui esprimere un dissenso su una parte del pensiero dell'amico Divino. Di Maio, come ho scritto infinite volte, commise certo un grave errore nell'allearsi con Salvini (il cd. contratto è solo un ipocrita escamotage per mascherare quella che a tutti gli effetti è un'alleanza di governo). Un errore commesso in buona fede per senso di responsabilità (per sbloccare il drammatico stallo istituzionale); per le pressioni di Mattarella; per un eccesso di ottimismo e di fiducia in un governo del cambiamento; per una poco attenta valutazione dell'affidabilità e delle vere intenzioni dell'alleato, nonché delle condizioni al contorno e degli ostacoli che sarebbero sorti specie nell'attuazione della parte grillina e più radicale del programma. Ma direi anche per mancanza di fermezza e di coraggio. Di Maio doveva restare fermo, coerente, irremovibile sulla linea della campagna elettorale, quella premiata dagli elettori: io sono il premier in pectore, questa è la squadra di governo, questo è il programma, che non cambieremo di una virgola, chi vuole ci appoggi dall'esterno, punto. Sono sicuro che gli elettori avrebbero in ogni caso apprezzato la coerenza. Una scomm.essa azzardata? Fino a un certo punto. È vero che siamo un popolo di conservatori, un popolo pigro che si muove poco senza accorgersi di perdere terreno sugli altri (esempi vistosi gli anni del berlusconismo e del renzismo), e che preferisce muoversi di tanto in tanto, con brevi scatti in avanti. Nel dopoguerra ii primo si ebbe con il referendum che istituì la Repubblica (ma è certo che, senza la guerra perduta e le pesanti collusioni con il fascismo, avremmo tuttora i Savoia al Quirinale). Poi ci fu forse l'unica virtuosa eccezione alla suddetta regola, quando l'intero paese si mosse con continuità in avanti: gli anni del boom economico. Un'altro scatto lo facemmo nel '74 con il referendum sul divorzio, una storica vittoria della laicità in un paese tuttora tra i più clericali e bigotti del pianeta (come ben sa il furbo Salvini che va in giro con Vangelo e Rosario). Ce n'è era un'altro nell'aria in quegli anni, come si intuì alle elezioni politiche del 1976. Ma lo scatto, la rivoluzione democratica che avrebbe portato al sorpasso del Pci sulla Dc, restò nelle gambe degli italiani spaventati non tanto da Berlinguer (che anzi era stimato anche dai democristiani) quanto dalle Brigate Rosse. E così ci turammo il naso con Montanelli e tirammo a campare mentre i corrotti del pentapartito facevano i comodi loro. Finché un eroico pool di magistrati non scoperchiò il merdaio di Tangentopoli. E allora il popolo scattò in avanti e li sostenne convintamente, ma per poco. Fu una rivoluzione breve, quella di Mani Pulite, ma una rivoluzione. Che spazzò via quasi tutti i partiti e un'intera classe politica. Anche se molti pesci piccoli e mediocri si riciclarono con Berlusconi, il figlioccio del ladrone Craxi. La classica rivoluzione all'indietro, l'involuzione in cui viviamo tuttora dopo la sciagurata fase del renzismo, naturale prosecuzione del berlusconismo. Con un alleato del delinquente che governa come un bastone tra le ruote del cambiamento e che vola nei sondaggi. Eppure il 4 dicembre 2016 e il 4 marzo 2018 c'erano stati tutti i segnali premonitori di quello scatto in avanti che in Italia manca da 25 anni. La secca e imprevista sconfitta di Renzi nel referendum, la sconfitta definitiva di Renzusconi alle politiche e il sorprendente risultato del M5S erano segnali inequivocabili. Peccato che un politico intelligente, un ragazzo del Sud come Di Maio non abbia creduto fino in fondo alla voglia di "riscatto" (nuovo scatto) degli italiani. Il 4 marzo qui al Sud e in parte anche al Centro si era avuta netta la sensazione di una svolta storica, di una rivoluzione democratica nascente. Con un movimento antisistema che in molti collegi superava il 50%, che andava 20 o 30 punti al di là dei sondaggi e che lasciava le briciole a noti potentati, signori del voto di scambio e delle clientele. Di Maio non ci ha creduto abbastanza. Avrebbe dovuto accettare la sfida delle elezioni anticipate, anche in agosto come minacciava Mattarella (ben sapendo che nessuno avrebbe accettato la sfida), anche con un movimento che non ha mai preso un euro di finanziamento pubblico e che avrebbe avuto enormi difficoltà economiche nell'affrontare un'altra durissima campagna elettorale. Le rivoluzioni hanno una caratteristica: sono contagiose, si diffondono a vista d'occhio. L'8 agosto la rivoluzione del Centrosud avrebbe contagiato anche il Nord (dove peraltro i meridionali e i figli di meridionali sono milioni). In ogni caso, visti i risultati del 4 marzo, è chiaro che il voto sarebbe stato un ballottaggio tra Di Maio e Salvini. Con un Salvini meno forte di oggi e appesantito dalla palla al piede Berlusconi. Posso sbagliarmi, ma io penso che Di Maio abbia sprecato un match point. Avrebbe dovuto quanto meno giocarselo. Il solipsismo politico può essere una debolezza, specie nelle elezioni locali dove prevale negli elettori la logica delle "fritture di pesce". Ma può essere anche un punto di forza quando prevale il voto d'opinione e quando c'è sete di cambiamento. Il consociativismo e il compromesso sono nel Dna della politica italiana, ma non in quello dei 5stelle. Un programma massimalista, di cambiamento radicale, che vuole mandare in galera gli evasori per dare un reddito a tutti, mal si concilia con i contratti scritti a 4 mani, per giunta con uno che, al di là di qualche apparenza, è immerso fino alla punta dei capelli nel vecchio sistema. Per questo, a differenza del Divino, io penso che sarebbe un ulteriore errore per i 5s cercare alleati anche a livello locale. Il movimento perderebbe la sua identità e verrebbe percepito come un partito come tanti. Del resto con chi poteva allearsi il M5s in Abruzzo? Forse con qualche simbolico  movimento ecologista e no Triv. Piuttosto dovrebbe ribadire una forte linea autonoma da Salvini, evitando ulteriori compromessi. Guai a cedere sul Tav. Non bisogna cedere di un millimetro! E, per quanto sia un caso molto particolare, secondo me dovrebbe votare per l'autorizzazione a procedere sul ministro dell'Interno. Tanto lo salveranno comunque gli altri in aula, dove il voto è segreto. Se poi Salvini decidesse di far cadere il governo e di tornare tra le braccia di nonno Silvio (perché le  elezioni politiche, finché ci saremo noi meridionali, non le vince da solo) la responsabilità sarà sua e gli italiani giudicheranno. 

Modificato da fosforo41

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Del resto con chi poteva allearsi il M5s in Abruzzo? Mi sembra abbiano corso da soli o no? Forse con qualche simbolico  movimento ecologista e no Triv. Piuttosto dovrebbe ribadire una forte linea autonoma da Salvini, evitando ulteriori compromessi. Guai a cedere sul Tav. Non bisogna cedere di un millimetro! E, per quanto sia un caso molto particolare, secondo me dovrebbe votare per l'autorizzazione a procedere sul ministro dell'Interno. Tanto lo salveranno comunque gli altri in aula, dove il voto è segreto. Se poi Salvini decidesse di far cadere il governo e di tornare tra le braccia di nonno Silvio (perché le  elezioni politiche, finché ci saremo noi meridionali, non le vince da solo) la responsabilità sarà sua e gli italiani giudicheranno. Sono d'accordo, chissà se lo è anche Di Maio

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
9 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Del resto con chi poteva allearsi il M5s in Abruzzo? Mi sembra abbiano corso da soli o no? Forse con qualche simbolico  movimento ecologista e no Triv. Piuttosto dovrebbe ribadire una forte linea autonoma da Salvini, evitando ulteriori compromessi. Guai a cedere sul Tav. Non bisogna cedere di un millimetro! E, per quanto sia un caso molto particolare, secondo me dovrebbe votare per l'autorizzazione a procedere sul ministro dell'Interno. Tanto lo salveranno comunque gli altri in aula, dove il voto è segreto. Se poi Salvini decidesse di far cadere il governo e di tornare tra le braccia di nonno Silvio (perché le  elezioni politiche, finché ci saremo noi meridionali, non le vince da solo) la responsabilità sarà sua e gli italiani giudicheranno. Sono d'accordo, chissà se lo è anche Di Maio

 QUESTI  NON  MOLLANO LE  POLTRONE QUANDO MAI   GIUADAGNERANNO  ANCORA QUELLO STIPENDIO ?  SOLO NEI  SOGNI...

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, pm610 ha scritto:

 QUESTI  NON  MOLLANO LE  POLTRONE QUANDO MAI   GIUADAGNERANNO  ANCORA QUELLO STIPENDIO ?  SOLO NEI  SOGNI...

In questo sono simili a tutti gli altri che li hanno preceduti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
9 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Per un mio commento sul voto abbruzzese rimando alla discussione di Sardonico. Con il cui post di sopra devo inopinatamente concordare. La sinistra si è scavata la fossa da sola, per decenni, lentamente, finché arrivò un becchino più sbrigativo, vestito da tappetaro, che interrò il cadavere e pareggiò il terreno, cospargendolo alla fine non di fiori ma di pop corn. Ai 5stelle va semmai riconosciuto il merito di avere intercettato milioni di voti in fuga dal Pd, che il 4 marzo sarebbero finiti alla Lega o in astensione e avrebbero portato in carrozza il cdx al governo. 

Voglio qui esprimere un dissenso su una parte del pensiero dell'amico Divino. Di Maio, come ho scritto infinite volte, commise certo un grave errore nell'allearsi con Salvini (il cd. contratto è solo un ipocrita escamotage per mascherare quella che a tutti gli effetti è un'alleanza di governo). Un errore commesso in buona fede per senso di responsabilità (per sbloccare il drammatico stallo istituzionale); per le pressioni di Mattarella; per un eccesso di ottimismo e di fiducia in un governo del cambiamento; per una poco attenta valutazione dell'affidabilità e delle vere intenzioni dell'alleato, nonché delle condizioni al contorno e degli ostacoli che sarebbero sorti specie nell'attuazione della parte grillina e più radicale del programma. Ma direi anche per mancanza di fermezza e di coraggio. Di Maio doveva restare fermo, coerente, irremovibile sulla linea della campagna elettorale, quella premiata dagli elettori: io sono il premier in pectore, questa è la squadra di governo, questo è il programma, che non cambieremo di una virgola, chi vuole ci appoggi dall'esterno, punto. Sono sicuro che gli elettori avrebbero in ogni caso apprezzato la coerenza. Una scomm.essa azzardata? Fino a un certo punto. È vero che siamo un popolo di conservatori, un popolo pigro che si muove poco senza accorgersi di perdere terreno sugli altri (esempi vistosi gli anni del berlusconismo e del renzismo), e che preferisce muoversi di tanto in tanto, con brevi scatti in avanti. Nel dopoguerra ii primo si ebbe con il referendum che istituì la Repubblica (ma è certo che, senza la guerra perduta e le pesanti collusioni con il fascismo, avremmo tuttora i Savoia al Quirinale). Poi ci fu forse l'unica virtuosa eccezione alla suddetta regola, quando l'intero paese si mosse con continuità in avanti: gli anni del boom economico. Un'altro scatto lo facemmo nel '74 con il referendum sul divorzio, una storica vittoria della laicità in un paese tuttora tra i più clericali e bigotti del pianeta (come ben sa il furbo Salvini che va in giro con Vangelo e Rosario). Ce n'è era un'altro nell'aria in quegli anni, come si intuì alle elezioni politiche del 1976. Ma lo scatto, la rivoluzione democratica che avrebbe portato al sorpasso del Pci sulla Dc, restò nelle gambe degli italiani spaventati non tanto da Berlinguer (che anzi era stimato anche dai democristiani) quanto dalle Brigate Rosse. E così ci turammo il naso con Montanelli e tirammo a campare mentre i corrotti del pentapartito facevano i comodi loro. Finché un eroico pool di magistrati non scoperchiò il merdaio di Tangentopoli. E allora il popolo scattò in avanti e li sostenne convintamente, ma per poco. Fu una rivoluzione breve, quella di Mani Pulite, ma una rivoluzione. Che spazzò via quasi tutti i partiti e un'intera classe politica. Anche se molti pesci piccoli e mediocri si riciclarono con Berlusconi, il figlioccio del ladrone Craxi. La classica rivoluzione all'indietro, l'involuzione in cui viviamo tuttora dopo la sciagurata fase del renzismo, naturale prosecuzione del berlusconismo. Con un alleato del delinquente che governa come un bastone tra le ruote del cambiamento e che vola nei sondaggi. Eppure il 4 dicembre 2016 e il 4 marzo 2018 c'erano stati tutti i segnali premonitori di quello scatto in avanti che in Italia manca da 25 anni. La secca e imprevista sconfitta di Renzi nel referendum, la sconfitta definitiva di Renzusconi alle politiche e il sorprendente risultato del M5S erano segnali inequivocabili. Peccato che un politico intelligente, un ragazzo del Sud come Di Maio non abbia creduto fino in fondo alla voglia di "riscatto" (nuovo scatto) degli italiani. Il 4 marzo qui al Sud e in parte anche al Centro si era avuta netta la sensazione di una svolta storica, di una rivoluzione democratica nascente. Con un movimento antisistema che in molti collegi superava il 50%, che andava 20 o 30 punti al di là dei sondaggi e che lasciava le briciole a noti potentati, signori del voto di scambio e delle clientele. Di Maio non ci ha creduto abbastanza. Avrebbe dovuto accettare la sfida delle elezioni anticipate, anche in agosto come minacciava Mattarella (ben sapendo che nessuno avrebbe accettato la sfida), anche con un movimento che non ha mai preso un euro di finanziamento pubblico e che avrebbe avuto enormi difficoltà economiche nell'affrontare un'altra durissima campagna elettorale. Le rivoluzioni hanno una caratteristica: sono contagiose, si diffondono a vista d'occhio. L'8 agosto la rivoluzione del Centrosud avrebbe contagiato anche il Nord (dove peraltro i meridionali e i figli di meridionali sono milioni). In ogni caso, visti i risultati del 4 marzo, è chiaro che il voto sarebbe stato un ballottaggio tra Di Maio e Salvini. Con un Salvini meno forte di oggi e appesantito dalla palla al piede Berlusconi. Posso sbagliarmi, ma io penso che Di Maio abbia sprecato un match point. Avrebbe dovuto quanto meno giocarselo. Il solipsismo politico può essere una debolezza, specie nelle elezioni locali dove prevale negli elettori la logica delle "fritture di pesce". Ma può essere anche un punto di forza quando prevale il voto d'opinione e quando c'è sete di cambiamento. Il consociativismo e il compromesso sono nel Dna della politica italiana, ma non in quello dei 5stelle. Un programma massimalista, di cambiamento radicale, che vuole mandare in galera gli evasori per dare un reddito a tutti, mal si concilia con i contratti scritti a 4 mani, per giunta con uno che, al di là di qualche apparenza, è immerso fino alla punta dei capelli nel vecchio sistema. Per questo, a differenza del Divino, io penso che sarebbe un ulteriore errore per i 5s cercare alleati anche a livello locale. Il movimento perderebbe la sua identità e verrebbe percepito come un partito come tanti. Del resto con chi poteva allearsi il M5s in Abruzzo? Forse con qualche simbolico  movimento ecologista e no Triv. Piuttosto dovrebbe ribadire una forte linea autonoma da Salvini, evitando ulteriori compromessi. Guai a cedere sul Tav. Non bisogna cedere di un millimetro! E, per quanto sia un caso molto particolare, secondo me dovrebbe votare per l'autorizzazione a procedere sul ministro dell'Interno. Tanto lo salveranno comunque gli altri in aula, dove il voto è segreto. Se poi Salvini decidesse di far cadere il governo e di tornare tra le braccia di nonno Silvio (perché le  elezioni politiche, finché ci saremo noi meridionali, non le vince da solo) la responsabilità sarà sua e gli italiani giudicheranno. 

Chiarisco.

Io non ho detto affatto e non ho mai detto che il M5S dovrebbe o non dovrebbe cercare alleanze a livello locale o no.

Tutt'al più ho semplicemente affermato che, avendo di fatto abilitato a livello nazionale a quella che fino a poco tempo fa era la sua carta di Identità, a questo punto, abiurato per abiurato, non riesco a capire più di tanto a cosa serva fare i puritani i Sacrestia dopo essere prima andarti a p.uttane e aver naturalmente pagato il dovuto.

La mia era ed è semplicemente una domanda ed è conseguente allo stato dei fatti. Anche perché lo stato dei fatti ci mostra inequivocabilmente che il Capitano agisce senza scrupoli e fa con disinvoltura il Craxi della situazione  (a Roma con la DC e altrove col Pc)) il M5s.....

Ritengo tuttavia altro e più precisamente sono portato a concordare, per esempio, con quanto affermato dalla Fattori: la coerenza paga. E io aggiungo la non coerenza non paga. Per cui, a mio avviso, più che coerente l'auspicio di alleanze a livello locale, sarebbe stato coerente e perfettamente coincidente con quanto sempre proclamato e fatto credere a chi magari lo ha votato anche per questo "non ci fidanziamo con nessuno né, tanto meno ci sposiamo o ci accoppiano con chicchessia". 

Questo discorso naturalmente è valido finché si rimane v,ergini e puri/e, superato questa prima esperienza (e questo è il succo del mio discorso) non capisco più tanto cosa ci sia di male perfino ad uscire di nascosto dai genitori e....fare addirittura altre esperienze. Tanto il dado è tratto.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
36 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

In questo sono simili a tutti gli altri che li hanno preceduti

Ma  per  quelli  che   si   dichiaravano  solo  portavoce   mi sa    che  è peggio  ma  forse  uno non  vale  più  uno ?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Per un mio commento sul voto abbruzzese rimando alla discussione di Sardonico. Con il cui post di sopra devo inopinatamente concordare. La sinistra si è scavata la fossa da sola, per decenni, lentamente, finché arrivò un becchino più sbrigativo, vestito da tappetaro, che interrò il cadavere e pareggiò il terreno, cospargendolo alla fine non di fiori ma di pop corn. Ai 5stelle va semmai riconosciuto il merito di avere intercettato milioni di voti in fuga dal Pd, che il 4 marzo sarebbero finiti alla Lega o in astensione e avrebbero portato in carrozza il cdx al governo. 

Voglio qui esprimere un dissenso su una parte del pensiero dell'amico Divino. Di Maio, come ho scritto infinite volte, commise certo un grave errore nell'allearsi con Salvini (il cd. contratto è solo un ipocrita escamotage per mascherare quella che a tutti gli effetti è un'alleanza di governo). Un errore commesso in buona fede per senso di responsabilità (per sbloccare il drammatico stallo istituzionale); per le pressioni di Mattarella; per un eccesso di ottimismo e di fiducia in un governo del cambiamento; per una poco attenta valutazione dell'affidabilità e delle vere intenzioni dell'alleato, nonché delle condizioni al contorno e degli ostacoli che sarebbero sorti specie nell'attuazione della parte grillina e più radicale del programma. Ma direi anche per mancanza di fermezza e di coraggio. Di Maio doveva restare fermo, coerente, irremovibile sulla linea della campagna elettorale, quella premiata dagli elettori: io sono il premier in pectore, questa è la squadra di governo, questo è il programma, che non cambieremo di una virgola, chi vuole ci appoggi dall'esterno, punto. Sono sicuro che gli elettori avrebbero in ogni caso apprezzato la coerenza. Una scomm.essa azzardata? Fino a un certo punto. È vero che siamo un popolo di conservatori, un popolo pigro che si muove poco senza accorgersi di perdere terreno sugli altri (esempi vistosi gli anni del berlusconismo e del renzismo), e che preferisce muoversi di tanto in tanto, con brevi scatti in avanti. Nel dopoguerra ii primo si ebbe con il referendum che istituì la Repubblica (ma è certo che, senza la guerra perduta e le pesanti collusioni con il fascismo, avremmo tuttora i Savoia al Quirinale). Poi ci fu forse l'unica virtuosa eccezione alla suddetta regola, quando l'intero paese si mosse con continuità in avanti: gli anni del boom economico. Un'altro scatto lo facemmo nel '74 con il referendum sul divorzio, una storica vittoria della laicità in un paese tuttora tra i più clericali e bigotti del pianeta (come ben sa il furbo Salvini che va in giro con Vangelo e Rosario). Ce n'è era un'altro nell'aria in quegli anni, come si intuì alle elezioni politiche del 1976. Ma lo scatto, la rivoluzione democratica che avrebbe portato al sorpasso del Pci sulla Dc, restò nelle gambe degli italiani spaventati non tanto da Berlinguer (che anzi era stimato anche dai democristiani) quanto dalle Brigate Rosse. E così ci turammo il naso con Montanelli e tirammo a campare mentre i corrotti del pentapartito facevano i comodi loro. Finché un eroico pool di magistrati non scoperchiò il merdaio di Tangentopoli. E allora il popolo scattò in avanti e li sostenne convintamente, ma per poco. Fu una rivoluzione breve, quella di Mani Pulite, ma una rivoluzione. Che spazzò via quasi tutti i partiti e un'intera classe politica. Anche se molti pesci piccoli e mediocri si riciclarono con Berlusconi, il figlioccio del ladrone Craxi. La classica rivoluzione all'indietro, l'involuzione in cui viviamo tuttora dopo la sciagurata fase del renzismo, naturale prosecuzione del berlusconismo. Con un alleato del delinquente che governa come un bastone tra le ruote del cambiamento e che vola nei sondaggi. Eppure il 4 dicembre 2016 e il 4 marzo 2018 c'erano stati tutti i segnali premonitori di quello scatto in avanti che in Italia manca da 25 anni. La secca e imprevista sconfitta di Renzi nel referendum, la sconfitta definitiva di Renzusconi alle politiche e il sorprendente risultato del M5S erano segnali inequivocabili. Peccato che un politico intelligente, un ragazzo del Sud come Di Maio non abbia creduto fino in fondo alla voglia di "riscatto" (nuovo scatto) degli italiani. Il 4 marzo qui al Sud e in parte anche al Centro si era avuta netta la sensazione di una svolta storica, di una rivoluzione democratica nascente. Con un movimento antisistema che in molti collegi superava il 50%, che andava 20 o 30 punti al di là dei sondaggi e che lasciava le briciole a noti potentati, signori del voto di scambio e delle clientele. Di Maio non ci ha creduto abbastanza. Avrebbe dovuto accettare la sfida delle elezioni anticipate, anche in agosto come minacciava Mattarella (ben sapendo che nessuno avrebbe accettato la sfida), anche con un movimento che non ha mai preso un euro di finanziamento pubblico e che avrebbe avuto enormi difficoltà economiche nell'affrontare un'altra durissima campagna elettorale. Le rivoluzioni hanno una caratteristica: sono contagiose, si diffondono a vista d'occhio. L'8 agosto la rivoluzione del Centrosud avrebbe contagiato anche il Nord (dove peraltro i meridionali e i figli di meridionali sono milioni). In ogni caso, visti i risultati del 4 marzo, è chiaro che il voto sarebbe stato un ballottaggio tra Di Maio e Salvini. Con un Salvini meno forte di oggi e appesantito dalla palla al piede Berlusconi. Posso sbagliarmi, ma io penso che Di Maio abbia sprecato un match point. Avrebbe dovuto quanto meno giocarselo. Il solipsismo politico può essere una debolezza, specie nelle elezioni locali dove prevale negli elettori la logica delle "fritture di pesce". Ma può essere anche un punto di forza quando prevale il voto d'opinione e quando c'è sete di cambiamento. Il consociativismo e il compromesso sono nel Dna della politica italiana, ma non in quello dei 5stelle. Un programma massimalista, di cambiamento radicale, che vuole mandare in galera gli evasori per dare un reddito a tutti, mal si concilia con i contratti scritti a 4 mani, per giunta con uno che, al di là di qualche apparenza, è immerso fino alla punta dei capelli nel vecchio sistema. Per questo, a differenza del Divino, io penso che sarebbe un ulteriore errore per i 5s cercare alleati anche a livello locale. Il movimento perderebbe la sua identità e verrebbe percepito come un partito come tanti. Del resto con chi poteva allearsi il M5s in Abruzzo? Forse con qualche simbolico  movimento ecologista e no Triv. Piuttosto dovrebbe ribadire una forte linea autonoma da Salvini, evitando ulteriori compromessi. Guai a cedere sul Tav. Non bisogna cedere di un millimetro! E, per quanto sia un caso molto particolare, secondo me dovrebbe votare per l'autorizzazione a procedere sul ministro dell'Interno. Tanto lo salveranno comunque gli altri in aula, dove il voto è segreto. Se poi Salvini decidesse di far cadere il governo e di tornare tra le braccia di nonno Silvio (perché le  elezioni politiche, finché ci saremo noi meridionali, non le vince da solo) la responsabilità sarà sua e gli italiani giudicheranno. 

Ma che analisi politica del caz.z.o e’ questa . Degna dei più formidabili bufalari che la storia ci ha presentato !! Quindi , secondo il Cazzaro la colpa di aver portato la Lega al governo e’ del PD. Ahahahaha , e dopo aver inscenato la solita manfrina per cui il governo e’ diviso tra buoni (;M5S) e cattivi (Lega) ci ricorda che ciò avvenne per l’assoluta buona fede di un movimento guidato da un bravo ragazzo , naturalmente Napoletano , eroico e intelligente (???) . Ah siii ?? Ed io che pensavo che rispetto al suicidio ci possono essere diverse soluzioni alternative migliori . L’ebete passa poi in rassegna alcuni periodi politici passati non azzeccandone uno che uno , ma , dopo una fugace sviolinatura verso il governo del cambiamento ( Il Prof Travaglio insegna , nda) , quello che ci porterebbe sicuramente fuori dalla povertà , quello della giustizia “giusta “ ed abolito il consociativismo e fatto respirare una aria salubre , ci accorgiamo che l’analisi che fa e’ uguale uguale a quella del formidabile testadiminkia Docgalileo ( toh chi l’avrebbe detto oltre a me che ho sempre considerato i 2 fascisti ??) . Uno un fascista sociale e l’altro un fascista da olio di ricino ma sempre Fascisti sono). Bufaleggia circa un “Renzusconi” dimostrando di aver appreso molto bene la lezione impartitagli da Calandrino dal momento che , storicamente , non si ha sentore di riforme o fiducie del governo Renzi votate dal Delinquente . Si supera quando afferma che “milioni” (sissignori , ha detto milioni e vi prego di non ridere , nda) sono passati dal PD al M5S . Raggiunge il top dell’ilarita quando afferma che il vento populista e razzista sarà “fermato” grazie ai Meridionali ( nota classe di popolazione italica che si e’ venduta ad una decina di padroni diversi) . Chiude sperando che il M5S non si “allei “ mai con nessuno ( destinandolo all’irrilevanza eterna , nda), e spera ( ma non e’ vero,nda)!che il Movimento mandi Salvini davanti ai giudici ( che invece non ce lo manderanno ). Tralascio di commentare la sua analisi sulla crisi della sx e lo farò fino a che non ci informerà a quale sx si riferisce , la relativa strategia che gli consentirà di governare , con chi o da sola . Niente dice e niente ci fa sapere circa la sua teoria  ripetuta fino ad ieri che prevedeva la scomparsa dalla scena politica del PD che non e’ avvenuta ( e non avverrà ). Basta , gli ho dedicato fin troppo tempo. L’ambulanza la chiamate voi o ci penso io ???

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Per un mio commento sul voto abbruzzese rimando alla discussione di Sardonico. Con il cui post di sopra devo inopinatamente concordare. La sinistra si è scavata la fossa da sola, per decenni, lentamente, finché arrivò un becchino più sbrigativo, vestito da tappetaro, che interrò il cadavere e pareggiò il terreno, cospargendolo alla fine non di fiori ma di pop corn. Ai 5stelle va semmai riconosciuto il merito di avere intercettato milioni di voti in fuga dal Pd, che il 4 marzo sarebbero finiti alla Lega o in astensione e avrebbero portato in carrozza il cdx al governo. 

Voglio qui esprimere un dissenso su una parte del pensiero dell'amico Divino. Di Maio, come ho scritto infinite volte, commise certo un grave errore nell'allearsi con Salvini (il cd. contratto è solo un ipocrita escamotage per mascherare quella che a tutti gli effetti è un'alleanza di governo). Un errore commesso in buona fede per senso di responsabilità (per sbloccare il drammatico stallo istituzionale); per le pressioni di Mattarella; per un eccesso di ottimismo e di fiducia in un governo del cambiamento; per una poco attenta valutazione dell'affidabilità e delle vere intenzioni dell'alleato, nonché delle condizioni al contorno e degli ostacoli che sarebbero sorti specie nell'attuazione della parte grillina e più radicale del programma. Ma direi anche per mancanza di fermezza e di coraggio. Di Maio doveva restare fermo, coerente, irremovibile sulla linea della campagna elettorale, quella premiata dagli elettori: io sono il premier in pectore, questa è la squadra di governo, questo è il programma, che non cambieremo di una virgola, chi vuole ci appoggi dall'esterno, punto. Sono sicuro che gli elettori avrebbero in ogni caso apprezzato la coerenza. Una scomm.essa azzardata? Fino a un certo punto. È vero che siamo un popolo di conservatori, un popolo pigro che si muove poco senza accorgersi di perdere terreno sugli altri (esempi vistosi gli anni del berlusconismo e del renzismo), e che preferisce muoversi di tanto in tanto, con brevi scatti in avanti. Nel dopoguerra ii primo si ebbe con il referendum che istituì la Repubblica (ma è certo che, senza la guerra perduta e le pesanti collusioni con il fascismo, avremmo tuttora i Savoia al Quirinale). Poi ci fu forse l'unica virtuosa eccezione alla suddetta regola, quando l'intero paese si mosse con continuità in avanti: gli anni del boom economico. Un'altro scatto lo facemmo nel '74 con il referendum sul divorzio, una storica vittoria della laicità in un paese tuttora tra i più clericali e bigotti del pianeta (come ben sa il furbo Salvini che va in giro con Vangelo e Rosario). Ce n'è era un'altro nell'aria in quegli anni, come si intuì alle elezioni politiche del 1976. Ma lo scatto, la rivoluzione democratica che avrebbe portato al sorpasso del Pci sulla Dc, restò nelle gambe degli italiani spaventati non tanto da Berlinguer (che anzi era stimato anche dai democristiani) quanto dalle Brigate Rosse. E così ci turammo il naso con Montanelli e tirammo a campare mentre i corrotti del pentapartito facevano i comodi loro. Finché un eroico pool di magistrati non scoperchiò il merdaio di Tangentopoli. E allora il popolo scattò in avanti e li sostenne convintamente, ma per poco. Fu una rivoluzione breve, quella di Mani Pulite, ma una rivoluzione. Che spazzò via quasi tutti i partiti e un'intera classe politica. Anche se molti pesci piccoli e mediocri si riciclarono con Berlusconi, il figlioccio del ladrone Craxi. La classica rivoluzione all'indietro, l'involuzione in cui viviamo tuttora dopo la sciagurata fase del renzismo, naturale prosecuzione del berlusconismo. Con un alleato del delinquente che governa come un bastone tra le ruote del cambiamento e che vola nei sondaggi. Eppure il 4 dicembre 2016 e il 4 marzo 2018 c'erano stati tutti i segnali premonitori di quello scatto in avanti che in Italia manca da 25 anni. La secca e imprevista sconfitta di Renzi nel referendum, la sconfitta definitiva di Renzusconi alle politiche e il sorprendente risultato del M5S erano segnali inequivocabili. Peccato che un politico intelligente, un ragazzo del Sud come Di Maio non abbia creduto fino in fondo alla voglia di "riscatto" (nuovo scatto) degli italiani. Il 4 marzo qui al Sud e in parte anche al Centro si era avuta netta la sensazione di una svolta storica, di una rivoluzione democratica nascente. Con un movimento antisistema che in molti collegi superava il 50%, che andava 20 o 30 punti al di là dei sondaggi e che lasciava le briciole a noti potentati, signori del voto di scambio e delle clientele. Di Maio non ci ha creduto abbastanza. Avrebbe dovuto accettare la sfida delle elezioni anticipate, anche in agosto come minacciava Mattarella (ben sapendo che nessuno avrebbe accettato la sfida), anche con un movimento che non ha mai preso un euro di finanziamento pubblico e che avrebbe avuto enormi difficoltà economiche nell'affrontare un'altra durissima campagna elettorale. Le rivoluzioni hanno una caratteristica: sono contagiose, si diffondono a vista d'occhio. L'8 agosto la rivoluzione del Centrosud avrebbe contagiato anche il Nord (dove peraltro i meridionali e i figli di meridionali sono milioni). In ogni caso, visti i risultati del 4 marzo, è chiaro che il voto sarebbe stato un ballottaggio tra Di Maio e Salvini. Con un Salvini meno forte di oggi e appesantito dalla palla al piede Berlusconi. Posso sbagliarmi, ma io penso che Di Maio abbia sprecato un match point. Avrebbe dovuto quanto meno giocarselo. Il solipsismo politico può essere una debolezza, specie nelle elezioni locali dove prevale negli elettori la logica delle "fritture di pesce". Ma può essere anche un punto di forza quando prevale il voto d'opinione e quando c'è sete di cambiamento. Il consociativismo e il compromesso sono nel Dna della politica italiana, ma non in quello dei 5stelle. Un programma massimalista, di cambiamento radicale, che vuole mandare in galera gli evasori per dare un reddito a tutti, mal si concilia con i contratti scritti a 4 mani, per giunta con uno che, al di là di qualche apparenza, è immerso fino alla punta dei capelli nel vecchio sistema. Per questo, a differenza del Divino, io penso che sarebbe un ulteriore errore per i 5s cercare alleati anche a livello locale. Il movimento perderebbe la sua identità e verrebbe percepito come un partito come tanti. Del resto con chi poteva allearsi il M5s in Abruzzo? Forse con qualche simbolico  movimento ecologista e no Triv. Piuttosto dovrebbe ribadire una forte linea autonoma da Salvini, evitando ulteriori compromessi. Guai a cedere sul Tav. Non bisogna cedere di un millimetro! E, per quanto sia un caso molto particolare, secondo me dovrebbe votare per l'autorizzazione a procedere sul ministro dell'Interno. Tanto lo salveranno comunque gli altri in aula, dove il voto è segreto. Se poi Salvini decidesse di far cadere il governo e di tornare tra le braccia di nonno Silvio (perché le  elezioni politiche, finché ci saremo noi meridionali, non le vince da solo) la responsabilità sarà sua e gli italiani giudicheranno. 

Se in Abruzzo il 4/3/2018 prendi 303.000 voti e un anno dopo ne prendi 126.000, rifletti. 

Alle europee del 2014 Renzi portò il PD  a raccogliere 219.000 voti. Il 4/3/2018 era sceso a 105.000 voti.

Cioè: in un anno il M5S è riuscito a dimezzare i suoi voti in quella Regione. Dove Renzi aveva impiegato 4 anni per dimezzare il PD.

Ogni analisi sul voto deve necessariamente concludere che l'abbraccio con la Lega si sta rivelando letale per il M5S. Come aver abbracciato il Conte Dracula di Transilvania una notte di luna piena.

Che fare ?  Resta una secca alternativa tra farsi dissanguare dalla Lega poco per volta, oppure rompere.

Su cosa ?  C'è stato un momento in cui mi parve di capire che il M5S chiedesse la testa dei Benetton e la revoca delle concessioni private delle autostrade.

Ecco, quello poteva essere il terreno di scontro coi poteri forti e la Lega che li sostiene. Ancor più del TAV. Inoltre avrebbe raccolto ampi consensi "a sinistra" e costretto il PD a schierarsi.

Occasione perduta.

Modificato da cortomaltese-im

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
21 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Se in Abruzzo il 4/3/2018 prendi 303.000 voti e un anno dopo ne prendi 126.000, rifletti. 

Alle europee del 2014 Renzi portò il PD  a raccogliere 219.000 voti. Il 4/3/2018 era sceso a 105.000 voti.

Cioè: in un anno il M5S è riuscito a dimezzare i suoi voti in quella Regione. Dove Renzi aveva impiegato 4 anni per dimezzare il PD.

Ogni analisi sul voto deve necessariamente concludere che l'abbraccio con la Lega si sta rivelando letale per il M5S. Come aver abbracciato il Conte Dracula di Transilvania una notte di luna piena.

Che fare ?  Resta una secca alternativa tra farsi dissanguare dalla Lega poco per volta, oppure rompere.

Su cosa ?  C'è stato un momento in cui mi parve di capire che il M5S chiedesse la testa dei Benetton e la revoca delle concessioni private delle autostrade.

Ecco, quello poteva essere il terreno di scontro coi poteri forti e la Lega che li sostiene. Ancor più del TAV. Inoltre avrebbe raccolto ampi consensi "a sinistra" e costretto il PD a schierarsi.

Occasione perduta.

Quello che invece non ha nessuna intenzione di rompere è il Conte Dracula. 

Mica è scemo a mollare impunemente la gallina dalle uova d'oro e il sempre più sicuro e magnanimo serbatoi di voti (fin che dura chi glielo fa fare?).

Infatti si è apprestato a dire, con una velocità impressionante e uno scatto  da far impallidire perfino il Bolt nelle migliori condizioni di forna che....in realtà non è vero che il M5S in Abruzzo ha perso. 

Lo avrà detto sul serio o per prendere per i f.ondelli? Questo non è dato sapere ancora con assoluta certezza....

2 persone è piaciuto questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
16 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Se in Abruzzo il 4/3/2018 prendi 303.000 voti e un anno dopo ne prendi 126.000, rifletti. 

Alle europee del 2014 Renzi portò il PD  a raccogliere 219.000 voti. Il 4/3/2018 era sceso a 105.000 voti.

Cioè: in un anno il M5S è riuscito a dimezzare i suoi voti in quella Regione. Dove Renzi aveva impiegato 4 anni per dimezzare il PD.

Ogni analisi sul voto deve necessariamente concludere che l'abbraccio con la Lega si sta rivelando letale per il M5S. Come aver abbracciato il Conte Dracula di Transilvania una notte di luna piena.

Che fare ?  Resta una secca alternativa tra farsi dissanguare dalla Lega poco per volta, oppure rompere.

Su cosa ?  C'è stato un momento in cui mi parve di capire che il M5S chiedesse la testa dei Benetton e la revoca delle concessioni private delle autostrade.

Ecco, quello poteva essere il terreno di scontro coi poteri forti e la Lega che li sostiene. Ancor più del TAV. Inoltre avrebbe raccolto ampi consensi "a sinistra" e costretto il PD a schierarsi.

Occasione perduta.

C'è un piccolo dettaglio che ti sfugge: Renzi aveva tutta la stampa a favore (con rare eccezioni), Di Maio ce l'ha tutta contro (con rare eccezioni). In oltre 40 anni che seguo la politica non ho mai visto, ripeto MAI VISTO, un politico e un movimento o partito politico più bersagliati dai pennivendoli nostrani, nemmeno partiti di opposizione al di fuori del cosiddetto arco costituzionale come il Msi di Almirante. Nemmeno il delinquente quando era sommerso dai processi e dagli scandali e mezza Europa gli rideva dietro. Come si spiega il paradosso per cui di due partiti al governo, che condividono il programma di governo, che votano nello stesso modo in parlamento e che dovrebbero condividere abbastanza equamente meriti e colpe, uno raddoppia i consensi e l'altro li dimezza? Si spiega con la gogna mediatica inflitta a Di Maio e ai ministri grillini e con il "pompaggio" dell'immagine di Salvini dipinto nel peggiore dei casi come un eroe negativo ma pur sempre un eroe, furbo, spregiudicato, coraggioso solo con quei poveracci dei migranti ma pur sempre coraggioso. E agli italiani piacciono gli eroi negativi, anche quelli dei fumetti come Kriminal e Diabolik. A Di Maio non viene perdonato nulla, a Salvini tutto, perfino i 49 milioni "rubati" dalla Lega. Ma si spiega anche con la diversa sensibilità dei due elettorati. La montanelliana feccia che risaliva il pozzo per Berlusconi oggi lo risale per Salvini. Milioni di evasori fiscali, gentaglia egoista, xenofoba, rozza, votano Salvini chiedendogli solo una cosa: di potersi fare gli affari propri (leciti e non) senza immigrati e senza Stato a rompergli le scatole. Naturalmente ci sono anche milioni di polli e di ignoranti accalappiati dalla propaganda mediatica, più o meno gli stessi già abbindolati da Berlusconi e da Renzi e che oggi si appendono volentieri all'amo di Salvini L'elettorato grillino è molto più sensibile, colto, esigente, a parte i poveri illusi che si aspettavano miracoli e redditi di cittadinanza per tutti, e che probabilmente oggi votano tutti per Salvini.

Sulle nazionalizzazioni (e su tante altre cose) la Lega si è messa di traverso, ovvero dalla parte dei Benetton, dei poteri forti e della conservazione. Ovvero non si è mossa da dove è sempre stata, balle sulla secessione a parte.  E il Pd non ha dato una mano, nemmeno su riforme di sinistra come il Rdc. Sul Tav Di Maio si è schierato eccome, senza se e senza ma. Ha detto che fin quando il M5s è al governo l'opera non si fa, che è un'opera morta, mai nata (a parte scavi di prova) e senza futuro. Mentre il Pd si è schierato con la Lega, dalla parte dello spreco e dello stupro del territorio, e ha sfilato a Torino con le madamine (dei miei stivali), con Forza Italia e con la Lega stessa. Che schifo!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

A proposito di stampa schierata. Stasera dalla Gruber quella faccia da chierico imbalsamato di Beppe Severgnini ha detto che se Di Maio fa il ministro del Lavoro allora lui può andare a Sanremo non solo a fare il giurato ma a cantare sul palco. Simili offese in diretta tv contro ministri del Lavoro come Mastella, Maroni e Poletti al patetico giornalista "moderato" del Corriere non sarebbero neppure venute in mente. Severgnini è uno dei tanti pennivendoli che dal 4 marzo si sono specializzati nel coraggioso sport della caccia alla volpe Di Maio. Ma non tra i cacciatori a cavallo bensì nella muta dei cani. 

Modificato da fosforo41

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
21 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

A proposito di stampa schierata. Stasera dalla Gruber quella faccia da chierico imbalsamato di Beppe Severgnini ha detto che se Di Maio fa il ministro del Lavoro allora lui può andare a Sanremo non solo a fare il giurato ma a cantare sul palco. Simili offese in diretta tv contro ministri del Lavoro come Mastella, Maroni e Poletti al patetico giornalista "moderato" del Corriere non sarebbero neppure venute in mente. Severgnini è uno dei tanti pennivendoli che dal 4 marzo si sono specializzati nel coraggioso sport della caccia alla volpe Di Maio. Ma non tra i cacciatori a cavallo bensì nella muta dei cani. 

Ce l'hanno tutti con noi, non ci capiscono, ci fanno tutti la guerra......patetiche scuse vittimistiche che non spiegano 170.000 voti in meno su 303.000 in un anno scarso.

Una valanga del genere si spiega in un solo modo, lo stesso del 4/3/18 per il PD.

Aver deluso profondamente il proprio elettorato, con una sbagliata e innaturale alleanza con un partito fascistoide.

Staccate la spina, finché siete in tempo. E fatelo su un tema dirimente.

Sennò fate la fine del vuccumpra' fiorentino. E più in fretta di lui.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Ce l'hanno tutti con noi, non ci capiscono, ci fanno tutti la guerra......patetiche scuse vittimistiche che non spiegano 170.000 voti in meno su 303.000 in un anno scarso.

Una valanga del genere si spiega in un solo modo, lo stesso del 4/3/18 per il PD.

Aver deluso profondamente il proprio elettorato, con una sbagliata e innaturale alleanza con un partito fascistoide.

Staccate la spina, finché siete in tempo. E fatelo su un tema dirimente.

Sennò fate la fine del vuccumpra' fiorentino. E più in fretta di lui.

Guarda che io Di Maio non l'ho mai votato e non ho mai fatto del vittimismo, bensì ho commentato un fatto OGGETTIVO. Ovvero, l'abnorme, inaudito squilibrio nel trattamento riservato dai media a due soggetti politici del medesimo governo. Dei cui atti rispondono alla pari essendo ambedue decisivi per la maggioranza. Ma se per caso sei così ingenuo da pensare che gli elettori siano poco o nulla influenzati dai media, allora leggiti i dati del Censis o il famoso libro di Noam Chomsky La fabbrica del consenso. Inoltre ho anche precisato che l'elettore medio di Di Maio è molto più sensibile e intelligente di quello di Salvini. Dunque è chiaro che molti grillini sono delusi o arrabbiati per questa alleanza. Mentre il viceversa non vale. Salvini potrebbe allearsi anche con il mago Otelma, i suoi polli lo seguirebbero comunque. Chi ha votato 5s il 4 marzo e non perdona a Di Maio questa strana alleanza certamente oggi non vota Salvini, probabilmente si astiene. Mentre chi ha votato 5s solo nel miraggio di un facile, veloce e cospicuo RDC è probabile che sia già passato alla Lega. Questi elettori ballerini a mio avviso è meglio perderli che trovarli.

Modificato da fosforo41

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, fosforo41 ha scritto:

A proposito di stampa schierata. Stasera dalla Gruber quella faccia da chierico imbalsamato di Beppe Severgnini ha detto che se Di Maio fa il ministro del Lavoro allora lui può andare a Sanremo non solo a fare il giurato ma a cantare sul palco. Simili offese in diretta tv contro ministri del Lavoro come Mastella, Maroni e Poletti al patetico giornalista "moderato" del Corriere non sarebbero neppure venute in mente. Severgnini è uno dei tanti pennivendoli che dal 4 marzo si sono specializzati nel coraggioso sport della caccia alla volpe Di Maio. Ma non tra i cacciatori a cavallo bensì nella muta dei cani. 

Non saprei. Gli organi di stampa non sono cambiati, sempre quelli sono. E così pure le televisioni che anzi ora non sono più neanche appannaggio del PD e che forse non si sono rivelate neanche così determinanti come in altri tempi, abbastanza soppiantate da altre forme di comunicazione.

D'altra parte di tutto possono essere accusati i governi precedenti meno che di censura televisiva: il M5S veniva invitato e regolarmente non si presentava, il Capitano era sempre presente prima, durante e dopo i pasti, sicuramente più dell'aspirina e della citrosodina. Se vogliamo si può dire anzi che un certo tipo di censura, seppure strisciante e ancora incompiuto nei confronti di stampae TV lo si percepisce più ora che allora. In ogni caso, se di censura o di presunto ostracismo si è trattato, non ha certamente impedito che il risultato delle politiche di sia verificato.

Per cui il motivo, secondo me, non può essere a ciò ascritto.

Si lamentano il fatto che il PD non sia allineato ma questo mi pare anche ovvio e sta nelle cose. Io ritengo invece che la lega e la destra in genere stia ora capitalizzando al massimo anche certi "favori" ricevuti, tutti eterodiretti e sempre indirizzati a senso unico oltre, ovviamente, anche al fatto che la lega ha sempre fatto in modo di capitalizzare pro domo sua tutte, anche se poche, le azioni fin qui effettuate, comprese anche quelle condivise.

Ad esempio quota 100, Condivisa però percepita solo come provvedimento della lega.

L' immigrazione poi. Il M5S non ha mai ostagiato Salvini e forse qualche volta lo ha fatto pure controvoglia eppure alzi la mano chi da qualche riconoscimento nel merito ai 5s. Diciamo che Salvini ha giocato con la pancia della gente e il M5S si è fatto intrappolare nella campagna elettorale permanente del Capitano. Le cose stanno così e la stampa e la TV c'entrano sicuramente fino a un certo punto.

Vogliamo poi dirla un"altra cosa?

Quando c'è stato un ballottaggio di qualsiasi genere e tipo, in quali casi il M5S non ha  sempre, comunque e sistematicamente fatto vincere il candidato della destra? E questo anche prima del famoso contratto. Questi fatti sono poco attinenti? Io non ne sono se tutto convinto perché ritengo che invece abbiano fatto passare la percezione anche per chi aveva votato 5s che, se l'alternativa "naturale e da statuto" quando non si è molto d'accordo è la destra, allora chi può sindacare più di tanto se....si vota invece direttamente l'alternativa sdoganata e statutaria prevista a livello dirigenziale? In fondo che male c'è se si preferisce l"originale alla fotocopia? Nessuno può negare che è sicuramente più leggibile. 

In sintesi, giusto o sbagliato che sia, ritengo che la gente abbia davvero inteso dire senza tanti infingimenti che non ha gradito affatto e per niente le scelte fin qui effettuate e si è comportata di conseguenza. Anche perché ritengo che l'errore di consentire a Salvini di fare propaganda a costo zero sui migranti a fronte del fatto che, invece, qualunque promessa elettorale dei 5s comporta la necessità di adeguate coperture finanziarie, si è finora dimostrata davvero deleteria.

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora