IL BASTONE E LA CAROTA

IL BASTONE.

Stanno arrivando i dati delle regionali abruzzesi.

Il dato è inconfutabile: l'elettore mediano abruzzese ha portato il bastone nell'urna elettorale.

E lo ha usato sul groppone dei soliti noti.

I soliti noti sono quelli che hanno trattato i truffati delle banche come speculatori, che sono entusiasti sostenitori del fantoccio francese telecomandato da Rothschild, che si vergognano di essere italiani (in realtà sono gli italiani che si vergognano di essere compatrioti di simili  mentecatti, NdA), che hanno ammainato il nostrano tricolore per quello transalpino, che hanno dimenticato gli italiani per le risorse boldriniane vittime di Gomorra, che hanno idealizzato Riace quale modello di accoglienza (poi smantellato dalla Magistratura, NdA).

L'elettore mazzola e di conseguenza i mazzolatissimi Pagliacci Democratici non arrivano al 12%.

LA CAROTA

I risultati delle urne elettorali abruzzesi hanno consegnato ai Pagliacci Democratici anche una carota.

La particolare forma dell'ortaggio lo rende particolarmente adatto per essere inserito in un orifizio.

I Pagliacci Democratici ci arrivano da soli oppure occorre un disegnino?

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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14 messaggi in questa discussione

3 ore fa, sardonicoebasta ha scritto:

IL BASTONE.

Stanno arrivando i dati delle regionali abruzzesi.

Il dato è inconfutabile: l'elettore mediano abruzzese ha portato il bastone nell'urna elettorale.

E lo ha usato sul groppone dei soliti noti.

I soliti noti sono quelli che hanno trattato i truffati delle banche come speculatori, che sono entusiasti sostenitori del fantoccio francese telecomandato da Rothschild, che si vergognano di essere italiani (in realtà sono gli italiani che si vergognano di essere compatrioti di simili  mentecatti, NdA), che hanno ammainato il nostrano tricolore per quello transalpino, che hanno dimenticato gli italiani per le risorse boldriniane vittime di Gomorra, che hanno idealizzato Riace quale modello di accoglienza (poi smantellato dalla Magistratura, NdA).

L'elettore mazzola e di conseguenza i mazzolatissimi Pagliacci Democratici non arrivano al 12%.

LA CAROTA

I risultati delle urne elettorali abruzzesi hanno consegnato ai Pagliacci Democratici anche una carota.

La particolare forma dell'ortaggio lo rende particolarmente adatto per essere inserito in un orifizio.

I Pagliacci Democratici ci arrivano da soli oppure occorre un disegnino?

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Nel riconoscere la vittoria netta di Salvini e del centrodestra, noi sinistri comunisti che nel grafico neppure ci siamo, ci consoliamo osservando che la carota per ora sembra saldamente infilata nel kulo dei grilli, che scendono dal 40% del 4/3/2018 al 20% del 10/02/2019.

Ottimo risultato dopo un anno di governo, bravo Salvini  a cannibalizzare gli alleati.

abruzzo-confronto.jpg

 

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13 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Nel riconoscere la vittoria netta di Salvini e del centrodestra, noi sinistri comunisti che nel grafico neppure ci siamo, ci consoliamo osservando che la carota per ora sembra saldamente infilata nel kulo dei grilli, che scendono dal 40% del 4/3/2018 al 20% del 10/02/2019.

Ottimo risultato dopo un anno di governo, bravo Salvini  a cannibalizzare gli alleati.

abruzzo-confronto.jpg

 

i risultati definitivi non fanno altro che confermare quello che da mesi dicono i sondaggi di opinione; il PD ha davanti a se due scelte; la prima è quella di restare per anni all'opposizione e lontano dalle poltrone del potere… la seconda accettare di entrare in futuro  in governi di coalizione; ma in questo secondo caso bisognerà che  inizi  sin da ora a non parlare troppo  male di suoi potenziali futuri alleati, altrimenti come farà a spiegare alla sua base elettorale eventuali  future alleanze con i 5 stelle, con Berlusconi o con la lega? 

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16 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Nel riconoscere la vittoria netta di Salvini e del centrodestra, noi sinistri comunisti che nel grafico neppure ci siamo, ci consoliamo osservando che la carota per ora sembra saldamente infilata nel kulo dei grilli, che scendono dal 40% del 4/3/2018 al 20% del 10/02/2019.

Ottimo risultato dopo un anno di governo, bravo Salvini  a cannibalizzare gli alleati.

abruzzo-confronto.jpg

 

e cavolo volendo essere onesti mentalmente dobbiamo confrontare i dati omogenei quindi le regionali del 2014 con quelli del 2019 in questo caso il M5S ha perso il 1,5%, il PD il 14,2% FI il 7,5% quindi chi ha perso di più è stato il PD e subito dopo FI inoltre il PD oltre hai voti ha perso anche la Regione o forse la regione era governata dal M5S, fermo restando che la Lega è quella che ne è uscita vincente ma, attenzione hanno preso il 28% del 50% dei votanti che equivale al 14% delia popolazione non certo il 35% come i sondaggi dicono a meno chè la percentuale dei votanti non si attesta sul 50% allora tutto è possibile considerato che i delusi del M5S non andranno più a votare e, non a caso la diminuzione di gente che si reca alle urna è sempre meno !

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15 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

i risultati definitivi non fanno altro che confermare quello che da mesi dicono i sondaggi di opinione; il PD ha davanti a se due scelte; la prima è quella di restare per anni all'opposizione e lontano dalle poltrone del potere… la seconda accettare di entrare in futuro  in governi di coalizione; ma in questo secondo caso bisognerà che  inizi  sin da ora a non parlare troppo  male di suoi potenziali futuri alleati, altrimenti come farà a spiegare alla sua base elettorale eventuali  future alleanze con i 5 stelle, con Berlusconi o con la lega? 

Un certo vuccumpra' di Firenze mentre prendeva botte in testa in tutte le elezioni locali (esempi Roma e Torino) non si poneva domande. E non accettava critiche o suggerimenti.

Adesso il PD è all'opposizione. Tante volte fa bene alla salute di un partito stare distante dalle poltrone.

Il problema che hanno i 5stelle è che se non aprono alla democrazia interna e il grillocapetto  ha sempre ragione, fanno la fine di Renzi.

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Inviata (modificato)

Per la gran parte degli italiani le Regioni non hanno alcun valore politico. Le considerano, non a torto, enti inutili quando non dannosi, collettori e dissipatori del denaro pubblico, mangiatoie permanenti a disposizione di un esercito di ingordi e incapaci maneggioni e delle loro clientele. In un'eventuale referendum costituzionale per l'abolizione delle Regioni il Sì a mio avviso vincerebbe con almeno il 70% dei voti (al Sud il 90%). Questi elettori in buona parte se ne stanno a casa (il 47% ieri in Abruzzo) e in parte si sottopongono alla seccatura elettorale con questo ragionamento: visto che l'ente inutile c'è, vi ci mando l'amico o l'amico dell'amico, magari schierato in una lista civica o in un improbabile partitino o in un partito diverso dal proprio reale orientamento politico. Quelli che votano (passivamente) per lo stesso partito che voterebbero alle politiche alla fine sono una minoranza del corpo elettorale. Alle regionali siciliane del 2017 il M5s, pur avendo un candidato governatore ben noto sull'isola (a differenza della carneade abbruzzese), prese come lista il 26%, appena 4 mesi dopo alle politiche sfiorò in Sicilia il 50%. Premesso ciò, la sconfitta del Movimento in Abruzzo è pesante, per quanto fosse prevedibile. Conferma che la scelta, molto avventata, di Di Maio di allearsi con un partito politicamente quasi agli antipodi per provare a cambiare l'Italia è rimasta sullo stomaco degli elettori grillini del 4 marzo. La scelta, molto furba, di Salvini di staccarsi dal putrefatto Berlusconi per andare a fare populismo di governo viene invece premiata degli elettori di destra e, grazie anche all'aiuto della grancassa mediatica, dalla sempre più consistente frazione mobile dell'elettorato. Quella che si lascia guidare dalla pancia e dalle mode per passare disinvoltamente da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Salvini. Il risultato è anche, a mio avviso, una sconfitta del governo Conte, perché ha penalizzato chi ha portato i contributi politici più importanti e innovativi (decreto dignità, anticorruzione, reddito di cittadinanza) a vantaggio di chi si è limitato al pugno duro sugli immigrati, al tentativo di conservare l'esistente (TAV) e poco altro. Un risultato che dovrebbe far aprire gli occhi a chi critica il governo da sinistra. Una caduta del quale oggi consegnerebbe il paese per 5 anni a Salvini premier con una maggioranza blindata e il delinquente magari ministro del lavoro e delle infrastrutture per buttare miliardi in TAV e ponti sullo stretto. Il nuovo segretario del Pd, chiunque sarà, dovrà cercare di aprirsi al dialogo con Di Maio, fino a sostenerlo in Parlamento nella lotta agli sprechi, alla corruzione, all'evasione fiscale. E fino a dire che è ora di rinazionalizzare le autostrade, di lanciare un grande piano di investimenti per il Sud (dove regioni come Calabria e Sardegna stanno letteralmente morendo) e un altro contro le trivelle e le fonti fossili a favore delle rinnovabili. Così pian piano si ridimensionerebbe la figura di Salvini e gli italiani capirebbero, come già fecero con Berlusconi e Renzi (ma solo dopo avere sperimentato i loro disastri), che alla fine sotto le chiacchiere di certi populisti c'è il nulla. 

Modificato da fosforo41

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1 ora fa, monello.07 ha scritto:

e cavolo volendo essere onesti mentalmente dobbiamo confrontare i dati omogenei quindi le regionali del 2014 con quelli del 2019 in questo caso il M5S ha perso il 1,5%, il PD il 14,2% FI il 7,5% quindi chi ha perso di più è stato il PD e subito dopo FI inoltre il PD oltre hai voti ha perso anche la Regione o forse la regione era governata dal M5S, fermo restando che la Lega è quella che ne è uscita vincente ma, attenzione hanno preso il 28% del 50% dei votanti che equivale al 14% delia popolazione non certo il 35% come i sondaggi dicono a meno chè la percentuale dei votanti non si attesta sul 50% allora tutto è possibile considerato che i delusi del M5S non andranno più a votare e, non a caso la diminuzione di gente che si reca alle urna è sempre meno !

Ci risiamo Monellebete sottoscolarizzato.  Dire :” Il PD oltre hai voti ha perso ...”. Si dice :” il PD oltre ai voti ha perso ...”. Hai messo un h in piu’. Prima di avventurarti in analisi politiche iscriviti alle serali ..

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3 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Per la gran parte degli italiani le Regioni non hanno alcun valore politico. Le considerano, non a torto, enti inutili quando non dannosi, collettori e dissipatori del denaro pubblico, mangiatoie permanenti a disposizione di un esercito di ingordi e incapaci maneggioni e delle loro clientele. In un'eventuale referendum costituzionale per l'abolizione delle Regioni il Sì a mio avviso vincerebbe con almeno il 70% dei voti (al Sud il 90%). Questi elettori in buona parte se ne stanno a casa (il 47% ieri in Abruzzo), e in parte si sottopongono alla seccatura elettorale con questo ragionamento: visto che l'ente inutile c'è, vi ci mando l'amico o l'amico dell'amico, magari schierato in una lista civica o in un improbabile partitino o in un partito diverso dal proprio reale orientamento politico. Quelli che votano (passivamente) per lo stesso partito che voterebbero alle politiche alla fine sono una minoranza del corpo elettorale. Alle regionali siciliane del 2017 il M5s, pur avendo un candidato governatore ben noto sull'isola (a differenza della carneade abbruzzese), prese come lista il 26%, appena 4 mesi dopo alle politiche sfiorò il 50%. Premesso ciò, la sconfitta del Movimento in Abruzzo è pesante, per quanto fosse prevedibile. Conferma che la scelta, molto avventata, di Di Maio di allearsi con un partito politicamente quasi agli antipodi per provare a cambiare l'Italia è rimasta sullo stomaco degli elettori grillini del 4 marzo. La scelta, molto furba, di Salvini di staccarsi dal putrefatto Berlusconi per andare a fare populismo di governo viene invece premiata degli elettori di destra e, grazie anche all'aiuto della grancassa mediatica, dalla sempre più consistente frazione mobile dell'elettorato. Quella che si lascia guidare dalla pancia e dalle mode per passare disinvoltamente da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Salvini. Il risultato è anche, a mio avviso, una sconfitta del governo Conte, perché ha penalizzato chi ha portato i contributi politici più importanti e innovativi (decreto dignità, anticorruzione, reddito di cittadinanza) a vantaggio di chi si è limitato al pugno duro sugli immigrati, al tentativo di conservare l'esistente (TAV) e poco altro. Un risultato che dovrebbe far aprire gli occhi a chi critica il governo da sinistra. Una caduta del quale oggi consegnerebbe il paese per 5 anni a Salvini premier con una maggioranza blindata e il delinquente magari ministro del lavoro e delle infrastrutture per buttare miliardi in TAV e ponti sullo stretto. Il nuovo segretario del Pd, chiunque sarà, dovrà cercare di aprirsi al dialogo con Di Maio, fino a sostenerlo in Parlamento nella lotta agli sprechi, alla corruzione, all'evasione fiscale. E fino a dire che è ora di rinazionalizzare le autostrade, di lanciare un grande piano di investimenti per il Sud (dove regioni come Calabria e Sardegna stanno letteralmente morendo) e un altro contro le trivelle e le fonti fossili a favore delle rinnovabili. Così pian piano si ridimensionerebbe la figura di Salvini e gli italiani capirebbero, come già fecero con Berlusconi e Renzi (ma solo dopo avere sperimentato i loro disastri), che alla fine sotto le chiacchiere di certi populisti c'è il nulla. 

Il nulla è uno e trino, come la Santissima Trinità. Esiste una continuità tra Berlusconi, Renzi, Salvini e Grillo.

Tutti costoro sono unificati da un pensiero unico: la democrazia consiste solo nel prendere voti.

A casa mia questo si chiama fare marketing, non fare politica.

Il Sindacato e le Associazioni di Categoria sono residui corporativi, i giornalisti un fastidio se non sono servili, la Magistratura va bene solo quando inquisisce gli altri.

Un giorno gli storici scriveranno che questi quattro cavalieri dell'Apocalisse seppellirono la Repubblica Italiana.

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7 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Per la gran parte degli italiani le Regioni non hanno alcun valore politico. Le considerano, non a torto, enti inutili quando non dannosi, collettori e dissipatori del denaro pubblico, mangiatoie permanenti a disposizione di un esercito di ingordi e incapaci maneggioni e delle loro clientele. In un'eventuale referendum costituzionale per l'abolizione delle Regioni il Sì a mio avviso vincerebbe con almeno il 70% dei voti (al Sud il 90%). Questi elettori in buona parte se ne stanno a casa (il 47% ieri in Abruzzo) e in parte si sottopongono alla seccatura elettorale con questo ragionamento: visto che l'ente inutile c'è, vi ci mando l'amico o l'amico dell'amico, magari schierato in una lista civica o in un improbabile partitino o in un partito diverso dal proprio reale orientamento politico. Quelli che votano (passivamente) per lo stesso partito che voterebbero alle politiche alla fine sono una minoranza del corpo elettorale. Alle regionali siciliane del 2017 il M5s, pur avendo un candidato governatore ben noto sull'isola (a differenza della carneade abbruzzese), prese come lista il 26%, appena 4 mesi dopo alle politiche sfiorò in Sicilia il 50%. Premesso ciò, la sconfitta del Movimento in Abruzzo è pesante, per quanto fosse prevedibile. Conferma che la scelta, molto avventata, di Di Maio di allearsi con un partito politicamente quasi agli antipodi per provare a cambiare l'Italia è rimasta sullo stomaco degli elettori grillini del 4 marzo. La scelta, molto furba, di Salvini di staccarsi dal putrefatto Berlusconi per andare a fare populismo di governo viene invece premiata degli elettori di destra e, grazie anche all'aiuto della grancassa mediatica, dalla sempre più consistente frazione mobile dell'elettorato. Quella che si lascia guidare dalla pancia e dalle mode per passare disinvoltamente da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Salvini. Il risultato è anche, a mio avviso, una sconfitta del governo Conte, perché ha penalizzato chi ha portato i contributi politici più importanti e innovativi (decreto dignità, anticorruzione, reddito di cittadinanza) a vantaggio di chi si è limitato al pugno duro sugli immigrati, al tentativo di conservare l'esistente (TAV) e poco altro. Un risultato che dovrebbe far aprire gli occhi a chi critica il governo da sinistra. Una caduta del quale oggi consegnerebbe il paese per 5 anni a Salvini premier con una maggioranza blindata e il delinquente magari ministro del lavoro e delle infrastrutture per buttare miliardi in TAV e ponti sullo stretto. Il nuovo segretario del Pd, chiunque sarà, dovrà cercare di aprirsi al dialogo con Di Maio, fino a sostenerlo in Parlamento nella lotta agli sprechi, alla corruzione, all'evasione fiscale. E fino a dire che è ora di rinazionalizzare le autostrade, di lanciare un grande piano di investimenti per il Sud (dove regioni come Calabria e Sardegna stanno letteralmente morendo) e un altro contro le trivelle e le fonti fossili a favore delle rinnovabili. Così pian piano si ridimensionerebbe la figura di Salvini e gli italiani capirebbero, come già fecero con Berlusconi e Renzi (ma solo dopo avere sperimentato i loro disastri), che alla fine sotto le chiacchiere di certi populisti c'è il nulla. 

Cosa dovrà fare , ebe te , il nuovo segretario del PD ?? Aprirsi al dialogo con i Grillebeti e sostenere Di Maio ?? Ahahahaha . Guarda Cazzaro , va bene che non indovini un pronostico ed una strategia politica sin dal 1968, ma questa e’ una monumentale caz.z.ata !!  quella che blateri , sarebbe l’estinxione del PD. Invece il PD si ricompatta piano piano con la sua gente ed aspetta che il Donatore di sangue Di Maio insieme al tupamaros Dibba ( provato che anche il suo affrettato rientro dalla Bolivia contribuisce alla copiosa emorragia grillebete verso la Lega ) , si autoestinguano da soli . Dopodiché sarà l’unico polo insieme a chi non e’ un fascio razzista al polo sopracitato . Con buona pace del Cazzaro di Napoli che prevedeva una lotta a 2 tra Grillebeti e Razzistoidi. 

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Allora il PD ha fatto bene a non allearsi con i grillini sapendo che fra qualche anno si estingueranno da soli. Magari dopo il PD.

 

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Carissimi, forse vi sfugge un dettaglio:

non è il M5S ad essere sulla via dell'estinzione.

Ad avere imboccato il "Sentiero del Dodo" è il più grande partito riformista dell'Europa occidentale (come è stato tafazzianamente definito da Veltroni).

UNDICIVIRGOLATREPERCENTO fa quasi rima con ESTREMA UNZIONE

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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26 minuti fa, sardonicoebasta ha scritto:

Carissimi, forse vi sfugge un dettaglio:

non è il M5S ad essere sulla via dell'estinzione.

Ad avere imboccato il "Sentiero del Dodo" è il più grande partito riformista dell'Europa occidentale (come è stato tafazzianamente definito da Veltroni).

UNDICIVIRGOLATREPERCENTO fa quasi rima con ESTREMA UNZIONE

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

04/03/2018: voti alla Camera del M5S in Abruzzo 303.000

10/02/2019: voti alla Regione del M5S in Abruzzo 126.000

 

04/03/2018: voti centrosinistra alla Camera in Abruzzo: 165.000 

10/02/2019: voti centrosinistra alla Regione in Abruzzo: 195.000

Saldo Centrosinistra = più 30.000 voti

Saldo M5S = meno 177.000 voti

Poi ognuno trarrà le conclusioni che gli pare. Matteo Renzi ha impiegato 4 anni per sfasciare il PD.

Luigi Di Maio farà più in fretta a sfasciare il M5S. Basta che continui a donare sangue a Matteo Salvini.

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Ma! Neanche per M5S c'è da stare tranquilli, nonostante abbiano messo in campo molte più azioni politiche di quelle del Capitano

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Si è visto di peggio, e si è risorti meglio di prima.....basta aspettare ancora un pò....e quelli che davano per morto il P.D. digeriscono anche male quello che ha preso....

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4 ore fa, mark222220 ha scritto:

Ci risiamo Monellebete sottoscolarizzato.  Dire :” Il PD oltre hai voti ha perso ...”. Si dice :” il PD oltre ai voti ha perso ...”. Hai messo un h in piu’. Prima di avventurarti in analisi politiche iscriviti alle serali ..

si come scrivi tu abuzzesi ?

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