Facciamo chiarezza per razxogrillebeti & Collaborazionisti vari ...

Non dipende tanto dalla situazione internazionale: l’Europa non è in recessione (ha rallentato, ma ha ancora il segno positivo), e ad aver portato il nostro Pil in recessione non sono state le esportazioni (che rimangono positive) ma la domanda interna. Non dipende neanche tanto dalle misure approvate in legge di bilancio, che sono entrate in vigore il 1 gennaio 2019 (mentre i dati sul Pil si riferiscono al periodo giugno-dicembre 2018). E allora perché siamo finiti in recessione? Perché nella seconda metà del 2018 sono accaduti due eventi: un raddoppio dello spread (che ha causato incertezza e un aumento del costo del credito) e una fortissima diminuzione degli indici di fiducia di consumatori e imprese (che hanno portato a riduzione di consumi e investimenti). Non hanno aiutato alcuni sbagliati provvedimenti di politica economica presi dal nuovo governo, in primis il decreto Dignità, che aveva l’obiettivo di ridurre i precari e aumentare i posti di lavoro a tempo indeterminato (e invece dal giorno dell’inserimento del governo Conte i precari sono aumenti di 84 mila unita e i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti di 123 Mila unità). Ora il problema sarebbe come evitare che la recessione si trascini ,  e si intensifichi , nel 2019. E qui sì che contano le misure contenute nella legge di bilancio del governo Conte. Misure che ,  dopo 5 anni di diminuzione , aumentano la pressione fiscale delle 0,4% (fonte: Mef, governo Conte) e diminuiscono gli investimenti pubblici di un miliardo (fonte: Ufficio Parlamentare di Bilancio). E che come uniche due idee per rilanciare competitività, produttività e sviluppo hanno il più grande pre-pensionamento e il più grande programma assistenziale dai tempi della Prima Repubblica. La crescita non si fa aumentando le tasse, diminuendo gli investimenti pubblici e pagando la gente per non lavorare. Bisognerebbe cambiare subito rotta e destinare tutte le risorse disponibili al raddoppio degli strumenti esistenti di lotta alla povertà e alla più grande detassazione del lavoro a tempo indeterminato che questa Repubblica abbia mai visto. E in più, mettere in cantiere per il 2020 una riforma complessiva delle tasse sul lavoro dipendente. Giuro sulla testa degli idioti razzogrillebeti e relativi fiancheggiatori Napoletani che non lo faranno . Saluti                     M.L.

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