Brutto dover ammettere....

Lo so mezzoscemo.

Come non lo sapessi che ogni volta che appaio nel forum, sei costretto ad inginocchiarti sui ceci. Stavolta sarai anche costretto a ricrederti sulle panzane che il tuo partito ti ha deliberatamente imboccato per anni.

Manda giù e non ci pensare.

https://www.facebook.com/100007254822861/posts/2289477654637373/

Abbozza un commento ( se riesci) solo dopo la visione.

BrM

Buon rosicamento Mezzoscemo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

9 messaggi in questa discussione

Stranamente il minor numero di migranti arrivati in Italia, proviene dalle ex colonie francesi.

Che siano andati direttamente in Francia?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

17 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Stranamente il minor numero di migranti arrivati in Italia, proviene dalle ex colonie francesi.

Che siano andati direttamente in Francia?

Sulla base di quali dritte , questa affermazione?

Controllo documenti e conseguente vidimazione dopo lo sbarco?

😂😂😂😂😂

Modificato da shinycage

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

www. comuni-italiani.it

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Riepiloghiamo. 14 paesi poveri hanno il franco coloniale stampato in Francia e rigidamente agganciato all'euro. In Francia  stampano le banconote ma rifiutano di cambiarle in euro. E non le stampano gratis: trattengono il 50% della liquidità dei poveri, inclusi gli aiuti umanitari, e ci finanziano il debito francese. I poveri finanziano il debito dei ricchi. In compenso, in teoria, la moneta forte agganciata all'euro dovrebbe garantire stabilità dei prezzi e bassi tassi di interesse. E invece in Senegal un barattolo di nutella al supermercato costa 10 euro, mentre la paga di un operaio non supera i 200 euro e i tassi di interesse delle banche sono tra il 15 e il 25%. Ma "quello"... cioè il patetico e poco educato Marattin, l'economista del tappetaro, dice che per i paesi in via di sviluppo il sistema dei cambi fissi è vantaggioso. 

https://youtu.be/Suyd8DuhKbg

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
39 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Riepiloghiamo. 14 paesi poveri hanno il franco coloniale stampato in Francia e rigidamente agganciato all'euro. In Francia  stampano le banconote ma rifiutano di cambiarle in euro. E non le stampano gratis: trattengono il 50% della liquidità dei poveri, inclusi gli aiuti umanitari, e ci finanziano il debito francese. I poveri finanziano il debito dei ricchi. In compenso, in teoria, la moneta forte agganciata all'euro dovrebbe garantire stabilità dei prezzi e bassi tassi di interesse. E invece in Senegal un barattolo di nutella al supermercato costa 10 euro, mentre la paga di un operaio non supera i 200 euro e i tassi di interesse delle banche sono tra il 15 e il 25%. Ma "quello"... cioè il patetico e poco educato Marattin, l'economista del tappetaro, dice che per i paesi in via di sviluppo il sistema dei cambi fissi è vantaggioso. 

https://youtu.be/Suyd8DuhKbg

Accipicchia , e’ proprio vero : Dai la possibilità e la facoltà di parola a qualsiasi ebe te con nessunissima competenza in ogni e qualsiasi comparto ed elementi come Shinycaghetta e Fosforuccio 41 si sentono autorizzati a sparare le più grosse menate possibili acquattati e posizionati nelle liste dei più co@lioni pippaio li a 5 stelle . Se si parla di economia e’ un doppio pianto essendo i 2 idio ti totalmente digiuni di ogni qualsivoglia elemento per solo aprire bocca ed allora si affidano a link di idio ti come loro ma almeno più astuti e remunerati proprio dagli storioni come i su citati . Prendiamo per esempio il Cazzaro di Napoli che , essendo un grande sostenitore di Maduro potrebbe parlarci di quel che avviene in questi giorni in Venezuela e darci qualche numero della situazione economica del paese latino americano visto che più volte il Cazzaro di Napoli ci ha spiegato come il regime economico Venezuelano in generale e quello delle nazionalizzazioni estreme sempre venezuelane sarebbe da trasferire e portare immediatamente pure in Italia . Invece di relazionarci su ciò , il Cazzaro di Napoli spara una caga ta spaventosa al punto di ritenere il CFA come responsabile del costo di 10 euro un barattolo (grande) di Nutella . Ed allora mi tocca fare , per l’ennesima volta , chiarezza e tappare la bocca ai 2 scodinzolanti idio ti a 5 stelle . Iniziamo : La Francia, interviene illimitatamente a favore dei paesi dell’area, perche è naturalmente una garanzia molto più forte di quella che può darsi unilateralmente un paese. Dal punto di vista della Francia, questo impegno rappresenta un rischio, più che un vantaggio, perché il sostegno può rivelarsi costoso. Il problema è diventato più serio da quando la Francia ha adottato l’euro, in quanto per sostenere il franco CFA la Francia deve vendere sul mercato euro, e non più una valuta, il franco, che essa stessa produceva. Si stima che negli ultimi anni le riserve delusitate presso la Banca di Francia siano state nell’ordine di 10 miliardi dieuro. I detrattori del sistema sostengono che questi soldi potrebbero meglioessere utilizzati per progetti di sviluppo all’interno dei vari paesi.  Gli idioti ignorano che questi depositi sono remunerati ad  un tasso superiore a quello dimercato e che la Banca di Francia non può utilizzare queste risorse perfinanziare il tesoro francese. I paesi che aderiscono al sistema trovano vantaggiosa la condivisione delle riserve, essenzialmente perché garantisce loro la stabilità del cambio senza obbligarli a tenere un ammontare di riserve uguali alla base monetaria in circolazione. In sostanza, la garanzia offerta dalla Francia consente di comprare stabilità in cambio di un ammontare relativamente modesto di riserve in valuta.  Come è stato ripetuto più volte anche di recente, l’adesione al sistema è volontaria. Peraltro, non tutte le ex colonie francesi aderiscono al sistema. Al contrario vi aderiscono alcuni paesi che non sono ex colonie francesi come la Guinea Bissau, ex colonia portoghese e la Guinea Equatoriale che è una ex colonia spagnola.  Frail 1957 e il 1976, sono usciti dal sistema dieci paesi (tra cui il Marocco, laTunisia, l’Algeria, la Guinea, il Mali, la Mauritania e il Madagascar). Fra il1984 e il 1997 sono entrati, o rientrati, il Mali, la Guinea Equatoriale e laGuinea- Bissau.    In generale i paesi dell’area cercano di evitare di svalutare il cambio in quanto ne vedono il vantaggio in termini di un tasso di inflazione che si mantiene , cosa rarissima fra i paesi in via di sviluppo , fra il 2 e il 3% all’anno. Ma non è vero che non possono svalutare. Come già accennato, nel 1994 vi fu una svalutazione del 50% del franco CFA rispetto al franco francese. I due idio ti sopra menzionati non sanno che non vi è alcuna certezza che un regime di cambio fisso sia in generale migliore di un regime di cambi flessibili o comunque frequentemente modificabili. Il dibattito economico mondiale , su questo punto,  è assolutamente aperto: ogni sistema ha vantaggi e costi. Ciò che non ha alcun senso e’ affermare che il regime di cambio e la moneta siano strumenti per una sorta di colonizzazione della Francia ai danni di una parte dell’Africa. I 14 paesi che hanno adottato il franco CFA hanno ritenuto e tuttora mostrano di ritenere che i vantaggi in termini di stabilità finanziaria , di apertura commerciale e Di integrazione economica  siano più importanti dei vincoli imposti dalla difficoltà di svalutare la moneta.  Peraltro, ormai da molti anni, l’area dell’Africa occidentale (di gran lunga la più popolosa) ha realizzato tassi di crescita sistematicamente superiori al 6% all’anno. Meno buoni i risultati della area dell’Africa Centrale. Ergo : I 2 idio ti , al secolo Shinycaghetta ed il Cazzaro di Napoli , parlano e vomitano perché qualcun gli ha detto che la bocca non serve solo per mangiare . Prendano spunto da testadiminkia Sardonicoebasta alias formidabiletestadikazzodocgalileo che sul punto rimane abbastanza prudente per non essere mazzolato ed ungulato come invece capita ai 2 malcapitati co@lioni sopracitati. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
34 minuti fa, sardonicoebasta ha scritto:

Il povero asino pisano si avventura in argomentazioni a lui poco consone.

Il povero asino sostiene marattinianamente che "l’area dell’Africa occidentale (di gran lunga la più popolosa) ha realizzato tassi di crescita sistematicamente superiori al 6% all’anno".

Dimenticando alcuni dettagli. Un dettaglio potrebbe essere "the Poverty Headcount Ratio at $5.50 a day" , vale a dire "the percentage of the population living on less than $5.50 a day at 2011 international prices".

Allego qualche disegnino chiarificatore.

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

COSTA D'AVORIO

avorio.png

Vabbene , ho capito !! Sei geloso di Shinycaghetta e di Fosforuccio . Ok , allora , idio ta pure te !! 

Costa d'Avorio, un paese in crescita e ambizioso

 

L'analisi dell’ambasciatore italiano in Costa d’Avorio, Stefano Lo Savio, sull'economia del Paese

 
163352661-1df95a47-4af6-4dda-82b1-77cd031490ba.png
di ANGELO FERRARI03 luglio 2018,15:44
Costa d'Avorio, un paese in crescita, fragile e ambizioso
ISSOUF SANOGO / AFP 
Raccolta cacao in Costa d'Avorio (Afp) 
 SHARE
 TWEET
 SHARE

La Costa d’Avorio è un paese che, superata la crisi politica, si è sviluppato a ritmi sostenuti, con una crescita del Pil in media tra 8-9%. La buona performance economica si è confermata anche per quest’anno, seppure con una lieve tendenza al ribasso. Un paese che, se si considerano questi numeri, fa invidia a molti paesi europei. Vista così la Costa d’Avorio può essere considerata la locomotiva, una sorta di Germania dell’Africa Occidentale.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Riepiloghiamo. 14 paesi poveri hanno il franco coloniale stampato in Francia e rigidamente agganciato all'euro. In Francia  stampano le banconote ma rifiutano di cambiarle in euro. E non le stampano gratis: trattengono il 50% della liquidità dei poveri, inclusi gli aiuti umanitari, e ci finanziano il debito francese. I poveri finanziano il debito dei ricchi. In compenso, in teoria, la moneta forte agganciata all'euro dovrebbe garantire stabilità dei prezzi e bassi tassi di interesse. E invece in Senegal un barattolo di nutella al supermercato costa 10 euro, mentre la paga di un operaio non supera i 200 euro e i tassi di interesse delle banche sono tra il 15 e il 25%. Ma "quello"... cioè il patetico e poco educato Marattin, l'economista del tappetaro, dice che per i paesi in via di sviluppo il sistema dei cambi fissi è vantaggioso. 

https://youtu.be/Suyd8DuhKbg

Forse il problema delle relazioni tra la Francia e molte sue ex colonie non è una moneta......

Legione 06.jpg

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
43 minuti fa, sardonicoebasta ha scritto:

MALI

mali.png

 

Va bene , idio ta . Parliamo ora del Mali ...

Mali, crescita economica prevista al 6%  per il 2016

L’economia del Mali crescerà del 6 per cento di quest’anno, sostenuta dalla produzione agricola e mineraria, ha dichiarato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, contro una crescita del 4,9 per cento dello scorso anno . 

Secondo i dati preliminari, la nazione dell’Africa occidentale ha prodotto 8,04 milioni di tonnellate di grano in questa stagione, contro i 6.980.000 nel 2016-2017 e 550,370 tonnellate di cotone, un aumento da 548.000 tonnellate . 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
49 minuti fa, sardonicoebasta ha scritto:

NIGER

niger.png

Via su , ebe te !! Terminiamo con il Niger così hai fatto la solita figura di Mer da completa e totale . 

 

Niger: economia prevista in crescita del 6,5% nel 2019

Redazione Redazione
3 settimane fa
Niamey-Niger.png

La crescita economica in Niger è attesa poter raggiungere un tasso del 6,5% nel 2019, in deciso rialzo rispetto al 5,2% stimato per l’anno che si è appena concluso.

A dirlo nel corso del tradizionale discorso di fine anno è stato il presidente Mahamadou Issoufou, secondo il quale la maggiore crescita dell’economia nazionale è legata agli investimenti previsti nel settore petrolifero confermando in tal modo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) rese note un paio di mesi fa.

Secondo le stime rese note, nei prossimi due anni il Niger dovrebbe ottenere circa quattro miliardi di dollari in nuovi investimenti.

Obiettivo dichiarato del governo di Niamey è espandere il settore

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora