Stupro Firenze, carabiniere condannato “inchiodato dal collega che sentì i ‘no’ della donna”

L’appuntato Marco Camuffo, condannato in abbreviato a 4 anni e 8 mesi per lo stupro di una studentessa americana a Firenze, è stato inchiodato dal collega Pietro Costa. Lo scrive il gup del tribunale di Firenze nelle motivazioni della sentenza di condanna nei confronti dell’ex carabiniere (destituito dall’Arma come l’altro), accusato della violenza sessuale sulla ragazza statunitense. Il rapporto sessuale, scrive il giudice per l’udienza preliminare, ci fu e fu violento “senza consenso” e “approfittando di una situazione psicofisica di inferiorità” ma “soprattutto a fronte del dissenso ben espresso” dalla donna.
A questo proposto – si legge nella sentenza – il collega Pietro Costa “fa dichiarazioni che inchiodano Camuffo dicendo di aver sentito i ‘no.. no, no.. cosa fai‘” della ragazza, che all’uscita da una discoteca era stata accompagnata a casa dalla pattuglia dei carabinieri, contro ogni regolamento. Dichiarazioni, scrive il giudice Frangini, che “inchiodano Camuffo alle sue responsabilità”. Perché, si legge ancora, “poter affermare che Camuffo non avesse percepito il diniego della ragazza, sentito dal suo collega ‘indaffarato’ con l’altra, appare veramente arduo”. Il rapporto sessuale “c’è stato ed è stato ‘contro’ la volontà della donna”.
Per il carabiniere scelto Pietro Costa invece ci sarà un processo con rito ordinario, per la violenza sessuale sull’amica, che inizierà il 10 maggio a Firenze.

Appare chiaro e confermato da questo prima condanna che di violenza si è trattato, una vergogna per l'arma dei carabinieri che li aveva comunque licenziati

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/15/stupro-firenze-inchiodato-dal-collega-che-senti-i-no-della-donna-le-motivazioni-della-condanna/4900037/

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