Un semplice Falcon 900

... Per riportare dalla Bolivia il criminale Battisti.

Niente Airbus A340-500 come auspicava il narcisetto di Rignano, per un rientro  (mai voluto)  in pompa magna.

😂😂😂🤣🤣🤣

BrS

Buon rosicamento Somari

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Inviata (modificato)

Dopo l'accanimento processuale e l'accanimento mediatico, lo scrittore Cesare Battisti, giunto in Italia come un pacco natalizio postdatato spedito da un fascista brasiliano a un fascistoide padano, subirà anche l'accanimento penitenziario: sei mesi di isolamento a Rebibbia. Un anziano e inoffensivo intellettuale, che oggi è tutt'altra persona rispetto al balordo di provincia e al terrorista invasato di 40 anni fa, viene trattato come un capomafia in attività. Mentre gli stragisti di Bologna e di Via Fani sono tutti, pentiti e non, a piede libero, a dispetto dei plurimi ergastoli inflitti a ciascuno di loro dalla giustizia colabrodo del paese di Pulcinella. E naturalmente i giornaloni che oggi si accaniscono su Battisti non hanno mai fatto una piega. Patetico lo spot concesso nella diretta video dell'atterraggio, a reti tv e siti dei giornaloni unificati, ai ministri Salvini e Bonafede, i quali si sarebbero resi più utili standosene nei rispettivi ministeri a lavorare. Ma particolarmente patetico, quasi commovente lo spot gratuito regalato ieri dal Tg Padania (ex Tg2) al ministro dell'Interno con la collaborazione del figlio di un gioielliere ucciso da un commando di cui Battisti non faceva parte (fu condannato per "concorso morale" pur essendo solo un membro minore di un'organizzazione terroristica che ne contava 60). Non so se l'ex terrorista Cesare Battisti sia colpevole o meno degli omicidi per cui fu condannato, ma è noto che il processo in contumacia che subì fu indegno di un paese civile, un processo basato sulle dichiarazioni senza contraddittorio di un pentito poco attendibile e su "prove contraddittorie e degne di una giustizia militare" come sancirono i magistrati della Chambre d'accusation di Parigi nel respingere un'istanza di estradizione. 

 

Modificato da fosforo41

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33 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Dopo l'accanimento processuale e l'accanimento mediatico, lo scrittore Cesare Battisti, giunto in Italia come un pacco natalizio postdatato spedito da un fascista brasiliano a un fascistoide padano, subirà anche l'accanimento penitenziario: sei mesi di isolamento a Rebibbia. Un anziano e inoffensivo intellettuale, che oggi è tutt'altra persona rispetto al balordo di provincia e al terrorista invasato di 40 anni fa, viene trattato come un capomafia in attività. Mentre gli stragisti di Bologna e di Via Fani sono tutti, pentiti e non, a piede libero, a dispetto dei plurimi ergastoli inflitti a ciascuno di loro dalla giustizia colabrodo del paese di Pulcinella. E naturalmente i giornaloni che oggi si accaniscono su Battisti non hanno mai fatto una piega. Patetico lo spot concesso nella diretta video dell'atterraggio, a reti tv e siti dei giornaloni unificati, ai ministri Salvini e Bonafede, i quali si sarebbero resi più utili standosene nei rispettivi ministeri a lavorare. Ma particolarmente patetico, quasi commovente lo spot gratuito regalato ieri dal Tg Padania (ex Tg2) al ministro dell'Interno con la collaborazione del figlio di un gioielliere ucciso da un commando di cui Battisti non faceva parte (fu condannato per "concorso morale" pur essendo solo un membro minore di un'organizzazione terroristica che ne contava 60). Non so se l'ex terrorista Cesare Battisti sia colpevole o meno degli omicidi per cui fu condannato, ma è noto che il processo in contumacia che subì fu indegno di un paese civile, un processo basato sulle dichiarazioni senza contraddittorio di un pentito poco attendibile e su "prove contraddittorie e degne di una giustizia militare" come sancirono i magistrati della Chambre d'accusation di Parigi nel respingere un'istanza di estradizione. 

 

Rammento al noto Cazzaro Napoletano , con il quale concordo solo nella esagerata spettacolarizzazione delle immagini del rientro di Battisti in Italia , che l’Italia sarebbe il Paese di Pulcinella solo se tutti coloro condannati in via definitiva per reati come l’omicidio, non si accomodassero nelle patrie galere . Rammento poi al Cazzaro Napoletano che il merito di aver permesso l’estradizione di Battisti va al compagno Evo Morales , Presidente della Bolivia , Comunista Comunitarista come il Pulcinella di Napoli Fosforo 41. Adesso si pone un problema per il Cazzaro : Farà un infuocato post contro Il Ministro Bonafede, ( M5S ed altro suo beniamino) che ha accolto a Ciampino Battisti commentando con un “ Finalmente lo Stato arresta il Terrorista Comunista Battisti “ oppure se ne stara’ zitto come un tarpone nella fogna ?? 

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43 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Un anziano e inoffensivo intellettuale, che oggi è tutt'altra persona rispetto al balordo di provincia e al terrorista invasato di 40 anni fa,

permettimi di non essere d'accordo con quello che affermi, non so se hai visto nei telegiornali le immagini dell'arrivo, non si è visto un inoffensivo vecchietto, si è vista una persona con lo sguardo beffardo quasi di sfida, a mio parere hanno sbagliato nel modo di accoglierlo, avrebbero dovuto fargli trovare ai piedi della scaletta dell'aereo quel signore che grazie a lui è in carrozzella da molti anni  http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/01/13/battisti-salvini-a-milano-con-figlio-torregiani_fdc421de-9240-4ff4-a942-9cd9b9f4f0c0.html

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1 ora fa, etrusco1900 ha scritto:

permettimi di non essere d'accordo con quello che affermi, non so se hai visto nei telegiornali le immagini dell'arrivo, non si è visto un inoffensivo vecchietto, si è vista una persona con lo sguardo beffardo quasi di sfida, a mio parere hanno sbagliato nel modo di accoglierlo, avrebbero dovuto fargli trovare ai piedi della scaletta dell'aereo quel signore che grazie a lui è in carrozzella da molti anni  http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/01/13/battisti-salvini-a-milano-con-figlio-torregiani_fdc421de-9240-4ff4-a942-9cd9b9f4f0c0.html

Vorrei anche fare presente ai più o meno "benpensanti" che non è previsto o comunque auspicato dalla vigente legislazione che ci si prenda gioco di una persona in stato di detenzione. Addirittura a me risulta che non gli si possa neanche rivolgere la parola se non in ambito idoneo. E questo, sembrerà strano, anche a discapito delle "naturali" esigenze di carattere elettorale.

Terrei a precisare che quanto su esposto vale per qualunque condannato. Qualunque qualunque, senza distinzione neanche in relazione a quelle che sono le sue colpe acclarare in fase processuale.

Solo una cosa è mancata nello spettacolo mediatico: vedere il Capitano rivolgersi direttamente a Cesare Battisti facendo lo spiritoso. Almeno questo il Capitano se li è risparmiato, oppure qualcuno ha pensato bene di avvertirlo che non era il caso lo facesse. 

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Inviata (modificato)

1 ora fa, etrusco1900 ha scritto:

permettimi di non essere d'accordo con quello che affermi, non so se hai visto nei telegiornali le immagini dell'arrivo, non si è visto un inoffensivo vecchietto, si è vista una persona con lo sguardo beffardo quasi di sfida, a mio parere hanno sbagliato nel modo di accoglierlo, avrebbero dovuto fargli trovare ai piedi della scaletta dell'aereo quel signore che grazie a lui è in carrozzella da molti anni  http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/01/13/battisti-salvini-a-milano-con-figlio-torregiani_fdc421de-9240-4ff4-a942-9cd9b9f4f0c0.html

Battisti era un proletario di provincia, di famiglia operaia e contadina. Da giovanissimo faceva il teppistello e il ladruncolo, non riuscì neppure a diplomarsi. In carcere incontrò dei terroristi, che evidentemente non erano in isolamento e che lo indottrinarono. Ma dei PAC lui non fu mai né ideologo né dirigente, bensì un elemento di secondo piano. Eppure la giustizia, la politica e i media si sono accaniti su di lui molto più che sui capi storici del terrorismo e sugli altri latitanti. In 40 anni Battisti è maturato ed è cambiato profondamente. Ha chiesto perdono per le vittime degli attentati del suo gruppo ma si e sempre dichiarato estraneo ai 4 omicidi per i quali fu condannato (solo due come esecutore materiale), condanne in contumacia basate sulle dichiarazioni di un pentito di cui la stessa  Cassazione scriveva: Questo pentito è uno specialista nei giochi di prestigio tra i suoi diversi complici.  Oggi Battisti è un intellettuale e uno scrittore discretamente apprezzato. Il suo sorriso beffardo all'arrivo in Italia io non l'ho notato, magari era solo il sorriso di chi, sia pure in manette, rivede la propria terra dopo 37 anni. Di sorrisi beffardi ne ho visti ben altri sulle facce di bronzo di tanti terroristi, assassini e stragisti pluriergastolani, che girano da molti anni a piede libero e che oggi hanno fatto sorridere anche me, di un sorriso amaro, quando il presidente Conte nella conferenza stampa ha parlato di "effettività della pena". Peraltro, se uno è orgoglioso e testardo, il sorriso beffardo e l'aria di sfida non li perde a 64 anni e nemmeno a 90.

Il figlio di Torregiani fu colpito accidentalmente da suo padre durante l'attentato, ma a questo non prese parte Battisti, il quale fu condannato a una pena spropositata di 13 anni di carcere per "concorso morale" secondo una prassi giustizialista tipica degli anni di piombo (per es. l'ex sindaco di Milano Pisapia dovette subire all'epoca un processo per "concorso morale" in un furto). Ma, ripeto, essendo un elemento di secondo piano del gruppo, difficilmente Battisti avrebbe potuto decidere o organizzare un omicidio. Per interessanti dettagli sull'omicidio Torregiani allego questo articolo: 

https://www.loccidentale.it/articoli/91531/litalia-complice-e-vigliacca-che-abbandono-torregiani-al-suo-destino

da cui si evince che forse andavano condannati per "concorso morale" anche i quotidiani La Notte e Repubblica, i quali sul gioielliere che aveva ucciso un rapinatore avevano titolato rispettivamente: "SCERIFFO IN BORGHESE" e "GIUSTIZIERE A MILANO".

Per farsi un'idea sull'intera vicenda processuale di Battisti e sui molti, troppi dubbi che ne scaturiscono, è doverosa l'attenta lettura di questo lungo articolo:

https://www.carmillaonline.com/2009/01/30/il-caso-battisti-tutti-i-dubbi/

Modificato da fosforo41

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Mi perdoni Sig ildi-vino, ma visti i precedenti io pensavo che avrebbe espresso qualche parola di solidarietà anche con il Battisti.

Ma proprio proprio gli hanno impedito di avvicinarsi, di abbracciarlo e farsi fare qualche foto pubblicitaria?

 

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7 minuti fa, ildi_vino ha scritto:

Vorrei anche fare presente ai più o meno "benpensanti" che non è previsto o comunque auspicato dalla vigente legislazione che ci si prenda gioco di una persona in stato di detenzione. Addirittura a me risulta che non gli si possa neanche rivolgere la parola se non in ambito idoneo. E questo, sembrerà strano, anche a discapito delle "naturali" esigenze di carattere elettorale.

Terrei a precisare che quanto su esposto vale per qualunque condannato. Qualunque qualunque, senza distinzione neanche in relazione a quelle che sono le sue colpe acclarare in fase processuale.

Solo una cosa è mancata nello spettacolo mediatico: vedere il Capitano rivolgersi direttamente a Cesare Battisti facendo lo spiritoso. Almeno questo il Capitano se li è risparmiato, oppure qualcuno ha pensato bene di avvertirlo che non era il caso lo facesse. 

Pienamente d'accordo. 

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1 minuto fa, ahaha.ha ha scritto:

Mi perdoni Sig ildi-vino, ma visti i precedenti io pensavo che avrebbe espresso qualche parola di solidarietà anche con il Battisti.

Ma proprio proprio gli hanno impedito di avvicinarsi, di abbracciarlo e farsi fare qualche foto pubblicitaria?

 

O almeno selfie. Ecchediamine, non c'è proprio più religione o rispetto neanche per chi porta i gradi di Capitano....

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4 minuti fa, sardonicoebasta ha scritto:

Buona lunga opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

chiedo venia signor sardonico, non sono mai riuscito a comprendere come mai lei usa sempre il lemma "inquisiti" invece che condannati.

Forse intende dire che è meglio essere un inquisito di sinistra piuttosto che un condannato di dx?

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4 ore fa, mark222220 ha scritto:

Rammento al noto Cazzaro Napoletano , con il quale concordo solo nella esagerata spettacolarizzazione delle immagini del rientro di Battisti in Italia , che l’Italia sarebbe il Paese di Pulcinella solo se tutti coloro condannati in via definitiva per reati come l’omicidio, non si accomodassero nelle patrie galere . Rammento poi al Cazzaro Napoletano che il merito di aver permesso l’estradizione di Battisti va al compagno Evo Morales , Presidente della Bolivia , Comunista Comunitarista come il Pulcinella di Napoli Fosforo 41. Adesso si pone un problema per il Cazzaro : Farà un infuocato post contro Il Ministro Bonafede, ( M5S ed altro suo beniamino) che ha accolto a Ciampino Battisti commentando con un “ Finalmente lo Stato arresta il Terrorista Comunista Battisti “ oppure se ne stara’ zitto come un tarpone nella fogna ?? 

Farà il tarpone. Le parole di Salvini e Buonafede sono in malafede. La storia lo dimostra. Prima di collegare le parole TERRORISTA e COMUNISTA, si sciacquino la bocca !!!

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

chiedo venia signor sardonico, non sono mai riuscito a comprendere come mai lei usa sempre il lemma "inquisiti" invece che condannati.

Forse intende dire che è meglio essere un inquisito di sinistra piuttosto che un condannato di dx?

Buona osservazione. Ma il forumista in oggetto è (a modo suo) un esteta sulle forme, anche se è un po' stitico sui contenuti. Per es. da quando gli comunicai la mia opinione su sardonicoebasta, che trovo più suggestivo e originale di docgalileo, lui ha abbandonato il suo vecchio nick. Probabilmente la parola inquisiti gli suona meglio di condannati. Mentre io sono sempre e sempre sarò per la certezza della pena (o effettività della pena come dice Conte con riferimento all'ergastolo di Battisti). Ma questa deve essere un principio generale e sistematicamente applicato, e non invocato per tizio e disapplicato per caio, o usato solo per riempirsi la bocca come sovente accade ai politici in campagna elettorale o quando viene catturato un famoso latitante. Mesi fa un pluriomicida arrestato in Spagna chiese di essere estradato in Italia, benché il nostro codice preveda l'ergastolo e quello spagnolo no. Il punto è che da noi l'ergastolo e le altre pene restano generalmente sulla carta, cioè nei codici, nelle sentenze e nelle chiacchiere dei politici. Pertanto è abbastanza risibile che il nostro governo rivendichi la scelta di fare tornare Battisti direttamente dalla Bolivia senza fare tappa in Brasile (dove anche Bolsonaro reclamava il suo spot, forse con più ragioni di  Salvini). Il Brasile non ha l'ergastolo e avremmo dovuto garantire che l'estradato non avrebbe scontato il carcere a vita. Mentre scrivo il Tg3 annuncia che Battisti sconterà l'ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Oristano (quindi non più a Rebibbia, uno dei nostri penitenziari più a misura umana) e precisa che sarà un ergastolo "senza sconti". Naturalmente i bookmakers inglesi pagano già 200 contro 1 per chi scommette che l'ex terrorista tra 10 anni sarà a Oristano e non a casa sua. 

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6 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Mentre scrivo il Tg3 annuncia che Battisti sconterà l'ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Oristano (quindi non più a Rebibbia, uno dei nostri penitenziari più a misura umana) e precisa che sarà un ergastolo "senza sconti". Naturalmente i bookmakers inglesi pagano già 200 contro 1 per chi scommette che l'ex terrorista tra 10 anni sarà a Oristano e non a casa sua. 

Fino a quando sarà in carica l'attuale governo resterà ad Oristano, poi con il tempo quando il clamore mediatico si sarà spento, zitti-zitti- qualche nuovo governo  lo trasferirà in qualche carcere del continente dove magari i detenuti si esibiscono, fanno teatro e vanno in tournèe  in mezza Italia (non dimentichiamoci che è uno scrittore e quindi uomo di cultura),  poi inizierà a lavorare in qualche cooperativa esterna e poi, se non sarà fuggito di nuovo, sconterà il residuo ergastolo ai domiciliai  magari per motivi di salute . salvo qualche breve sporadica lezione accademica in qualche università che certo non mancherà di invitarlo 

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Inviata (modificato)

2 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Farà il tarpone. Le parole di Salvini e Buonafede sono in malafede. La storia lo dimostra. Prima di collegare le parole TERRORISTA e COMUNISTA, si sciacquino la bocca !!!

images.jpeg

Quell'eroico operaio fu ucciso dalle Br perché aveva denunciato un collega che distribuiva in fabbrica volantini brigatisti. E poi aveva avuto anche il coraggio civile di testimoniare al processo. Il fatto che fosse un operaio comunista, un compagno, costituiva solo un'aggravante agli occhi dei suoi esecutori. Quello che a noi oggi sembra uno spietato assassinio, per i brigatisti era l'inevitabile, necessaria esecuzione di un traditore della rivoluzione. Non si può capire il fenomeno Br, ben diverso dal terrorismo nero e anche da quello di formazioni rosse minori come i Pac di Battisti, se non si capisce che i brigatisti si sentivano a tutti gli effetti in guerra. Si sentivano per l'esattezza gli eredi delle Brigate partigiane della Resistenza (da cui la denominazione Brigate Rosse). Naturalmente si sbagliavano, perché la guerra e la resistenza a un'occupazione militare sono cose diverse dal terrorismo. Si illudevano di riuscire a innescare, con i loro metodi, una rivoluzione popolare. E la rivoluzione, come diceva Mao, "non è un pranzo di gala... la rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia  un'altra". La rivoluzione popolare avrebbe portato alla dittatura del proletariato, la fase storica che, nella teoria marxista, precede il comunismo ovvero il sistema sociale senza classi e senza Stato. L'obbiettivo fu largamente fallito, benché i capi brigatisti fossero uomini (e donne) di altissimo spessore criminale: nessun altro gruppo terroristico al mondo era mai riuscito a pianificare e a portare a compimento azioni eclatanti e complesse come il sequestro Moro e quello del generale Dozier, nessuno aveva mai colpito così in alto. Fallirono perché all'epoca - posso dirlo per esperienza diretta - il tessuto civile e sociale di questo paese era molto, ma molto più saldo di quello attuale. Fallirono perché venivamo da un boom economico, lo Stato sociale voluto dalla Dc con la scuola e la sanità pubbliche, le nazionalizzazioni etc. era ancora efficiente e la disuguaglianza era meno percepita; la corruzione c'era ma era meno invasiva e meno percepita; il sistema era politicamente bloccato (nel blocco occidentale) ma l'ascensore sociale per i giovani era ancora in moto. Fallirono perché avevamo Enrico Berlinguer e il partito comunista più grosso dell'Occidente che non ebbero il minimo cedimento, la minima indulgenza sul metodo brigatista della lotta armata. Fallirono perché la politica era ancora impersonale ma i politici erano molto ma molto più seri e competenti di quelli che oggi la personalizzano, e seppero resistere alla tentazione (avallata perfino dal Vaticano) del compromesso e dello scambio di prigionieri durante il sequestro Moro: cedere avrebbe senza ombra di dubbio segnato l'inizio della fine per la democrazia, almeno per quella che, con tutti i suoi limiti, abbiamo sempre conosciuto. Paradossalmente oggi un gruppo militarmente organizzato come le Br, anche se privo di connotazioni ideologiche diverse dalla mera lotta al sistema, potrebbe avere maggiori possibilità di successo. Vedasi quello accade in Francia con i gilet gialli, che certo non fanno lotta armata allo Stato, ma qualche frangia potrebbe degenerare...

Modificato da fosforo41
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49 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Quell'eroico operaio fu ucciso dalle Br perché aveva denunciato un collega che distribuiva in fabbrica volantini brigatisti. E poi aveva avuto anche il coraggio civile di testimoniare al processo. Il fatto che fosse un operaio comunista, un compagno, costituiva solo un'aggravante agli occhi dei suoi esecutori. Quello che a noi oggi sembra uno spietato assassinio, per i brigatisti era l'inevitabile, necessaria esecuzione di un traditore della rivoluzione. Non si può capire il fenomeno Br, ben diverso dal terrorismo nero e anche da quello di formazioni rosse minori come i Pac di Battisti, se non si capisce che i brigatisti si sentivano a tutti gli effetti in guerra. Si sentivano per l'esattezza gli eredi delle Brigate partigiane della Resistenza (da cui la denominazione Brigate Rosse). Naturalmente si sbagliavano, perché la guerra e la resistenza a un'occupazione militare sono cose diverse dal terrorismo. Si illudevano di riuscire a innescare, con i loro metodi, una rivoluzione popolare. E la rivoluzione, come diceva Mao, "non è un pranzo di gala... la rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia  un'altra". La rivoluzione popolare avrebbe portato alla dittatura del proletariato, la fase storica che, nella teoria marxista, precede il comunismo ovvero il sistema sociale senza classi e senza Stato. L'obbiettivo fu largamente fallito, benché i capi brigatisti fossero uomini (e donne) di altissimo spessore criminale: nessun altro gruppo terroristico al mondo era mai riuscito a pianificare e a portare a compimento azioni eclatanti e complesse come il sequestro Moro e quello del generale Dozier, nessuno aveva mai colpito così in alto. Fallirono perché all'epoca - posso dirlo per esperienza diretta - il tessuto civile e sociale di questo paese era molto, ma molto più saldo di quello attuale. Fallirono perché venivamo da un boom economico, lo Stato sociale voluto dalla Dc con la scuola e la sanità pubbliche, le nazionalizzazioni etc. era ancora efficiente e la disuguaglianza era meno percepita; la corruzione c'era ma era meno invasiva e meno percepita; il sistema era politicamente bloccato (nel blocco occidentale) ma l'ascensore sociale per i giovani era ancora in moto. Fallirono perché avevamo Enrico Berlinguer e il partito comunista più grosso dell'Occidente che non ebbero il minimo cedimento, la minima indulgenza sul metodo brigatista della lotta armata. Fallirono perché la politica era ancora impersonale ma i politici erano molto ma molto più seri e competenti di quelli che oggi la personalizzano, e seppero resistere alla tentazione (avallata perfino dal Vaticano) del compromesso e dello scambio di prigionieri durante il sequestro Moro: cedere avrebbe senza ombra di dubbio segnato l'inizio della fine per la democrazia, almeno per quella che, con tutti i suoi limiti, abbiamo sempre conosciuto. Paradossalmente oggi un gruppo militarmente organizzato come le Br, anche se privo di connotazioni ideologiche diverse dalla mera lotta al sistema, potrebbe avere maggiori possibilità di successo. Vedasi quello accade in Francia con i gilet gialli, che certo non fanno lotta armata allo Stato, ma qualche frangia potrebbe degenerare...

Riflessioni ampiamente condivisibili.

La tenuta democratica degli anni 70/80 di fronte al terrorismo di estrema sinistra fu dovuta agli elementi che lei identifica con grande puntualità.

Tra questi la limpida battaglia antibrigatista ed anti estremista del Partito COMUNISTA Italiano.

Perciò le parole di SALVINI e BONAFEDE che plaudono alla cattura di un terrorista "comunista" mi fanno rabbrividire e anche un po' mi fanno pena e schifo.

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Per quanto riguarda la Bolivia, non stento a credere che dietro il cedimento del comunista Morales al fascista Bolsonaro su Battisti ci siano prosaiche ragioni economiche. La Bolivia era un paese poverissimo e diseguale ma nell'era Morales (l'indio è al suo terzo mandato) è in forte crescita, mentre decresce sensibilmente il coefficiente di Gini cioè la disuguaglianza. Miracoli del comunismo e delle nazionalizzazioni a tappeto! Ci vorrebbe proprio un Mora!es dalle nostre parti. Tuttavia, anche per ragioni geografiche e di proporzioni, la Bolivia resta tuttora, a livello economico, un paese satellite o quasi del Brasile. Che è il principale importatore del gas e dei minerali boliviani. In ogni caso la scelta di Morales è stata aspramente criticata nel paese  (ciò tra l'altro prova che non c'è un regime autoritario ma uno dei sistemi democratici migliori del continente americano):

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/14/cesare-battisti-arrestato-la-bolivia-si-divide-azione-del-governo-contraria-alla-morale-rivoluzionaria-violati-i-diritti/4895536/

Colgo l'occasione per segnalare un grande merito del presidente Morales. L'economia potrebbe crescere piu rapidamente di quanto sta facendo perché in Bolivia si concentra circa la metà delle riserve mondiali di LITIO. Un materiale chiave, assolutamente strategico per la green economy del presente e del futuro. Le batterie ricaricabili a ioni di litio sono tra le più efficienti e sono già ampiamente usate sulle automobili elettriche e ibride, per non parlare di telefonini, tablet e computer portatili. Inoltre il litio ha importanti applicazioni in campo nucleare e militare. Purtroppo l'estrazione di questo minerale ha un certo impatto ambientale. Questo spiega perché la Bolivia non figura oggi tra i maggiori produttori mondiali. Il presidente Morales ha scelto di resistere alla crescente domanda mondiale di litio e di avviare un piano di estrazione moderata ed ecologicamente sostenibile, affidato a una compagnia statale. Ha scelto cioè di non sacrificare l'altra grande risorsa del paese che è il territorio, il paesaggio andino unico al mondo. Speriamo che il capitalismo e l'imperialismo non gli facciano fare la fine da Salvador Allende, il socialista cileno che nazionalizzò le miniere di rame e fu fatto fuori con un golpe militare organizzato dalla CIA.

 

 

 

 

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3 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

Fino a quando sarà in carica l'attuale governo resterà ad Oristano, poi con il tempo quando il clamore mediatico si sarà spento, zitti-zitti- qualche nuovo governo  lo trasferirà in qualche carcere del continente dove magari i detenuti si esibiscono, fanno teatro e vanno in tournèe  in mezza Italia (non dimentichiamoci che è uno scrittore e quindi uomo di cultura),  poi inizierà a lavorare in qualche cooperativa esterna e poi, se non sarà fuggito di nuovo, sconterà il residuo ergastolo ai domiciliai  magari per motivi di salute . salvo qualche breve sporadica lezione accademica in qualche università che certo non mancherà di invitarlo 

 

Premetto  che secondo me deve scontare la pena alla quale è stato condannato, aggiungo che deve scontarla sulla base delle leggi vigenti. Quindi anche godendo di quanto altri hanno goduto ( "rossi" o "neri" o "comuni").

Invece mi par di cogliere forte non il desiderio di giustizia, ma quello di vendetta.

Allora, caro Capitano, già che ci sei

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14 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Riflessioni ampiamente condivisibili.

La tenuta democratica degli anni 70/80 di fronte al terrorismo di estrema sinistra fu dovuta agli elementi che lei identifica con grande puntualità.

Tra questi la limpida battaglia antibrigatista ed anti estremista del Partito COMUNISTA Italiano.

Perciò le parole di SALVINI e BONAFEDE che plaudono alla cattura di un terrorista "comunista" mi fanno rabbrividire e anche un po' mi fanno pena e schifo.

Sono convinto che se all'aeroporto non ci fosse andato Salvini, non ci sarebbe andato neppure Bonafede. Sono cose estranee allo stile dei grillini. I quali, se hanno un merito indiscutibile, è quello di essere in controtendenza rispetto al presenzialismo e al protagonismo ossessivi dei Salvini e dei Renzi. Per anni si rifiutarono perfino di andare in TV. Ma ora devono stare attenti: seguire Salvini sul suo terreno, quello della demagogia, della propaganda, dei toni esasperati, può solo danneggiarli.  Lo lascino dire al becero mestierante padano che "Battisti deve marcire in carcere fino all'ultimo giorno della sua vita".

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2 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

 

Premetto  che secondo me deve scontare la pena alla quale è stato condannato, aggiungo che deve scontarla sulla base delle leggi vigenti. Quindi anche godendo di quanto altri hanno goduto ( "rossi" o "neri" o "comuni").

Invece mi par di cogliere forte non il desiderio di giustizia, ma quello di vendetta.

Allora, caro Capitano, già che ci sei

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E, nonostante tutto, a me  il coraggio di dire che il processo riguardante Cesare Battisti è quanto meno poco limpido non manca.

Nessuna remora a ricordare che fu condannato senza prove oggettive, sulla base delle testimonianze di un pentito e per "responsabilità morale".

Dopo di che avrà sicuramente le sue colpe ma secondo me ha avuto una condanna sproporzionata travalicando il principio sacrosanto che è meglio un delinquente in libertà nel caso in cui non si riesca a provare *** on obiettività le sue colpe che un possibile innocente in galera.

E, nel caso di Battisti, qualche dubbio permane. 

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11 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Sono convinto che se all'aeroporto non ci fosse andato Salvini, non ci sarebbe andato neppure Bonafede. Sono cose estranee allo stile dei grillini. I quali, se hanno un merito indiscutibile, è quello di essere in controtendenza rispetto al presenzialismo e al protagonismo ossessivi dei Salvini e dei Renzi. Per anni si rifiutarono perfino di andare in TV. Ma ora devono stare attenti: seguire Salvini sul suo terreno, quello della demagogia, della propaganda, dei toni esasperati, può solo danneggiarli.  Lo lascino dire al becero mestierante padano che "Battisti deve marcire in carcere fino all'ultimo giorno della sua vita".

Basta sentire il discorso di Salvini, carico di vendetta e  confrontarlo con quello prettamente ISTITUZIONALE , pacato del ministro della giustizia, Bonafede.

Particolare che è sfuggito ai meno attenti.

BrS

 

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