Italia:crolla la produzione;un sentito grazie agli ultimi gov.di sx

Inviata (modificato)

Dopo il calo di dicembre torna a salire a gennaio la produzione industriale: +0,9% nella zona euro e +0,5% nella Ue-28. Ma in Italia invece si registra un deciso calo, il più elevato di Eurolandia: -2,3%. Lo comunica Eurostat. L’Italia è in calo anche su base annua (-0,5%), mentre la zona euro e la Ue-28 crescono di 0,6% e 1,3%.

A dicembre la zona euro era calata di 1,2% e la Ue-28 di 0,7%. L’Italia invece aveva registrato una crescita di 1,4%. Guardando alla Ue-28, a gennaio gli aumenti maggiori della produzione industriale si sono registrati in Irlanda (+3,4%), Germania (+3,3%) e Grecia (+2,5%), mentre i cali più significativi in Croazia (-6,8%), Danimarca (-4,6%) e Bulgaria (-3,9%)

Modificato da director12
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14 messaggi in questa discussione

strano... il lakké di uno ke, in quanto a raccontar balle, faceva il contropelo a Pinokkio, aveva l'ordine di blaterare ke andava tutto bene......

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Senti  senti  il diretto  dopo   che  lega  e  PDL hanno    bruciato  l' Italia   da la  colpa   ai  pompieri   perchè   è tutto  bagnato  ma  vafff  

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17 ore fa, pm610 ha scritto:

Senti  senti  il diretto  dopo   che  lega  e  PDL hanno    bruciato  l' Italia   da la  colpa   ai  pompieri   perchè   è tutto  bagnato  ma  vafff  

se siamo in fondo al baratro,dobbiamo ringraziare voi di sx,che tra le vostre priorieta' sono:i matro,mono tra kul°°°°ni,le tasse,e svuotare le carceri!! vergognati,unto di sx

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4 minuti fa, director12 ha scritto:

se siamo in fondo al baratro,dobbiamo ringraziare voi di sx,che tra le vostre priorieta' sono:i matro,mono tra kul°°°°ni,le tasse,e svuotare le carceri!! vergognati,unto di sx

Quando e'  che vai in comunità a farti disintossicare ?

Te l ho detto di smetterla di sniffare ! 

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22 ore fa, director12 ha scritto:

Dopo il calo di dicembre torna a salire a gennaio la produzione industriale: +0,9% nella zona euro e +0,5% nella Ue-28. Ma in Italia invece si registra un deciso calo, il più elevato di Eurolandia: -2,3%. Lo comunica Eurostat. L’Italia è in calo anche su base annua (-0,5%), mentre la zona euro e la Ue-28 crescono di 0,6% e 1,3%.

A dicembre la zona euro era calata di 1,2% e la Ue-28 di 0,7%. L’Italia invece aveva registrato una crescita di 1,4%. Guardando alla Ue-28, a gennaio gli aumenti maggiori della produzione industriale si sono registrati in Irlanda (+3,4%), Germania (+3,3%) e Grecia (+2,5%), mentre i cali più significativi in Croazia (-6,8%), Danimarca (-4,6%) e Bulgaria (-3,9%)

director ho sempre difficoltà a leggere i tuoi post sono troppo disordinati! 

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6 minuti fa, mariallen ha scritto:

director ho sempre difficoltà a leggere i tuoi post sono troppo disordinati! 

Certo...e'  un drogato... xD

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28 minuti fa, wronschi ha scritto:

Quando e'  che vai in comunità a farti disintossicare ?

Te l ho detto di smetterla di sniffare ! 

wronschi,levate i peluzzi che hai sulla lingua,accumulatti a forza di lekkare kuli...per niente eri nella P.a...a fare un ka@@o,a timbrare bege per gli amici,ed andare in pensione a spese della collettivita'.bisunto di sx

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31 minuti fa, wronschi ha scritto:

Certo...e'  un drogato... xD

xD

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4 minuti fa, mariallen ha scritto:

xD

e gia'..peccato che chi vuole liberalizzare le droghe,siano di sx!!! wronschi ..il tossico di sx....e anche alcolizzato .

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57 minuti fa, director12 ha scritto:

e gia'..peccato che chi vuole liberalizzare le droghe,siano di sx!!! wronschi ..il tossico di sx....e anche alcolizzato .

director io onestamente non so se tu sia alcolizzato o altro, ma se vuoi che i tuoi post vengano letti fai un po' di ordine ;-)

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Sono circa tre anni che i dati economici sono altalenanti. Al netto delle oscillazioni mensili il trend sul periodo è di lieve, stentata crescita. Ma è una faticosa "ripresina" che, a parte i polli e i faziosi renziani (classi non disgiunte tra loro) non può lasciare soddisfatto nessuno, in primis i cittadini che, specie al Sud ma non solo, continuano a fare salti mortali per arrivare a fine mese, e poi gli addetti ai lavori come gli economisti (seri). E' un trend che non lascia nemmeno troppe speranze per il futuro. I problemi, ridotti all'osso, sono tre. La nostra ripresina arriva dopo la più grave crisi economica del dopoguerra (culminata nella recessione del 2009) ma noi, a differenza della maggior parte degli altri paesi europei, non abbiamo ancora recuperato i punti persi in termini di PIL (reale). Anche nel settore auto che è forse quello che più di ogni altro ha mostrato un positivo e fisiologico effetto di rimbalzo (il crollo delle immatricolazioni aveva fatto invecchiare il parco auto circolante) siamo ben lungi dal recuperare i livelli pre-crisi, sia in termini di produzione che di vendite. Nel 2016 le immatricolazioni sono cresciute del 16% e lo stesso era accaduto nel 2015, ma siamo a 1,8 milioni di autovetture nuove vendute nel 2016 contro 2,5 milioni del 2007, e a 713.000 auto prodotte in Italia nel 2016 contro le 911.000 del 2007. Il secondo dato da sottolineare è che la nostra economia è riuscita solo in parte ad agganciarsi alla ripresa economica europea e mondiale e a un contesto macroeconomico sulla carta per noi alquanto favorevole: basso costo dell'energia e delle materie prime, bassissimo costo del denaro (anche grazie a san Mario Draghi), euro svalutato (di circa 20 punti sul dollaro nel 2015) a vantaggio delle esportazioni. Le esportazioni in verità vanno bene, sono a livelli record e ben al di sopra del 2007 (di 14 punti) e il saldo commerciale è positivo, mentre le importazioni sono al di sotto del 2007 quando il saldo era negativo. Segno evidente che la ripresa internazionale fa da traino alle nostre esportazioni ma i consumi interni ristagnano. Probabilmente gli italiani in questi anni hanno eroso i loro risparmi e sono poco propensi, anche per motivi psicologici, a tornare a spendere come un tempo. Il terzo grave problema riguarda solo indirettamente il sistema economico ed è la debolezza del sistema paese. Abbiamo un altissimo debito pubblico e un'altissima evasione fiscale (e corruzione), e di conseguenza un elevata pressione fiscale (in particolare un cuneo fiscale che ormai sfiora il 50%) che colpisce per lo più i soliti noti, le famiglie a reddito fisso, scoraggiandone ulteriormente i consumi. Per giunta abbiamo avuto e abbiamo governi debolissimi (siamo al quarto di fila privo di mandato popolare) e abbiamo letteralmente buttato nel cesso tre anni con l'incapace e incompetente Renzi e con le sue assurde riforme. E non si vede una via d'uscita da questo stallo, nemmeno nelle prossime elezioni politiche del 2018, visto che ci sono in campo tre poli e si voterà, probabilmente, con il proporzionale, dato che le forze politiche non riescono (o non vogliono) produrre qualcosa di più efficiente.   

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1 minuto fa, fosforo31 ha scritto:

Sono circa tre anni che i dati economici sono altalenanti. Al netto delle oscillazioni mensili il trend sul periodo è di lieve, stentata crescita. Ma è una faticosa "ripresina" che, a parte i polli e i faziosi renziani (classi non disgiunte tra loro) non può lasciare soddisfatto nessuno, in primis i cittadini che, specie al Sud ma non solo, continuano a fare salti mortali per arrivare a fine mese, e poi gli addetti ai lavori come gli economisti (seri). E' un trend che non lascia nemmeno troppe speranze per il futuro. I problemi, ridotti all'osso, sono tre. La nostra ripresina arriva dopo la più grave crisi economica del dopoguerra (culminata nella recessione del 2009) ma noi, a differenza della maggior parte degli altri paesi europei, non abbiamo ancora recuperato i punti persi in termini di PIL (reale). Anche nel settore auto che è forse quello che più di ogni altro ha mostrato un positivo e fisiologico effetto di rimbalzo (il crollo delle immatricolazioni aveva fatto invecchiare il parco auto circolante) siamo ben lungi dal recuperare i livelli pre-crisi, sia in termini di produzione che di vendite. Nel 2016 le immatricolazioni sono cresciute del 16% e lo stesso era accaduto nel 2015, ma siamo a 1,8 milioni di autovetture nuove vendute nel 2016 contro 2,5 milioni del 2007, e a 713.000 auto prodotte in Italia nel 2016 contro le 911.000 del 2007. Il secondo dato da sottolineare è che la nostra economia è riuscita solo in parte ad agganciarsi alla ripresa economica europea e mondiale e a un contesto macroeconomico sulla carta per noi alquanto favorevole: basso costo dell'energia e delle materie prime, bassissimo costo del denaro (anche grazie a san Mario Draghi), euro svalutato (di circa 20 punti sul dollaro nel 2015) a vantaggio delle esportazioni. Le esportazioni in verità vanno bene, sono a livelli record e ben al di sopra del 2007 (di 14 punti) e il saldo commerciale è positivo, mentre le importazioni sono al di sotto del 2007 quando il saldo era negativo. Segno evidente che la ripresa internazionale fa da traino alle nostre esportazioni ma i consumi interni ristagnano. Probabilmente gli italiani in questi anni hanno eroso i loro risparmi e sono poco propensi, anche per motivi psicologici, a tornare a spendere come un tempo. Il terzo grave problema riguarda solo indirettamente il sistema economico ed è la debolezza del sistema paese. Abbiamo un altissimo debito pubblico e un'altissima evasione fiscale (e corruzione), e di conseguenza un elevata pressione fiscale (in particolare un cuneo fiscale che ormai sfiora il 50%) che colpisce per lo più i soliti noti, le famiglie a reddito fisso, scoraggiandone ulteriormente i consumi. Per giunta abbiamo avuto e abbiamo governi debolissimi (siamo al quarto di fila privo di mandato popolare) e abbiamo letteralmente buttato nel cesso tre anni con l'incapace e incompetente Renzi e con le sue assurde riforme. E non si vede una via d'uscita da questo stallo, nemmeno nelle prossime elezioni politiche del 2018, visto che ci sono in campo tre poli e si voterà, probabilmente, con il proporzionale, dato che le forze politiche non riescono (o non vogliono) produrre qualcosa di più efficiente.   

perito,che dici di passare alla lega? ora che Salvini ha anche dei seguaci al sud.....mark di certo,ti supportera'!!!

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Secondo te, uno che in 17 anni non è riuscito a prendersi una laurea in Storia, cosa può capire di economia? Usciamo dall'euro e mettiamo la flat tax (con buona pace dei padri costituenti), va bene, ma poi la benzina a 10.000 lire al litro chi la compra?

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16 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Secondo te, uno che in 17 anni non è riuscito a prendersi una laurea in Storia, cosa può capire di economia? Usciamo dall'euro e mettiamo la flat tax (con buona pace dei padri costituenti), va bene, ma poi la benzina a 10.000 lire al litro chi la compra?

ahahaha...un tuo piccolo difetto,perito:corri troppo! metti in crouse control.....

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