sciacallaggio di fine anno:ires

“Sebbene la norma andrà sicuramente rivista, è meglio stroncare sul nascere la bufala dell’ires: quasi nessuna associazione di volontariato ne sarà colpita, anche perché l’esenzione totale per l’attività istituzionale è già prevista dalla legge 266/91 e dal Decreto 117 del 2017”. Lo dichiara il deputato della Lega, Massimiliano Capitanio.

“Chi sta facendo sciacallaggio politico in queste ore – aggiunge – rischia solo di danneggiare un settore vitale per il Paese. L’intervento sull’Ires era già previsto dal precedente Governo e va a toccare solo alcuni enti del Terzo settore, non certo il volontariato organizzato . Parliamo, ad esempio, di Fondazioni, Università private, Rsa, Consorzi: tra questi, in un secondo passaggio, sarà opportuno individuare chi fa effettivamente *** e beneficenza e agire di conseguenza. Resta il fatto che l’Ires non tocca le organizzazioni o associazioni di volontariato o di promozione sociale, le pro-loco, tante associazioni culturali e chi non produce redditi tassabili”, conclude. askanews

Il ministro Tria:
“Se è vero che le no-profit non fanno utili, perché temete che vengano tassate?”

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7 messaggi in questa discussione

40 minuti fa, director12 ha scritto:

“Se è vero che le no-profit non fanno utili, perché temete che vengano tassate?”

Se è vero che gli evasori avranno un condono praticamente tombale perchè non possono ribellarsi queste?...boh...

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Il ministro Tria ha ragione. Questa polemica sull'IRES dimostra due cose. Prima di tutto la plateale incapacità e il sottovuoto spinto di argomenti seri dell'opposizione e dei giornaloni contro il governo. Se i cd oppositori e Maurizio Crozza si scambiassero i ruoli, avremmo un'opposizione più credibile in parlamento e ci faremmo più risate in TV. Poi è l'ennesima conferma del fatto che viviamo nel paese di Pulcinella. L'IRES è l'imposta sul reddito delle società, cioè sui profitti. Dunque a rigor di logica le società no-profit potrebbero e dovrebbero infischiarsene altamente di questa imposta e della sua aliquota. Una vera società no-profit, che opera per fini sociali, umanitari etc., e che in quanto tale gode di una lunga serie di agevolazioni e sussidi, in primis il 5 per mille, non realizza profitti, dunque non versa l'IRES. Ma nel paese di Pulcinella anche quello che per Aristotele era "il più fermo di tutti i princìpi" (il principio di non contraddizione) diventa un optional e si prevede che anche le società no-profit realizzino profitti, cioè che possano essere nello stesso tempo no-profit e sì-profit. E il colmo è che fino a ieri era previsto che godessero di un ulteriore privilegio: aliquota IRES dimezzata. A rigor di logica una società che realizza utili, specie se, come spesso capita, li realizza in modo continuativo negli anni, dovrebbe versare l'aliquota ordinaria e perdere nel contempo tutte le agevolazioni legate al no-profit. Altrimenti a qualcuno potrebbe  venire in mente che investire denaro, anche denaro sporco, in una società no-profit sia un comodo e redditizio investimento. Siamo sicuri che nel paese di Pulcinella non sia mai accaduto?

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9 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Il ministro Tria ha ragione. Questa polemica sull'IRES dimostra due cose. Prima di tutto la plateale incapacità e il sottovuoto spinto di argomenti seri dell'opposizione e dei giornaloni contro il governo. Se i cd oppositori e Maurizio Crozza si scambiassero i ruoli, avremmo un'opposizione più credibile in parlamento e ci faremmo più risate in TV. Poi è l'ennesima conferma del fatto che viviamo nel paese di Pulcinella. L'IRES è l'imposta sul reddito delle società, cioè sui profitti. Dunque a rigor di logica le società no-profit potrebbero e dovrebbero infischiarsene altamente di questa imposta e della sua aliquota. Una vera società no-profit, che opera per fini sociali, umanitari etc., e che in quanto tale gode di una lunga serie di agevolazioni e sussidi, in primis il 5 per mille, non realizza profitti, dunque non versa l'IRES. Ma nel paese di Pulcinella anche quello che per Aristotele era "il più fermo di tutti i princìpi" (il principio di non contraddizione) diventa un optional e si prevede che anche le società no-profit realizzino profitti, cioè che possano essere nello stesso tempo no-profit e sì-profit. E il colmo è che fino a ieri era previsto che godessero di un ulteriore privilegio: aliquota IRES dimezzata. A rigor di logica una società che realizza utili, specie se, come spesso capita, li realizza in modo continuativo negli anni, dovrebbe versare l'aliquota ordinaria e perdere nel contempo tutte le agevolazioni legate al no-profit. Altrimenti a qualcuno potrebbe  venire in mente che investire denaro, anche denaro sporco, in una società no-profit sia un comodo e redditizio investimento. Siamo sicuri che nel paese di Pulcinella non sia mai accaduto?

Sei il solito Cazzaro perdipiu semianalfabeta !! Non per niente Pulcinella rappresenta , nel mondo , Napoli ed i napoletani. Idiotello , sienti a me !! Chi te lo ha detto che le organizzazioni No Profit non fa ...profitti ?? Dicci dicci , Cazzaro !! Te lo ha detto Calandrino tramite il Falso Quotidiano (tiratura in caduta libera ) ?? . Vi e’ un solo obbligo da parte delle No Profit : Quello che gli utili debbono essere obbligatoriamente investiti nei comparti in cui operano . Ergo : lo capirebbe anche un ebete che se gli raddoppi l’Ires e quindi la tassazione , minori saranno le risorse che le Organizzazioni potranno investire . Che dicevo ?? Lo capirebbe anche un ebe te ?? Ecco , escludo che possa capire un ebe te ...Napoletano !! 

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C'E'  poco da  dire   il governo gialloverde    è   solo sciacallaggio , incapacità, incoerenza , falsità.

Se  la  norma     va  bene   perchè  si  sono precipitati a  dire  che  la  cambieranno  perchè  è  un errore  ? 

BUFALARI  SONO E  TALI RESTANO  NON HANNO IL  CORAGGIO NEMMENO DI SOSTENERE  LE LORO  AZIONI .

cialtroni e  caxxari

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«Difendo la norma, è giusta». «Prendo l’impegno di modificarla nel primo provvedimento utile»: il bello del MoVimento 5 Stelle – che spiega molto del suo successo elettorale – è che ha delle idee, ma se non vi piacciono ne ha delle altre. E così stamattina quando i giornali hanno cominciato a parlare del raddoppio dell’IRES per il volontariato ecco che con una plastica rappresentazione della sua unità e delle sue conoscenze prima la viceministra senza deleghe Laura Castelli ha detto che la norma va bene così e poi il vice-bisministro Luigi Di Maio ha preso l’impegno di cambiarla.

safe_image.php?d=AQA6PlyFTiiURY0p&w=540&h=282&url=https%3A%2F%2Fstatic.nexilia.it%2Fnextquotidiano%2F2018%2F11%2Flaura-castelli-fake-twitter-2.png&cfs=1&upscale=1&fallback=news_d_placeholder_publisher&_nc_hash=AQBpbxiIMCvPDgEt

Lo spettacolare dietrofront del M5S sull’IRES per il volontariato

https://www.nextquotidiano.it/ires-no-profit-m5s/?fbclid=IwAR2C7qLpdTHVUex1_OaALXNkpqIFrr33X_CD4lFudzMKX-qsGc4QGFjxjuI

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