Mirabile commento del prof. Montanari

Fiorentino, giovane docente di storia dell'arte alla Federico II di Napoli, vicepresidente di Libertà e Giustizia, il prof. Tomaso Montanari è stato, a mio avviso e senza far torto agli altri da Travaglio a Zagrebelski,  il più acuto tra i sostenitori del NO. Per esempio, con una semplice quanto illuminante similitudine ha saputo illustrare molto meglio di me un concetto ricorrente nei miei post: questo governo e questa maggioranza, esistenti solo grazie a una legge elettorale incostituzionale, non avevano nemmeno i titoli, non erano legittimati a manomettere la Costituzione.

Voto NO perché usare il margine garantito da una maggioranza incostituzionale per cambiare la Costituzione è come entrare in una casa con una chiave duplicata illegalmente e, una volta dentro, cambiare la serratura. E a rimanere chiusa fuori, questa volta, è la democrazia.

Assolutamente imperdibile poi questo filmato di appena 22 secondi in cui il prof. Montanalli commenta nel modo più chiaro e conciso il risultato del referendum:

 

 

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3 messaggi in questa discussione

Che vergogna leggere e sentire certe frasi . Menzogne spudorate cge a decine e decine di sono accavallate nei 1000 giorni di Renzi . Intanto scopriamo che il chiarissimo Prof . Montanari sarà l'ennesimo virgulto a cui Fosforo si accoderà perché lui e tutti i perenni sconfitti a vita in gigantesco corteo si metteranno in cammino per raggiungere il "Sol dell'avvenir ". Questo però , non autorizza a sparare menzogne a getto continuo . Prometto che ad ogni bufala che apparirà su questo forum , sarà mia cura sputtanarla compreso l'estensore . Iniziamo da questa di Fosforo che impunemente e continuativamente afferma che  " Un Parlamento ed una maggioranza incostituzionale voleva cambiare la Costituzione". Vergogna per il Prof. Montanari e per che riporta questa bufala . Ecco cosa declamo' la Consulta:"
Parlamento legittimo. Inoltre la sentenza non è retroattiva e pertanto non esiste un problema di legittimità del Parlamento eletto, (come preteso dal Movimento 5 Stelle). "Il principio fondamentale della continuità dello Stato - si legge nelle motivazioni - non è un'astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento" e tale principio prevale.  La sentenza "pertanto - precisa ancora la Consulta - non tocca in alcun modo gli atti posti in essere in conseguenza di quanto stabilito durante il vigore delle norme annullate, compresi gli esiti delle elezioni svoltesi e gli atti adottati dal Parlamento eletto".

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Buon pomeriggio Mark, un saluto anche a Tonyman.

Mi meraviglio di questa tua uscita perché sulla vexata quaestio della legittimità di questo parlamento, di questa maggioranza e di questo governo avevamo più volte discusso nel vecchio forum. Ma, visto che il premier si dimette (spero per lui al più presto, perché ogni giorno in più che resta a palazzo Chigi è un danno alla sua immagine, già malconcia) ci ritorno volentieri per l'ultima volta.

In primo luogo, caro Mark, qui nessuno - né io né il prof. Montanari - mette in dubbio la legittimità del parlamento, del governo e degli altri organi nell'espletare una loro importante funzione costituzionale, ovvero l'applicazione del principio della continuità dello Stato. Anzi, come ribadito dalla Corte nella sentenza sul Porcellum, questo non è un diritto del parlamento ma un suo preciso dovere costituzionale.  

In secondo luogo, qui non parliamo di legittimità formale, bensì di legittimità sostanziale con riferimento a uno specifico caso, ovvero alla possibilità di un parlamento e di un governo esistenti solo grazie a una legge elettorale incostituzionale di varare una vasta riforma della Costituzione. Il prof. Montanari, insieme a una folta schiera di eminenti costituzionalisti (da Zagrebelski a Onida, da Pace alla Carlassare), non riconosce, anzi respinge nel modo più categorico questo tipo di legittimità. Ed è in questo senso che Montanari parla sinteticamente di "maggioranza incostituzionale". Della stessa idea è anche un magistrato necessariamente concreto e pragmatico come il pm antimafia Nino Di Matteo:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/nino-di-matteo-parlamento-eletto-con-legge-incostituzionale-non-e-legittimato-a-modificare-costituzione/

Per la verità c'è chi nega anche la legittimità formale e contesta nel merito la sentenza della Corte, ma non possiamo né vogliamo addentrarci in queste diatribe (sulla contrapposizione dialettica tra forma e sostanza non solo i filosofi ma anche i giuristi e i costituzionalisti hanno versato fiumi d'inchiostro).

In terzo luogo, dobbiamo precisare bene cosa significa continuità dello Stato. Altrimenti qualcuno, te incluso, potrebbe fraintendere e arrivare a pensare che una maggioranza e un governo privi di mandato popolare possano restare in carica una legislatura o più di mille giorni e manomettere 47 articoli della Costituzione aggrappandosi al principio di continuità dello Stato. Questo principio deve essere costantemente garantito (per non cadere nell'anarchia, nell'antistato o semplicemente nel caos), ma in pratica ci si richiama ad esso e si interviene concretamente solo in situazioni particolari, emergenziali e temporanee. Alcune furono previste in modo esplicito dal costituente, altre no (nessuno può prevedere tutto). Un caso tipico è la morte (o le dimissioni o l'impedimento permanente a svolgere le funzioni) del presidente della Repubblica. E' del tutto ovvio che non vi può essere interruzione delle funzioni del capo dello Stato, e la Costituzione, all'art.86, specifica i modi e i tempi entro i quali va fronteggiata l'emergenza e vanno riportate le istituzioni al loro corso ordinario. Le funzioni passano provvisoriamente al presidente del Senato mentre il presidente della Camera ha 15 giorni di tempo per indire l'elezione del nuovo capo dello Stato. E' del tutto ovvio che la supplenza esercitata dal presidente del Senato non può prolungarsi sine die.  Così come un governo dimissionario o sfiduciato dal parlamento non può restare in carica sine die  (per il disbrigo degli affari correnti), ma deve essere al più presto sostituito da un nuovo governo oppure, in mancanza di una convergenza parlamentare, si devono indire al più presto le elezioni politiche anticipate. In questo caso però non è la Costituzione, ma sono la prassi e il buon senso (del capo dello Stato) a dettare modalità e tempi di gestione della crisi. 

Orbene, il caso di un parlamento eletto in base a una legge elettorale poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta è senza precedenti, quindi doveva essere solo il buon senso istituzionale del parlamento stesso a risolvere l'anomalia, dopo che la Consulta gli aveva riconosciuto legittimità formale in base al principio di continuità. Un'anomalia molto grave, un caso palese di vizio di sostanza, in quanto un parlamento pur formalmente legittimo non può certo sussistere e legiferare per una intera legislatura in violazione del principio di rappresentanza democratica (la principale causa di incostituzionalità del Porcellum). Una violazione sostanziale perché con una legge elettorale conforme alla Costituzione la distribuzione dei seggi sarebbe stata sostanzialmente diversa (per es. nel 2013 per effetto del bonus di maggioranza incostituzionale il Pd ottenne oltre il 47% dei seggi alla Camera con meno del 26% dei voti). In altri termini, la continuità dello Stato non può tradursi, in uno Stato democratico, in una discontinuità o in una sospensione della rappresentanza, se non, nella fattispecie, per il tempo strettamente necessario all'approvazione di una legge elettorale conforme alla Costituzione, in modo da restituire al più presto la parola al popolo sovrano. E se non si trova una convergenza parlamentare in tempi ragionevoli, allora il capo dello Stato DEVE (nel senso che non può fare altro che) sciogliere le Camere e indire le elezioni politiche da svolgersi con la vigente legge elettorale depurata dalla parti incostituzionali (nel nostro caso il cd. Consultellum, ma secondo alcuni giuristi si poteva anche ripristinare per decreto presidenziale il precedente Mattarellum). Nel frattempo il governo fiduciato da quel parlamento, e dunque anch'esso privo di sostanziale legittimazione democratica, DEVE (idem c.s.) limitarsi all'ordinaria amministrazione, al disbrigo degli affari correnti.

Purtroppo, dopo la sentenza della Consulta del gennaio 2014 le cose sono andate in modo ben diverso. In sostanza, viviamo da allora in una fase di sostanziale sospensione della rappresentanza democratica o, in parole povere, in una lunga (troppo lunga) fase di sospensione della democrazia. Le colpe sono gravissime e sono del parlamento, o meglio della maggioranza parlamentare,  del governo Renzi (il governo Letta si dimise poco più di un mese dopo la pubblicazione della sentenza) e dei presidenti Napolitano e Mattarella. Invero è stata approvata una nuova legge elettorale (imposta a colpi di fiducia dal governo), però questa non solo è ancora alquanto dubbia sotto il profilo costituzionale, ma è stata incredibilmente scritta solo per la Camera, in modo da impedire, di fatto, le elezioni prima del referendum costituzionale. Addirittura il governo ha preso l'iniziativa di una vasta revisione della Costituzione (altro che ordinaria amministrazione!) che una ristretta maggioranza parlamentare (del tutto priva di mandato popolare e rappresentante una minoranza di elettori) è andata ad approvare contro la volontà delle opposizioni. In buona sostanza, caro Mark, governo e maggioranza hanno fatto o tentato di fare qualcosa di perfettamente analogo a quanto dice il prof. Montanari: sono entrati in una casa con una chiave duplicata illegalmente (ovvero in parlamento tramite una legge elettorale incostituzionale) e, una volta dentro, hanno cambiato la serratura (cioè le regole del gioco, la Costituzione). Sono del tutto evidenti, da un punto di vista democratico,  la gravità, la pericolosità e l'inammissibilità di una tale inaudita operazione. La quale non è andata in porto grazie a uno scatto d'orgoglio del popolo sovrano, ma, oltre alla perdita di tempo, si è creato in ogni caso un precedente gravissimo per la democrazia. La cui sospensione nel senso sopra indicato, al momento, perdura.

Saluti

 

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