sanita' gratis ai soliti noti..quelli che non hanno mai versato un cent

In Italia, anche per gli immigrati presenti irregolarmente (clandestini), la sanità è totalmente gratuita. E non solo le prestazioni ambulatoriali necessarie, nell’ipotesi di casi d’urgenza, ma anche qualsiasi altro intervento richiesto.

È sufficiente presentare un tesserino (TSP), rinnovabile all’infinito e, soprattutto, non nominale: chiunque possa utilizzarlo, a condizione che sia immigrato:

A chiedere un giro di vite è il segretario nazionale del SINLAI: “La sanità in Italia é in grossa crisi, i servizi sempre più scadenti. Gli italiani, ormai, le prestazioni sanitarie sono costretti a pagarle, perché l’alternativa é aspettare mesi per un accertamento che potrebbe fare la differenza tra la vita o la morte.

“Invece gli immigrati, anche clandestini, non hanno questi problemi, perché per loro tutto é dovuto; persino prestazioni odontoiatriche, protesi ed anche gli occhiali da vista: tutto gratis.

“E se un medico prova ad opporsi, viene additato come razzista o subisce pressioni di ogni tipo da associazioni, cooperative e movimenti politici che lucrano sull’immigrazione. Questo é l’ennesimo caso che dimostra come lo stato italiano sia razzista verso i propri cittadini; noi, invece, continueremo a difendere il popolo italiano dall’invasione, ad ogni costo”.

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7 messaggi in questa discussione

non si preoccupi signor director, con il prossimo aumento dell'iva il suo Capitano troverà le risorse per far fronte anche a queste spese.

A proposito, signor director, ma questi clandestini non dovevano già essere tutti rimpatriati? Mi sembra che il suo Capitano diceva che in cinque mesi li rimpatriava tutti, e allora di chè si lamenta?

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6 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

non si preoccupi signor director, con il prossimo aumento dell'iva il suo Capitano troverà le risorse per far fronte anche a queste spese.

A proposito, signor director, ma questi clandestini non dovevano già essere tutti rimpatriati? Mi sembra che il suo Capitano diceva che in cinque mesi li rimpatriava tutti, e allora di chè si lamenta?

curiosita': quanti te l'ha fatta pagare la dentiera l'extra che te l'ha installata?

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curiosità per curiosità: non ha ancora trovato un cervello di seconda mano da trapiantare nella zucca che usa per tenere distanziate le orecchie?

A proposito: lo sa che se aumenta l'iva avrà maggiori spese da sostenere?

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6 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

curiosità per curiosità: non ha ancora trovato un cervello di seconda mano da trapiantare nella zucca che usa per tenere distanziate le orecchie?

A proposito: lo sa che se aumenta l'iva avrà maggiori spese da sostenere?

ah si....le clausole di salvaguardia..quelle volute da LETTA!!!!

 

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ecco appunto........non ha ancora trovato il cervello di seconda mano, signor director.

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roba vecchia signor director, 

 

 

I numeri della Commissione svelano la truffa e i danni del governo gialloverde

Bruxelles rivede le stime di crescita per l'Italia che resta ultima nell'Eurozona. E sul deficit aggiunge: nel 2019 salirà al 2,9% e non al 2,4 come previsto dall'esecutivo

di Mariarosaria Marchesano

8 Novembre 2018 alle 13:00

Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Milano. La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell'economia italiana per il 2018  (dall'1,3 per cento a 1,1 per cento) e ritoccato al rialzo quelle per il 2019 (dall'1,1 per cento all'1,2 per cento) e per il 2020 (all'1,3 per cento). Nel complesso l'Italia si conferma ultima in Europa per crescita per l'intero triennio, in linea con un trend che va avanti da parecchio tempo. È questa la fotografia del nostro paese che emerge dalle previsioni d'autunno diffuse stamattina in un clima di grande attesa anche dei mercati finanziari che, con l'arrivo dei primi dati, hanno cominciato a perdere terreno dopo un avvio positivo (il Ftse Mib in calo dello 0,5 per cento in tarda mattinata). Si tratta di dati importanti perché, come ha spiegato il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, sono quelle su cui si basa la valutazione della legge di Bilancio da parte della Commissione.

 

“Le nostre stime - ha spiegato Moscovici - sul rapporto tra deficit e pil divergono da quelle dell'Italia principalmente perché le nostre proiezioni di crescita sono più conservative e quelle sulla spesa sono più elevate a causa dei costi più elevati del servizio del debito, dovuto al rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Le nostre previsioni sono basate sulle *** contenute nel documento programmatico di bilancio. Aspettiamo la risposta del governo entro il 13 novembre e la situazione potrà essere diversa quando questa risposta arriverà”.

 

“La Commissione - ha aggiunto - non inventa niente, fa solo previsioni basate sui dati. L'Italia non è oggetto di un trattamento particolare, la Commissione ha utilizzato esattamente lo stesso metodo usato per altri stati membri. I servizi della Commissione sono imparziali e indipendenti, assicurano la credibilità delle loro stime e non possono né devono essere messi in discussione”.

Insomma a Bruxelles si attende la risposta di Palazzo Chigi anche se, per chiarire ulteriormente la situazione, Moscovici conclude: “Spero in un riavvicinamento ma non vedo come sia possibile incontrarsi a metà strada. In passato non è stata negata flessibilità all'Italia ma le regole devono essere rispettate. Non si può avere un negoziato per accettarne solo una parte”. 

 

La situazione, quindi, è tutt'altro che serena anche perché nella sua nota la Commissione sottolinea come, “dopo una crescita solida nel 2017 l'economia italiana ha rallentato nella prima metà di quest'anno per l'indebolimento dell'export e della produzione industriale. Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l'associato rischio nel deficit, assieme ad interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'alto debito”.

 

La preoccupazione più grande è sul deficit

Le principali preoccupazioni della Commissione Ue si concentrano quindi sul debito e sul conseguente rapporto deficit/pil. Secondo le stime, infatti, quest'ultimo nel 2018 salirà dall'1,7 per cento previsto in primavera all'1,9 per cento. Mentre il prossimo anno schizzerà al 2,9 per cento (ben oltre il 2,4 per cento previsto dal governo). E questo avverrà, secondo i tecnici di Bruxelles, proprio “a causa delle misure programmate” come reddito di cittadinanza, riforma Fornero e altri interventi che “aumenteranno significativamente la spesa”. Nel 2020 poi, il rapporto deficit/pil sfonderà il tetto del 3 per cento, raggiungendo il 3,1 per cento (contro il 2,1 per cento indicato nel Nadef). La Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l'aumento dell'Iva, data la “sistematica sterilizzazione”.

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