Italiani senza casa:comune propone trasf. in campo rom

L'assurda vicenda di tre famiglie romane in attesa di una casa popolare. Lo stabile occupato dove vivono sta per essere sgomberato e la Sala Operativa Sociale del Comune di Roma gli propone di trasferirsi in un campo rom Qui, senza luce, acqua e riscaldamento, e circondati da una discarica abusiva allestita intorno allo stabile dagli altri condomini, una trentina di famiglie nomadi, hanno vissuto per tre anni. Qualche settimana fa il Comune di Roma decide di procedere allo sgombero dello stabile. Così la Sala Operativa Sociale contatta Emanuela ed Enrico per avvisarli dello sgombero imminente e per fargli l’assurda proposta: scegliere se trasferirsi in un container nel campo nomadi di via di Salone oppure separarsi, trasferendo Emanuela ed il piccolo in una casa famiglia ed Enrico in un dormitorio. "Hanno fatto un censimento di tutte le famiglie con minori”, spiega Emanuela raccontando la sua storia con un filo di voce, “e anche quando hanno scoperto che eravamo italiani ci hanno proposto di trasferirci in un container nel campo rom di via di Salone o in quello di Prima Porta”. Emanuela e suo marito sono entrambi disoccupati. Enrico faceva la guardia giurata, ma ha perso il lavoro nel febbraio del 2015. Emanuela lavorava in Autogrill con un contratto a tempo determinato. Poi il contratto è scaduto e a febbraio è arrivato l’ultimo assegno della disoccupazione. Ora si arrangiano con lavoretti saltuari, pagati con i voucher, per mantenere il loro bimbo, che nonostante tutto riesce ad andare a scuola e a fare una vita normale.

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