risparmio energetico - prima puntata

Inviata (modificato)

Risparmi energetici – parte prima - 

Sarebbe opportuno che i “finti” giornalisti “fintamente” informati la smettessero di far uscire in video ed in stampa delle frottole clamorose. Comincio. UNO – il cappotto interno (sarebbe il rivestimento interno delle pareti a nord) è una frottola costosa, dannosa, assurda. Spiego. Costosa è facile da capire. Dannosa poiché la protezione va fatta solamente sulla parete esterna. Ricoprire quella interna non ha senso poiché il freddo e l’ umido sono già entrati nella parte. Quindi si crea una doppia camera in grado di amplificare il fenomeno che rimane bloccato li dentro. Quando emerge è oramai troppo tardi con il risultato che l’ intera parete diventa marcia. Assurda poiché restringe la stanza di alcuni centimetri compromettendo poi la disposizione dei mobili. Ciao da d/b – il seguito alle prossime puntate - 

Modificato da dune-buggi

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

7 messaggi in questa discussione

Abito all'ultimo piano e ho il tubo dell'acqua in ferro zincato esposto al sole. A Napoli questo mi basta per avere quattro o cinque docce calde gratis (o almeno tiepide) ogni giorno per almeno 6 mesi l'anno. Figuriamoci quanta acqua calda si potrebbe ottenere con degli appositi scambiatori termici sul tetto. Saluti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Fosforo da d/b – ottima considerazione quella dei tubi. Qui nel Veneto è fondamentale rivestire ed isolare sia i tubi di andata dalla caldaia ai termosifoni e sia i tubi di ritorno dai termosifoni alla caldaia. Far ritornare in caldaia l’ acqua con una certa temperatura anziché fredda significa risparmiare e velocizzare il ciclo di riscaldo. Poi si usano gli scambiatori termici. Il primo circuito caldaia, scambiatore, ritorno in caldaia … ed il secondo circuito scambiatore, termosifoni vari suddivisi per le varie zone climatiche e/o piani dell’ edificio, ritorno allo scambiatore. Caldaie modulari a condensazione o ancora più moderne (ve ne sono di vari tipi) … ancora meglio il riscaldamento individuale. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Abito all'ultimo piano e ho il tubo dell'acqua in ferro zincato esposto al sole. A Napoli questo mi basta per avere quattro o cinque docce calde gratis (o almeno tiepide) ogni giorno per almeno 6 mesi l'anno. Figuriamoci quanta acqua calda si potrebbe ottenere con degli appositi scambiatori termici sul tetto. Saluti

Sei fortunato ad abitare in una città dove generalmente la temperatura è mite, se tu abitassi al nord il tuo tubo zincato esterno senza nessuna protezione gelerebbe e rimarresti al freddo senza acqua; una soluzione valida è quella degli scambiatori di calore che oltre a produrre aria fredda o calda sono anche in grado di riscaldare l'acqua

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Ciao Fosforo e ciao Etrusco da d/b – da quando siamo entrati, questa rubrica si è subito rianimata ed i vari scritti sono divenuti intensi e tecnici. Un capitolo assai interessante è quello della corrosione dei tubi. Corrosione dovuta anzitutto alla bassa qualità del ferro (negli anni sessanta si usava la “ferraccia” o ferro nero). Poi sono arrivati i vari ferri zincati sia a freddo o ancora meglio a caldo. Ora si usano acciai di maggior qualità. Il costo iniziale compensa la maggiore durata sia in clima marino sia in clima montano. Un tempo si usavano i termosifoni a “piastra” in corpo unico la cui resa termica era assai bassa, ma in quegli anni si usava come combustibile la “nafta 3.5”, un quasi bitume nero e sporco. Poi sono arrivati i vari tipi di “gasolio” più o meno raffinati. Ora si usa in prevalenza metano per le aree urbane e g.p.l. in bomboloni per le aree montane isolate. Anche i termosifoni si sono evoluti. Da quelli a piastra si è passati a quelli ad elementi imbullonati ma sempre in ferro. Poi sono arrivati quelli in rame e per fortuna (per fortuna) hanno durato poco. Ora ci si illude che quelli in alluminio possano funzionare. Ci si illude, poiché quelli in alluminio creano problemi di corrosione elettrochimica sia sui radiatori medesimi, sia (cosa assai più grave) sull’ impianto di casa, sulle curve o sulle biforcazioni in modo particolare. Per ora mi fermo qui. Cerchiamo di proseguire il tema: in questo umido e piovoso inverno è di attualità. Ciao rinnovato da d/b ed a presto. 

Modificato da dune-buggi

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, dune-buggi ha scritto:

Un capitolo assai interessante è quello della corrosione dei tubi.

Per quanto riguarda i tubi bisognerebbe distinguere fra tubi destinati all'impianto di riscaldamento e tubi destinati ai sanitari e all'acqua potabile; per quanto riguarda l'impianto di riscaldamento l'ideale sarebbero i tubi di rame, però sono molto costosi e spesso si ripiega sull'utilizzo di tubi  di plastica termosaldati in grado di resistere al calore, anche per i sanitari adesso si usano tubazioni in materiale plastico termosaldate che oltre a non arrugginire non si incrostano con il calcare presente nell'acqua, sono leggeri e  veloci e comodi da montare.  Le vecchie tubazioni in ferro zincato avevano un problema in fase di istallazione, gli idraulici e i muratori che li montavano prima di ricoprirli con l'intonaco li fermavano al muro con delle" mestolate " di gesso a presa rapida, questo per tenerli fermi durante il montaggio , ma per evitare che il gesso con il trascorrere del tempo facesse reazione chimica  con la tubazione facendola arrugginire foderavano questi tubi nei punti in cui venivano fissati con il gesso  con della robusta  carta da imballaggio in modo da non mettere in contatto diretto la tubazione con il gesso; purtroppo però certe ditte per risparmiare tempo questa banale precauzione non la prendevano e accade che a distanza di anni questi tubi nei punti dove sono stati fermati con il gesso arrugginiscano e si forino con la necessità quindi di aprire il muro per sostituirli senza nemmeno la possibilità di rifarsi con la ditta che a suo tempo fece l'impianto perché visto che queste forature avvengono oltre dieci o venti anni non c'è più nessuna garanzia e  le ditte che a suo tempo  fecero il lavoro nella maggior parte dei casi hanno chiuso e non esistono più

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Bravo Etrusco, le garanzie (anzi le …”garanzie” …) sono dei bidoni legalizzati. Prova a pensare alle auto, agli elettrodomestici, ed anche agli apparecchi per la riabilitazione domestica ed ospedaliera. Poco dopo il termine si guastano, provi a portarli al centro di *** e (strano a dirsi) il ricambio ha un dentino in più oppure in meno e pertanto sei costretto … non dico a cambiare tutto il sistema, ma parti significative e costose di esso. Tornando al problema “corrosione”, le imprese serie usano tubi in plastica oppure in plastica/metallo in pezzo unico facilmente piegabile e sagomabile anche per gli scarichi. Poche, pochissime imprese eseguono e poi consegnano al cliente le foto di dove e come passano sia le condutture idrauliche che elettriche. Se lo facessero le riparazioni anche fuori garanzia sarebbero più semplici. Si individuerebbe subito il punto giusto, sarebbe serietà consegnare anche la scheda tecnica dei materiali usati e dei fornitori.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, dune-buggi ha scritto:

ancora meglio il riscaldamento individuale

Nei piccoli condomini ovviamente il riscaldamento individuale è comodo perché ognuno accede quando vuole e come vuole, nei grandi palazzi esistono però delle nuove tecniche che consentono notevoli risparmi, ogni appartamento è dotato di un contatore che registra quanta acqua calda per i sanitari viene prelevata e un contatore che registra quanta acqua calda si è usata per il riscaldamento e ognuno paga in base ai propri consumi; il risparmio però avviene nel locale caldaia, invece di mettere un unico grosso bruciatore si mettono due - tre -quattro- piccole caldaie collegate fra loro e coordinate elettronicamente, quando c'è basso consumo parte solo la prima caldaia, se il consumo a livello di palazzo aumenta parte anche la seconda caldaia, poi la terza e così via in base ai consumi di quel momento, poi c'è la sicurezza del servizio in caso di guasto, se esiste un unico bruciatore se si ferma tutto il palazzo è al freddo e senza acqua, invece con questo sistema se una caldaia si guasta ci sono le altre che garantiscono comunque il servizio perché è poco probabile che tre o quattro caldaie si guastino tutte assieme.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora