giornalisti fintamente scientifici

Lo sport preferito dai giornalisti “fintamente” scientifici è inventare frottole “fintamente” scientifiche. Vi ricordate la frottola degli orologi e delle centrali solari. Era una calda estate di qualche anno fa … su di un giornaletto locale era uscito un articolo in base al quale l’ eccessivo irraggiamento solare aveva fatto uscire di sincronismo (leggasi frequenza di cinquanta hertz) una centrale russa e da li anomalia si era diffusa in tutta europa. La notizia è stata poi ripresa dai telegiornali rai e mediaset. Poi anche da altre riviste di informazione e divulgazione “quasi” scientifica. Ma gli orologi da parete funzionano a pila e sono controllati al quarzo (a volte satellitari) non hanno nessun collegamento con la rete elettrica. E poi una piccola centralina solare russa, NON è in grado di far uscire di sincronismo (leggasi cinquanta hertz) l’ intera europa … morale della favola … giornalisti cambiate lavoro, datevi al giardinaggio.-  

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4 messaggi in questa discussione

Quello tra il rigore scientifico e la comprensione del vasto pubblico è un compromesso molto ma molto difficile, se non impossibile. Fior di scienziati, da Richard Feynman a Stephen Hawking, ci provò perfino Einstein, hanno provato a divulgare con libri e articoli la loro scienza, le loro scoperte, ma con risultati probabilmente migliori sotto l'aspetto letterario che sotto quello scientifico. Peggio ancora di solito succede quando sono i giornalisti, magari laureati in lettere, a tentare di scrivere di scienza. In tv è bravissimo Piero Angela, bravo anche il figlio Alberto, ma io li definirei documentaristi scientifici più che divulgatori. Il rischio maggiore quando sono i media e gli incompetenti a entrare nel territorio della scienza è quello di alimentare autentiche bufale come la notizia che hai riportato. Talora però sono gli stessi scienziati a diffondere errori grossolani. Nessuna meraviglia: sono esseri umani, non di rado sbagliano e qualche volta si illudono di avere fatto una grande ed epocale scoperta. Capitò a due importanti fisici americani, Fleischmann e Pons, con la famosa bufala della fusione nucleare fredda. Eravamo alla fine degli anni '80, reduci dal disastro di Chernobyl, e ricordo perfettamente che una parte della comunità scientifica e gran parte dell'opinione pubblica si convinsero, per alcune settimane, che una soluzione a buon mercato dei problemi energetici mondiali era a portata di mano. Qualche anno fa furono i nostri ricercatori del Laboratorio del Gran Sasso a incappare (in seguito a banali e sfortunati errori sperimentali) nella convinzione di avere rivoluzionato la scienza. Pensarono di avere misurato per la prima volta particelle (neutrini) in moto a velocità maggiore di quella della luce, ovvero di avere confutato la teoria della Relatività di Einstein. L'ultimo caso riguarda la matematica. Un famoso matematico inglese, Michael Atiyah, un paio di mesi fa durante un forum ad Heidelberg annunciò ed espose la dimostrazione del più importante problema irrisolto della matematica, la congettura di Riemann. Una ipotesi riguardante la posizione degli zeri nel piano complesso di una funzione intimamente legata alla distribuzione dei numeri primi (che sono i mattoni o gli atomi della matematica): la funzione Zeta di Riemann. Da oltre 150 anni i migliori matematici del mondo si scervellano nel tentare di dimostrarla. Tutte le dimostrazioni si sono rivelate fasulle, viziate da un buco, da un'ipotesi o da un passaggio scorretto. Quella presentata da Atiyah, una dimostrazione per assurdo, è relativamente semplice, forse troppo semplice. Inoltre l'autore ha quasi 90 anni e la matematica richiede una mente fresca, ragion per cui quasi tutti i più importanti risultati oggi vengono ottenuti prima dei 40 anni. Fatto sta che questa dimostrazione è stata accolta con clamore dai media ma con molto scetticismo dai matematici. Per ora però non mi risulta una confutazione ***. Se Atiyah avesse ragione (improbabile) il suo sarebbe di sicuro il più grande risultato scientifico di un ultraottantenne e uno dei maggiori degli ultimi anni, insieme alle scoperte sperimentali del bosone di Higgs e delle onde gravitazionali. Inoltre vincerebbe il premio di 1 milione di dollari messo in palio da un istituto americano per la soluzione di ciascuno di 7 difficilissimi problemi detti "problemi del millennio" tra i quali per l'appunto l'ipotesi di Riemann. Per la cronaca, finora solo uno di questi 7 è stato risolto: la congettura di Poincaré. Ma il solutore, un matematico russo, si è rifiutato di ritirare il ricco premio sentendosi già del tutto appagato dalla soluzione del problema. Questi geni sono tipi un po' strambi. 

 

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Ciao Fosforo da d/b e grazie per la ampia risposta – Personalmente trovo molto interessante Alberto Angela assai più moderno rispetto al padre Piero. Oppure Marco Castellazzi con il suo programma “sorprendete mente” o con le sue collaborazioni su “geo / geo”. Anche il geologo Mario Tozzi. Seguo con interesse “rai scuola” (canale 146) le rubriche “memex” (con vari conduttori) ed altre ancora su “rai storia” e “rai scuola”. Le trovi anche in internet con le sue repliche. Prova anche a vedere il filmato “da Talete al bosone di Higgs” (Massimo Schuster).  Ciao, a preso da d/b – spesse volte scrivo anche su “ge n io”.  (se lo scrivo unito lo cancellano). 

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Davvero un gran lavoro quello di Rai Scuola. Non immaginavo tanto. Molti documentari e il monologo di Schuster meritavano di andare sui canali principali in prima serata. Credo che la loro principale funzione sia quella di far avvicinare la gente, in particolare i ragazzi, al mondo della scienza. Questa è un'ottima cosa, tuttavia io continuo a credere che la divulgazione scientifica sia una cosa un po' diversa. Secondo me per spiegare materie come la fisica e l'astronomia al grande pubblico servono come minimo una lavagna e qualche formula matematica. Il punto critico è forse proprio questo. È impossibile spiegare la scienza a parole, con documentari o spettacoli teatrali, per quanto ben fatti. Con le sole parole al massimo si riesce a destare la curiosità degli spettatori. Come diceva Galileo, il libro della Natura è scritto in lingua matematica. E la matematica, purtroppo, è insegnata maluccio nelle scuole italiane. Secondo me andrebbe fatto un ciclo di trasmissioni per insegnare agli italiani i fondamenti e le nozioni essenziali di matematica, fino a concetti come il limite, la derivata e l'integrale, nonché nozioni di analisi vettoriale e di teoria della probabilità. Ma io farei anche un altro ciclo per insegnare un'altra lingua importantissima e poco conosciuta: il linguaggio della musica. Siamo considerati in tutto il mondo la patria della musica ma la stragrande maggioranza degli italiani, me compreso, non è assolutamente in grado di leggere uno spartito. 

Saluti

Saluti

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Esiste un simpatico libretto per spiegare in modo semplice fenomeni a volte complessi. Per cominciare ad incuriosire i giovani, poi proseguiranno … Anche il bravo Marco Castellazzi con “sorprendente mente”; oppure Anna Pancaldi, Marco Martinelli, Valerio Rossi Albertini, Mario Tozzi, ed altri ancora sempre su “memex” di “rai scuola canale 146” – dimenticavo, ecco il titolo del libretto … Partha Ghose / Dipnkar Home – il diavoletto di Maxwell – edizioni Dedalo … se ne conosci altri di facili e semplici … un grazie anticipato da d/b. 

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