Differenza tra una persona perbene ed incensurata (Renzi) ed un pexxo dimmelo.da pluripregiudicato (Grillo)

Inviata (modificato)

“Tu, caro Grillo, oggi hai fatto una cosa squallida: hai detto che io rottamo mio padre. Sei entrato nella dinamica piu’ profonda e piu’ intima – la dimensione umana tra padre e figlio – senza alcun rispetto. In modo violento”. Così Matteo Renzi sul suo blog. “In una trasmissione televisiva ieri ho spiegato la mia posizione, senza reticenze – prosegue Renzi -. Da uomo delle istituzioni ho detto che sto dalla parte dei giudici. Ho detto provocatoriamente che se mio padre fosse colpevole meriterebbe – proprio perché mio padre – il doppio della pena di un cittadino normale. E ho detto che spero si vada rapidamente a sentenza perché le sentenze le scrivono i giudici, non i blog e nemmeno i giornali. Per decidere chi è colpevole e chi no, fa fede solo il codice penale, codice che pure tu dovresti conoscere, caro Beppe Grillo”.

“Dire queste cose costa fatica quando è indagato tuo padre – sottolinea -. Ma è l’unico modo per rispettare le Istituzioni. Perché quando hai giurato sulla Costituzione, quando ti sei inchinato alla bandiera, quando hai cantato l’inno nazionale davanti a capi di stato stranieri rimani uomo delle Istituzioni anche se ti sei dimesso da tutto. Anziché apprezzare la serieta’ istituzionale tu hai cercato di violare persino la dimensione umana della famiglia. Non ti sei fermato davanti a nulla, strumentalizzando tutto”.

Modificato da mark525
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2 messaggi in questa discussione

Grillo viene portato sugli allori dai sostenitori i quali con lui hanno riavuto Roma, ora per i suoi accoliti preferiti, tipo la raggi, esistono gli avvisi di garanzia che non valgono, mentre per gli altri valgono, renzi se non altro ha detto quello che sappiamo riguardo ai colpevoli se riconosciuti tali, mentre i grillini per i loro seguaci parlano continuamente di complotti, o perchè c'è l'hanno con loro, mai sentito uno di questi dire che se è colpevole deve andare in galera....a meno chè sia di un altro schieramento..

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Inviata (modificato)

Buona sera, Mark. Nel passare dal ruolo di attore e autore di satira politica a quello di blogger e leader politico, Beppe Grillo mantiene intatta una caratteristica del mestiere: l'esagerazione, il tono alto, la parola acuminata, il sarcasmo pungente che vuole mettere alla berlina l'uomo pubblico ma che può ferire, talora in modo profondo, la persona e i suoi affetti. Per esempio io, cambiando registro, potrei scrivere che Grillo è passato dal ruolo di capocomico a quello di capopopolo o arruffapopolo, e la frase messa così ferirebbe lui e i suoi fan. Premesso che ritengo sgangherata e inaccettabile, anche in ambito satirico, la metafora della rottamazione del genitore, penso tuttavia che Renzi se la sia un po' andata a cercare, e mi spiego. Per quanto ho potuto leggere finora, servirebbe Sherlock Holmes per decifrare l'affaire Consip, un puzzle, un complicato giuoco delle parti con una posta molto alta, dove c'è sicuramente del marcio e qualcuno che bara, ma la mia personale sensazione è che le posizioni di Tiziano Renzi e del ministro Lotti siano ambedue già piuttosto pesanti e che potrebbero aggravarsi da un momento all'altro. Però in tv Matteo Renzi ha fatto implicitamente un distinguo. Ha difeso Lotti senza se e senza ma, ha detto che i figli del ministro hanno un padre di cui essere orgogliosi, gli ha lanciato un chiaro messaggio politico (io non abbandonerò mai un amico) e ha addirittura minimizzato sul reato che gli viene contestato.  Rivelazione di segreto d'ufficio? E che reato sarebbe? E' quello che fanno tutti i giorni certi quotidiani (alludeva ovviamente al Fatto). Per inciso, detta da un ex primo ministro, da un uomo pubblico che ha tuttora una notevole popolarità, questa cosa è gravissima. Si induce la gente a credere che sia quasi lecito, o un illecito di poco conto, intralciare le indagini della magistratura per avvisare un amico che ha il telefono sotto controllo. Ma da un irresponsabile che ha personalizzato un referendum sulla Costituzione c'è da attendersi di tutto. Mentre a precisa domanda di Lilli Gruber: "Metterebbe la mano sul fuoco per suo padre?", Renzi in realtà non ha risposto, e non ha detto di essere orgoglioso di suo padre come i figli di Lotti, anzi ha lasciato un margine al dubbio: se il babbo è colpevole, spero pena doppia per lui! Questa frase, che a Luca Telese e altri ha ricordato il trucco retorico di Giorgio Almirante che replicava alle accuse di contiguità con l'eversione nera invocando "doppia pena di morte per i terroristi di destra", merita qualche riflessione. L'apodosi iperbolica e paradossale di Renzi vorrebbe rendere irrealistica la premessa, ma, come nel caso di Almirante e dei terroristi neri, appare un modo troppo artificioso di difendere persone davvero innocenti. Se io fossi del tutto sereno su mio padre indagato, e fossi un politico che crede nei princìpi di legalità e uguaglianza, userei una semplice ipotetica del secondo tipo: se mio padre ha sbagliato, è giusto che paghi secondo la legge, perché la legge è uguale per tutti. Ma - come si è visto per esempio con gli 80 euro, regalati a chi percepisce un reddito medio-basso ma non ai poveri e agli incapienti, e con le candidature multiple dell'Italicum che privilegiano ulteriormente i capilista bloccati - Renzi ha un'idea molto approssimativa del principio di uguaglianza (e questo è grave per un politico di sinistra). Inoltre, nel suo narcisismo egocentrico, si considera una persona molto speciale e non applica il principio a se stesso e nemmeno a suo padre (pena doppia per lui). Last but not least, anche il sottoscritto, come Grillo e altri, ha avuto la sensazione che Matteo volesse in qualche modo prendere le distanze da Tiziano, o quanto meno usare il palcoscenico televisivo di prima serata per sgomberare il campo da ogni sospetto su se stesso. Come dire: io sono così onesto che raddoppierei la pena di mio padre se lo scoprissi disonesto, e con le eventuali sciocchezze da lui commesse io non c'entro nulla se non per il fatto che portiamo lo stesso cognome. Ma questo a mio avviso è un punto cruciale dell'intera vicenda, e allora riflettiamo bene. Al momento Tiziano Renzi cosa rischia? Una condanna da uno a tre anni per traffico di influenze illecite, di cui potrebbe farsi un baffo essendo incensurato. Ma anche eventuali condanne definitive per reati più gravi  arriverebbero dopo il compimento dei 70 anni e lui non andrebbe in galera. Superfluo aggiungere che nel paese che ha mandato al governo delinquenti come Craxi e Berlusconi una condanna anche pesante di Tiziano per fatti cui Matteo risultasse estraneo sarebbe un incidente di percorso pressoché irrilevante per la carriera politica di Matteo (ben diverso, in termini politici, sarebbe il peso su Renzi e sul Pd anche di un semplice rinvio a giudizio dell'amico e ministro Lotti).  Ricordiamoci però che qui stiamo parlando di un appalto pubblico da 2,7 miliardi in odore di corruzione. La tranche più grossa dell'appalto è andata in effetti a un imprenditore ben ammanigliato con la politica, finanziatore in modo legale anche di Matteo Renzi, e attualmente agli arresti per corruzione. Orbene, per quanto corrotto e poco serio sia diventato questo paese, io non posso credere che basti un millantato credito, un cognome famoso ma alla fine un semplice cognome, per manipolare un appalto di quella entità. E potrebbe non bastare nemmeno l'intervento personale di un ministro dello Sport. In altri termini, Renzi (Matteo) non può dire "se il caso, pena doppia per mio padre" sottintendendo: in ogni caso io ne sono fuori, dunque nessuna pena e nessuna conseguenza per me. Se quell'appalto è stato manipolato, non lo è stato solo per gli intrallazzi di Renzi padre o altri indagati (ammesso che vengano provati), ma per effetto dell'intervento personale di qualcuno molto più in alto. Qualcuno che, nel caso, dovrà pagare con una pena non doppia e nemmeno quadrupla, ma almeno decupla di quella che sarà eventualmente inflitta ai pesci piccoli dell'affaire Consip. E dovrà pagare anche in termini politici.

Modificato da fosforo31

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