Taglio compensi rai??

4 messaggi in questa discussione

11 minuti fa, director12 ha scritto:

bè vedremo quanto e come qualche multimilionari di raitre restutuira' alla collettivita'!! e vedremo anche quanto dara' indietro la sua socia in affari.l secondo,me.....avra' un aumento di compensi!!

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cos-taglio-ai-compensi-rai-premier-i-giovani-1370779.html

gentilm mi amplieresti il concetto?  se clicco sul blu, con la linea lenta ke abbiamo, ci vuole una vita a leggere.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, uvabianca111 ha scritto:

gentilm mi amplieresti il concetto?  se clicco sul blu, con la linea lenta ke abbiamo, ci vuole una vita a leggere.

Così il taglio ai compensi Rai premierà i giovani

 

È evidente che qualche ripercussione negativa, col taglio delle stelle, ci potrà anche essere, ma l'intero mercato radiotelevisivo se la sta passando maluccio

Al di là di certi toni populistici, in un momento di gravissima crisi economica del Paese, alcuni privilegi appaiono, in effetti, piuttosto anacronistici: credo, quindi, che la Rai, in quanto servizio pubblico, faccia bene a puntare il dito, magari senza esagerare, contro gli scandali del Palazzo. Ma, poi, mi sono chiesto: è giusto che la televisione di Stato metta alla berlina i vitalizi dei politici e poi continui a pagare cachet da nababbi a diversi artisti che, nel loro campo, saranno pure i «numeri uno», ma che, con questi chiari di luna, non dovrebbero essere più ricoperti d'oro? In assenza di un definitivo chiarimento, entro aprile, da parte di governo e Parlamento, bene ha, quindi, fatto il consiglio d'amministrazione dell'ente radiotelevisivo, di cui faccio parte, a decidere di applicare anche ai «big» dello spettacolo il tetto dei 240mila euro annui già fissati, dalla fine del 2016, per i dirigenti e i giornalisti del gruppo. Chiarimento opportuno e necessario, quello del Cda, ma il problema è che, subito dopo la delibera, in molti, anche ai piani alti di viale Mazzini, hanno cominciato ad eccepire sulla decisione dei sostenendo che, in tal modo, si darebbe una grossa mano alla concorrenza che avrebbe, così, la possibilità di ingaggiare gli Higuain dello spettacolo pronti a cambiare casacca perché il piatto piange. E senza considerare, aggiungono, che con il forfait delle primedonne, ci sarebbero gravi contraccolpi sul fronte degli introiti pubblicitari della Rai.

È evidente che qualche ripercussione negativa, col taglio delle stelle, ci potrà anche essere per il cavallo morente, ma non dobbiamo neppure dimenticare che è l'intero mercato radiotelevisivo (il caso Sky, con i tagli agli organici, è sotto gli occhi di tutti) che, in questo momento, se la sta passando maluccio. Ergo, tanti soldi per accaparrarsi gli eventuali transfughi non ci sarebbero proprio. Qualche big se ne andrà, d'accordo, ma molti saranno costretti ad imitare l'Annunziata che si è adeguata al tetto delle retribuzioni con grande ed apprezzabile tempismo. Parliamo di un ente pubblico che si regge, soprattutto, con il canone pagato, oggi, da gran parte degli italiani. In tal senso - come ha messo in rilievo anche il presidente della Commissione di Vigilanza, il cinque stelle Fico - è giusto voltare davvero pagina: non possiamo più permetterci un mercato tv in cui la maggior parte delle star fa capo a qualche potente agente televisivo esterno alla Rai che fa il bello e il cattivo tempo. Questi burattinai che fissano i cachet astronomici di qualche artista dovrebbero avere meno spazio di manovra perché non è più tollerabile farci strangolare in questo modo. E se il Parlamento non può mettere ordine nella giungla degli ingaggi, dobbiamo pensarci noi del Cda: gli italiani ce ne saranno grati. Anche perché non possono più essere sacrificate le professionalità all'interno di un colosso che conta qualcosa come dodicimila dipendenti, tra cui quasi duemila giornalisti: quando si cominceranno a premiare i tanti giovani (e non solo) che scalpitano da anni? E se poi perderemo la Clerici con la Prova del cuoco ce ne faremo una ragione: in un'Italia di aspiranti gourmet, non sarà difficile trovare validi sostituti.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, director12 ha scritto:

Così il taglio ai compensi Rai premierà i giovani

 

È evidente che qualche ripercussione negativa, col taglio delle stelle, ci potrà anche essere, ma l'intero mercato radiotelevisivo se la sta passando maluccio

Al di là di certi toni populistici, in un momento di gravissima crisi economica del Paese, alcuni privilegi appaiono, in effetti, piuttosto anacronistici: credo, quindi, che la Rai, in quanto servizio pubblico, faccia bene a puntare il dito, magari senza esagerare, contro gli scandali del Palazzo. Ma, poi, mi sono chiesto: è giusto che la televisione di Stato metta alla berlina i vitalizi dei politici e poi continui a pagare cachet da nababbi a diversi artisti che, nel loro campo, saranno pure i «numeri uno», ma che, con questi chiari di luna, non dovrebbero essere più ricoperti d'oro? In assenza di un definitivo chiarimento, entro aprile, da parte di governo e Parlamento, bene ha, quindi, fatto il consiglio d'amministrazione dell'ente radiotelevisivo, di cui faccio parte, a decidere di applicare anche ai «big» dello spettacolo il tetto dei 240mila euro annui già fissati, dalla fine del 2016, per i dirigenti e i giornalisti del gruppo. Chiarimento opportuno e necessario, quello del Cda, ma il problema è che, subito dopo la delibera, in molti, anche ai piani alti di viale Mazzini, hanno cominciato ad eccepire sulla decisione dei sostenendo che, in tal modo, si darebbe una grossa mano alla concorrenza che avrebbe, così, la possibilità di ingaggiare gli Higuain dello spettacolo pronti a cambiare casacca perché il piatto piange. E senza considerare, aggiungono, che con il forfait delle primedonne, ci sarebbero gravi contraccolpi sul fronte degli introiti pubblicitari della Rai.

È evidente che qualche ripercussione negativa, col taglio delle stelle, ci potrà anche essere per il cavallo morente, ma non dobbiamo neppure dimenticare che è l'intero mercato radiotelevisivo (il caso Sky, con i tagli agli organici, è sotto gli occhi di tutti) che, in questo momento, se la sta passando maluccio. Ergo, tanti soldi per accaparrarsi gli eventuali transfughi non ci sarebbero proprio. Qualche big se ne andrà, d'accordo, ma molti saranno costretti ad imitare l'Annunziata che si è adeguata al tetto delle retribuzioni con grande ed apprezzabile tempismo. Parliamo di un ente pubblico che si regge, soprattutto, con il canone pagato, oggi, da gran parte degli italiani. In tal senso - come ha messo in rilievo anche il presidente della Commissione di Vigilanza, il cinque stelle Fico - è giusto voltare davvero pagina: non possiamo più permetterci un mercato tv in cui la maggior parte delle star fa capo a qualche potente agente televisivo esterno alla Rai che fa il bello e il cattivo tempo. Questi burattinai che fissano i cachet astronomici di qualche artista dovrebbero avere meno spazio di manovra perché non è più tollerabile farci strangolare in questo modo. E se il Parlamento non può mettere ordine nella giungla degli ingaggi, dobbiamo pensarci noi del Cda: gli italiani ce ne saranno grati. Anche perché non possono più essere sacrificate le professionalità all'interno di un colosso che conta qualcosa come dodicimila dipendenti, tra cui quasi duemila giornalisti: quando si cominceranno a premiare i tanti giovani (e non solo) che scalpitano da anni? E se poi perderemo la Clerici con la Prova del cuoco ce ne faremo una ragione: in un'Italia di aspiranti gourmet, non sarà difficile trovare validi sostituti.

 

grz; ora mi preparo x andar a tavola (ho gente) ma dopo o max domani, leggo con attenzione quanto gentilm hai riproposto.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

ritrovato articolo e letto con attenzione.

effettivam la RAI, oltre ad incassare il canone, ci sommerge di pubblicità pagando fin troppo delle mezze calzette e nei prgrm pomeridiani ospita tante bokke inutili a spararle grosse quali opinionisti/e o giornalisti riusciti male o peggio ancora preti e suore ke son + in TV ke in kiesa o convento a legger il Vangelo x nn parlar di un paio di, nn si sa bene come catalogarli, garantisti buonisti sempre in difesa del delinquente, se poi straniero, meglio ancora oppure fiction con gente ke di famoso ha solo il cognome ma funziona x qualke pubblicità di poki minuti.

Cmq anke altre emittenti nn skerzano x nn parlar di attorucoli del cinema x i/le quali verrebbe da dir ke l'arte l'hanno in posti innominabili.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963