Erano anni...

Inviata (modificato)

Erano anni, per l'esattezza dal discorso di insediamento di Renzi nel 2014 (che all'epoca mi parve promettente ma purtroppo era solo retorica e aria fritta da un tappetaro), che non riuscivo ad ascoltare per intero il discorso di un pidino più lungo di qualche minuto. Le sensazioni erano puntualmente sgradevoli. L'arroganza e la falsità del tappetaro, la supponenza di un "Burioni qualsiasi", l'atteggiamento di "insopportabile paternalismo" della gran parte dei dirigenti. Ebbene, devo ammettere che i 13 minuti di questo intervento di Dario Corallo nell'Assemblea Pd di sabato sono volati via con piacere e a tratti mi hanno entusiasmato come certi appassionati discorsi del Dibba. Di sicuro questo giovane candidato alla segreteria è per me una grossa e piacevole sorpresa. Laureato in filosofia con un tesi su Marx e Gramsci, il ragazzo ha idee chiare e di sinistra, ed è estremamente concreto nella lucida analisi della crisi profonda del partito. Molto bella e opportuna la sua citazione di Lenin: "La verità è sempre concreta". Penso che se la base decidesse finalmente di voltare pagina, di rompere gli schemi, di rottamare tutta la vecchia e fallimentare classe dirigente all'insegna del "ritiratevi tutti!" lanciato in Assemblea da Katia Tarasconi, e affidasse la segreteria a un giovane in gamba come Corallo, al posto di uno Zingaretti qualsiasi o di un Minniti qualsiasi, per ritornare concretamente a sinistra, per il Pd potrebbe ancora esserci, nonostante tutto, un futuro. Naturalmente è solo una speranza, i signori delle tessere la faranno come sempre da padroni. 

https://youtu.be/W4uhRgPnkaA

 

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Inviata (modificato)

30 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Erano anni, per l'esattezza dal discorso di insediamento di Renzi nel 2014 (che all'epoca mi parve promettente ma purtroppo era solo retorica e aria fritta da un tappetaro), che non riuscivo ad ascoltare per intero il discorso di un pidino più lungo di qualche minuto. Le sensazioni erano puntualmente sgradevoli. L'arroganza e la falsità del tappetaro, la supponenza di un "Burioni qualsiasi", l'atteggiamento di "insopportabile paternalismo" della gran parte dei dirigenti. Ebbene, devo ammettere che i 13 minuti di questo intervento di Dario Corallo nell'Assemblea Pd di sabato sono volati via con piacere e a tratti mi hanno entusiasmato come certi appassionati discorsi del Dibba. Di sicuro questo giovane candidato alla segreteria è per me una grossa e piacevole sorpresa. Laureato in filosofia con un tesi su Marx e Gramsci, il ragazzo ha idee chiare e di sinistra, ed è estremamente concreto nella lucida analisi della crisi profonda del partito. Molto bella e opportuna la sua citazione di Lenin: "La verità è sempre concreta". Penso che se la base decidesse finalmente di voltare pagina, di rompere gli schemi, di rottamare tutta la vecchia e fallimentare classe dirigente all'insegna del "ritiratevi tutti!" lanciato in Assemblea da Katia Tarasconi, e affidasse la segreteria a un giovane in gamba come Corallo, al posto di uno Zingaretti qualsiasi o di un Minniti qualsiasi, per ritornare concretamente a sinistra, per il Pd potrebbe ancora esserci, nonostante tutto, un futuro. Naturalmente è solo una speranza, i signori delle tessere la faranno come sempre da padroni. 

https://youtu.be/W4uhRgPnkaA

 

Un imbecil le solo al comando : Il Cazzaro di Napoli Fosforo 41...!! 

Un copione già visto.
Ad ogni Assemblea PD c'è qualcuno che si alza, dice che tutti (gli altri) hanno sbagliato, che tutti (gli altri) devono andarsene, che gli altri (non lui/lei) devono tornare fra la gente. Il primo ad alzarsi sui pedali e’ il Cazzaro di Napoli !! 
L'intervento in oggetto (vuoto, demagocico, moderatamente populista) viene ripreso da tutte le testate giornalistiche, gonfiato e viralizzato.
Alla persona in questione verrà offerto un blog sul Falso Quotidiano  e poi cadrà nel dimenticatoio.
Fino alla prossima Assemblea.
In cui si alzerà qualcuno e chiederà di nuovo a tutti (gli altri) di andarsene perché tutti (gli altri) hanno sbagliato.
E così via. 

Ps: notazione logistica sull'intervento del Corallo e  della compagna emiliana che si è rattristata per la divisione della platea fra "quelli che contano" e "quelli che non contano".
Cara Compagna, caro Corallo, 
L'assemblea nazionale del PD non è l'assemblea di istituto.
È l'organismo sovrano nel nostro partito.
E i delegati votano. E i delegati sono tanti. Anche troppi.
Immaginare di mettere fisicamente tutti assieme (delegati, invitati, curiosi e giornalisti) è follia.
Ma tanto mica si occupa lei dell'organizzazione.
Per fortuna e per il sommo dispiacere dell’asino Napoletano che , se la sx assumesse le sembianze dell’ebe Te sopracitato ( mi riferisco a Fosforo 41, nda), scomparirebbe seduta stante come seduta stante sono spariti tutti quelli che ragliavano come lui ( Di Pietro , Ingroia , Tsipras, LeU). O, no ??

Modificato da mark222220

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1 ora fa, mark222220 ha scritto:

Un imbecil le solo al comando : Il Cazzaro di Napoli Fosforo 41...!! 

Un copione già visto.
Ad ogni Assemblea PD c'è qualcuno che si alza, dice che tutti (gli altri) hanno sbagliato, che tutti (gli altri) devono andarsene, che gli altri (non lui/lei) devono tornare fra la gente. Il primo ad alzarsi sui pedali e’ il Cazzaro di Napoli !! 
L'intervento in oggetto (vuoto, demagocico, moderatamente populista) viene ripreso da tutte le testate giornalistiche, gonfiato e viralizzato.
Alla persona in questione verrà offerto un blog sul Falso Quotidiano  e poi cadrà nel dimenticatoio.
Fino alla prossima Assemblea.
In cui si alzerà qualcuno e chiederà di nuovo a tutti (gli altri) di andarsene perché tutti (gli altri) hanno sbagliato.
E così via. 

Ps: notazione logistica sull'intervento del Corallo e  della compagna emiliana che si è rattristata per la divisione della platea fra "quelli che contano" e "quelli che non contano".
Cara Compagna, caro Corallo, 
L'assemblea nazionale del PD non è l'assemblea di istituto.
È l'organismo sovrano nel nostro partito.
E i delegati votano. E i delegati sono tanti. Anche troppi.
Immaginare di mettere fisicamente tutti assieme (delegati, invitati, curiosi e giornalisti) è follia.
Ma tanto mica si occupa lei dell'organizzazione.
Per fortuna e per il sommo dispiacere dell’asino Napoletano che , se la sx assumesse le sembianze dell’ebe Te sopracitato ( mi riferisco a Fosforo 41, nda), scomparirebbe seduta stante come seduta stante sono spariti tutti quelli che ragliavano come lui ( Di Pietro , Ingroia , Tsipras, LeU). O, no ??

Boh....a sentire il Dario Corallo, pare la copia in carta carbone del programma " rottamare tutti i vecchi dirigenti " di renziana memoria. Come è finita, lo vediamo tutti. Dal 41% al 18% in 4 anni. Non ho nessuna fiducia in chi voleva rottamare D'Alema, non ne ho in chi vuol rottamare Renzi. In un partito di rottamatori, ho scelto da tempo di essere un rottamato e non farne più parte. 

Vivo di ricordi.....con molti rimpianti per quei segretari che sapevano tenere insieme Ingrao e Amendola, Cossutta e Napolitano.

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Inviata (modificato)

6 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Boh....a sentire il Dario Corallo, pare la copia in carta carbone del programma " rottamare tutti i vecchi dirigenti " di renziana memoria. Come è finita, lo vediamo tutti. Dal 41% al 18% in 4 anni. Non ho nessuna fiducia in chi voleva rottamare D'Alema, non ne ho in chi vuol rottamare Renzi. In un partito di rottamatori, ho scelto da tempo di essere un rottamato e non farne più parte. 

Vivo di ricordi.....con molti rimpianti per quei segretari che sapevano tenere insieme Ingrao e Amendola, Cossutta e Napolitano.

Il PCI non era un partito personalistico e men che meno personale. Era per l'appunto un partito. Cioè un insieme di persone al servizio di una idea, di un programma politico, e non certo al servizio di un capo, di un capetto o di un leader carismatico. Anche se ciascuno dei personaggi che hai citato aveva più personalità e più spessore politico e culturale di tutti i vertici del Pd degli ultimi anni messi insieme. Il tuo accostamento di Corallo a Renzi è campato in aria. Nel suo discorso il giovane candidato segretario non ha parlato di rottamazione ma di unità del partito e ha auspicato il rientro dei fuoriusciti. Rientro per il quale l'egoarca Renzi in quattro anni di segreteria non ha speso, che io ricordi, una sola sillaba, se non in modo provocatorio e irridente. Peraltro l'idea della rottamazione renziana era dettata più che altro dalla logica insana dell'uomo solo al comando, dall'ambizione smisurata di un aspirante caudillo. Uno spregiudicato che usò il partito come mero strumento per la scalata e per la conservazione del potere. Oggi, con il Pd al minimo storico del consenso, la rottamazione di tutta la sua fallimentare classe dirigente è un dovere storico, è l'unica seria possibilità di evitare la rottamazione del partito da parte degli elettori. Uno Zingaretti riuscirebbe solo a prolungare l'agonia, mentre un Minniti farebbe scappare anche gli ultimi elettori di sinistra. Nel suo discorso Corallo mi è piaciuto soprattutto per l'umiltà. Ha esordito ringraziando Martina e Orfini per avergli permesso di salire sul palco. E ha detto di non avere certezze, di non sapere dove andranno l'Italia, l'Europa, il mondo. È candidato alla segreteria ma resta nei panni umili dell'ultimo arrivato. Renzi, da ultimo arrivato, pugnalò alle spalle l'amico Letta soffiandogli la sedia (stai sereno), e nel suo primo discorso da premier nell'aula del Senato disse che avrebbe abolito il Senato. Che faccia di bronzo! Corallo, lo si capisce al volo, ha un'idea di  partito, è un uomo di partito, probabilmente sarebbe un ottimo segretario. A Renzi e al suo ego smisurato un partito democratico non può che andare stretto, anche quando è un partito del 40%. La sua idea di partito è identica a quella di Berlusconi: il partito personale, il comitato elettorale permanente del leader carismatico (o che crede e fa credere di essere tale). Forse non è un caso che l'idea renziana della rottamazione nasca nel 2010: lo stesso anno della famosa cena di Arcore. Nell'ultima Assemblea nazionale cui aveva partecipato l'ex segretario aveva preso qualche fischio. E ci mancherebbe altro con tutti i disastri che ha combinato. All'Assemblea di sabato ne avrebbe presi di più. E allora è rimasto a casa, immagino nella sua nuova villetta di lusso. Se Renzi è un uomo di partito (democratico), allora io sono un elettore di Berlusconi, Berlusconi è un uomo di chiesa e Travaglio è un elettore del Pd.

 

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8 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Il PCI non era un partito personalistico e men che meno personale. Era per l'appunto un partito. Cioè un insieme di persone al servizio di una idea, di un programma politico, e non certo al servizio di un capo, di un capetto o di un leader carismatico. Anche se ciascuno dei personaggi che hai citato aveva più personalità e più spessore politico e culturale di tutti i vertici del Pd degli ultimi anni messi insieme. Il tuo accostamento di Corallo a Renzi è campato in aria. Nel suo discorso il giovane candidato segretario non ha parlato di rottamazione ma di unità del partito e ha auspicato il rientro dei fuoriusciti. Rientro per il quale l'egoarca Renzi in quattro anni di segreteria non ha speso, che io ricordi, una sola sillaba, se non in modo provocatorio e irridente. Peraltro l'idea della rottamazione renziana era dettata più che altro dalla logica insana dell'uomo solo al comando, dall'ambizione smisurata di un aspirante caudillo. Uno spregiudicato che usò il partito come mero strumento per la scalata e per la conservazione del potere. Oggi, con il Pd al minimo storico del consenso, la rottamazione di tutta la sua fallimentare classe dirigente è un dovere storico, è l'unica seria possibilità di evitare la rottamazione del partito da parte degli elettori. Uno Zingaretti riuscirebbe solo a prolungare l'agonia, mentre un Minniti farebbe scappare anche gli ultimi elettori di sinistra. Nel suo discorso Corallo mi è piaciuto soprattutto per l'umiltà. Ha esordito ringraziando Martina e Orfini per avergli permesso di salire sul palco. E ha detto di non avere certezze, di non sapere dove andranno l'Italia, l'Europa, il mondo. È candidato alla segreteria ma resta nei panni umili dell'ultimo arrivato. Renzi, da ultimo arrivato, pugnalò alle spalle l'amico Letta soffiandogli la sedia (stai sereno), e nel suo primo discorso da premier nell'aula del Senato disse che avrebbe abolito il Senato. Che faccia di bronzo! Corallo, lo si capisce al volo, ha un'idea di  partito, è un uomo di partito, probabilmente sarebbe un ottimo segretario. A Renzi e al suo ego smisurato un partito democratico non può che andare stretto, anche quando è un partito del 40%. La sua idea di partito è identica a quella di Berlusconi: il partito personale, il comitato elettorale permanente del leader carismatico (o che crede e fa credere di essere tale). Forse non è un caso che l'idea renziana della rottamazione nasca nel 2010: lo stesso anno della famosa cena di Arcore. Nell'ultima Assemblea nazionale cui aveva partecipato l'ex segretario aveva preso qualche fischio. E ci mancherebbe altro con tutti i disastri che ha combinato. All'Assemblea di sabato ne avrebbe presi di più. E allora è rimasto a casa, immagino nella sua nuova villetta di lusso. Se Renzi è un uomo di partito (democratico), allora io sono un elettore di Berlusconi, Berlusconi è un uomo di chiesa e Travaglio è un elettore del Pd.

 

Parafrasando il titolo del Cazzaro , anche io , dico :” Erano anni ... “ Erano anni che non mi imbattevo in un deficiente simile come il Cazzaro di Napoli . In evidentissima difficoltà , lui che e’ stato ed e’ un tifoso del corregionale Giggino e convinto sostenitore di questo ridicolo governo ( buona fortuna e buon lavoro Presidente Giuseppe  Conte ...), non gli resta che parlare del PD . Di quel PD che già da mo’ ha dato per morto e defunto , addirittura estinto , ed invece e’ sempre lì . Con i suoi errori che nessuno ha mai negato ma che rimane il solo partito italiano che ancora può fregiarsi del titolo di Democratico e che pur se assottigliato , rappresenta l’unico e vero baluardo contro questi vecchi e nuovi Fascisti . Ed allora , visto che il Cazzaro di Napoli e’ tutto fuori che un personaggio di sx , ma un co@lione sconfitto perennemente dalla storia e dagli avvenimenti succedutisi , non rimane che parlare (male ) del PD, di Renzi ( malissimo ) e di tutti quelli  ( invece benissimo ), sempre del PD , che fanno altrettanto . Ed ecco che via via si succedono nella mente del Cazzaro personaggi che per l’idio ta Partenopeo farebbero “resuscitare” il PD . Questa volta tocca al neofita Corallo Dario , ahime’ , per lui , destinato ad un rapido tramonto visto che e’ entrato nelle grazie del Cazzaro che ha la capacità di bruciare alla velocità della luce i suoi  golden boy . Succederà anche con il Bibitaro ...., scommetto . Ma concentriamoci su Dario Corallo. Uno , benché giovane , nato vecchio e con ricette adatte al periodo anni 70/80.  Inizialmente rimprovera al PD di aver voluto elevare la politica a scienza assoluta privilegiando l’1% degli italiani ( che stanno bene) , contro il 99% di tutti gli altri . Quindi suggerisce una concezione della verità che sembra una vecchia riproposizione assembleare inconcludente . Una concezione della verità che si richiama al vecchio armamentario Comunista stalinista /leninista dove i mercati non dovrebbeto esistere , gli imprenditori non dovrebbero fare utili perché considerati il “bottino “ dello sfruttamento dell’uomo su l’uomo e così via . Insomma , tutta una serie di parole d’ordine già sentite e quindi musica per le orecchie del Cazzaro di Napoli , al quale dico che il PD , se intraprendesse con Corallo questa linea , si estinguerebbe , questo sì , in pochi mesi. Ma  Corallo non solo non sara’ eletto , ma verrà presto risucchiato nel dimenticatoio così come lo sono stati quelli che il Cazzaro amava ma che sono , ahimè per lui , scomparsi . Al Cazzaro non rimarrà quindi , in futuro , di “accontentarsi “ di Zingaretti e/o di Minniti oltre naturalmente di Renzi ..., che non e’ andato perché aveva paura dei fischi ( Ahahahaha ) e quindi criticato per questa scelta di non andare dal Cazzaro Napoletano ma che avrebbe criticato ugualmente se fosse andato perché con la sua presenza avrebbe potuto condizionare l’assise ( Ahahaha ). Sia come sia il Cazzaro di Napoli aveva già pronte le sue critiche per qualunque scelta avesse fatto Renzi . Che invece e’ rimasto nella sua “villetta “ pagata da Calandrino Travaglio con le somme date al padre Tiziano . Prosit !! 

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Inviata (modificato)

Non è da oggi, e nemmeno dal 4 marzo bensì dal 4 dicembre 2016, il giorno in cui il popolo sovrano espresse un secco NO a Renzi e alla sua pasticciata e assurda riforma costituzionale, che il Pd vive, o meglio vegeta, prigioniero di un incubo kafkiano. Non può, per ovvi motivi, riaffidarsi al più antipatico agli italiani (lo capisce perfino lui che infatti non si ricandida alla segreteria), ma non riesce nemmeno, per misteriosi motivi, a liberarsi di lui. Paradosso reciproco visto che anche Renzi non vede l'ora ora di liberarsi del Pd ma si limita per ora a gesti sprezzanti come la diserzione dell'Assemblea e a manovrare nell'ombra i suoi fedelissimi burattini. Nel frattempo il partito è crollato al minimo storico nel consenso, ha perso la fiducia di interi strati sociali, come gli operai, gli insegnanti, i giovani non agiati, e appare quasi rassegnato all'ennesima e forse definitiva batosta alle prossime europee. Logorato dal potere, avendolo inseguito morbosamente anche quando mancavano i numeri in parlamento, e snaturato nella sua identità di partito di sinistra, di partito di popolo e non di elite, il Pd ha dimenticato pure come si fa l'opposizione, tanto è vero che un governo a dir poco anomalo e litigioso si trova oggi a essere quello con il più largo consenso popolare degli ultimi decenni. Una situazione folle, efficacemente descritta da Stefano Folli su Repubblica:

https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2018/11/19/news/pd_le_primarie_tardive-212091448/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S3.4-T1

È chiaro che la plateale contraddizione sottolineata da Folli, questa pesantissima palla al piede che si trascina il Pd da quasi due anni, non esisterebbe se il 5 dicembre 2016 Renzi avesse semplicemente fatto quello che aveva promesso: lasciare la politica in caso di sconfitta nel referendum. Naturalmente la colpa non è solo di  Renzi ma dell'intero partito che non si è ribellato a lui e alle sue menzogne, rendendosi dunque complice e meritevole del disastro. Ma é inutile piangersi addosso, ora bisogna cercare una via d'uscita, se c'è. Come si evince dal pensiero di Folli, la salvezza e la rinascita del Pd non passano per nessuno dei tre candidati "forti" alla segreteria: Zingaretti, Minniti e Martina. Non è più tempo di mestieranti della politica. Serve un nome nuovo, uno che non abbia convissuto con il renzismo o che lo abbia criticato in tempi non sospetti. Per me questo nome può essere Dario Corallo. Forse l'unico segretario capace di dare ai milioni di elettori scappati dal Pd la sensazione che nel partito finalmente qualcosa si muova.

Modificato da fosforo41

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