Mettiamo alla prova il m5s.tronzi !!

 
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27 febbraio 2017

Tutta la verità sui vitalizi. E sullo scontro M5S-Pd

Facciamo un po’ di chiarezza su un tema spinoso con cui spesso il populismo gioca: i vitalizi

  

Il Movimento 5 Stelle torna alle origini e rispolvera i vecchi cavalli di battaglia per trovare la giusta spinta e conquistare le prossime politiche. Per questo sulla scia della approccio purista degli albori tutto “onestà” e “apriscatole” va all’attacco di Renzi per chiedere di far approvare la propria proposta di legge per l’abolizione del vitalizio dei parlamentari.

dibbaI Cinque Stelle infatti temono che deputati e senatori vogliano tirare a campare fino a settembre per poter incassare il vitalizio. Addirittura Alessandro Di Battista ha chiesto ai suoi di condividere la richiesta sulla pagina di Matteo Renzi.

Ma facciamo chiarezza. Il vitalizio inteso come rendita parzialmente alimentata da un prelievo sull’indennità del periodo di esercizio della carica che veniva erogata sotto una certa soglia di età è stato abolito nella riforma del 2012, che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo.

Attualmente il diritto al trattamento pensionistico si matura al conseguimento di un duplice requisito, anagrafico e contributivo. Pertanto, il parlamentare ha diritto al vitalizio dopo avere svolto il mandato parlamentare per almeno 4 anni e mezzo e una volta compiuti 65 anni di età.

Quindi dal 15 settembre nessuno prenderà un vitalizio. Semplicemente i parlamentari matureranno il diritto ad incassare l’assegno pensionistico una volta compiuti i 65 anni di età.

Matteo Richetti fece una proposta di legge, firmata da altri 74 parlamentari del Partito Democratico, con cui si prevedeva il ricalcolo di tutti i vitalizi con il sistema contributivo (che quindi dovrebbe comportare una riduzione anche per gli assegni pensionistici che già vengono erogati).

 

Ad onor del vero una seconda proposta di legge, sempre, Pd fu depositata dalla deputata savonese Anna Giacobbe. Una proposta  che fotografava come anche all’interno del Pd le posizioni erano diverse. La proposta che non era retroattiva puntava a costruire per tutti gli eletti nelle assemblee legislative una sola pensione calcolata con metodo contributivo e gestita dagli istituti dell’INPS destinati anche agli altri lavoratori e, quindi, l’adozione delle regole previdenziali comuni.

La proposta dei pentastellati appare insomma molto simile a quella presentata nel luglio 2015 – e da allora rimasta arenata -alla Camera da Richettiche infatti non ha potuto trattenersi dal rispondere per le rime a Di Battista.

 

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2 messaggi in questa discussione

16 minuti fa, mark525 ha scritto:
 
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27 febbraio 2017

Tutta la verità sui vitalizi. E sullo scontro M5S-Pd

Facciamo un po’ di chiarezza su un tema spinoso con cui spesso il populismo gioca: i vitalizi

  

Il Movimento 5 Stelle torna alle origini e rispolvera i vecchi cavalli di battaglia per trovare la giusta spinta e conquistare le prossime politiche. Per questo sulla scia della approccio purista degli albori tutto “onestà” e “apriscatole” va all’attacco di Renzi per chiedere di far approvare la propria proposta di legge per l’abolizione del vitalizio dei parlamentari.

dibbaI Cinque Stelle infatti temono che deputati e senatori vogliano tirare a campare fino a settembre per poter incassare il vitalizio. Addirittura Alessandro Di Battista ha chiesto ai suoi di condividere la richiesta sulla pagina di Matteo Renzi.

Ma facciamo chiarezza. Il vitalizio inteso come rendita parzialmente alimentata da un prelievo sull’indennità del periodo di esercizio della carica che veniva erogata sotto una certa soglia di età è stato abolito nella riforma del 2012, che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo.

Attualmente il diritto al trattamento pensionistico si matura al conseguimento di un duplice requisito, anagrafico e contributivo. Pertanto, il parlamentare ha diritto al vitalizio dopo avere svolto il mandato parlamentare per almeno 4 anni e mezzo e una volta compiuti 65 anni di età.

Quindi dal 15 settembre nessuno prenderà un vitalizio. Semplicemente i parlamentari matureranno il diritto ad incassare l’assegno pensionistico una volta compiuti i 65 anni di età.

Matteo Richetti fece una proposta di legge, firmata da altri 74 parlamentari del Partito Democratico, con cui si prevedeva il ricalcolo di tutti i vitalizi con il sistema contributivo (che quindi dovrebbe comportare una riduzione anche per gli assegni pensionistici che già vengono erogati).

 

Ad onor del vero una seconda proposta di legge, sempre, Pd fu depositata dalla deputata savonese Anna Giacobbe. Una proposta  che fotografava come anche all’interno del Pd le posizioni erano diverse. La proposta che non era retroattiva puntava a costruire per tutti gli eletti nelle assemblee legislative una sola pensione calcolata con metodo contributivo e gestita dagli istituti dell’INPS destinati anche agli altri lavoratori e, quindi, l’adozione delle regole previdenziali comuni.

La proposta dei pentastellati appare insomma molto simile a quella presentata nel luglio 2015 – e da allora rimasta arenata -alla Camera da Richettiche infatti non ha potuto trattenersi dal rispondere per le rime a Di Battista.

 

Matteo Richetti
Caro Alessandro Di Battista, visto che Matteo #Renzi non è in Parlamento, ti rispondo io sui #vitalizi: in attesa della tua proposta, che ne dici di votare la mia? (depositata in data 09/07/2015).

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