RAFFAZZONAMENTO GRILLINO

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Virginia Raggi , OPS  GRILLO ,  è riuscita a far cancellare le tre torri dell'architetto di fama internazionale Daniel Libeskind. Lo stesso che ha disegnato Il One World Trade Center a New York. Ha mortificato il progetto ambizioso dello Stadio della Roma nell'ennesima speculazione edilizia, nel pieno rispetto della tradizione romana dei palazzinari.
Niente parco, niente nuove opere di urbanizzazione. Solo l'ennesimo pseudo centro commerciale per fare shopping. 
Però con gli alberi ( MAGARI  PALME  E  BANANI )sul tetto, che fa tanto figo. 
Che miseria.

Modificato da pm610
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Quello che si dice calar le braghe al momento che occorre, neanche questo hanno fatto fare alla raggi, forse non ne è in grado, ma lo stesso grillo si è preso la briga di scendere a Roma per dire di si allo stadio e sorridere agli elettori che finalmente avranno qualcosa per cui dire...la raggi si che le cose le fà.....di maio invece se la prende con il Gov......

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VIRGINIA NEL PALLONE

Niente grattacieli, ma niente opere pubbliche.

di GIUSEPPE TURANI | 26/02/2017

Non c’è niente da fare. I grilini sono come gli altri, se non peggio. Lo stadio della Roma a Tor di Valle ne è la prova. Possiamo saltare tutti i precedenti. Lo stadio non si fa, niente colate di cemento. Poi arriva il geometria Grillo da Genova e dice: da un’altra parte, lì c’è il pericolo di allagamenti, useremo tecnologie mai viste (il lego?).

Alla fine, applausi a tutti: lo stadio si farà esattamente dove era stato previsto prima (e contro il parere del geometra genovese) e come era stato previsto. Però i 5 stelle si vantano: abbiamo impedito la colata di cemento, le cubature sono state più che dimezzate.

L’affermazione è vera, ma è  anche molto curiosa. Infatti sono stati tagliati tre bellissimi grattacieli d’autore, che avrebbero dato un tono diverso a tutta la zona. Ma non basta. I tre grattacieli erano stati inseriti nel progetto perché  erano il modo, per la Roma (che finanzia il progetto), per pagare le opere pubbliche che dovevano fare: ponte, bretella di raccordo, sistemazione strade.

Con l’accordo raggiunto i romani non vedranno i tre grattacieli, ma nemmeno le opere di pubblica utilità che erano allegate al progetto.

In sostanza, per i “poteri forti”(gli americani padroni della Roma) non cambia niente. Cambia solo per i romani che o non vedranno le opere pubbliche promesse oppure le vedranno, ma a spese loro. Insomma, Virginia Raggi ha ottenuto una colata più piccola di cemento, ma il raccordo stradale e le altre cose dovrà farsele a sue spese.

Tutto questo non ha molta logica, discende solo dalla confusione a 5 stelle. Loro sono ideologicamente contrari a qualsiasi cosa nuova. E infatti anche qui erano partiti per dire di no. Poi si sono accorti che il pubblico dei tifosi (e Totti) li avrebbero impiccati, allora hanno cominciato a fare una serie di retromarce il cui risultato è quello che si è appena detto. E’ stato approvato (sempre che non sorgano opposizioni) un progetto più piccolo, ma senza vantaggi per la città. Solo per la Roma.

Anzi, qualche urbanista sostiene che, senza le opere pubbliche che sono state cancellate per fare bella figura, la vita degli abitanti della zona si trasformerà in un inferno.

Ma non importa. La rete dei troll a cinque stelle sta già rivendendo l’intera vicenda come un grande successo della loro amministrazione. E poiché prima del 2020 nessuno vedrà niente, qualcuno magari ci crederà pure.

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