JE SUIS BEPPE GRILLO !

Inviata (modificato)

Non faccio satira, non ne sono capace, non è il mio stile che tutt'al più può definirsi ironico. Apprezzo molto però la buona satira come una irrinunciabile forma artistica: da Aristofane a Crozza, da Marziale a Daniele Luttazzi. Non dimentichiamo che spesso la satira è stata ed è l'unica forma espressiva della dissidenza nei regimi autoritari, tirannici o teocratici, incluso il nostro ventennio fascista. Compito della satira è sottolineare le brutture, le cattiverie, le falsità della società e degli individui, in particolare dei potenti, della politica e della religione, ma più in generale della vita e dell'uomo, del "legno storto" kantiano, per orientare le persone verso il bello, il buono e il vero: la kalokagathìa dei Greci. Un fine nobile che giustifica il metodo proprio della satira, che è il discorso politicamente scorretto, cinico, non di rado al limite dell'offesa, della bestemmia, dell'oscenità. Il termine deriva dal latino satura lanx che era un vassoio colmo, saturo di primizie della natura, offerto alla divinità. Dunque nella satira ci può e ci deve essere di tutto, e nel modo più spontaneo, più naturale, più immediato, altrimenti non è satira, è convenzionale e controllata ironia. Nell'apologo satirico non c'è mode.razione, c'è esagerazione sistematica; non c'è il non vedente, c'è il cieco; non c'è il diversamente abile, c'è l'handicappato o lo storpio; non c'è la donna di colore, c'è la ne.gra; non c'è la prostituta o la esco.rt, c'è la putta.na; non c'è il male incurabile, c'è il cancro; non c'è lo scomparso o il defunto, c'è il morto o il crepato; e nessuno viene mandato a quel paese, bensì al diavolo o a fareinculo. La satira rompe gli schemi, infrange i tabù. L'autore di satira può permettersi nei paesi liberi, e in quelli semiliberi come il nostro a suo rischio e pericolo, di entrare a gamba tesa nei terreni scabrosi della morale, della religione, del se.sso, della malattia, della morte. Più una società è dominata dalle convenzioni e dai tabù, dal pensiero mainstream e dal gattopardismo, dal perbenismo e dalle mode, dai pregiudizi e dai dogmi, più è importante la funzione liberatrice della satira e più coraggio è necessario per esercitare questa antica e nobile arte. 

Domenica scorsa, in un comizio satirico di quasi un'ora, Beppe Grillo, uno che da sempre vive di satira (a 70 anni poteva accomodarsi su una scranna di senatore e invece è in tour per l'Italia con il suo spettacolo) ha tirato in ballo per un minuto o due i malati (che tecnicamente malati non sono) di sindrome di Asperger, un lieve disturbo psichico, una diffusa forma benigna di autismo. Li ha "usati" secondo il metodo un po' cinico ma tipico della satira da oltre 2000 anni, e non certo per attaccarli (Repubblica) né per infamarli (Gramellini sul Corriere) né per umiliarli (alcuni familiari di soggetti autistici) e men che meno per insultarli (Renzi su Fb, che ha insultato Grillo dandogli dello schifoso). Il comico genovese voleva solo attaccare e mettere alla berlina due ampie categorie di politici arroganti e di intellettuali saccenti, noti frequentatori fino all'ossessione di salotti televisivi, che parlano e straparlano senza pensare a chi ascolta e spesso nemmeno a ciò che stanno dicendo. Grillo ha anche parlato di "psicopatici". Apriti cielo! È stato linciato mediaticamente: gli Aspie non sono psicopatici! Ovvio, ma chi di noi non ha mai dato dello psicopatico a un Bossi (sempre più elegante che dargli dell'ubriaco da bar) o a un Juncker (idem c.s.) o a uno Sgarbi (quello che dà della capra a tutti) o a qualche estensore di riformacce incomprensibili o di leggi elettorali da manicomio? Lo abbiamo fatto più o meno scherzosamente, ma MAI con l'intenzione di offendere o umiliare i veri psicopatici. Negli attacchi faziosi e strumentali a Grillo si evidenzia prima di tutto un plateale doppiopesismo. Dov'erano Repubblica, il Corriere e i politucoli che oggi si scandalizzano per un poco di satira, quando Berlusconi, non da attore comico ma da presidente del Consiglio, attaccava magistrati della Repubblica definendoli "cancro da estirpare", "disturbati mentali"? Qualcuno forse difese (timidamente) i magistrati, nessuno difese i malati di cancro e i disturbati mentali. E ai genitori degli Aspie che si sono indignati mi permetto di dire: cari amici, siate un po' meno permalosi, un po' più ironici e soprattutto più orgogliosi dei vostri figli che molto probabilmente condividono il loro disturbo con Albert Einstein, Michelangelo, Isaac Newton, Steve Jobs, Bob Dylan, Charles Darwin, Vincent van Gogh, Alfred Hitchcock e altri giganti lievemente autistici che alle battute di Grillo avrebbero dedicato non più di un sorriso (digitare su Google: Asperger famosi, nda). Il quale Grillo intendeva soprattutto attaccare un politucolo ipocrita, arrogante e xenofobo, il Renzi di Francia, un fascistello che sguinzaglia i suoi gendarmi fin dentro i confini di Italia e Spagna pur di respingere i profughi, inclusi minorenni e donne incinte. Il presidente della Francia, il presidente del kazzo e dei miei stivali (faccio un po' di satira anch'io, perdonate), che ha accostato il populismo europeo, affermatosi in Italia e altrove con metodo democratico, alla LEBBRA. Malattia grave che implica lunghe sofferenze ed emarginazione, altro che Asperger! Milioni di lebbrosi nel mondo, 200.000 nuovi casi ogni anno, alcune decine in Europa. Malati umiliati, offesi e strumentalizzati INTENZIONALMENTE da un politico dei miei stivali, da un capo di Stato, non da un comico. Ma i Renzi e i Gramellini dei miei stivali non si sono indignati, forse erano momentaneamente su Marte. Però si è indignato Beppe Grillo e ha dato a Macron una bella lezione. Con il metro di giudizio applicato a Grillo, questi pennivendoli faziosi e questi politucoli con la puzza sotto naso dovrebbero fustigare anche Boccaccio, Manzoni e Poe per le loro descrizioni crudamente realistiche dei malati di peste, con le loro penne che quasi entravano nelle escrescenze purulente, nei "sozzi bubboni" di quegli sfortunati. Hanno dipinto, per basse ragioni politiche, un comico come un mostro. In realtà sono proprio loro che stanno strumentalizzando le vittime dell'autismo e dell'Asperger per attaccare Grillo e per infangare il Movimento da lui fondato. E rischiano di aizzare contro un anziano signore, che per lavorare gira l'Italia senza scorta, dei veri psicopatici. Come quei fanatici religiosi (patologia analoga al fanatismo politico) che assaltarono la redazione di Charlie Hebdo, settimanale satirico, e fecero una strage. Motivo? Punire chi aveva disegnato qualche  vignetta dissacrante su Maometto. Personalmente anch'io giudicai eccessive e di cattivo gusto quelle vignette, ma la libertà di espressione, la libertà di satira, per me è sacra quanto una divinità, e la vita umana lo è molto di più. Peraltro quelle vignette in fondo erano poca cosa rispetto al trattamento riservato da Dante al Profeta e a suo cugino Alì nel XXVIII canto dell'Inferno. Immaginate una scena da film horror, in stile Cannibal Holocaust, condita con il linguaggio sconcio di Er Monnezza (Tomas Milian): 

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000002299811

Renzi direbbe al suo illustre concittadino almeno la stessa cosa che ha detto a Grillo: "Dante, mi fai schifo!". E invece quella è satira, è poesia, è grande arte. Ma in questa epoca di fanatici e di ignoranti il sommo Poeta sarebbe costretto a vivere sotto scorta. Dopo la strage di Parigi molti liberi e laici giornali europei, in primis il Fatto Quotidiano che allegò l'intero numero incriminato di Charlie, pur non condividendo quelle vignette uscirono con un titolo a tutta pagina:

JE SUIS CHARLIE !

Non ho mai votato 5 Stelle, e al posto di Grillo, sul palco del Circo Massimo, non avrei usato quelle parole, che non posso condividere. Tuttavia difendo, con Voltaire, il suo diritto a dirle. E darei, con Voltaire, la vita per difendere la libertà di pensiero, di parola, di satira, garantita dall'art.21 della Costituzione. Dunque, in questo momento mi alzo in piedi e dico a voce alta, con orgoglio di italiano e di uomo libero:

JE SUIS BEPPE !

Modificato da fosforo41

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5 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Non faccio satira, non ne sono capace, non è il mio stile che tutt'al più può definirsi ironico. Apprezzo molto però la buona satira come una irrinunciabile forma artistica: da Aristofane a Crozza, da Marziale a Daniele Luttazzi. Non dimentichiamo che spesso la satira è stata ed è l'unica forma espressiva della dissidenza nei regimi autoritari, tirannici o teocratici, incluso il nostro ventennio fascista. Compito della satira è sottolineare le brutture, le cattiverie, le falsità della società e degli individui, in particolare dei potenti, della politica e della religione, ma più in generale della vita e dell'uomo, del "legno storto" kantiano, per orientare le persone verso il bello, il buono e il vero: la kalokagathìa dei Greci. Un fine nobile che giustifica il metodo proprio della satira, che è il discorso politicamente scorretto, cinico, non di rado al limite dell'offesa, della bestemmia, dell'oscenità. Il termine deriva dal latino satura lanx che era un vassoio colmo, saturo di primizie della natura, offerto alla divinità. Dunque nella satira ci può e ci deve essere di tutto, e nel modo più spontaneo, più naturale, più immediato, altrimenti non è satira, è convenzionale e controllata ironia. Nell'apologo satirico non c'è mode.razione, c'è esagerazione sistematica; non c'è il non vedente, c'è il cieco; non c'è il diversamente abile, c'è l'handicappato o lo storpio; non c'è la donna di colore, c'è la ne.gra; non c'è la prostituta o la esco.rt, c'è la putta.na; non c'è il male incurabile, c'è il cancro; non c'è lo scomparso o il defunto, c'è il morto o il crepato; e nessuno viene mandato a quel paese, bensì al diavolo o a fareinculo. La satira rompe gli schemi, infrange i tabù. L'autore di satira può permettersi nei paesi liberi, e in quelli semiliberi come il nostro a suo rischio e pericolo, di entrare a gamba tesa nei terreni scabrosi della morale, della religione, del se.sso, della malattia, della morte. Più una società è dominata dalle convenzioni e dai tabù, dal pensiero mainstream e dal gattopardismo, dal perbenismo e dalle mode, dai pregiudizi e dai dogmi, più è importante la funzione liberatrice della satira e più coraggio è necessario per esercitare questa antica e nobile arte. 

Domenica scorsa, in un comizio satirico di quasi un'ora, Beppe Grillo, uno che da sempre vive di satira (a 70 anni poteva accomodarsi su una scranna di senatore e invece è in tour per l'Italia con il suo spettacolo) ha tirato in ballo per un minuto o due i malati (che tecnicamente malati non sono) di sindrome di Asperger, un lieve disturbo psichico, una diffusa forma benigna di autismo. Li ha "usati" secondo il metodo un po' cinico ma tipico della satira da oltre 2000 anni, e non certo per attaccarli (Repubblica) né per infamarli (Gramellini sul Corriere) né per umiliarli (alcuni familiari di soggetti autistici) e men che meno per insultarli (Renzi su Fb, che ha insultato Grillo dandogli dello schifoso). Il comico genovese voleva solo attaccare e mettere alla berlina due ampie categorie di politici arroganti e di intellettuali saccenti, noti frequentatori fino all'ossessione di salotti televisivi, che parlano e straparlano senza pensare a chi ascolta e spesso nemmeno a ciò che stanno dicendo. Grillo ha anche parlato di "psicopatici". Apriti cielo! È stato linciato mediaticamente: gli Aspie non sono psicopatici! Ovvio, ma chi di noi non ha mai dato dello psicopatico a un Bossi (sempre più elegante che dargli dell'ubriaco da bar) o a un Juncker (idem c.s.) o a uno Sgarbi (quello che dà della capra a tutti) o a qualche estensore di riformacce incomprensibili o di leggi elettorali da manicomio? Lo abbiamo fatto più o meno scherzosamente, ma MAI con l'intenzione di offendere o umiliare i veri psicopatici. Negli attacchi faziosi e strumentali a Grillo si evidenzia prima di tutto un plateale doppiopesismo. Dov'erano Repubblica, il Corriere e i politucoli che oggi si scandalizzano per un poco di satira, quando Berlusconi, non da attore comico ma da presidente del Consiglio, attaccava magistrati della Repubblica definendoli "cancro da estirpare", "disturbati mentali"? Qualcuno forse difese (timidamente) i magistrati, nessuno difese i malati di cancro e i disturbati mentali. E ai genitori degli Aspie che si sono indignati mi permetto di dire: cari amici, siate un po' meno permalosi, un po' più ironici e soprattutto più orgogliosi dei vostri figli che molto probabilmente condividono il loro disturbo con Albert Einstein, Michelangelo, Isaac Newton, Steve Jobs, Bob Dylan, Charles Darwin, Vincent van Gogh, Alfred Hitchcock e altri giganti lievemente autistici che alle battute di Grillo avrebbero dedicato non più di un sorriso (digitare su Google: Asperger famosi, nda). Il quale Grillo intendeva soprattutto attaccare un politucolo ipocrita, arrogante e xenofobo, il Renzi di Francia, un fascistello che sguinzaglia i suoi gendarmi fin dentro i confini di Italia e Spagna pur di respingere i profughi, inclusi minorenni e donne incinte. Il presidente della Francia, il presidente del kazzo e dei miei stivali (faccio un po' di satira anch'io, perdonate), che ha accostato il populismo europeo, affermatosi in Italia e altrove con metodo democratico, alla LEBBRA. Malattia grave che implica lunghe sofferenze ed emarginazione, altro che Asperger! Milioni di lebbrosi nel mondo, 200.000 nuovi casi ogni anno, alcune decine in Europa. Malati umiliati, offesi e strumentalizzati INTENZIONALMENTE da un politico dei miei stivali, da un capo di Stato, non da un comico. Ma i Renzi e i Gramellini dei miei stivali non si sono indignati, forse erano momentaneamente su Marte. Però si è indignato Beppe Grillo e ha dato a Macron una bella lezione. Con il metro di giudizio applicato a Grillo, questi pennivendoli faziosi e questi politucoli con la puzza sotto naso dovrebbero fustigare anche Boccaccio, Manzoni e Poe per le loro descrizioni crudamente realistiche dei malati di peste, con le loro penne che quasi entravano nelle escrescenze purulente, nei "sozzi bubboni" di quegli sfortunati. Hanno dipinto, per basse ragioni politiche, un comico come un mostro. In realtà sono proprio loro che stanno strumentalizzando le vittime dell'autismo e dell'Asperger per attaccare Grillo e per infangare il Movimento da lui fondato. E rischiano di aizzare contro un anziano signore, che per lavorare gira l'Italia senza scorta, dei veri psicopatici. Come quei fanatici religiosi (patologia analoga al fanatismo politico) che assaltarono la redazione di Charlie Hebdo, settimanale satirico, e fecero una strage. Motivo? Punire chi aveva disegnato qualche  vignetta dissacrante su Maometto. Personalmente anch'io giudicai eccessive e di cattivo gusto quelle vignette, ma la libertà di espressione, la libertà di satira, per me è sacra quanto una divinità, e la vita umana lo è molto di più. Peraltro quelle vignette in fondo erano poca cosa rispetto al trattamento riservato da Dante al Profeta e a suo cugino Alì nel XXVIII canto dell'Inferno. Immaginate una scena da film horror, in stile Cannibal Holocaust, condita con il linguaggio sconcio di Er Monnezza (Tomas Milian): 

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000002299811

Renzi direbbe al suo illustre concittadino almeno la stessa cosa che ha detto a Grillo: "Dante, mi fai schifo!". E invece quella è satira, è poesia, è grande arte. Ma in questa epoca di fanatici e di ignoranti il sommo Poeta sarebbe costretto a vivere sotto scorta. Dopo la strage di Parigi molti liberi e laici giornali europei, in primis il Fatto Quotidiano che allegò l'intero numero incriminato di Charlie, pur non condividendo quelle vignette uscirono con un titolo a tutta pagina:

JE SUIS CHARLIE !

Non ho mai votato 5 Stelle, e al posto di Grillo, sul palco del Circo Massimo, non avrei usato quelle parole, che non posso condividere. Tuttavia difendo, con Voltaire, il suo diritto a dirle. E darei, con Voltaire, la vita per difendere la libertà di pensiero, di parola, di satira, garantita dall'art.21 della Costituzione. Dunque, in questo momento mi alzo in piedi e dico a voce alta, con orgoglio di italiano e di uomo libero:

JE SUIS BEPPE !

Ha importato pure lo svizzero francese ?🤔

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3 minuti fa, wronschi ha scritto:

Ha importato pure lo svizzero francese ?🤔

Non ho capito. Spiegati.

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28 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

Non faccio satira, non ne sono capace, non è il mio stile che tutt'al più può definirsi ironico. Apprezzo molto però la buona satira come una irrinunciabile forma artistica: da Aristofane a Crozza, da Marziale a Daniele Luttazzi. Non dimentichiamo che spesso la satira è stata ed è l'unica forma espressiva della dissidenza nei regimi autoritari, tirannici o teocratici, incluso il nostro ventennio fascista. Compito della satira è sottolineare le brutture, le cattiverie, le falsità della società e degli individui, in particolare dei potenti, della politica e della religione, ma più in generale della vita e dell'uomo, del "legno storto" kantiano, per orientare le persone verso il bello, il buono e il vero: la kalokagathìa dei Greci. Un fine nobile che giustifica il metodo proprio della satira, che è il discorso politicamente scorretto, cinico, non di rado al limite dell'offesa, della bestemmia, dell'oscenità. Il termine deriva dal latino satura lanx che era un vassoio colmo, saturo di primizie della natura, offerto alla divinità. Dunque nella satira ci può e ci deve essere di tutto, e nel modo più spontaneo, più naturale, più immediato, altrimenti non è satira, è convenzionale e controllata ironia. Nell'apologo satirico non c'è mode.razione, c'è esagerazione sistematica; non c'è il non vedente, c'è il cieco; non c'è il diversamente abile, c'è l'handicappato o lo storpio; non c'è la donna di colore, c'è la ne.gra; non c'è la prostituta o la esco.rt, c'è la putta.na; non c'è il male incurabile, c'è il cancro; non c'è lo scomparso o il defunto, c'è il morto o il crepato; e nessuno viene mandato a quel paese, bensì al diavolo o a fareinculo. La satira rompe gli schemi, infrange i tabù. L'autore di satira può permettersi nei paesi liberi, e in quelli semiliberi come il nostro a suo rischio e pericolo, di entrare a gamba tesa nei terreni scabrosi della morale, della religione, del se.sso, della malattia, della morte. Più una società è dominata dalle convenzioni e dai tabù, dal pensiero mainstream e dal gattopardismo, dal perbenismo e dalle mode, dai pregiudizi e dai dogmi, più è importante la funzione liberatrice della satira e più coraggio è necessario per esercitare questa antica e nobile arte. 

Domenica scorsa, in un comizio satirico di quasi un'ora, Beppe Grillo, uno che da sempre vive di satira (a 70 anni poteva accomodarsi su una scranna di senatore e invece è in tour per l'Italia con il suo spettacolo) ha tirato in ballo per un minuto o due i malati (che tecnicamente malati non sono) di sindrome di Asperger, un lieve disturbo psichico, una diffusa forma benigna di autismo. Li ha "usati" secondo il metodo un po' cinico ma tipico della satira da oltre 2000 anni, e non certo per attaccarli (Repubblica) né per infamarli (Gramellini sul Corriere) né per umiliarli (alcuni familiari di soggetti autistici) e men che meno per insultarli (Renzi su Fb, che ha insultato Grillo dandogli dello schifoso). Il comico genovese voleva solo attaccare e mettere alla berlina due ampie categorie di politici arroganti e di intellettuali saccenti, noti frequentatori fino all'ossessione di salotti televisivi, che parlano e straparlano senza pensare a chi ascolta e spesso nemmeno a ciò che stanno dicendo. Grillo ha anche parlato di "psicopatici". Apriti cielo! È stato linciato mediaticamente: gli Aspie non sono psicopatici! Ovvio, ma chi di noi non ha mai dato dello psicopatico a un Bossi (sempre più elegante che dargli dell'ubriaco da bar) o a un Juncker (idem c.s.) o a uno Sgarbi (quello che dà della capra a tutti) o a qualche estensore di riformacce incomprensibili o di leggi elettorali da manicomio? Lo abbiamo fatto più o meno scherzosamente, ma MAI con l'intenzione di offendere o umiliare i veri psicopatici. Negli attacchi faziosi e strumentali a Grillo si evidenzia prima di tutto un plateale doppiopesismo. Dov'erano Repubblica, il Corriere e i politucoli che oggi si scandalizzano per un poco di satira, quando Berlusconi, non da attore comico ma da presidente del Consiglio, attaccava magistrati della Repubblica definendoli "cancro da estirpare", "disturbati mentali"? Qualcuno forse difese (timidamente) i magistrati, nessuno difese i malati di cancro e i disturbati mentali. E ai genitori degli Aspie che si sono indignati mi permetto di dire: cari amici, siate un po' meno permalosi, un po' più ironici e soprattutto più orgogliosi dei vostri figli che molto probabilmente condividono il loro disturbo con Albert Einstein, Michelangelo, Isaac Newton, Steve Jobs, Bob Dylan, Charles Darwin, Vincent van Gogh, Alfred Hitchcock e altri giganti lievemente autistici che alle battute di Grillo avrebbero dedicato non più di un sorriso (digitare su Google: Asperger famosi, nda). Il quale Grillo intendeva soprattutto attaccare un politucolo ipocrita, arrogante e xenofobo, il Renzi di Francia, un fascistello che sguinzaglia i suoi gendarmi fin dentro i confini di Italia e Spagna pur di respingere i profughi, inclusi minorenni e donne incinte. Il presidente della Francia, il presidente del kazzo e dei miei stivali (faccio un po' di satira anch'io, perdonate), che ha accostato il populismo europeo, affermatosi in Italia e altrove con metodo democratico, alla LEBBRA. Malattia grave che implica lunghe sofferenze ed emarginazione, altro che Asperger! Milioni di lebbrosi nel mondo, 200.000 nuovi casi ogni anno, alcune decine in Europa. Malati umiliati, offesi e strumentalizzati INTENZIONALMENTE da un politico dei miei stivali, da un capo di Stato, non da un comico. Ma i Renzi e i Gramellini dei miei stivali non si sono indignati, forse erano momentaneamente su Marte. Però si è indignato Beppe Grillo e ha dato a Macron una bella lezione. Con il metro di giudizio applicato a Grillo, questi pennivendoli faziosi e questi politucoli con la puzza sotto naso dovrebbero fustigare anche Boccaccio, Manzoni e Poe per le loro descrizioni crudamente realistiche dei malati di peste, con le loro penne che quasi entravano nelle escrescenze purulente, nei "sozzi bubboni" di quegli sfortunati. Hanno dipinto, per basse ragioni politiche, un comico come un mostro. In realtà sono proprio loro che stanno strumentalizzando le vittime dell'autismo e dell'Asperger per attaccare Grillo e per infangare il Movimento da lui fondato. E rischiano di aizzare contro un anziano signore, che per lavorare gira l'Italia senza scorta, dei veri psicopatici. Come quei fanatici religiosi (patologia analoga al fanatismo politico) che assaltarono la redazione di Charlie Hebdo, settimanale satirico, e fecero una strage. Motivo? Punire chi aveva disegnato qualche  vignetta dissacrante su Maometto. Personalmente anch'io giudicai eccessive e di cattivo gusto quelle vignette, ma la libertà di espressione, la libertà di satira, per me è sacra quanto una divinità, e la vita umana lo è molto di più. Peraltro quelle vignette in fondo erano poca cosa rispetto al trattamento riservato da Dante al Profeta e a suo cugino Alì nel XXVIII canto dell'Inferno. Immaginate una scena da film horror, in stile Cannibal Holocaust, condita con il linguaggio sconcio di Er Monnezza (Tomas Milian): 

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000002299811

Renzi direbbe al suo illustre concittadino almeno la stessa cosa che ha detto a Grillo: "Dante, mi fai schifo!". E invece quella è satira, è poesia, è grande arte. Ma in questa epoca di fanatici e di ignoranti il sommo Poeta sarebbe costretto a vivere sotto scorta. Dopo la strage di Parigi molti liberi e laici giornali europei, in primis il Fatto Quotidiano che allegò l'intero numero incriminato di Charlie, pur non condividendo quelle vignette uscirono con un titolo a tutta pagina:

JE SUIS CHARLIE !

Non ho mai votato 5 Stelle, e al posto di Grillo, sul palco del Circo Massimo, non avrei usato quelle parole, che non posso condividere. Tuttavia difendo, con Voltaire, il suo diritto a dirle. E darei, con Voltaire, la vita per difendere la libertà di pensiero, di parola, di satira, garantita dall'art.21 della Costituzione. Dunque, in questo momento mi alzo in piedi e dico a voce alta, con orgoglio di italiano e di uomo libero:

JE SUIS BEPPE !

E io rispondo con un JE SUIS RENZI. Perchè caro Fosforo, le parole di Grillo non hanno niente a che vedere con la libertà di pensiero o di satura, le parole di Grillo non sono e non posso essere tollerate e neppure scusate.

E siccome anche io  darei (senza scomodare Voltaire)  la vita per difendere la libertà di pensiero e  di parola, dico che Renzi ha semplicemente espresso la sua opinione, motivata e pure condivisa da moltissimi italiani. Per cui.....JE SUIS RENZI!

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11 minuti fa, wronschi ha scritto:

Beppe Grillo ha importato a parlare lo svizzero francese 😂

A me risulta che Beppe, a differenza del morto Marchionne, paga le tasse in Italia. 

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In questo momento, ariafresca123 ha scritto:

E io rispondo con un JE SUIS RENZI. Perchè caro Fosforo, le parole di Grillo non hanno niente a che vedere con la libertà di pensiero o di satura, le parole di Grillo non sono e non posso essere tollerate e neppure scusate.

E siccome anche io  darei (senza scomodare Voltaire)  la vita per difendere la libertà di pensiero e  di parola, dico che Renzi ha semplicemente espresso la sua opinione, motivata e pure condivisa da moltissimi italiani. Per cui.....JE SUIS RENZI!

Fai come ti pare. Vuol dire che darò del tappetaro e del pifferaio pure a te. Però devi ancora spiegarmi il silenzio di Renzi e dei giornaloni sul pifferaio francese che tira in ballo i lebbrosi per attaccare i populisti.

 

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3 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

A me risulta che Beppe, a differenza del morto Marchionne, paga le tasse in Italia. 

Mah..io la ✋ sul fuoco non la metterei

 

 

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28 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

ma la libertà di espressione, la libertà di satira, per me è sacra quanto una divinità, e la vita umana lo è molto di più.

Io sinceramente, leggendo tuoi post come questo non posso che esserne attratto dal come riesci ad incanalare le parole ed a dare un senso, una perfetta logica...comunque nello stesso senso della libertà di ironia si può essere d'accordo o meno, essere d'accordo con grillo non mi riesce, conosco grillo, per averlo seguito in tv da molti anni, e ho visto le sue molte giravolte di comico, sia quando prendeva di mira questo o quello, ma in ultimo non trovo più niente in lui che possa essere di mio gusto, nemmeno quel tipo di ironia che giudico ci debba essere...non lo trovai giusto quando voleva dare le coordinate del nostro Parlamento e nemmeno ora... 

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1 minuto fa, fosforo41 ha scritto:

Fai come ti pare. Vuol dire che darò del tappetaro e del pifferaio pure a te. Però devi ancora spiegarmi il silenzio di Renzi e dei giornaloni sul pifferaio francese che tira in ballo i lebbrosi per attaccare i populisti.

 

ahahahahahahahahahahaahah

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11 minuti fa, sempre135 ha scritto:

Io sinceramente, leggendo tuoi post come questo non posso che esserne attratto dal come riesci ad incanalare le parole ed a dare un senso, una perfetta logica...comunque nello stesso senso della libertà di ironia si può essere d'accordo o meno, essere d'accordo con grillo non mi riesce, conosco grillo, per averlo seguito in tv da molti anni, e ho visto le sue molte giravolte di comico, sia quando prendeva di mira questo o quello, ma in ultimo non trovo più niente in lui che possa essere di mio gusto, nemmeno quel tipo di ironia che giudico ci debba essere...non lo trovai giusto quando voleva dare le coordinate del nostro Parlamento e nemmeno ora... 

Qui non si tratta di essere d'accordo o meno con Grillo. Anch'io su molte cose non lo sono. Qui si discute del suo diritto (e dunque anche di quello di tutti noi) a dire le cose che pensa anche avvalendosi del metodo un po' cinico e del linguaggio crudo della satira. Un paese che nega la satira è un paese senza libertà, e dunque maggiormente bisognoso di satira. Saluti

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Inviata (modificato)

1 ora fa, fosforo41 ha scritto:

Non faccio satira, non ne sono capace, non è il mio stile che tutt'al più può definirsi ironico. Apprezzo molto però la buona satira come una irrinunciabile forma artistica: da Aristofane a Crozza, da Marziale a Daniele Luttazzi. Non dimentichiamo che spesso la satira è stata ed è l'unica forma espressiva della dissidenza nei regimi autoritari, tirannici o teocratici, incluso il nostro ventennio fascista. Compito della satira è sottolineare le brutture, le cattiverie, le falsità della società e degli individui, in particolare dei potenti, della politica e della religione, ma più in generale della vita e dell'uomo, del "legno storto" kantiano, per orientare le persone verso il bello, il buono e il vero: la kalokagathìa dei Greci. Un fine nobile che giustifica il metodo proprio della satira, che è il discorso politicamente scorretto, cinico, non di rado al limite dell'offesa, della bestemmia, dell'oscenità. Il termine deriva dal latino satura lanx che era un vassoio colmo, saturo di primizie della natura, offerto alla divinità. Dunque nella satira ci può e ci deve essere di tutto, e nel modo più spontaneo, più naturale, più immediato, altrimenti non è satira, è convenzionale e controllata ironia. Nell'apologo satirico non c'è mode.razione, c'è esagerazione sistematica; non c'è il non vedente, c'è il cieco; non c'è il diversamente abile, c'è l'handicappato o lo storpio; non c'è la donna di colore, c'è la ne.gra; non c'è la prostituta o la esco.rt, c'è la putta.na; non c'è il male incurabile, c'è il cancro; non c'è lo scomparso o il defunto, c'è il morto o il crepato; e nessuno viene mandato a quel paese, bensì al diavolo o a fareinculo. La satira rompe gli schemi, infrange i tabù. L'autore di satira può permettersi nei paesi liberi, e in quelli semiliberi come il nostro a suo rischio e pericolo, di entrare a gamba tesa nei terreni scabrosi della morale, della religione, del se.sso, della malattia, della morte. Più una società è dominata dalle convenzioni e dai tabù, dal pensiero mainstream e dal gattopardismo, dal perbenismo e dalle mode, dai pregiudizi e dai dogmi, più è importante la funzione liberatrice della satira e più coraggio è necessario per esercitare questa antica e nobile arte. 

Domenica scorsa, in un comizio satirico di quasi un'ora, Beppe Grillo, uno che da sempre vive di satira (a 70 anni poteva accomodarsi su una scranna di senatore e invece è in tour per l'Italia con il suo spettacolo) ha tirato in ballo per un minuto o due i malati (che tecnicamente malati non sono) di sindrome di Asperger, un lieve disturbo psichico, una diffusa forma benigna di autismo. Li ha "usati" secondo il metodo un po' cinico ma tipico della satira da oltre 2000 anni, e non certo per attaccarli (Repubblica) né per infamarli (Gramellini sul Corriere) né per umiliarli (alcuni familiari di soggetti autistici) e men che meno per insultarli (Renzi su Fb, che ha insultato Grillo dandogli dello schifoso). Il comico genovese voleva solo attaccare e mettere alla berlina due ampie categorie di politici arroganti e di intellettuali saccenti, noti frequentatori fino all'ossessione di salotti televisivi, che parlano e straparlano senza pensare a chi ascolta e spesso nemmeno a ciò che stanno dicendo. Grillo ha anche parlato di "psicopatici". Apriti cielo! È stato linciato mediaticamente: gli Aspie non sono psicopatici! Ovvio, ma chi di noi non ha mai dato dello psicopatico a un Bossi (sempre più elegante che dargli dell'ubriaco da bar) o a un Juncker (idem c.s.) o a uno Sgarbi (quello che dà della capra a tutti) o a qualche estensore di riformacce incomprensibili o di leggi elettorali da manicomio? Lo abbiamo fatto più o meno scherzosamente, ma MAI con l'intenzione di offendere o umiliare i veri psicopatici. Negli attacchi faziosi e strumentali a Grillo si evidenzia prima di tutto un plateale doppiopesismo. Dov'erano Repubblica, il Corriere e i politucoli che oggi si scandalizzano per un poco di satira, quando Berlusconi, non da attore comico ma da presidente del Consiglio, attaccava magistrati della Repubblica definendoli "cancro da estirpare", "disturbati mentali"? Qualcuno forse difese (timidamente) i magistrati, nessuno difese i malati di cancro e i disturbati mentali. E ai genitori degli Aspie che si sono indignati mi permetto di dire: cari amici, siate un po' meno permalosi, un po' più ironici e soprattutto più orgogliosi dei vostri figli che molto probabilmente condividono il loro disturbo con Albert Einstein, Michelangelo, Isaac Newton, Steve Jobs, Bob Dylan, Charles Darwin, Vincent van Gogh, Alfred Hitchcock e altri giganti lievemente autistici che alle battute di Grillo avrebbero dedicato non più di un sorriso (digitare su Google: Asperger famosi, nda). Il quale Grillo intendeva soprattutto attaccare un politucolo ipocrita, arrogante e xenofobo, il Renzi di Francia, un fascistello che sguinzaglia i suoi gendarmi fin dentro i confini di Italia e Spagna pur di respingere i profughi, inclusi minorenni e donne incinte. Il presidente della Francia, il presidente del kazzo e dei miei stivali (faccio un po' di satira anch'io, perdonate), che ha accostato il populismo europeo, affermatosi in Italia e altrove con metodo democratico, alla LEBBRA. Malattia grave che implica lunghe sofferenze ed emarginazione, altro che Asperger! Milioni di lebbrosi nel mondo, 200.000 nuovi casi ogni anno, alcune decine in Europa. Malati umiliati, offesi e strumentalizzati INTENZIONALMENTE da un politico dei miei stivali, da un capo di Stato, non da un comico. Ma i Renzi e i Gramellini dei miei stivali non si sono indignati, forse erano momentaneamente su Marte. Però si è indignato Beppe Grillo e ha dato a Macron una bella lezione. Con il metro di giudizio applicato a Grillo, questi pennivendoli faziosi e questi politucoli con la puzza sotto naso dovrebbero fustigare anche Boccaccio, Manzoni e Poe per le loro descrizioni crudamente realistiche dei malati di peste, con le loro penne che quasi entravano nelle escrescenze purulente, nei "sozzi bubboni" di quegli sfortunati. Hanno dipinto, per basse ragioni politiche, un comico come un mostro. In realtà sono proprio loro che stanno strumentalizzando le vittime dell'autismo e dell'Asperger per attaccare Grillo e per infangare il Movimento da lui fondato. E rischiano di aizzare contro un anziano signore, che per lavorare gira l'Italia senza scorta, dei veri psicopatici. Come quei fanatici religiosi (patologia analoga al fanatismo politico) che assaltarono la redazione di Charlie Hebdo, settimanale satirico, e fecero una strage. Motivo? Punire chi aveva disegnato qualche  vignetta dissacrante su Maometto. Personalmente anch'io giudicai eccessive e di cattivo gusto quelle vignette, ma la libertà di espressione, la libertà di satira, per me è sacra quanto una divinità, e la vita umana lo è molto di più. Peraltro quelle vignette in fondo erano poca cosa rispetto al trattamento riservato da Dante al Profeta e a suo cugino Alì nel XXVIII canto dell'Inferno. Immaginate una scena da film horror, in stile Cannibal Holocaust, condita con il linguaggio sconcio di Er Monnezza (Tomas Milian): 

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000002299811

Renzi direbbe al suo illustre concittadino almeno la stessa cosa che ha detto a Grillo: "Dante, mi fai schifo!". E invece quella è satira, è poesia, è grande arte. Ma in questa epoca di fanatici e di ignoranti il sommo Poeta sarebbe costretto a vivere sotto scorta. Dopo la strage di Parigi molti liberi e laici giornali europei, in primis il Fatto Quotidiano che allegò l'intero numero incriminato di Charlie, pur non condividendo quelle vignette uscirono con un titolo a tutta pagina:

JE SUIS CHARLIE !

Non ho mai votato 5 Stelle, e al posto di Grillo, sul palco del Circo Massimo, non avrei usato quelle parole, che non posso condividere. Tuttavia difendo, con Voltaire, il suo diritto a dirle. E darei, con Voltaire, la vita per difendere la libertà di pensiero, di parola, di satira, garantita dall'art.21 della Costituzione. Dunque, in questo momento mi alzo in piedi e dico a voce alta, con orgoglio di italiano e di uomo libero:

JE SUIS BEPPE !

Allora mettiamola così ed iniziamo dall’ultima frase del Cazzaro seguendo il suo invito ad alzarci in piedi . Bene !! Li abbiamo fatto ?? Benissimo !! Ora , però , invece di “sentirci tutti Beppe “ , approfittiamone per sputare in faccia a questo lurido individuo che non esprime nessuna opinione , nossignori !! Esprime solo e soltanto il giudizio che sul fatto ne hanno dato, e per ovvi motivi ,  i suoi giornaletti di riferimento e che il Cazzaro di Napoli, da disutile idio ta , pedissequamente segue . Intanto smontiamo subito una prima bufala . Quella in cui il Cazzaro afferma che “ Grillo, pur potendolo fare , avrebbe potuto accomodarsi su una poltrona dello scranno del Senato “. Falso !!! In virtù di numerose condanne passate in giudicato , Grillo può , al massimo , sedersi su di una capiente tazza di WC ed espellere almeno una parte di quel materiale organico di cui e’ composto. Andiamo avanti : il Cazzaro prova ad attutire le orrende e vomitevoli parole dell’evasore fiscale Grillo, derubricando il tutto a mera ed innocente satira . Scopiazza e copiaincollazza un po’ di qui ed un po’ di la per far vedere la sua virtù “cultura “ pure su questo ramo , ma fa un errore madornale che lo tradisce al pari del killer che lascia il revolver con le impronte digitali sul luogo dell’omicidio . No Cazzaro !! La sindrome di Asperger e l’autismo non sono malattie . E dopo essermi chiesto , comunque , se anche aver definito “ vecchia ***” la Montalcini rientrava anch’esso nei parametri della satira , sarebbe opportuno che l’evasore fiscale e pluripregiudicato genovese ha mai parlato oppure essersi informato con qualche genitore che hanno in casa un autistico od un Asperger. Forse il Cazzaro non lo sa come non lo sa il pregiudicato , ma sono oltre mezzo milione le famiglie che ne hanno uno in casa ,  e lottano ogni giorno per dare ai propri cari una vita “normale”. Una vita in cui nessuno debba considerarli ( anche ironicamente e satiricamente ) “malati” perché malati non sono. L’Autismo, come la Sindrome di Asperger, non sono malattie, sono condizioni. Non ci si ammala e non si guarisce: si è autistici tutta la vita. Autismo e Aspergismo sono sinonimi di gente che parla astruso e se ne frega se l’interlocutore non capisce.  I politici che piacciono al Cazzaro e che parlano di tunnel del Brennero e di Matera in Puglia non sono autistici , sono ministri di Grillo !! 

 
Certamente , almeno mi auguro, che il comico genovese  non aveva voglia di insultare quelli che con l’autismo convivono, quelli che per dare una vita migliore agli autistici e agli asperger combattono e fanno sacrifici ogni giorno, quelli che chiedono che le molte risorse e i molti talenti degli autisticie degli asperger vengano valorizzati, che vengano dati loro lavori in cui possono eccellere perché gli autistici in alcune attività sono migliori dei nosedicenti “normali”.Forse Grillo dirà che quelli che si sono indignati perché lui ha paragonato gli autistici a quelli che parlano in tv, perché li ha definiti psicopatici, forse dirà che sono nemici del cambiamento. Forse non si rende conto , che a lui a frasi del genere scappano e basta, e magari non ci pensa più, ma ai disabili e alle loro famiglie evocano altro, evocano fantasmi terribili, come quello del regime nazista che prima di sterminare gli ebrei uccise fra il 1939 e il 1941 settantamila disabili con il chfamigerato programma “Action T4”, e nel 1935 aveva vietato i matrimoni fra i disabili e favoriva gli aborti per le donne “a rischio” di partorire un bambino disabile. Il Cazzaro di Napoli non lo farà ma spero che Grillo “perdoni “ quelli che protestano, ma , nel contempo e, se può, chieda scusa. Lui non pensa male dei disabili ma, per il gusto di una “eventuale “ battuta, ha detto cose assurde che ascoltate da orecchie assurde possono dar luogo a fatti assurdi. Come disse Primo Levi: “E’ accaduto, quindi potrebbe vaccadere di nuovo”. Nel frattempo , cari forumisti , mi chiedo : siete ancora seduti o vi siete alzati in piedi per scaragliare addosso al Cazzaro di Napoli ?? Fatelo in fretta , vi prego !! 
Modificato da mark222220
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Figuriamoci se il noto falsario, fazioso e incivile del forum poteva sostenere la libertà di satira tutelata dall'art.21 della Costituzione! Lui non ha dubbi, lui è per il bavaglio (ai comici e alle intercettazioni). Non però ai politicanti alla Macron, che non fanno satira ma strumentalizzazione politica e usano i lebbrosi e la loro malattia per attaccare i populisti democraticamente eletti in Europa. Senza ovviamente suscitare nessuna indignazione nei vari Renzi, Gramellini e nello stesso falsario. Sono indignati a giorni alterni. E a quanto pare non sanno neppure cosa sia la satira, anche se al fazioso pisano ho tentato di spiegarlo. Vorrei proprio vedere partire qualche demenziale denuncia contro Grillo per quanto ha detto al Circo Massimo. Sarebbe archiviata in men che non si dica e il fazioso e il suo ex caudillo scoprirebbero che l'Italia, nonostante tutto, è un paese meno sovietico di quanto credevano e di quanto gli farebbe comodo. Avevo scritto che i malati di Asperger "tecnicamente malati non sono" ma il falsario, che legge poco dei miei post e ci capisce ancora meno, dice che avrei fatto un errore madornale a considerare l'Asperger una malattia. Eppure avevo anche scritto che Einstein, Newton, Michelangelo, e qui aggiungo pure Mozart, soffrivano di questo piccolo disturbo psichico. Mai neppure sfiorato dall'idea che questi geni fossero malati. Malati sono i lebbrosi strumentalizzati da Macron. Addirittura il falsario scopiazza da qualche testa vuota come la sua e accosta Grillo ai nazisti. Nessuna novità, ci aveva già pensato il delinquente (quello che, da premier in carica, attaccava i magistrati strumentalizzando i malati di cancro e i disturbati mentali) che più volte ha paragonato il comico genovese a Hitler. Roba, sia detto senza offesa per nessuno, da disturbato mentale, o da demenza senile. Non vale dunque la pena dilungarsi sulle sciocchezze postate da un soggetto che, sia detto sempre senza offesa, a livello psichico qualche problema purtroppo lo evidenzia, specie dopo le ripetute batoste elettorali. Ma c'è una panzana dai risvolti politici che non posso lasciar passare. Questo mentecatto scrive che Grillo sarebbe incandidabile al parlamento, pertanto sarebbe costretto a lavorare e a fare il comico. Tesi alquanto comica, e ancora più ridicole sono le motivazioni: una serie di condanne passate in giudicato. Ebbene, è vero che Grillo ha subito qualche lieve condanna per diffamazione: nulla di strano per uno che fa satira politica e che combatte il sistema da ben 40 anni. Ma in ogni caso nessun rientro nella legge Severino, nessuna, nessunissima interdizione dai pubblici uffici. Neppure per l'omicidio colposo legato a un incidente stradale di 37 anni fa causato dall'imprudenza e da un lastrone di ghiaccio. Non ci fu dolo e la condanna a 14 mesi con la condizionale non venne neppure segnata nel casellario giudiziale. Dunque Beppe Grillo, a oggi, è un libero cittadino nel pieno diritto di elettorato attivo e passivo. È candidabile, a norma di legge, non solo al Senato ma anche alla presidenza della Repubblica. Sfido il falsario pisano a dimostrare il contrario. In realtà, almeno fino a qualche tempo fa una causa di incandidabilità c'era, ma era del tutto interna al Movimento, una forma di autocensura per i condannati anche solo in primo grado. Con il nuovo statuto, però, in vigore da inizio anno, la condanna deve essere motivata dal dolo e per i reati d'opinione come la diffamazione ogni valutazione è lasciata, in base al codice etico, agli organi associativi. 

http://ildubbio.news/ildubbio/2017/01/03/adesso-comico-potra-candidarsi/

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1 ora fa, fosforo41 ha scritto:

Figuriamoci se il noto falsario, fazioso e incivile del forum poteva sostenere la libertà di satira tutelata dall'art.21 della Costituzione! Lui non ha dubbi, lui è per il bavaglio (ai comici e alle intercettazioni). Non però ai politicanti alla Macron, che non fanno satira ma strumentalizzazione politica e usano i lebbrosi e la loro malattia per attaccare i populisti democraticamente eletti in Europa. Senza ovviamente suscitare nessuna indignazione nei vari Renzi, Gramellini e nello stesso falsario. Sono indignati a giorni alterni. E a quanto pare non sanno neppure cosa sia la satira, anche se al fazioso pisano ho tentato di spiegarlo. Vorrei proprio vedere partire qualche demenziale denuncia contro Grillo per quanto ha detto al Circo Massimo. Sarebbe archiviata in men che non si dica e il fazioso e il suo ex caudillo scoprirebbero che l'Italia, nonostante tutto, è un paese meno sovietico di quanto credevano e di quanto gli farebbe comodo. Avevo scritto che i malati di Asperger "tecnicamente malati non sono" ma il falsario, che legge poco dei miei post e ci capisce ancora meno, dice che avrei fatto un errore madornale a considerare l'Asperger una malattia. Eppure avevo anche scritto che Einstein, Newton, Michelangelo, e qui aggiungo pure Mozart, soffrivano di questo piccolo disturbo psichico. Mai neppure sfiorato dall'idea che questi geni fossero malati. Malati sono i lebbrosi strumentalizzati da Macron. Addirittura il falsario scopiazza da qualche testa vuota come la sua e accosta Grillo ai nazisti. Nessuna novità, ci aveva già pensato il delinquente (quello che, da premier in carica, attaccava i magistrati strumentalizzando i malati di cancro e i disturbati mentali) che più volte ha paragonato il comico genovese a Hitler. Roba, sia detto senza offesa per nessuno, da disturbato mentale, o da demenza senile. Non vale dunque la pena dilungarsi sulle sciocchezze postate da un soggetto che, sia detto sempre senza offesa, a livello psichico qualche problema purtroppo lo evidenzia, specie dopo le ripetute batoste elettorali. Ma c'è una panzana dai risvolti politici che non posso lasciar passare. Questo mentecatto scrive che Grillo sarebbe incandidabile al parlamento, pertanto sarebbe costretto a lavorare e a fare il comico. Tesi alquanto comica, e ancora più ridicole sono le motivazioni: una serie di condanne passate in giudicato. Ebbene, è vero che Grillo ha subito qualche lieve condanna per diffamazione: nulla di strano per uno che fa satira politica e che combatte il sistema da ben 40 anni. Ma in ogni caso nessun rientro nella legge Severino, nessuna, nessunissima interdizione dai pubblici uffici. Neppure per l'omicidio colposo legato a un incidente stradale di 37 anni fa causato dall'imprudenza e da un lastrone di ghiaccio. Non ci fu dolo e la condanna a 14 mesi con la condizionale non venne neppure segnata nel casellario giudiziale. Dunque Beppe Grillo, a oggi, è un libero cittadino nel pieno diritto di elettorato attivo e passivo. È candidabile, a norma di legge, non solo al Senato ma anche alla presidenza della Repubblica. Sfido il falsario pisano a dimostrare il contrario. In realtà, almeno fino a qualche tempo fa una causa di incandidabilità c'era, ma era del tutto interna al Movimento, una forma di autocensura per i condannati anche solo in primo grado. Con il nuovo statuto, però, in vigore da inizio anno, la condanna deve essere motivata dal dolo e per i reati d'opinione come la diffamazione ogni valutazione è lasciata, in base al codice etico, agli organi associativi. 

http://ildubbio.news/ildubbio/2017/01/03/adesso-comico-potra-candidarsi/

Sei solo un poveraccio buffone . Grillo e’ candidabile solo per il codice etico grillebete . Manco gli articoli del dubbio sai leggere !!  Hai letto bene ?? “ con il nuovo codice M5S sarà incompatibile con le cariche elettive solo chi e’ stato condannato per qualsiasi reato commesso con dolo “ .           Solo con il codice M5S...understand buffone ??  Penoso !! 

Adesso Grillo può candidarsi

Col nuovo codice M5s sarà incompatibile con le cariche elettive solo chi è stato condannato «per qualsiasi reato commesso con dolo»

Grillo e Raggi

SARÀ INCOMPATIBILE «SOLO CHI HA COMMESSO REATI CON DOLO»

Adesso Beppe Grillo potrebbe anche candidarsi a Palazzo Chigi. Il nuovo “Codice di comportamento”, infatti, non introduce solo novità che mettono al riparo la Giunta Raggi da eventuali sorprese giudiziarie. A leggere bene le nuove regole spunta un dettaglio che potrebbe essere il grimaldello per consentire al comico genovese di scendere in campo in prima persona alle prossime Politiche. Fino a ieri, infatti, era considerato incompatibile con un carica elettiva per il M5s chiunque avesse riportato una condanna penale, col nuovo codice lo sarà solo chi è stato condannato «per qualsiasi reato commesso con dolo». L’aggiunta del dolo non è una questione di lana caprina. Grillo si è sempre auto dichiarato incandidabile per una sentenza a suo carico passata in giudicato nel 1988: omicidio colposo.

La vicenda è nota. Nel dicembre del 1981 il comico è a bordo della sua Chevrolet insieme a una coppia di amici e al loro figlio di nove anni. È pomeriggio e lungo i tornanti che si arrampicano sul Colle di Tenda, in provincia di Cuneo, l’asfalto è scivoloso. Grillo è alla guida dell’auto quando passa sopra a un lastrone di ghiaccio che fa schizzare il mezzo fuori strada e lo fa precipitare in un burrone. Il conducente si salva gettandosi dall’abitacolo, muoiono tre passeggeri: i coniugi Renzo Giberti e Rossana Quartapelle, e il loro bimbo di nove anni. Per una casualità a bordo non c’è Cristina, la seconda figlia della coppia, che ha scelto di rimanere a casa di un’amica per vedere un cartone animato. Sarà lei, nel 2013, ad accusare il comico di insensibilità per non averla mai cercata: «Non ho mai avuto occa- sione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?», racconterà a Vanity Fair Cristina Giberti.

Per quell’incidente Grillo venne condannato in via definitiva a un anno e due mesi di reclusione – per omicidio colposo – col beneficio della condizionale. Una tragedia che il capo del Movimento ha spesso ricordato per spiegare le motivazioni della sua incompatibilità con incarichi elettivi. Ma adesso che il nuovo regolamento inserisce la discriminante solo per i reati commessi con dolo, l’autocensura potrebbe venir meno. Il Garante sarebbe libero di giocarsi la carta elettorale qualora dovessero continuare le guerre più o meno dichiarate tra i big del suo partito. Perché la “questione romana” ha messo in seria difficoltà il Movimento 5 stelle. Luigi Di Maio, il candidato designato, ha perso appeal soprattutto tra gli iscritti. I parlamentari non gli hanno perdonato la gestione “omertosa” del “caso Raggi” e faranno di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote. A costo di sostenere Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai, già in campo per la corsa più ambita: la candidatura alla premiership. A meno che nella bagarre non si inserisca anche Alessandro Di Battista, il volto più telegenico del Movimento.

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Ma ci sei o ci fai? Per caso sei un amico di Juncker? Nell'omicidio colposo del 1981 non c'era dolo, dunque nessun pregiudizio di candidabilità per il Movimento. Mentre sui reati d'opinione decidono gli organi collegiali. E non vedo come possano tenere fuori dal Parlamento il fondatore per reati di opinione. Naturalmente qualora il fondatore decidesse di fare il senatore, ma dubito che lo deciderà mai. Mentre per la legge dello Stato, ripeto, Beppe Grillo è candidabilissimo ed eleggibilissimo, anche a presidente della Repubblica. E ora posa il bicchiere. Punto. 

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9 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Ma ci sei o ci fai? Per caso sei un amico di Juncker? Nell'omicidio colposo del 1981 non c'era dolo, dunque nessun pregiudizio di candidabilità per il Movimento. Mentre sui reati d'opinione decidono gli organi collegiali. E non vedo come possano tenere fuori dal Parlamento il fondatore per reati di opinione. Naturalmente qualora il fondatore decidesse di fare il senatore, ma dubito che lo deciderà mai. Mentre per la legge dello Stato, ripeto, Beppe Grillo è candidabilissimo ed eleggibilissimo, anche a presidente della Repubblica. E ora posa il bicchiere. Punto. 

Il pisano tempo fa rilasció una mirabile perla su come occorse l’incidente a Grillo.

Il pisano dopo una abbondante fiascata di pessimo Sangiovese descrisse l’incidente, come una volontà deliberata del Beppe di sterminare quasi un’intera famiglia che stava attraversando la strada, investendola senza pietà con il suo potentissimo Blazer.

Inutile dire che dopo aver sputtanato clamorosamente l’asino pisano, il poveraccio dichiaró guerra aperta al sottoscritto.

🤣🤣🤣

BrS

Buon rosicamento Somari

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18 ore fa, fosforo41 ha scritto:

Non ho capito. Spiegati.

Beppe Grillo ha imparato a parlare lo svizzero e il francese 😂 

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Secondo voi questo sarebbe un disturbato "grave"? 

https://video.repubblica.it/politica/ragazzo-con-sindrome-di-asperger-risponde-a-grillo--c-e-un-italia-migliore-del-tuo-umorismo/317633/318264

Ora capisco perché fino agli anni '90 la sindrome di Asperger non esisteva. Poi hanno cominciato a diagnosticarla. Se andate sui siti specializzati scoprite che le nuove patologie mentali spuntano come i funghi, o come i neologismi. Di questo passo convinceranno il 50% della popolazione ad assumere psicofarmaci. Negli USA sono già il 20%: 65 milioni di "disturbati" mentali per la gioia delle case farmaceutiche.

Dice bene Travaglio. Se Grillo avesse detto che i politici italiani sono sordi e ciechi ai bisogni dei poveri, gli avrebbero aizzato contro i sordi e i ciechi. E avrebbero detto che doveva chiamarli non udenti e non vedenti. 

 

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3 ore fa, fosforo41 ha scritto:

 gli avrebbero aizzato contro i sordi e i ciechi.

Ma sembra che le associazioni e genitori siano insorti senza che nessuno li abbia aizzati.....

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3 ore fa, sempre135 ha scritto:

Ma sembra che le associazioni e genitori siano insorti senza che nessuno li abbia aizzati.....

Se hanno agito di loro iniziativa, ma non credo, hanno preso un grosso granchio perché è del tutto evidente che Grillo non voleva attaccare persone malate o anche solo lievemente disturbate.

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1 minuto fa, fosforo41 ha scritto:

Se hanno agito di loro iniziativa, ma non credo, hanno preso un grosso granchio perché è del tutto evidente che Grillo non voleva attaccare persone malate o anche solo lievemente disturbate.

E’ evidente solo ad una testadiminkia come te ed al pluripregiudicato Beppe Grillo . Non c’è stata una (1) , ripeto una , associazione di malati di autismo e di Asperger che non abbia duramente condannato le parole di Grillo . Ed ora , per favore , togliti dalle palle con questo argomento che stai appuzzando tutto il forum a mo’ di cani come diceva il tuo alleato Salvini ...

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Ecco un altro video: questo, a lume di naso, sembra un caso un poco più "grave". Riassumo i sintomi che mi pare di cogliere: logorrea, scarso senso dell'ironia, leggera pedanteria verbale, leggero vittimismo. Voi che ne dite? Spero che l'amico non si offenda e non dedichi un video pure a me. Anche perché è una persona intelligente e dovrebbe capire che con la sua sintomatologia non rientra nel 3 per mille della popolazione ma almeno nel 30 per cento. Il che vorrebbe dire che almeno il 99% dei presunti "malati" di Asperger (che tecnicamente malati non sono), inclusi i vari Mozart, Einstein, etc., sono o erano in realtà persone normalissime, almeno sotto l'aspetto psichico. Di sicuro stanno molto meglio, con la testa, dei politicanti e degli intellettualoidi da salotto TV fustigati da Grillo.

https://youtu.be/zANcKeml0UU

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5 ore fa, fosforo41 ha scritto:

attaccare persone malate o anche solo lievemente disturbate

Essendo a Roma se il sindaco era di un altro partito qualche parolina l'avrebbe trovata....in sostanza si possono evitare certe allusioni, se però vero è che la satira è cosa di democrazia, vero è anche il disappunto di certe categorie, o è per il fatto che lo dice lo svizzero che dovrebbero astenersi e ridere?....

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