Si sono venduti pure la Magneti Marelli

La Magneti Marelli, grande e storica azienda milanese produttrice di componenti per auto, che nel corso degli anni aveva inglobato altri gloriosi marchi nazionali come Weber e Veglia-Borletti, è stata ceduta per 6,2 miliardi dal gruppo olandese FCA (ex Fiat) a  un'azienda giapponese controllata da un fondo americano. L'operazione fu avviata da Sergio Marchionne ed è stata conclusa dal suo successore, l'inglese Mike Manley. In base all'accordo, la produzione degli stabilimenti italiani resterà in Italia per i prossimi 5 anni, poi si vedrà. La Marelli era una società in piena salute: 43.000 dipendenti (10.000 in Italia), 8 miliardi di ricavi, 1 miliardo di margine lordo nel 2017. Ma, nonostante le continue smentite (inclusa quella di Marchionne in marzo: "Magneti Marelli non la venderò mai"), se la sono venduta ugualmente. Per fare cassa. L'esterofilia degli eredi degli Agnelli è superata solo dalla loro avidità.

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4 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

57 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

la produzione degli stabilimenti italiani resterà in Italia per i prossimi 5 anni, poi si vedrà

Bisogna distinguere due tipologie diverse di investimenti esteri in Italia, la prima consiste in stranieri che impiantano in Italia una fabbrica o un'attività che non esisteva e questo è una cosa positiva, nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro, la seconda tipologia è quando l'investimento estero consiste nell'acquistare una fabbrica già esistente e qui iniziano i dolori, lo fanno per comperare il marchio, i brevetti, le tecnologie, il portafoglio  cli e n ti, togliersi un concorrente di mezzo e poi chiudere, leggo che terranno tutto in Italia per 5 anni e poi?  sarà per loro più conveniente continuare a costruire in Italia con le paghe Italiane i costi Italiani le leggi Italiane o  portare impianti macchinari e tecnologi  in Romania o in qualche paese del terzo mondo? paradossalmente ha ragione dal suo punto di vista  l'attuale presidente USA che cerca di riportare nella sua nazione fabbriche che per ragioni prettamente economiche sono andate a produrre all'estero per poi vendere in America quello che hanno prodotto fuori, è vero che l'economia globalizzata è una ricchezza per tutti, i guai però iniziano quando la globalizzazione finisce per essere una ricchezza solo per pochi e miseria e disoccupazione per molti.

Modificato da etrusco1900

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Si è venduto pure il Milan 🤔 ora però ha ripreso il Monza, quando c era lui, l impunito, ha fatto scappare numerose Marche prestigiose, perché in Italia dovevano pagare le tasse. Ma in un periodo di CRISI le tasse le devo pagare solo io ?

 

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55 minuti fa, fosforo41 ha scritto:

La Magneti Marelli, grande e storica azienda milanese produttrice di componenti per auto, che nel corso degli anni aveva inglobato altri gloriosi marchi nazionali come Weber e Veglia-Borletti, è stata ceduta per 6,2 miliardi dal gruppo olandese FCA (ex Fiat) a  un'azienda giapponese controllata da un fondo americano. L'operazione fu avviata da Sergio Marchionne ed è stata conclusa dal suo successore, l'inglese Mike Manley. In base all'accordo, la produzione degli stabilimenti italiani resterà in Italia per i prossimi 5 anni, poi si vedrà. La Marelli era una società in piena salute: 43.000 dipendenti (10.000 in Italia), 8 miliardi di ricavi, 1 miliardo di margine lordo nel 2017. Ma, nonostante le continue smentite (inclusa quella di Marchionne in marzo: "Magneti Marelli non la venderò mai"), se la sono venduta ugualmente. Per fare cassa. L'esterofilia degli eredi degli Agnelli è superata solo dalla loro avidità.

Aldilà di quel che vomita il Cazzaro di Napoli , trattasi di ottima operazione commerciale da parte di FCA . Il Cazzaro naturalmente , per denigrare l’operazione non si sottrae alle solite bufale a cui oramai siamo abituati . La prima : non si perderà nemmeno un posto di lavoro e la produzione rimarrà in Italia nella sede storica di Corbetta oltre a tutti gli altri stabilimenti sparsi per la penisola . La seconda che non e’ affatto vero che la Marelli conta 43.000 dipendenti ma a questa cifra attiverà ora con la vendita ai giapponesi . La vendita si e’ resa necessaria per mantenere le stesse quote di mercato e di potere concorrenziale con le altre aziende mondiali . Ecco allora che dopomesi di trattative è stata ufficializzata la cessione dell’azienda italiana Magneti Marelli alla giapponese Calsonic Kinsei. L’operazione commerciale, del valore di 6,2 miliardi di euro, ha visto come attori principali Fca, che controllava la società di componentistica per autoveicoli italiana, e il fondo americano Kkr, che controlla Calsonic Kinsei. La nuova realtà nata dalla fusione si chiamerà Magneti Marelli CK Holdings. La vendita è ancora soggetta ad approvazione delle autorità e altre operazioni di chiusura. Amministratore delegato del nuovo gruppo sarà l’attuale numero uno di Calsonic Kinsei, Beda Bolzenius e nel consiglio di amministrazione siederà Ermanno Ferrari, oggi ad di Marelli. Da mesi si vociferava di una vendita per fare cassa, anche se Fca è riuscita ad azzerare il debito già sotto Marchione senza disfarsi dell’azienda e confermando l grande capacità imprenditoriale del mai troppo rimpianto Marchionne che per questo era attaccato dal semianalfabeta Giggino O’Fischer e da Toninulla che a lasciarli fare riporterebbero l’Italia all’eta’ della pietra con il beneplacito del Comunista Comunitarista oltre che Cazzaro di Napoli Fosforo 41. Nella nota pubblicata da Fca si legge che la vendita “rappresenta un’opportunità unica di combinare due business di successo per creare uno dei principali fornitori mondiali indipendenti di componenti automobilistici, con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro”L’integrazione ha anche un alto valore strategico perché permette a entrambe le aziende coinvolte di dare vita a un fornitore diversificato e in grado posizionarsi meglio nel mercato per servire *** in tutto il mondo grazie alle dimensioni più grandi. Inoltre, ha dichiarato Mike Manley, subentrato alla guida di Fca a seguito della scomparsa di Sergio Marchionne“per consentire a Magneti Marelli di esprimere tutto il suo potenziale nella prossima fase del suo sviluppo, la combinazione con Calsonic Kansei, si è rivelata un’opportunità ideale per accelerare la crescita futura di Magneti Marelli a beneficio dei suoi *** e delle sue persone eccezionali. Le attività così combinate continueranno ad essere uno dei partner commerciali più importanti di Fca e vorremmo vedere questo rapporto crescere ulteriormente in futuro”. Il nuovo gruppo sarà una realtà di oltre 43mila dipendenti in grado di operare su quasi 200 impianti e centri di ricerca e sviluppo in Europa, Giappone, America e Asia-Pacifico. Dalla dirigenza di Fca è stato anche confermato l’impegno amantenere in Italia l’operatività di Marelli e i livelli occupazionali attuali. “L’accordo può rappresentare un’occasione di crescita e sviluppo. Vigileremo sul rispetto delle garanzie occupazionali fornite dall’azienda”, ha dichiarato Marco Bentivogli, segretario generale di Fim Cisl. Come si legge nel comunicato rilasciato dai sindacati firmatari dell’accordo, la nuova Marelli Calsonic Kinsei sarà fornitore di Fca per i prossimi cinque anni almeno e manterrà il suo quartier generale per l’Europa nella sede di Corbetta (in provincia di Milano) e gli stabilimenti in Piemonte, Emilia Romagna e Campania. Si conferma l’assoluta seminfermità mentale del Cazzaro di Napoli oltre naturalmente alla sua “naturale” predisposizione a non capire un caz.z.o circa gli argomenti oggetto del dibattere . Ridicolo !!

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3 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

Bisogna distinguere due tipologie diverse di investimenti esteri in Italia, la prima consiste in stranieri che impiantano in Italia una fabbrica o un'attività che non esisteva e questo è una cosa positiva, nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro, la seconda tipologia è quando l'investimento estero consiste nell'acquistare una fabbrica già esistente e qui iniziano i dolori, lo fanno per comperare il marchio, i brevetti, le tecnologie, il portafoglio  cli e n ti, togliersi un concorrente di mezzo e poi chiudere, leggo che terranno tutto in Italia per 5 anni e poi?  sarà per loro più conveniente continuare a costruire in Italia con le paghe Italiane i costi Italiani le leggi Italiane o  portare impianti macchinari e tecnologi  in Romania o in qualche paese del terzo mondo? paradossalmente ha ragione dal suo punto di vista  l'attuale presidente USA che cerca di riportare nella sua nazione fabbriche che per ragioni prettamente economiche sono andate a produrre all'estero per poi vendere in America quello che hanno prodotto fuori, è vero che l'economia globalizzata è una ricchezza per tutti, i guai però iniziano quando la globalizzazione finisce per essere una ricchezza solo per pochi e miseria e disoccupazione per molti.

Egregio Etrusco, condivido in toto. Aggiungo che oggi il problema di FCA è che le politiche brevimiranti di Marchionne avranno anche risanato i conti del gruppo, ma lo hanno lasciato paurosamente indietro nell'innovazione tecnologica nel settore chiave per il futuro a medio e lungo termine dell'industria automobilistica, quello dell'auto elettrica. A tutt'oggi FCA è l'unico grande costruttore che in Europa non ha in listino neppure un modello full electric e nemmeno una ibrida. Negli ultimi 20 anni l'ex gruppo torinese ha investito soprattutto sul diesel, motore che sta per essere abbandonato da molte case in vista delle sempre più severe norme sulle emissioni inquinanti e dei nuovi test di omologazione. Lo abbandonerà la stessa FCA entro il 2021 (eccetto che sui veicoli industriali) stando alle parole di Marchionne nell'ultimo discorso prima di morire. In quel discorso il manager annunciò anche un investimento di oltre 9 miliardi per l'elettrificazione della gamma entro il 2022: una svolta epocale. Ecco quindi la ragione principale della vendita di Magneti Marelli: procurarsi liquidità per gli investimenti necessari a colmare almeno in parte il gap sulla concorrenza nei settori delle elettriche e delle ibride. Temo però che ci sia stata anche un'altra ragione. Un'azienda risanata sul piano finanziario non si priva così facilmente di una controllata che realizza utili. Il punto è che Magneti Marelli oggi produce ottima componentistica per i motori tradizionali (iniettori, centraline, etc.) mentre è indietro nel settore elettrico, dunque nei prossimi anni rischia di perdere quote di mercato. La stessa FCA che assicura che continuerà a usare i componenti dell'azienda milanese almeno per i prossimi 5 anni, sulla nuova Jeep Renegade a batteria (che sarà prodotta a Melfi) monterà con ogni probabilità componenti della Bosch. La speranza è che la nuova proprietà investa in Magneti Marelli e nei suoi stabilimenti italiani come hanno fatto i tedeschi del gruppo Vw-Audi per la Lamborghini di Sant'Agata Bolognese e per la Ducati di Borgo Panigale, riportando due storiche aziende agli antichi fasti e rispettandone l'italianità. Purtroppo la gloriosa casa milanese non produce inconfondibili auto e moto sportive ma anonimi componenti. E i componenti nell'economia globale si producono sempre più spesso là dove costa meno produrli. Saluti

Modificato da fosforo41

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